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Ancora sulla Patrimoniale: che va sostenuta
di Danilo Tosarelli Finalmente c’è in campo una proposta di legge, d’iniziativa popolare, per la tassazione dei grandi patrimoni. Il comitato promotore riunisce economisti, docenti universitari, ricercatori e giuristi. C’è alle spalle un grande lavoro. E’ stata depositata presso la Corte di Cassazione il 7 maggio 2026. Sino al 15 novembre si potrà sottoscrivere. La campagna di adesione, che è partita
Crescono le disparità nel sistema fiscale
L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) ha presentato ieri, 10 giugno, il Rapporto sulla politica di bilancio 2026, evidenziando come la guerra in Medio Oriente pesi sul PIL Italia: -0,3 punti percentuali nel 2026, -0,4 nel 2027. “I conflitti e le altre tensioni geopolitiche rappresentano, si legge nel Rapporto, il principale fattore di rischio per lo scenario macroeconomico. Le nuove simulazioni dell’UPB stimano che la guerra in Medio Oriente, rispetto alle previsioni pre-guerra dello scorso febbraio, comporti una riduzione della crescita del PIL pari a 0,3 punti percentuali nel 2026 e a 0,4 punti nel 2027 e un aumento dell’inflazione di 1,4 punti percentuali quest’anno e 1,1 punti il prossimo. Lo shock energetico conferma, inoltre, una vulnerabilità strutturale dell’economia italiana e rafforza la necessità di accelerare il percorso di transizione energetica, che può diventare una leva di competitività e innovazione”. Per quanto riguarda il fisco, il Rapporto dell’UPB parla di aumento delle disparità fra tipologie di reddito e di elevata evasione. L’accresciuta progressività dell’Irpef sui redditi di lavoro dipendente e l’ampliamento dei regimi sostitutivi ad aliquota piatta allontanano l’obiettivo di graduale perseguimento dell’equità orizzontale. Il rafforzamento degli strumenti digitali in ambito fiscale ha contribuito a limitare le opportunità di evasione e a favorire l’adempimento spontaneo. Secondo il DFP nel 2025 l’attività di recupero ha raggiunto 36,2 miliardi, ma l’Italia continua a presentare uno dei più bassi livelli di fedeltà fiscale dell’Unione Europea. Permangono rilevanti fenomeni di evasione dell’Irpef da lavoro autonomo, inefficienze nella riscossione delle amministrazioni locali e ampi margini di miglioramento nell’analisi dei dati per individuare i rischi di evasione. La presidente Lilia Cavallari nella sua relazione di presentazione del Rapporto ha posto l’accento sull’esteso bacino di inattività, che nel 2025 contava più di dodici milioni di persone, due terzi delle quali donne. “Vi appartengono in prevalenza individui caratterizzati da bassa scolarità, mancanza di competenze specifiche da spendere sul mercato del lavoro e scarsa motivazione, giovani che non studiano e non lavorano, donne oberate da carichi di cura e assistenza, così come persone scoraggiate dalla mancanza di opportunità, effettiva o percepita. Il tasso di inattività – pur in riduzione negli ultimi anni – eccede gli ordini di grandezza osservati fra i principali partner europei. Per incidere in modo efficace sulle scelte di partecipazione occorre intercettare le caratteristiche, i bisogni e le aspettative delle persone inattive. La ricetta non è universale e le esigenze differiscono nel territorio. È essenziale favorire il raggiungimento di un elevato livello d’istruzione e promuovere una diffusa alfabetizzazione in ambito scientifico e tecnologico; affinare le competenze professionali, incluse quelle digitali, lungo l’intero ciclo della vita in età lavorativa; garantire una più agevole conciliazione tra vita e lavoro”. Un altro elemento di criticità rilevato attiene alla fuga dal Sud di giovani laureati, una tendenza che – a giudizio della Presidente – si può invertire attraverso migliori condizioni lavorative e un ambiente favorevole a sviluppare un progetto di vita radicato nel Paese. Vi possono contribuire migliori infrastrutture e servizi sul territorio, salari attrattivi e attività mirate di sostegno all’imprenditorialità giovanile. Non mancano le preoccupazioni relative alla transizione demografica ed energetica, con una popolazione in età lavorativa che continua a ridursi e le spese legate all’invecchiamento – pensioni, sanità e assistenza – che sono destinate ad aumentare fino a raggiungere il picco intorno al 2040. Per questo, occorre puntare su una più ampia partecipazione al mercato del lavoro attraverso politiche in grado di valorizzare pienamente il capitale umano disponibile, oltre che un’adeguata gestione dell’immigrazione. Al fine di garantire la sostenibilità della spesa e l’adeguatezza delle prestazioni nel medio-lungo termine, occorre preservare il legame tra età pensionabile e aspettativa di vita. Una buona notizia arriva, invece, dal PNRR, che ha migliorato l’attività di affidamento di lavori dei Comuni: “La trasformazione procedurale del Piano si manifesta soprattutto