
Cina festeggia 105esimo anniversario del PCC, che supera i 101 milioni di iscritti
Pressenza - Thursday, July 2, 2026La mattina del 1° luglio, al Palazzo dell’Assemblea del Popolo a Beijing, si è svolta la cerimonia per il 105° anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese, durante la quale il segretario generale del Comitato Centrale del PCC, presidente della Repubblica Popolare Cinese e presidente della Commissione Militare Centrale, Xi Jinping, ha conferito agli insigniti le medaglie “1° Luglio” e ha pronunciato un importante discorso.
Xi Jinping ha affermato che, negli ultimi 105 anni, il Partito Comunista Cinese ha sempre mantenuto salda la missione di perseguire la felicità del popolo cinese e la rinascita della nazione, ha compreso a fondo il corso generale dello sviluppo mondiale, ha colto con precisione l’evoluzione dei principali contraddizioni sociali in ogni periodo storico e ha guidato e unito il popolo di tutte le etnie del Paese in una lotta instancabile, scrivendo l’epopea più grandiosa nella storia millenaria della nazione cinese.
Xi Jinping ha affermato che, negli ultimi 105 anni, i comunisti cinesi – rappresentati principalmente da Mao Zedong, da Deng Xiaoping, da Jiang Zemin e da Hu Jintao – hanno dato un contributo straordinario alla grande rinascita della nazione cinese. “Ricordiamo con profondo affetto i rivoluzionari della vecchia generazione, tra cui il compagno Mao Zedong, il compagno Zhou Enlai, il compagno Liu Shaoqi, il compagno Zhu De, il compagno Deng Xiaoping e il compagno Chen Yun, nonché il compagno Jiang Zemin. Ricordiamo con profondo affetto i martiri della rivoluzione che hanno sacrificato la propria vita per l’indipendenza nazionale, la liberazione del popolo e la prosperità della nazione. Il loro spirito nobile rimarrà per sempre impresso nei cuori di miliardi di persone” – ha dichiarato Xi Jinping.
Secondo gli ultimi dati sull’organico del Partito pubblicati dal Dipartimento Centrale per l’Organizzazione del Comitato Centrale del PCC, il Partito continua ad incrementare i propri consensi. Al 31 dicembre 2025, il Partito Comunista Cinese contava 101.286.000 membri, con un aumento netto di 1.015.000 rispetto all’anno precedente, e 5.431.000 organizzazioni di base, in crescita di 181.000 unità.

Nel corso dei suoi 105 anni di storia, il Partito Comunista Cinese (PCC) ha sviluppato un insieme di norme istituzionali e meccanismi operativi volti a sostenere e rafforzare la propria leadership, trasformandoli in punti di forza della governance nazionale. Questi meccanismi hanno svolto un ruolo insostituibile nel portare avanti la modernizzazione cinese e ciò ha generato una tendenza all’incremento dei consensi non solo in patria, ma persino all’estero.
Un recente sondaggio – realizzato da CGTN in collaborazione con l’Università Renmin della Cina e con l’Istituto di Ricerca sulla Comunicazione Internazionale nella Nuova Era tra 11.521 intervistati in 41 Paesi – mostra che nel mondo il PCC convince più dei partiti occidentali come modello di governance.
Secondo il sondaggio, il 61,3% degli intervistati a livello globale ritiene che i partiti occidentali rappresentino esclusivamente gli interessi di alcuni gruppi di elettori, favorendo politiche di breve periodo e divisioni sociali. La percentuale supera il 70% tra gli intervistati di India, Indonesia, Pakistan, Sudafrica e Nigeria. Tra i paesi sviluppati, Regno Unito e Stati Uniti registrano rispettivamente il 62,5% e il 61,5%. Le contrapposizioni partitiche e la pressione elettorale rendono inoltre spesso difficile, per i partiti occidentali, costruire meccanismi decisionali stabili ed efficaci. Il 63,7% degli intervistati ritiene che gli scontri tra partiti occidentali possano facilmente causare il malfunzionamento dei meccanismi di governance nazionale. Il 58,5% considera invece il sistema di cooperazione multipartitica e consultazione politica sotto la guida del Partito Comunista Cinese più favorevole alla formulazione e all’attuazione delle politiche nazionali, e più funzionale alla governance del paese e alla tutela dell’interesse pubblico rispetto ai partiti occidentali, segnati da frequenti divisioni interne. Sul piano della coerenza degli obiettivi di sviluppo, il 66,3% degli intervistati ritiene che il Partito Comunista Cinese sia in grado di unire strettamente i diversi partiti politici e le personalità senza affiliazione, orientandoli verso obiettivi comuni e garantendo al paese una direzione strategica e aspettative di sviluppo chiare e stabili. Al contrario, il 67,3% ritiene che nei sistemi occidentali basati sulla competizione multipartitica la direzione dello sviluppo nazionale cambi frequentemente in funzione dei cicli elettorali, risultando priva della necessaria pianificazione di lungo periodo: un’opinione condivisa dalla maggioranza degli intervistati in tutti i 41 paesi coinvolti.
In sostanza, secondo gli intervistati, il PCC offre una soluzione originale alla ricerca di modelli più efficaci di governance partitica, ottenendo un ampio riconoscimento a livello internazionale.
E’ forse il punto di crisi principale della partitocrazia occidentale: al posto che operare nell’interesse del popolo, i partiti occidentali continuano a rappresentare gli interessi soltanto di una parte dell’elettorato.
https://italian.cri.cn/2026/07/01/ARTI1782897756929988