
India: la marcia degli ‘scarafaggi’ e il ricovero forzato di Sonam Wangchuk
Pressenza - Monday, July 20, 2026Stamattina, 20 luglio, migliaia di giovani aderenti al movimento Cockroach Janta Party a New Dehli hanno manifestato per chiedere le dimissioni del ministro dell’istruzione.
L’intervento delle forze dell’ordine ha impedito loro di avvicinarsi alla sede del Parlamento indiano.
Il leader degli ‘scarafaggi’, Abhijeet Dipke, è stato arrestato e il loro portavoce, Saurav Das, ha denunciato le autorità per le aggressioni subite dai manifestanti.
“La folla a Jantar Mantar, luogo designato per le proteste a pochi chilometri dal Parlamento, era formata da studenti, professionisti e famiglie con bambini piccoli – riferisce AP – La polizia ha sparso gas lacrimogeni e caricato i manifestanti con i manganelli, dopo che questi avevano tentato di forzare le barricate di sicurezza che circondavano il luogo della protesta nel centro di Nuova Delhi”.
AP spiega che il Cockroach Janta Party è “nato a maggio dopo che il presidente della Corte Suprema ha paragonato alcuni giovani disoccupati a degli scarafaggi“: i giovani si sono dati l’epiteto come proprio appellativo.
“Il movimento ha preso slancio dopo che ripetute fughe di notizie riguardanti gli esami di ammissione ad alto rischio per le facoltà di medicina e i posti di lavoro governativi hanno scatenato l’ira dell’opinione pubblica – riferisce AP – Le proteste sono diventate una rara sfida pubblica al governo nazionalista indù di Modi, giunto al suo terzo mandato, raccogliendo il sostegno di partiti di opposizione, attivisti per i diritti umani e alcune celebrità di Bollywood”.
Evidenziando che da quando è iniziata la rivolta degli ‘scarafaggi’ contro il governo Modi gli scontri avvenuti stamane sono stati i più intensi e cruenti, AP riporta che la tensione era aumentata “dopo che sabato la polizia ha trasferito con la forza in ospedale l’attivista in sciopero della fame Sonam Wangchuk“.
Dichiarando che se ai manifestanti fosse stato permesso di raggiungere il Parlamento lui avrebbe interrotto lo sciopero della fame, aveva chiesto il permesso di uscire dall’ospedale per unirsi alla marcia degli ‘scarafaggi’. L’ingegnere ecologista fondatore nel 1988 dello Students’ Educational and Cultural Movement of Ladakh (SECMOL) e nel 2017 dello Himalayan Institute of Alternatives Ladakh (HIAL), che protesta digiunando dal 28 giugno scorso, era stato prelevato e condotto in ospedale sabato. Oggi sua moglie, Gitanjali J Angmo, ha fatto ricorso all’Alta Corte di New Delhi per impugnare l’ordinanza che ha imposto il ricovero del marito, un intervento che lei e i legali che l’assistono ritengono illegittimo poiché eseguito senza mandato d’arresto e in violazione dei diritti della persona a disporre liberamente riguardo a cure e terapie mediche cui sottoporsi.
