La Trieste resistente e inclusiva si prende le strade contro vecchi e nuovi fascismi, nonostante un attentato razzista
A distanza di un mese dalla contestazione al rito del presente per il
picchiatore Grilz e dall’aggressione armata neonazista, più di un migliaio di
persone ha attraversato il centro cittadino per ribadire che Trieste è solo
Antifascista.
Un corteo giovane, determinato ed ampio, che ha affrontato numerose tematiche,
grazie all’adesione e agli interventi di decine di realtà cittadine e regionali.
Alcuni degli argomenti trattati spaziavano dal commercio di armi dal porto verso
“Israele”, alla turistificazione della città di Trieste, al ruolo del
giornalismo nella legittimazione del clima di odio e intolleranza fino ad
arrivare ai nuovi fascismi di strada supportati dalla copertura istituzionale
postfascista.
Una presenza di piazza pacifica e gioiosa, nonostante le numerose provocazioni
che ha dimostrato con una manifestazione durata ore, e conclusasi con una festa
in largo Santos, che l’unica violenza è quella fascista.
La criminalizzazione avvenuta per mezzo stampa e attraverso le 11 denunce
arrivate ai manifestanti antifascisti per i fatti del 19 maggio, fa parte di una
strategia di delegittimazione più ampia, volta a minare un fronte inclusivo e
solidale che vuole agire su temi cruciali per la cittadinanza. Ieri lo abbiamo
dimostrato.
Su questa scia la segreteria provinciale di Fratelli d’Italia ha attaccato il
corteo e le realtà istituzionali che vi hanno partecipato, accusandole di
favorire una crescente radicalizzazione della sinistra cittadina.
Alcuni gravissimi fatti accaduti al margine del corteo fanno cadere questo
castello di carte: non solo alcuni neofascisti armati di caschi e passamontagna
hanno provato ad avvicinarsi al corteo ma si è verificato anche un tentato
omicidio plurimo di matrice razzista verso alcuni manifestanti.
Infatti, tra corso Italia e via Imbriani un passante, dopo aver proferito
epiteti razzisti ad un gruppo di ragazzi distaccarsi da poco dalla
manifestazione, è salito su un furgone bianco lanciandosi verso di loro cercando
a più riprese di travolgerli. Coinvolgendo in queste manovre anche in contromano
una moto della polizia locale.
Dopo essere stato fermato solo grazie all’intervento tardivo della polizia,
mentre veniva arrestato, questo urlava le parole “Viva Mussolini”.
Questo potenziale omicidio è stata reso possibile dalla gestione colpevole della
piazza da parte di Questura e Prefettura, e dalla copertura mediatica e politica
che viene garantita a certi gruppi, insignificanti dal punto di vista numerico,
ma che soffiano pericolosamente sull’odio e sulle divisioni.
Una presa di posizione su questi fatti da parte degli enti preposti al garantire
l’Ordine pubblico è obbligatoria e necessaria.
Nel mentre, invitiamo chiunque abbia testimonianze o materiale video o audio a
contattarci alla mail: controvecchienuovifascismi@gmail.com
Queste violenze sono la dimostrazione concreta che il 19 maggio, come ieri,
scendere in piazza per una Trieste inclusiva e solidale è quanto mai urgente.
Smrt fašizmu, svoboda narodu!
Redazione Friuli Venezia Giulia