
Libertà per il dottor Hussam Abu Safiya
Pressenza - Sunday, May 10, 2026Hussam Abu Safiya è un medico pediatra. Era il direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Beit Lahiya nella Striscia di Gaza. Venne arrestato il 27 dicembre 2024 dall’esercito israeliano durante un’irruzione in ospedale. Da allora non è stato mai più rilasciato. La detenzione è stata via via confermata, senza nessun processo. Il 9 gennaio 2025, ai sensi della “Legge sui combattenti illegali”, la Corte di giustizia israeliana di Ashkelon prorogò la sua detenzione fino al 13 febbraio e il divieto di incontrare un avvocato fino al 22 gennaio. Il 28 aprile 2026 la detenzione arbitraria al pediatra è stata prolungata a tempo indefinito.
Amnesty International ha da tempo lanciato una petizione per richiederne la liberazione.
Gli operatori sanitari di #digiunogaza ne hanno raccolto l’appello e realizzato il video disponibile qui:
In un articolo di Assopacepalestina viene descritto così l’iter per gli accusati di essere combattenti illegali: “I gazawi detenuti nel campo di Ofer, che è adiacente all’omonima e più antica prigione, sono tra i detenuti palestinesi che Israele classifica come “combattenti illegali”. In quanto tali, subiscono una procedura giudiziaria molto breve: di solito, consiste in un’udienza di tre minuti condotta tramite Zoom, in cui vengono accusati di “sostenere il terrorismo”, e a seguito della quale la loro detenzione viene prolungata per altri sei mesi o fino alla “fine della guerra”. Adesso però è concretissimo il pericolo di morte per impiccagione come previsto dalla nuova legge israeliana per il reato di terrorismo.
Dopo l’arrsto il dottor Hussam Abu Safiya è stato inizialmente portato nel centro Sde Teiman poi trasferito nel campo di Ofer, una struttura militare che Israele ha creato durante l’attuale guerra per i detenuti di Gaza, tra Gerusalemme e Ramallah, nella Cisgiordania occupata. Numerosissime sono le testimonianze delle condizioni disumane riservate ai palestinesi detenuti. Torture fisiche e psicologiche, poco cibo, scarsa igiene, umiliazioni continue inflitte in ogni modo, nessuna cura medica.
La struttura di Ofer è citata anche Francesca Albanese nel suo “Quando il mondo dorme”, riportando dialoghi avuti con il dottor Ghassan Abu Sitta, medico chirurgo naturalizzato britannico che lavorò negli ospedali palestinesi fin quando ne ebbe la possibilità. Un amico del dottor Ghassan, il dottor Adnan al-Bursh, primario del reparto di chirurgia ortopedica dell’ospedale al-Shifa a Ofer ci morì a causa degli abusi sessuali subiti.
Perchè tutto questo? Il dottor Hussam Abu Safiya stava lavorando nell’ospedale di cui era direttore in condizioni estreme per poter “aiutare”. Terribile la spiegazione del dottor Ghassan, sempre riportate dalla Albanese: “Le torture e l’uccisione di quasi un migliaio di operatori sanitari sono una componente fondamentale della distruzione del sistema sanitario” perché un ospedale si può ricostruire molto più in fretta di quanto richiede la formazione di un medico e “Anche se ci sarà un cessate il fuoco e i palestinesi avranno una tregua dalle bombe, potete stare sicuri che il genocidio continuerà perché grazie a questa strategia la gente continuerà a morire, anche per condizioni che potavano benissimo essere curate”. Il libro è stato pubblicato nel 2025 e le parole del dottore sembrano predire ciò che è avvenuto e sta avvenendo.