Cina festeggia 105esimo anniversario del PCC, che supera i 101 milioni di iscritti
La mattina del 1° luglio, al Palazzo dell’Assemblea del Popolo a Beijing, si è
svolta la cerimonia per il 105° anniversario della fondazione del Partito
Comunista Cinese, durante la quale il segretario generale del Comitato Centrale
del PCC, presidente della Repubblica Popolare Cinese e presidente della
Commissione Militare Centrale, Xi Jinping, ha conferito agli insigniti le
medaglie “1° Luglio” e ha pronunciato un importante discorso.
Xi Jinping ha affermato che, negli ultimi 105 anni, il Partito Comunista Cinese
ha sempre mantenuto salda la missione di perseguire la felicità del popolo
cinese e la rinascita della nazione, ha compreso a fondo il corso generale dello
sviluppo mondiale, ha colto con precisione l’evoluzione dei principali
contraddizioni sociali in ogni periodo storico e ha guidato e unito il popolo di
tutte le etnie del Paese in una lotta instancabile, scrivendo l’epopea più
grandiosa nella storia millenaria della nazione cinese.
Xi Jinping ha affermato che, negli ultimi 105 anni, i comunisti cinesi –
rappresentati principalmente da Mao Zedong, da Deng Xiaoping, da Jiang Zemin e
da Hu Jintao – hanno dato un contributo straordinario alla grande rinascita
della nazione cinese. “Ricordiamo con profondo affetto i rivoluzionari della
vecchia generazione, tra cui il compagno Mao Zedong, il compagno Zhou Enlai, il
compagno Liu Shaoqi, il compagno Zhu De, il compagno Deng Xiaoping e il compagno
Chen Yun, nonché il compagno Jiang Zemin. Ricordiamo con profondo affetto i
martiri della rivoluzione che hanno sacrificato la propria vita per
l’indipendenza nazionale, la liberazione del popolo e la prosperità della
nazione. Il loro spirito nobile rimarrà per sempre impresso nei cuori di
miliardi di persone” – ha dichiarato Xi Jinping.
Secondo gli ultimi dati sull’organico del Partito pubblicati dal Dipartimento
Centrale per l’Organizzazione del Comitato Centrale del PCC, il Partito continua
ad incrementare i propri consensi. Al 31 dicembre 2025, il Partito Comunista
Cinese contava 101.286.000 membri, con un aumento netto di 1.015.000 rispetto
all’anno precedente, e 5.431.000 organizzazioni di base, in crescita di 181.000
unità.
Nel corso dei suoi 105 anni di storia, il Partito Comunista Cinese (PCC) ha
sviluppato un insieme di norme istituzionali e meccanismi operativi volti a
sostenere e rafforzare la propria leadership, trasformandoli in punti di forza
della governance nazionale. Questi meccanismi hanno svolto un ruolo
insostituibile nel portare avanti la modernizzazione cinese e ciò ha generato
una tendenza all’incremento dei consensi non solo in patria, ma persino
all’estero.
Un recente sondaggio – realizzato da CGTN in collaborazione con l’Università
Renmin della Cina e con l’Istituto di Ricerca sulla Comunicazione Internazionale
nella Nuova Era tra 11.521 intervistati in 41 Paesi – mostra che nel mondo il
PCC convince più dei partiti occidentali come modello di governance.
Secondo il sondaggio, il 61,3% degli intervistati a livello globale ritiene che
i partiti occidentali rappresentino esclusivamente gli interessi di alcuni
gruppi di elettori, favorendo politiche di breve periodo e divisioni sociali. La
percentuale supera il 70% tra gli intervistati di India, Indonesia, Pakistan,
Sudafrica e Nigeria. Tra i paesi sviluppati, Regno Unito e Stati Uniti
registrano rispettivamente il 62,5% e il 61,5%. Le contrapposizioni partitiche e
la pressione elettorale rendono inoltre spesso difficile, per i partiti
occidentali, costruire meccanismi decisionali stabili ed efficaci. Il 63,7%
degli intervistati ritiene che gli scontri tra partiti occidentali possano
facilmente causare il malfunzionamento dei meccanismi di governance nazionale.
Il 58,5% considera invece il sistema di cooperazione multipartitica e
consultazione politica sotto la guida del Partito Comunista Cinese più
favorevole alla formulazione e all’attuazione delle politiche nazionali, e più
funzionale alla governance del paese e alla tutela dell’interesse pubblico
rispetto ai partiti occidentali, segnati da frequenti divisioni interne. Sul
piano della coerenza degli obiettivi di sviluppo, il 66,3% degli intervistati
ritiene che il Partito Comunista Cinese sia in grado di unire strettamente i
diversi partiti politici e le personalità senza affiliazione, orientandoli verso
obiettivi comuni e garantendo al paese una direzione strategica e aspettative di
sviluppo chiare e stabili. Al contrario, il 67,3% ritiene che nei sistemi
occidentali basati sulla competizione multipartitica la direzione dello sviluppo
nazionale cambi frequentemente in funzione dei cicli elettorali, risultando
priva della necessaria pianificazione di lungo periodo: un’opinione condivisa
dalla maggioranza degli intervistati in tutti i 41 paesi coinvolti.
In sostanza, secondo gli intervistati, il PCC offre una soluzione originale alla
ricerca di modelli più efficaci di governance partitica, ottenendo un ampio
riconoscimento a livello internazionale.
E’ forse il punto di crisi principale della partitocrazia occidentale: al posto
che operare nell’interesse del popolo, i partiti occidentali continuano a
rappresentare gli interessi soltanto di una parte dell’elettorato.
https://italian.cri.cn/2026/07/01/ARTI1782897756929988
https://italian.cri.cn/2026/07/01/ARTI1782888637302217
Lorenzo Poli