Crescono le disparità nel sistema fiscale

Pressenza - Thursday, June 11, 2026

L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) ha presentato ieri, 10 giugno, il Rapporto sulla politica di bilancio 2026, evidenziando come la guerra in Medio Oriente pesi sul PIL Italia: -0,3 punti percentuali nel 2026, -0,4 nel 2027. “I conflitti e le altre tensioni geopolitiche rappresentano, si legge nel Rapporto, il principale fattore di rischio per lo scenario macroeconomico. Le nuove simulazioni dell’UPB stimano che la guerra in Medio Oriente, rispetto alle previsioni pre-guerra dello scorso febbraio, comporti una riduzione della crescita del PIL pari a 0,3 punti percentuali nel 2026 e a 0,4 punti nel 2027 e un aumento dell’inflazione di 1,4 punti percentuali quest’anno e 1,1 punti il prossimo. Lo shock energetico conferma, inoltre, una vulnerabilità strutturale dell’economia italiana e rafforza la necessità di accelerare il percorso di transizione energetica, che può diventare una leva di competitività e innovazione”.

Per quanto riguarda il fisco, il Rapporto dell’UPB parla di aumento delle disparità fra tipologie di reddito e di elevata evasione. L’accresciuta progressività dell’Irpef sui redditi di lavoro dipendente e l’ampliamento dei regimi sostitutivi ad aliquota piatta allontanano l’obiettivo di graduale perseguimento dell’equità orizzontale. Il rafforzamento degli strumenti digitali in ambito fiscale ha contribuito a limitare le opportunità di evasione e a favorire l’adempimento spontaneo. Secondo il DFP nel 2025 l’attività di recupero ha raggiunto 36,2 miliardi, ma l’Italia continua a presentare uno dei più bassi livelli di fedeltà fiscale dell’Unione Europea. Permangono rilevanti fenomeni di evasione dell’Irpef da lavoro autonomo, inefficienze nella riscossione delle amministrazioni locali e ampi margini di miglioramento nell’analisi dei dati per individuare i rischi di evasione.

La presidente Lilia Cavallari nella sua relazione di presentazione del Rapporto ha posto l’accento sull’esteso bacino di inattività, che nel 2025 contava più di dodici milioni di persone, due terzi delle quali donne. “Vi appartengono in prevalenza individui caratterizzati da bassa scolarità, mancanza di competenze specifiche da spendere sul mercato del lavoro e scarsa motivazione, giovani che non studiano e non lavorano, donne oberate da carichi di cura e assistenza, così come persone scoraggiate dalla mancanza di opportunità, effettiva o percepita. Il tasso di inattività – pur in riduzione negli ultimi anni – eccede gli ordini di grandezza osservati fra i principali partner europei. Per incidere in modo efficace sulle scelte di partecipazione occorre intercettare le caratteristiche, i bisogni e le aspettative delle persone inattive. La ricetta non è universale e le esigenze differiscono nel territorio. È essenziale favorire il raggiungimento di un elevato livello d’istruzione e promuovere una diffusa alfabetizzazione in ambito scientifico e tecnologico; affinare le competenze professionali, incluse quelle digitali, lungo l’intero ciclo della vita in età lavorativa; garantire una più agevole conciliazione tra vita e lavoro”. Un altro elemento di criticità rilevato attiene alla fuga dal Sud di giovani laureati, una tendenza che – a giudizio della Presidente – si può invertire attraverso migliori condizioni lavorative e un ambiente favorevole a sviluppare un progetto di vita radicato nel Paese. Vi possono contribuire migliori infrastrutture e servizi sul territorio, salari attrattivi e attività mirate di sostegno all’imprenditorialità giovanile.

Non mancano le preoccupazioni relative alla transizione demografica ed energetica, con una popolazione in età lavorativa che continua a ridursi e le spese legate all’invecchiamento – pensioni, sanità e assistenza – che sono destinate ad aumentare fino a raggiungere il picco intorno al 2040. Per questo, occorre puntare su una più ampia partecipazione al mercato del lavoro attraverso politiche in grado di valorizzare pienamente il capitale umano disponibile, oltre che un’adeguata gestione dell’immigrazione. Al fine di garantire la sostenibilità della spesa e l’adeguatezza delle prestazioni nel medio-lungo termine, occorre preservare il legame tra età pensionabile e aspettativa di vita.

Una buona notizia arriva, invece, dal PNRR, che ha migliorato l’attività di affidamento di lavori dei Comuni: “La trasformazione procedurale del Piano si manifesta soprattutto attraverso maggiore velocità nell’affidamento di lavori (-32 giorni in media per le procedure PNRR), più aggregazione (+17,8 per cento) e una diversa composizione del mercato con una maggiore presenza di piccole e medie imprese (+13 per cento). Tali risultati sono in parte spiegati dalle caratteristiche interne delle amministrazioni e, in particolare, dalle competenze operative direttamente legate all’esperienza nell’attività di affidamento. Le evidenze ancora preliminari relative all’impatto della digitalizzazione impressa dal PNRR sulla capacità amministrativa dei Comuni suggeriscono possibili effetti persistenti. Emergono segnali di una maggiore concorrenzialità anche nelle procedure non finanziate dal PNRR, con incremento del 22,4 per cento delle offerte (+0,4 offerenti) e ribassi di aggiudicazione più elevati di 0,8 punti percentuali, ma affidamenti meno rapidi (+12 giorni). Il lascito effettivo del Piano dipenderà dalla capacità di trasformare strumenti e pratiche sviluppate in questi anni in un rafforzamento stabile dell’amministrazione ordinaria: competenze tecniche, infrastrutture digitali, cooperazione sovracomunale e capacità di monitorare l’intero ciclo delle opere. La sfida sarà trasformare gli investimenti in un aumento permanente della produttività e del potenziale di crescita ed evitare che l’esaurimento delle risorse del Piano si traduca in un rallentamento delle riforme.”

Qui per approfondire: https://www.upbilancio.it/it/attivita/pubblicazioni/rapporto-annuale/rapporto-sulla-politica-di-bilancio-2026/#.

 

Giovanni Caprio