Cultura è resistenza: Palestina in Sardegna – X Edizione

Pressenza - Saturday, July 18, 2026

Ieri, 17 luglio 2026, al Lazzaretto di Sant’Elia a Cagliari, si è svolta la prima giornata di Palestina in Sardegna – X Edizione, rassegna letteraria dedicata alla presentazione di libri, proiezione di filmati, pièces teatrali e musica dal vivo. Oggi, la serata conclusiva.

Il tema proposto quest’anno è CULTURA È RESISTENZA. Nonostante il caldo umido, con il termometro sopra i 40 gradi, pian piano la platea del Lazzaretto si è riempita di persone. Il presidente dell’Associazione Amicizia Sardegna Palestina, Fawzi Ismail, ha brevemente introdotto l’evento e presentato il programma della serata. Ha poi dato subito la parola a Ibtissam Jayed e a Guido Cadoni, giornalista e attore di teatro in lingua sarda, per la presentazione del libro di Shrouq Aila, Hanno ucciso habibi.

Shrouq Aila, giornalista pluripremiata, nel libro racconta cosa vuol dire vivere a Gaza sotto i bombardamenti, a partire dalla sua vicenda personale, che ha visto la perdita del suo amato compagno – il suo habibi, il suo amore, dal quale ha avuto una bambina. L’ascolto dei brani del libro, letti dalla calda voce di Guido, ci immerso in un’atmosfera di silenzio e di dolore, ma anche di speranza per la resilienza-resistenza di un a donna, vedova e madre, che deve far crescere la sua bambina, in una situazione di privazione estrema di cibo, senza una casa, ormai distrutta e ancora sotto la minaccia degli attacchi quotidiani dell’esercito israeliano: “testimonianza della resilienza umana e del coraggio di un popolo la cui determinazione a ricostruire il proprio futuro sulle macerie rimane incrollabile”.

Successivamente, senza stacco, presentazione del libro La Rosa di Gaza, presenti Luca Castolla, uno dei curatori del volume che ha dialogato con Aldo Nicosia, scrittore e docente di Lingua e Letteratura Araba presso l’Università di Bari, uno di traduttori delle poesie contenute nel libro. Il volume dà voce a dieci poetesse palestinesi – studentesse, madri, professioniste -, che, come ha ben spiegato Luca Castolla, raccontano la voglia di vivere, nonostante l’inferno della distruzione. Sono voci che ci parlano di bellezza, come della “goccia di sudore che cade su una mammella”, di esperienze che esaltano l’umanità dell’incontro e della solidarietà. Sono “le rose di gaza” – di cui Israele ha proibito anche la denominazione, come l’occultamento dei toponomi palestinesi, – che continueranno a parlare e a parlarci di Gaza e della Palestina come luoghi che avranno un futuro. Il dialogo tra Nicosia e Castolla ha preso in considerazione il significato del termine “poesia”, che in arabo ha una connotazione più vicina al “sentire col cuore”. La traduzione è sempre anche una approssimazione – ha affermato Aldo Nicosia, e tradurre dall’arabo è molto impegnativo. Alla domanda se si possano definire potesse femministe, Luca Castolla ha risposto che sicuramente, la poesia delle donne palestinesi è una poesia femminile, che esprime il sentire interiore profondo della donna palestinese.

Il terzo libro presentato è Nel dolore di Gaza, presente l’autore Yousri Alghoul, con il quale ha dialogato Claudia Ortu, docente di lingua inglese all’università di Cagliari. Il dialogo si è svolto in lingua inglese, con la traduzione in italiano. L’autore ha scritto il libro durante una delle fasi più violente e distruttive dell’assedio di Gaza e nel mezzo del genocidio perpetrato contro la popolazione palestinese.

Il volume è una miscellanea di testimonianze vissute in prima persona, come nel racconto del bambino che passava per strada che l’autore aveva notato e che dopo un bombardamento, dal quale lui era scampato perché riuscito a trovare un rifugio, il giorno dopo scopre che il bambino è rimasto vittima dell’attacco criminale. O del vicino, ladro di professione, dal quale va a chiedere del cibo. Non gli darà del cibo, ma lo porterà con sé e gli insegnerà come procacciarsene. Questo ladro morirà come tante altre persone che andranno a chiedere il cibo alle ong americana mentre l’esercito israeliano sparerà sulle persone in fila ammazzandone a centinaia. Così anche il ladro perderà la sua vita.

L’autore si è poi dilungato nel denunciare i crimini dello stato sionista. Alla domanda dell’interlocutrice su cosa significhi il termine VITTORIA, ha risposto che la vittoria del popolo palestinese è legata alla capacità di resistere soprattutto per quanto riguarda l’educazione e la formazione a partire dai bambini e dalle bambine, che a Gaza hanno continuato e continuano a studiare nelle tende. La Cultura è resistenza e poterà alla vittoria.

Ha chiuso la serata, la proiezione del film To a Land Unknown di Mahdi Fleifel, regista danese-palestinese diplomatosi nel 2009 presso la National Film & TV School del Regno Unito. Il film ha collezionato 30 premi internazionali girando 150 festival in 60 paesi diversi.

Pierpaolo Loi