
A volte dal Parlamento arriva anche qualche buona notizia
Pressenza - Tuesday, July 21, 2026Non sono frequenti le buone notizie dal Parlamento. Eppure, in questi ultimi giorni i nostri eletti approvando la legge “Liberi di scegliere” e un emendamento alla legge elettorale ci hanno meravigliato per ben due volte.
Mercoledì 15 luglio il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge chiamato “Liberi di scegliere”, che garantisce assistenza e protezione a minori e madri in fuga da ambienti mafiosi. La Camera lo aveva approvato il 1° luglio scorso e, quindi, con la delibera finale, la legge estende a tutto il territorio nazionale il protocollo Liberi di scegliere, avviato nel 2012 su iniziativa del magistrato Roberto Di Bella, allora presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, ora a Catania.
Alla buona riuscita del progetto hanno contribuito anche Libera e la Conferenza episcopale italiana (Cei), che hanno favorito il trasferimento e il reinserimento delle donne e dei minori che hanno scelto di allontanarsi dai contesti mafiosi.
“La legge approvata – ha sottolineato Luigi Ciotti in occasione del voto – è motivo di enorme gioia, per chi come noi da anni sperimenta i problemi di donne, bambini e ragazzi che cercano la propria libertà e dignità lontano dai contesti mafiosi di origine, a costo di affrontare minacce e rischi concreti”.
Il testo prevede misure di tutela, come il trasferimento in luoghi protetti e il cambio dei documenti, forme di supporto economico, psicologico e sociale e strumenti per favorire l’inserimento lavorativo e la prosecuzione degli studi.
I beneficiari del programma Liberi di scegliere sono: i figli di persone indagate, imputate o condannate per associazione mafiosa oppure finalizzata al narcotraffico, o ancora per delitti commessi con l’aggravante del metodo mafioso, ma la platea è stata allargata anche ai minori di persone coinvolte in procedimenti per associazione a delinquere semplice (un’apertura che ha fatto discutere); i minori coinvolti nella commissione di questi reati che manifestino la volontà di allontanarsi dal contesto criminale; minorenni vittime di violenza o intimidazione da parte delle organizzazioni criminali; i giovani fino ai 25 anni che erano già beneficiari da minorenni e confermano la volontà di allontanarsi dalle famiglie; i genitori, o chi esercita la responsabilità genitoriale, che scelgono di allontanarsi insieme ai figli. La legge si applica solo quando non ricorrono i presupposti per l’ammissione ai programmi già previsti per i collaboratori di giustizia o i testimoni di giustizia.
Il Procuratore per i minorenni può muoversi a seguito di denunce, segnalazioni di servizi sociali o scuole, su istanza diretta della persona interessata, oppure dopo aver ricevuto informazioni emerse nel corso di indagini della procura su mafia e traffici di droga che coinvolgano minori a rischio.
La nuova legge prevede che i vertici della Procura ordinaria informino i colleghi della Procura per i minorenni sui procedimenti penali che coinvolgono genitori accusati o condannati per mafia, in modo da far scattare tempestivamente le verifiche sulle condizioni di vita dei figli minori, per verificare se la loro crescita e la loro integrità sia a rischio.
In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il testo approvato è disponibile sul sito del Senato e il dossier parlamentare è pubblicato sul sito della Camera dei deputati.
Per consentire ai cittadini di vota in un Comune diverso da quello di residenza, la Camera dei deputati nei giorni scorsi ha approvato all’unanimità anche un emendamento alla discutibilissima legge elettorale da tanti ritenuta palesemente incostituzionale.
L’ISTAT stima che nel nostro Paese siano circa 4.9 milioni le persone alle quali viene sistematicamente preclusa la possibilità di esercitare il diritto di voto.
Si tratta soprattutto di giovani tra i 18 e i 35 anni che si spostano per motivi di studio o alla ricerca del primo impiego. Moltissimi di loro provengono dalle regioni del Sud, dalle quali sono costretti a emigrare verso il Nord Italia a causa delle scarse opportunità offerte nei loro territori.
Come evidenziato nel rapporto “Fuori sede al voto: realtà in Europa, miraggio in Italia” elaborato da The Good Lobby e Comitato Iovotofuorisede, con l’eccezione di Cipro e Malta, piccole isole che non necessitano di sistemi per votare da remoto, l’Italia è l’unico Paese europeo a non permettere il voto ai fuori sede.
La norma introdotta nella legge elettorale prevede la possibilità che, attraverso l’iscrizione in un apposito albo, chi per motivi di studio, lavoro o cure mediche abita lontano dal proprio Comune di residenza, eserciti il diritto di votare dove è temporaneamente domiciliato.
“In questi anni di campagna – ha sottolineato l’organizzazione non profit The Good Lobby – insieme a Will Media e tutta la Rete Voto Fuorisede siamo riusciti a compattare la maggioranza su un tema inizialmente divisivo, rendendolo così trasversale che anche le opposizioni hanno votato a favore dell’emendamento. Fino all’ultimo abbiamo lavorato, in stretto dialogo con i decisori politici, per proporre riformulazioni che migliorassero il testo. Il requisito per chi si sposta per motivi di cura, per esempio, è stato ridotto a tre mesi ed è stata introdotta una seconda finestra di registrazione per chi acquisisce lo status di fuorisede fino a quarantacinque giorni prima delle elezioni. Si tratta di un risultato significativo, ma il percorso non è concluso. Per diventare legge dello Stato ed essere applicata alle prossime elezioni Politiche, alle Europee e ai Referendum, la riforma deve completare il suo percorso istituzionale.
Restano ancora alcuni punti che, per le organizzazioni che da anni si battono per questo risultato, a partire dalla Rete Voto Fuorisede, sarebbero da modificare, come la soglia temporale di 9 mesi per rientrare nella categoria dei fuori sede e, quindi, avere diritto a votare nel nuovo domicilio. Un requisito da abbassare perché escluderebbe numerose categorie di persone. Per chi si trova invece lontano da casa per motivi documentati di cura, il requisito minimo è di tre mesi.