
L’obiezione di coscienza, il no alla guerra e la 226ma Presenza di Pace
Pressenza - Wednesday, July 1, 2026Sabato 27 giugno un gruppo leggermente più contenuto di persone, il caldo è stato effettivamente importante nonostante la piazza sia risultata per buona parte del tempo ombreggiata, si è radunata in piazza Carignano per la 226° Presenza di Pace.
Nell’incontro si è tornati alla consueta modalità degli interventi liberi, tralasciando momentaneamente il nuovo format di presentazione delle varie realtà che compongono il Coordinamento Agite, promotore delle Presenze. Ha iniziato Un Ponte Per, seguito dalla Chiesa Valdese a cui seguirà, sabato prossimo, la Casa Umanista.
Sabato, come già detto, non si è presentato nessuno in particolare ma si sono presentati un po’ tutti. La domanda, esplicitata direttamente in un intervento e ripresa in vario modo anche da altri a seguire, è stata: chi compone il cerchio che si raduna tutti i sabati da più di quattro anni? Cosa distingue ma soprattutto cosa accomuna chi vi partecipa?
Persone diverse con pensieri diversi: dagli appartenenti alla Chiesa Valdese a quelli di Rifondazione Comunista, passando per “un padre” che per tante settimane ha lanciato il suo accorato appello ai giovani di non aderire alla guerra. Ed è questo che unisce: partendo da posizioni individuali differenti il NO ALLA GUERRA è unico e valido per tutte e tutti.
Un No che ha portato a ricordare, oltre le tante situazioni di conflitto che stanno continuando a provocare morti e feriti, anche la Campagna di Obiezione alla Guerra promossa dal Movimento Nonviolento. A livello italiano prosegue la raccolta e la consegna delle Dichiarazioni di obiezione di coscienza alla Presidenza del Consiglio. A fine 2025 risultavano consegnate 7471 dichiarazioni affiancate alla richiesta di “istituzione di un Albo dove siano elencati tutti gli uomini e tutte le donne che obiettano alla guerra e alla sua preparazione, che non potranno essere arruolati per servizi militari e armati”. Sono stati raccolti fondi utilizzati per dare sostegno alle organizzazioni all’estero che supportano gli obiettori.
In Israele opera Mesarvot che “sostiene sia gli obiettori totali (ne segue circa 200), sia gli obiettori selettivi che si oppongono esclusivamente ai crimini di guerra o all’occupazione di Gaza, come coloro che hanno prestato servizio finora ma la cui coscienza impone un’immediata interruzione e anche gli ortodossi haredi che ritengono religiosamente proibita la partecipazione alla guerra”.
In Russia esiste il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi (StopArmy), in Lituania invece esiste l’organizzazione Our House a favore degli obiettori bielorussi, insieme al grande lavoro di Olga Karach. proprio la storia di un obiettore bielorusso è stata usata per creare un fumetto in grado di circolare meglio, soprattutto fra i giovani e spiegare cosa accade a chi sceglie la strada dell’obiezione alla guerra.
Il fumetto è consultabile qui
Il consultivo di fine 2025 con la situazione nei vari paesi è il dettaglio della raccolta fondi ancora attiva è consultabile qui
Per contribuire è possibile effettuare un versamento su IBAN IT35 U 07601 117000000 18745455, intestato al Movimento Nonviolento, causale “Campagna Obiezione alla guerra”.