Cori fascisti e banalizzazione del fenomenoA Trieste in locali attigui al PalaSport, dopo la partita di pallacanestro di
sabato 14 marzo si sono verificati alcuni episodi sgradevoli, sia pure
(fortunatamente) senza conseguenze gravi per le persone. Ricostruiamo
sinteticamente quanto accaduto.
Dopo che si erano levati cori inneggianti al regime fascista ed essendo stato
fatto notare che questi canti e slogan rimandano a un periodo nefasto per il
nostro Paese, caratterizzato da persecuzioni e morte, è sorto un diverbio con
parole pesanti e spintoni contro chi lo aveva segnalato, peraltro in modo
civile. Solo pochi hanno percepito questi cori almeno come inopportuni.
Tutto ciò invita a ragionare sulla banalizzazione e sullo sdoganamento di cui il
fascismo sta godendo, ormai da anni e in tutta Italia, presso le più svariate
tifoserie che usano lo stadio o il palazzetto dello sport per scopi politici e/o
per rinsaldare un mal riposto spirito di gruppo. Tra coloro che hanno dato vita
a questi cori (lo sottolineiamo per correttezza e per non ingenerare equivoci)
non c’era nessuno dei tifosi della curva nord (basket), sempre distintasi per
vicinanza solo sportiva alla squadra.
Denunciamo con inquietudine quanto avvenuto lo scorso sabato e lo prendiamo come
ennesimo campanello di allarme. Questo si unisce, nel caso triestino, a
preoccupanti manovre societarie (dei “padroni dello sport”) che hanno portato
alla drammatica crisi di una gloriosa squadra di calcio e alle difficoltà in
altri settori. Occorre prestare attenzione a tutte queste dinamiche su cui si
dovrebbe intervenire maggiormente per rendere più serena la fruizione di
importanti momenti sportivi -che sono non trascurabili fatti di società- ma
anche per agire in direzione di una cultura degli sport che ne contrasti l’uso
strumentale da parte di certi tifosi e di ben chiare forze politiche.
Gianluca Paciucci
Partito della Rifondazione Comunista (Trieste)
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea