Tag - crisi energetica

Gli Stati Uniti si preparano ufficialmente ad abbandonare l’Ucraina
Dopo anni di serrato sostegno all’Ucraina, la speranza iniziale USA di arrivare ad un indebolimento definitivo della Russia si va affievolendo: le controffensive ucraine stentano a guadagnare terreno, l’economia russa si ristruttura in senso bellico evadendo le sanzioni e gli stessi Stati Uniti si trovano confrontati con l’aumento globale delle materie prime energetiche. In questo scenario, il desiderio di uscire dal conflitto limitando le perdite economiche e massimizzando i guadagni inizia a prevalere, tra l’establishment USA, sulla coerenza politica e sulla solidarietà con l’alleato ucraino mandato al massacro. Ad inizio della scorsa settimana, il presidente Donald Trump ha firmato la sospensione di alcune sanzioni contro la Russia e autorizzato l’importazione di Diesel. Allo stesso tempo, crescono le tensioni tra Trump e il suo omologo ucraino Zelensky, considerato un ostacolo alla risoluzione del conflitto perché troppo intransigente ed indisposto a qualsiasi trattativa con la Russia. Si delinea uno scenario in cui l’unica forza politica a rimanere saldamente favorevole al sostegno allo sforzo bellico ucraino è l’Unione Europea – una scelta dalle conseguenze sempre più evidentemente disastrose per l’economia ed il costo della vita, eppure ciecamente sostenuta dall’establishment politico europeo e dalla stampa. Ne abbiamo parlato con Francesco Dall’Aglio, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria)
October 17, 2026
Radio Blackout - Info
Gli Stati Uniti si preparano ufficialmente ad abbandonare l’Ucraina
Dopo anni di serrato sostegno all’Ucraina, la speranza iniziale USA di arrivare ad un indebolimento definitivo della Russia si va affievolendo: le controffensive ucraine stentano a guadagnare terreno, l’economia russa si ristruttura in senso bellico evadendo le sanzioni e gli stessi Stati Uniti si trovano confrontati con l’aumento globale delle materie prime energetiche. In questo scenario, il desiderio di uscire dal conflitto limitando le perdite economiche e massimizzando i guadagni inizia a prevalere, tra l’establishment USA, sulla coerenza politica e sulla solidarietà con l’alleato ucraino mandato al massacro. Ad inizio della scorsa settimana, il presidente Donald Trump ha firmato la sospensione di alcune sanzioni contro la Russia e autorizzato l’importazione di Diesel. Allo stesso tempo, crescono le tensioni tra Trump e il suo omologo ucraino Zelensky, considerato un ostacolo alla risoluzione del conflitto perché troppo intransigente ed indisposto a qualsiasi trattativa con la Russia. Si delinea uno scenario in cui l’unica forza politica a rimanere saldamente favorevole al sostegno allo sforzo bellico ucraino è l’Unione Europea – una scelta dalle conseguenze sempre più evidentemente disastrose per l’economia ed il costo della vita, eppure ciecamente sostenuta dall’establishment politico europeo e dalla stampa. Ne abbiamo parlato con Francesco Dall’Aglio, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria)
October 17, 2026
Radio Blackout
Eni, “sconti” sul carburante per coprire gli extraprofitti?
Ad Antonio Tricarico, autore di diversi articoli su Recommon, abbiamo chiesto un commento sugli extra profitti che Eni (ma anche altre Big Oil) hanno incassato negli ultimi mesi, nel bel pieno della crisi energetica. Come seconda cosa, gli abbiamo chiesto di commentare la scelta di Eni di stabilire un tetto al prezzo del carburante. Quali possono essere le promesse fatte dal governo per ottenere questa misura palliativa? Oltre all’aumento della quotazione in borsa e al guadagno d’immagine, cos’altro ha ottenuto Eni con questa mossa? Ascolta la diretta:
October 6, 2026
Radio Blackout - Info
Eni, “sconti” sul carburante per coprire gli extraprofitti?
Ad Antonio Tricarico, autore di diversi articoli su Recommon, abbiamo chiesto un commento sugli extra profitti che Eni (ma anche altre Big Oil) hanno incassato negli ultimi mesi, nel bel pieno della crisi energetica. Come seconda cosa, gli abbiamo chiesto di commentare la scelta di Eni di stabilire un tetto al prezzo del carburante. Quali possono essere le promesse fatte dal governo per ottenere questa misura palliativa? Oltre all’aumento della quotazione in borsa e al guadagno d’immagine, cos’altro ha ottenuto Eni con questa mossa? Ascolta la diretta:
October 6, 2026
Radio Blackout
CUBA. Cosa sta accadendo realmente?
