
La Trieste resistente e inclusiva si prende le strade contro vecchi e nuovi fascismi, nonostante un attentato razzista
Pressenza - Tuesday, June 23, 2026A distanza di un mese dalla contestazione al rito del presente per il picchiatore Grilz e dall’aggressione armata neonazista, più di un migliaio di persone ha attraversato il centro cittadino per ribadire che Trieste è solo Antifascista.
Un corteo giovane, determinato ed ampio, che ha affrontato numerose tematiche, grazie all’adesione e agli interventi di decine di realtà cittadine e regionali.
Alcuni degli argomenti trattati spaziavano dal commercio di armi dal porto verso “Israele”, alla turistificazione della città di Trieste, al ruolo del giornalismo nella legittimazione del clima di odio e intolleranza fino ad arrivare ai nuovi fascismi di strada supportati dalla copertura istituzionale postfascista.
Una presenza di piazza pacifica e gioiosa, nonostante le numerose provocazioni che ha dimostrato con una manifestazione durata ore, e conclusasi con una festa in largo Santos, che l’unica violenza è quella fascista.
La criminalizzazione avvenuta per mezzo stampa e attraverso le 11 denunce arrivate ai manifestanti antifascisti per i fatti del 19 maggio, fa parte di una strategia di delegittimazione più ampia, volta a minare un fronte inclusivo e solidale che vuole agire su temi cruciali per la cittadinanza. Ieri lo abbiamo dimostrato.
Su questa scia la segreteria provinciale di Fratelli d’Italia ha attaccato il corteo e le realtà istituzionali che vi hanno partecipato, accusandole di favorire una crescente radicalizzazione della sinistra cittadina.
Alcuni gravissimi fatti accaduti al margine del corteo fanno cadere questo castello di carte: non solo alcuni neofascisti armati di caschi e passamontagna hanno provato ad avvicinarsi al corteo ma si è verificato anche un tentato omicidio plurimo di matrice razzista verso alcuni manifestanti.
Infatti, tra corso Italia e via Imbriani un passante, dopo aver proferito epiteti razzisti ad un gruppo di ragazzi distaccarsi da poco dalla manifestazione, è salito su un furgone bianco lanciandosi verso di loro cercando a più riprese di travolgerli. Coinvolgendo in queste manovre anche in contromano una moto della polizia locale.
Dopo essere stato fermato solo grazie all’intervento tardivo della polizia, mentre veniva arrestato, questo urlava le parole “Viva Mussolini”.
Questo potenziale omicidio è stata reso possibile dalla gestione colpevole della piazza da parte di Questura e Prefettura, e dalla copertura mediatica e politica che viene garantita a certi gruppi, insignificanti dal punto di vista numerico, ma che soffiano pericolosamente sull’odio e sulle divisioni.
Una presa di posizione su questi fatti da parte degli enti preposti al garantire l’Ordine pubblico è obbligatoria e necessaria.
Nel mentre, invitiamo chiunque abbia testimonianze o materiale video o audio a contattarci alla mail: controvecchienuovifascismi@gmail.com
Queste violenze sono la dimostrazione concreta che il 19 maggio, come ieri, scendere in piazza per una Trieste inclusiva e solidale è quanto mai urgente.
Smrt fašizmu, svoboda narodu!