Il peso della guerra nel Golfo Persico su imprese e famiglie italiane

Pressenza - Tuesday, August 4, 2026

L’Ufficio studi della CGIA stima che nel 2026 gli italiani dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti. Il calcolo è stato elaborato ipotizzando che, dopo 5 mesi dall’inizio del conflitto, sino alla fine dell’anno i prezzi applicati in questo momento rimangano invariati.

Il rincaro maggiore riguarderà benzina e diesel, con una spesa extra di 13,6 miliardi di euro (+20,4 % rispetto al 2025), seguiti dall’energia elettrica con +10,2 miliardi (+12,9 %) e dal gas con +5 miliardi (+14,6 %). Un conto salato che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili, sulle aziende di trasporto di persone/merci e sulle imprese a elevato consumo di energia.

Sul fronte territoriale, è la Lombardia a pagare il prezzo più alto: gli aumenti energetici graveranno sulla regione per 5,4 miliardi di euro, con un incremento del 15,1 % rispetto al 2025. Al secondo posto l’Emilia-Romagna, con un aggravio di 3 miliardi di euro (+16,1 %), seguita dal Veneto, dove il maggior costo sfiora i 2,9 miliardi (+15,8 %).

È evidente che a subire l’impatto più pesante saranno le aree geografiche più popolose e con la maggiore vocazione manifatturiera e commerciale del Paese. Insomma, la stangata si abbatterà, in misura più importante, sui territori economicamente più avanzati della penisola.

Per quanto riguarda la spesa per carburanti, con i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalità self service attestatisi, nell’ultima settimana, rispettivamente a 1,91 e 2,04 euro al litro con un rincaro, rispetto al periodo a ridosso dell’inizio delle ostilità, del +14,4 % per il primo e del +18,5 % per il secondo, per il 2026 l’Ufficio studi della CGIA prevede un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4 %.

A livello territoriale, gli aumenti più marcati in termini percentuali si dovrebbero registrare in Basilicata, dove l’aumento raggiungerebbe il 21,6 % (+118 milioni di euro). Seguono la Campania e la Puglia, entrambe con un incremento del 21,3 %: nel primo caso l’impatto economico è stimato in circa 1 miliardo di euro, nel secondo in 837 milioni.

Un quadro che evidenzia come l’andamento dei prezzi dei carburanti continui a produrre effetti significativi e disomogenei sul territorio nazionale, con ricadute particolarmente rilevanti per famiglie e imprese delle regioni del Mezzogiorno (https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2026/07/Rincari-luce-gas-carburanti-25.07.26.pdf).

E l’aggravio che le famiglie sono costrette a sostenere per l’aumento di elettricità, gas e carburanti sta alla base anche delle difficoltà per molte di esse di potersi permettere in questa estate 2026 alcuni giorni lontano da casa.

In Italia 1 famiglia su 3 non può permettersi la vacanza

Come ci ricorda una ricerca dell’Osservatorio #Conibambini realizzata da Con i bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, in Italia una famiglia su tre non può permettersi la vacanza: “È possibile farsi un’idea del fenomeno considerando i dati Istat elaborati nell’ambito dell’indagine sulle condizioni di vita, che mira a ricostruire il quadro sui redditi e le situazioni di povertà, esclusione sociale e deprivazione presenti nel nostro Paese – sottolinea Openpolis – Nel 2025 il 33,2% delle famiglie con un figlio minore dichiara di non aver potuto permettersi di fare almeno una settimana di vacanze lontano da casa. Un’incidenza simile a quella delle famiglie con due figli a carico (31,5%). Il dato aumenta a 53,3% quando invece sono tre o più”.

Sebbene in calo, nel 2025 più del 30% delle famiglie, sia con un figlio unico che con due figli, non potevano permettersi una settimana di vacanze lontano da casa. Questa quota superava il 50% per le famiglie con tre o più figli. Una situazione che genera una disparità nelle occasioni di apprendimento rispetto ai coetanei che possono fare questo tipo di esperienze. Ciò comporta l’attivazione di un meccanismo intimamente connesso con quello della povertà educativa, da più punti di vista: un bambino che durante l’estate non ha la possibilità di viaggiare con la propria famiglia, visitare luoghi o anche solo trascorrere del tempo fuori casa ha maggiori probabilità di vedere limitati diritti fondamentali come quelli al gioco, al tempo libero e all’apprendimento. Una prerogativa, quest’ultima, che non si realizza solo tra i banchi di scuola.

Rapporto Ufficio studi CGIA, luglio 2026: CON LA GUERRA DEL GOLFO STANGATA DA 29 MILIARDI

Giovanni Caprio