Cuba torna al centro del dibattito pubblico in Sardegna con una serie di iniziative dedicate alla situazione dell’isola, alla crisi economica ed energetica e al rapporto con gli Stati Uniti. Diverse associazioni si sono organizzate per dare la parola a giornalisti, intellettuali ed esponenti politici che intrattengono legami diretti con l’isola caraibica e che parleranno dunque per esperienza diretta. Sono previsti tre incontri, a Sassari, Mamoiada e Cagliari, dove verrà presentato alla popolazione l’evento “CUBA RESISTE – Contro l’embargo USA e la nuova aggressione imperialista, solidarietà con Cuba Socialista”. Si tratta di tre serate di informazione e solidarietà dedicate a una realtà che, secondo i promotori, viene spesso raccontata soprattutto attraverso la crisi economica e le difficoltà interne, senza mettere adeguatamente in evidenza il peso delle sanzioni e del lungo embargo statunitense. La situazione dell’isola è oggi particolarmente difficile, tra crisi energetica, carenza di carburante e medicinali e forti difficoltà economiche. Il governo cubano attribuisce una parte significativa di queste difficoltà al “bloqueo” statunitense, mentre Washington sostiene che le proprie misure siano uno strumento di pressione nei confronti delle autorità dell’Avana per un cambio di politiche. Sarà proprio il rapporto tra embargo, crisi economica, pressione imperialista nordamericana e condizioni di vita della popolazione il focus della serata. A discuterne saranno relatori profondamente conoscitori della storia e della condizione attuale dell’isola. Interverranno Giacomo Marchetti, della Commissione Internazionale della Rete dei Comunisti, e Valter Lorenzi, responsabile del Circolo Agorà di Pisa e recentemente rientrato da Cuba, dove è stato come esponente della Brigata Internazionale di Lavoro Volontario “José Martí”. Lorenzi porterà dunque anche la testimonianza diretta dell’esperienza vissuta a Cuba.   Con loro interverrà il giornalista Argentino Tellini, conoscitore della realtà cubana, che ha trascorso un lungo periodo sull’isola proprio nel momento di massima crisi energetica e umanitaria. Nel corso dell’incontro sarà presentato anche il volume “La Dichiarazione de La Habana”, dedicato alle radici storiche e politiche della Rivoluzione cubana. Particolarmente significativa sarà la partecipazione, in collegamento audio-video, di S.E. Jorge Luis Cepero Aguilar, ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia, che offrirà la posizione ufficiale cubana sulla situazione dell’isola. Ogni serata sarà inoltre un’occasione di solidarietà concreta: in sala saranno organizzati una raccolta di farmaci e fondi destinati a Cuba e un banchetto con il volume La Dichiarazione de La Habana. A Sassari l’appuntamento è per il 7 ottobre, nella sede della Costituente per Sassari. L’iniziativa è promossa da Sa Domo de Totus in collaborazione con La Costituente per Sassari. A Mamoiada l’appuntamento è per l’8 ottobre alle ore 18:30, presso il Centro sociale cittadino, in un’iniziativa promossa da Sa domo de totus e patrocinata dal Comune di Mamoiada. A Cagliari, invece, l’incontro si terrà presso il 9 ottobre, alle 18:00, al Dopo Lavoro Ferroviario, in viale La Plaia 23, in collaborazione con Sa Domo de Totus e Multipopolare Sardegna. Una serie di incontri, dunque, che punta ad allargare il confronto sulla realtà cubana, mettendo al centro le condizioni economiche e sociali dell’isola, il ruolo delle sanzioni statunitensi, la crisi energetica e le relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Ciascun appuntamento vuole essere, nelle intenzioni dei promotori, non soltanto un momento di discussione politica, ma uno spazio aperto ai territori per conoscere più da vicino la realtà cubana e rilanciare una pratica di solidarietà internazionalista concreta.     Cristiano Sabino
October 2, 2026
Pressenza
Il peso della guerra nel Golfo Persico su imprese e famiglie italiane
L’Ufficio studi della CGIA stima che nel 2026 gli italiani dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti. Il calcolo è stato elaborato ipotizzando che, dopo 5 mesi dall’inizio del conflitto, sino alla fine dell’anno i prezzi applicati in questo momento rimangano invariati. Il rincaro maggiore riguarderà benzina e diesel, con una spesa extra di 13,6 miliardi di euro (+20,4 % rispetto al 2025), seguiti dall’energia elettrica con +10,2 miliardi (+12,9 %) e dal gas con +5 miliardi (+14,6 %). Un conto salato che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili, sulle aziende di trasporto di persone/merci e sulle imprese a elevato consumo di energia. Sul fronte territoriale, è la Lombardia a pagare il prezzo più alto: gli aumenti energetici graveranno sulla regione per 5,4 miliardi di euro, con un incremento del 15,1 % rispetto al 2025. Al secondo posto l’Emilia-Romagna, con un aggravio di 3 miliardi di euro (+16,1 %), seguita dal Veneto, dove il maggior costo sfiora i 2,9 miliardi (+15,8 %). È evidente che a subire l’impatto più