
Palestina, la terra invisibile
Pressenza - Sunday, July 12, 2026I mutilatini di Gaza
Un giovane palestinese di 21 anni è stato assassinato e altri due sono rimasti feriti ieri, sabato, in un raid effettuato da un drone israeliano su un veicolo civile in Al-Rashid Street, a ovest del campo profughi di Nuseirat. Il drone ha preso di mira il veicolo civile con diversi missili, poi ha inseguito, e colpito a mitragliate, le persone a bordo mentre cercavano di allontanarsi verso la riva del mare.
Nella Striscia di Gaza meridionale, l’ospedale Nasser ha annunciato la morte di un palestinese, deceduto a causa delle ferite riportate in un precedente raid israeliano contro le tende degli sfollati nella zona di Al-Mawasi. A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Sabato, associazioni della società civile di Gaza hanno organizzato un evento in onore dei bambini che hanno perso un arto a causa della guerra, con l’obiettivo di risollevare il loro morale e richiamare l’attenzione sulla loro difficile situazione umanitaria. Sono stati lanciati appelli per la fornitura di cure mediche, protesi e per garantire loro la possibilità di viaggiare per ricevere ulteriori cure all’estero.
Uno degli organizzatori dell’evento, svoltosi nel campo profughi di Bureij, ha sottolineato la necessità di sostenere i piccoli e di fornire loro assistenza psicologica, morale e materiale, data quella che ha definito la grave carenza della comunità internazionale e delle organizzazioni internazionali nel soddisfare i loro bisogni medici.
Un altro partecipante ha rivolto un messaggio alla comunità internazionale, esortandola a prestare maggiore attenzione ai feriti, in particolare agli amputati, sottolineando che i loro bisogni primari includono cure mediche, possibilità di viaggiare e la fornitura di protesi.
Una madre di un bambino che ha perse le due gambe, ha affermato che “nonostante le ferite, rimaniamo determinati e ambiziosi, impegnandoci a continuare a vivere e a realizzare i sogni dei nostri bambini”. Ha considerato il riconoscimento ricevuto in questo evento come un messaggio che dimostra che c’è ancora qualcuno che si ricorda di loro e si preoccupa della loro causa, il che dà loro il sostegno morale per perseverare.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), quasi 42.000 persone a Gaza hanno subito lesioni permanenti a causa della guerra. Un quarto dei feriti è un bambino. L’UNRWA ha pubblicato un rapporto secondo il quale, “Gaza ha ora la più grande popolazione di bambini amputati nella storia moderna”.
Con il sistema sanitario al collasso durante la guerra, coloro che hanno subito gravi lesioni faticano ad accedere alle cure e alla riabilitazione necessarie per ricostruire le proprie vite.
La democrazia dell’apartheid
Oggi, domenica, sette palestinesi sono rimasti feriti, contusi e soffocati in seguito ad un attacco effettuato dai coloni ebrei israeliani in Cisgiordania contro il villaggio di Huwwara a Masafer Yatta, a sud di Hebron. I feriti sono un anziano, 4 donne e 2 bambini che si trovavano nel loro terreno agricolo adiacente la loro casa. Terreno e casa fanno gola ai colonialisti che se ne vogliono impossessare cacciando gli abitanti nativi. L’esercito di occupazione israeliano è intervenuto ed ha arrestato non gli aggressori ma i tre uomini palestinesi aggrediti sulla loro terra. È la democrazia del’Apartheid.
Anche l’amministrazione militare israeliana della Cisgiordania si adopera alacremente nel furto di terre palestinesi. Nel 2026, sono state emesse 49 ordinanze militari che limitano l’accesso dei proprietari palestinesi ai loro appezzamenti. Con questi ordini sono stati sottratti di fatto ai palestinesi 2093 donum. La distribuzione geografica di questi terreni dimostra la loro contiguità a colonie ebraiche. Una sottrazione di terreni palestinesi che servirà all’allargamento di queste colonie oppure per la costruzione di strade di collegamento segregazioniste con il territorio israeliano.
Il garbuglio elettorale
Le elezioni politiche palestinesi sono condizionate dalle decisioni del governo di Tel Aviv in merito al voto a Gerusalemme est occupata. Nel 2019, Abbas ha rinviato le elezioni con il pretesto della mancata partecipazione degli elettori palestinesi di Gerusalemme, impedita dal governo israeliano.
Analisti palestinesi e arabi sostengono che le pressioni internazionali (Usa e UE) per il rinnovamento dell’ANP e per addomesticarla sono tali che questa volta il presidente palestinese non avrà la possibilità di rinviare le elezioni con quel pretesto. Infatti egli si è limitato a indire le sole elezioni legislative e ha escluso quelle presidenziali.
Malgrado la modifica unilaterale della legge elettorale e le norme di esclusione ivi previste, tutte le organizzazioni palestinesi hanno deciso di partecipare al voto. Al-Fatah è divisa in tre tronconi e non sembra vi siano possibilità di unificarli in un’unica lista. La stampa israeliana rincara la dose della discordia e parla di una legge elettorale, approvata con un decreto di Abbas, che tra le righe chiude le porte alla candidatura di Marwan Barghouti. “Si prevede la presenza fisica del candidato alla presentazione della domanda”, ma il Mandela palestinese è dietro le sbarre in un carcere israeliano.
Abu Safiya sia liberato
Mentre prosegue l’occupazione del Sud del Libano e la guerra contro l’Iran, il mondo si attiva per la liberazione di Abu Safiya. Oggi pomeriggio, il webinar di Doctors Against Genocide affronterà la campagna per la liberazione del dr Abu Safiya e come svilupparla per aumentare le pressioni sul governo Netanyahu e smuovere le diplomazie inette.
Questo il link a Zoom per partecipare Iscrizione al Webinar – Zoom domenica a mezzogiorno
L’associazione IJAN (International Jewish Anti-zionist Network) di Londra ha organizzato il 10 luglio un presidio davanti all’ambasciata israeliana, per chiedere la liberazione del dr. Abu Safiya.
Amnesty International ha dichiarato che le autorità israeliane devono scarcerare immediatamente il pediatra palestinese e direttore dell’ospedale Kamal Adwan, il dottor Hussam Abu Safiya, detenuto arbitrariamente, alla luce delle informazioni riferite dal suo avvocato dopo una visita in carcere, secondo le quali la sua vita è in imminente pericolo a causa delle torture e dei maltrattamenti cui è stato sottoposto durante la detenzione.
Per firmare la petizione: Il medico palestinese Hussam Abu Safiya è in grave pericolo di vita – Amnesty International Italia
Il 15 luglio: l’Ora della Solidarietà Globale. Un’ora a mezzogiorno (ora locale), ovunque voi siate, per chiedere la liberazione di tutti gli ostaggi palestinesi, a partire dagli operatori sanitari. Appello in solidarietà con il dr Hussam abu Safiya da Doctors Against Genocide.