Libertà per il dottor Hussam Abu Safiya
Hussam Abu Safiya è un medico pediatra. Era il direttore dell’ospedale Kamal
Adwan di Beit Lahiya nella Striscia di Gaza. Venne arrestato il 27 dicembre 2024
dall’esercito israeliano durante un’irruzione in ospedale. Da allora non è stato
mai più rilasciato. La detenzione è stata via via confermata, senza nessun
processo. Il 9 gennaio 2025, ai sensi della “Legge sui combattenti illegali”, la
Corte di giustizia israeliana di Ashkelon prorogò la sua detenzione fino al 13
febbraio e il divieto di incontrare un avvocato fino al 22 gennaio. Il 28 aprile
2026 la detenzione arbitraria al pediatra è stata prolungata a tempo indefinito.
Amnesty International ha da tempo lanciato una petizione per richiederne la
liberazione.
Gli operatori sanitari di #digiunogaza ne hanno raccolto l’appello e realizzato
il video disponibile qui:
In un articolo di Assopacepalestina viene descritto così l’iter per gli accusati
di essere combattenti illegali: “I gazawi detenuti nel campo di Ofer, che è
adiacente all’omonima e più antica prigione, sono tra i detenuti palestinesi che
Israele classifica come “combattenti illegali”. In quanto tali, subiscono una
procedura giudiziaria molto breve: di solito, consiste in un’udienza di tre
minuti condotta tramite Zoom, in cui vengono accusati di “sostenere il
terrorismo”, e a seguito della quale la loro detenzione viene prolungata per
altri sei mesi o fino alla “fine della guerra”. Adesso però è concretissimo il
pericolo di morte per impiccagione come previsto dalla nuova legge israeliana
per il reato di terrorismo.
Dopo l’arresto il dottor Hussam Abu Safiya è stato inizialmente portato nel
centro Sde Teiman e poi trasferito nel campo di Ofer, una struttura militare che
Israele ha creato durante l’attuale guerra per i detenuti di Gaza, tra
Gerusalemme e Ramallah, nella Cisgiordania occupata. Numerosissime sono le
testimonianze delle condizioni disumane riservate ai palestinesi detenuti.
Torture fisiche e psicologiche, poco cibo, scarsa igiene, umiliazioni continue
inflitte in ogni modo, nessuna cura medica.
La struttura di Ofer è citata anche da Francesca Albanese nel suo “Quando il
mondo dorme”, riportando dialoghi avuti con il dottor Ghassan Abu Sitta, medico
chirurgo naturalizzato britannico che lavorò negli ospedali palestinesi fin
quando ne ebbe la possibilità. Un amico del dottor Ghassan, il dottor Adnan
al-Bursh, primario del reparto di chirurgia ortopedica dell’ospedale al-Shifa a
Ofer ci morì a causa degli abusi sessuali subiti.
Perchè tutto questo? Il dottor Hussam Abu Safiya stava lavorando nell’ospedale
di cui era direttore in condizioni estreme per poter “aiutare”. Terribile la
spiegazione del dottor Ghassan, sempre riportate dalla Albanese: “Le torture e
l’uccisione di quasi un migliaio di operatori sanitari sono una componente
fondamentale della distruzione del sistema sanitario” perché un ospedale si può
ricostruire molto più in fretta di quanto richiede la formazione di un medico.
“Anche se ci sarà un cessate il fuoco e i palestinesi avranno una tregua dalle
bombe, potete stare sicuri che il genocidio continuerà perché grazie a questa
strategia la gente continuerà a morire, anche per condizioni che potevano
benissimo essere curate”. Il libro è stato pubblicato nel 2025 e le parole del
dottore sembrano predire ciò che è avvenuto e sta avvenendo.
Sara Panarella