pesante saranno le aree geografiche più popolose e con la maggiore vocazione manifatturiera e commerciale del Paese. Insomma, la stangata si abbatterà, in misura più importante, sui territori economicamente più avanzati della penisola. Per quanto riguarda la spesa per carburanti, con i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalità self service attestatisi, nell’ultima settimana, rispettivamente a 1,91 e 2,04 euro al litro con un rincaro, rispetto al periodo a ridosso dell’inizio delle ostilità, del +14,4 % per il primo e del +18,5 % per il secondo, per il 2026 l’Ufficio studi della CGIA prevede un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4 %. A livello territoriale, gli aumenti più marcati in termini percentuali si dovrebbero registrare in Basilicata, dove l’aumento raggiungerebbe il 21,6 % (+118 milioni di euro). Seguono la Campania e la Puglia, entrambe con un incremento del 21,3 %: nel primo caso l’impatto economico è stimato in circa 1 miliardo di euro, nel secondo in 837 milioni. Un quadro che evidenzia come l’andamento dei prezzi dei carburanti continui a produrre effetti significativi e disomogenei sul territorio nazionale, con ricadute particolarmente rilevanti per famiglie e imprese delle regioni del Mezzogiorno (https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2026/07/Rincari-luce-gas-carburanti-25.07.26.pdf). E l’aggravio che le famiglie sono costrette a sostenere per l’aumento di elettricità, gas e carburanti sta alla base anche delle difficoltà per molte di esse di potersi permettere in questa estate 2026 alcuni giorni lontano da casa. In Italia 1 famiglia su 3 non può permettersi la vacanza Come ci ricorda una ricerca dell’Osservatorio #Conibambini realizzata da Con i bambini e Openpolis nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, in Italia una famiglia su tre non può permettersi la vacanza: “È possibile farsi un’idea del fenomeno considerando i dati Istat elaborati nell’ambito dell’indagine sulle condizioni di vita, che mira a ricostruire il quadro sui redditi e le situazioni di povertà, esclusione sociale e deprivazione presenti nel nostro Paese – sottolinea Openpolis – Nel 2025 il 33,2% delle famiglie con un figlio minore dichiara di non aver potuto permettersi di fare almeno una settimana di vacanze lontano da casa. Un’incidenza simile a quella delle famiglie con due figli a carico (31,5%). Il dato aumenta a 53,3% quando invece sono tre o più”. Sebbene in calo, nel 2025 più del 30% delle famiglie, sia con un figlio unico che con due figli, non potevano permettersi una settimana di vacanze lontano da casa. Questa quota superava il 50% per le famiglie con tre o più figli. Una situazione che genera una disparità nelle occasioni di apprendimento rispetto ai coetanei che possono fare questo tipo di esperienze. Ciò comporta l’attivazione di un meccanismo intimamente connesso con quello della povertà educativa, da più punti di vista: un bambino che durante l’estate non ha la possibilità di viaggiare con la propria famiglia, visitare luoghi o anche solo trascorrere del tempo fuori casa ha maggiori probabilità di vedere limitati diritti fondamentali come quelli al gioco, al tempo libero e all’apprendimento. Una prerogativa, quest’ultima, che non si realizza solo tra i banchi di scuola. Rapporto Ufficio studi CGIA, luglio 2026: CON LA GUERRA DEL GOLFO STANGATA DA 29 MILIARDI Giovanni Caprio
August 4, 2026
Pressenza
Dal Golfo Persico al Mar Caspio: il fronte marittimo della guerra imperialista
Un filo rosso unico collega ormai le acque del Mar Caspio, le rotte del Mar Rosso e lo Stretto di Hormuz. Gli sviluppi militari hanno definitivamente infranto la separazione tra il conflitto russo-ucraino e l’aggressione all’Iran. Nella notte tra il 25 e il 26 luglio, il Servizio di Sicurezza Ucraino […] L'articolo Dal Golfo Persico al Mar Caspio: il fronte marittimo della guerra imperialista su Contropiano.
August 4, 2026
Contropiano
Crepe sulle sanzioni alla Russia: esenzioni in UE, rischi per il dollaro e shock energetico globale
La strategia occidentale sulle sanzioni contro la Russia si trova di fronte a un momento di profonda crisi, stretta tra i timori americani per la tenuta del dollaro e il progressivo cedimento del fronte europeo. A lanciare l’allarme sono stati sia il New York Times sia il Financial Times, che […] L'articolo Crepe sulle sanzioni alla Russia: esenzioni in UE, rischi per il dollaro e shock energetico globale su Contropiano.
July 22, 2026
Contropiano
Le crociere, concausa della crisi energetica. Ma a Livorno 50 approdi in più nel 2026
Anche quest’anno la Fondazione LEM, riccamente sostenuta dal Comune di Livorno (cioè dalle nostre tasse) è andata in quel di Miami per portarsi a casa un altro po’ di crociere. È accaduto al Seatrade Cruise Global 2026, il principale evento … Leggi tutto L'articolo Le crociere, concausa della crisi energetica. Ma a Livorno 50 approdi in più nel 2026 sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.