attraverso maggiore velocità nell’affidamento di lavori (-32 giorni in media per le procedure PNRR), più aggregazione (+17,8 per cento) e una diversa composizione del mercato con una maggiore presenza di piccole e medie imprese (+13 per cento). Tali risultati sono in parte spiegati dalle caratteristiche interne delle amministrazioni e, in particolare, dalle competenze operative direttamente legate all’esperienza nell’attività di affidamento. Le evidenze ancora preliminari relative all’impatto della digitalizzazione impressa dal PNRR sulla capacità amministrativa dei Comuni suggeriscono possibili effetti persistenti. Emergono segnali di una maggiore concorrenzialità anche nelle procedure non finanziate dal PNRR, con incremento del 22,4 per cento delle offerte (+0,4 offerenti) e ribassi di aggiudicazione più elevati di 0,8 punti percentuali, ma affidamenti meno rapidi (+12 giorni). Il lascito effettivo del Piano dipenderà dalla capacità di trasformare strumenti e pratiche sviluppate in questi anni in un rafforzamento stabile dell’amministrazione ordinaria: competenze tecniche, infrastrutture digitali, cooperazione sovracomunale e capacità di monitorare l’intero ciclo delle opere. La sfida sarà trasformare gli investimenti in un aumento permanente della produttività e del potenziale di crescita ed evitare che l’esaurimento delle risorse del Piano si traduca in un rallentamento delle riforme.” Qui per approfondire: https://www.upbilancio.it/it/attivita/pubblicazioni/rapporto-annuale/rapporto-sulla-politica-di-bilancio-2026/#.   Giovanni Caprio
June 11, 2026
Pressenza
Risposte alle obiezioni sull’introduzione di una tassa sulle grandi ricchezze
a) “È una misura illegittima perché introduce una doppia tassazione” Si tratta di un equivoco concettuale. Anche l’IVA normalmente pagata sui consumi grava su redditi che sono già stati tassati. In generale, ogni sistema fiscale moderno prevede una pluralità di strumenti di imposizione che possono gravare, in momenti diversi, sulla […] L'articolo Risposte alle obiezioni sull’introduzione di una tassa sulle grandi ricchezze su Contropiano.
June 11, 2026
Contropiano
Il patto suicida americano
La marcia suicida dell’America è iniziata molto prima di Donald Trump. Trump e i buffoni che lo circondano rappresentano l’inevitabile capitolo finale di un impero in decadenza. Come sosteneva il celebre storico Arnold J. Toynbee, le civiltà “muoiono per suicidio, non per omicidio“. Crollano dall’interno. Cadono preda del decadimento morale, […] L'articolo Il patto suicida americano su Contropiano.
May 10, 2026
Contropiano
Pierino I-soldi: Romagna mia fatti capanna/5
di Davide Fabbri   CLAMOROSO. L’IMPRENDITORE FALLITO PIERINO ISOLDI SI E’ RIPRESO L’HOTEL MOSAICO A CESENA. Dopo averlo perso per fallimento. Ora ne ha la gestione piena e diretta. L’hotel Mosaico di Cesena risulta oggi nella piena disponibilità gestionale di Pierino Isoldi. E pensare che l’hotel Mosaico faceva parte del gruppo di ben 93 immobili sequestrati dalla magistratura e poi
Un hotel a Cesena: Romagna mia fatti capanna / 3
di Davide Fabbri. In coda notizie su questi appuntamenti con un giornalismo dal basso che – per metodo e tenacia – può interessare anche chi non abita dalle parti del “liscio”. PIERINO ISOLDI E L’HOTEL MOSAICO A CESENA: CHE SARA’ MAI UN INCENDIO…   Singolari irregolarità all’Hotel Mosaico Suite a Torre del Moro di Cesena. In passato di proprietà di società
Evasione fiscale e riciclaggio: due facce della stessa moneta
L’evasione fiscale e il riciclaggio sono spesso percepiti come fenomeni separati: il primo appannaggio del piccolo commerciante che non emette lo scontrino, il secondo territorio esclusivo della criminalità organizzata. Come evidenzia il Laboratorio Eurispes sulle Politiche fiscali, la realtà è invece molto più complessa. La differenza principale risiede nell’origine dei fondi. Nell’evasione fiscale, i capitali hanno provenienza lecita – frutto di attività economiche regolari – ma vengono sottratti all’imposizione tributaria. Nel riciclaggio, invece, il denaro deriva da attività criminali: traffico di droga, estorsione, corruzione, frode. In entrambi i casi, però, l’obiettivo è identico: occultare la provenienza del denaro, renderlo invisibile agli occhi del Fisco e delle autorità inquirenti. Questa convergenza non è solo concettuale. Grazie all’evoluzione della normativa antiriciclaggio, anche i reati tributari rientrano oggi tra i reati  “presupposto” del riciclaggio: l’impiego di proventi da evasione fiscale in attività economiche costituisce a tutti gli effetti reato di riciclaggio. Il passaggio è cruciale: non si tratta più solo di non pagare le tasse, ma di reimmettere quei capitali non tassati nel circuito economico, configurando così una fattispecie penale autonoma e ben più grave. Lo studio dell’Eurispes “Il complesso rapporto tra riciclaggio ed evasione fiscale” offre una mappa dettagliata e aggiornata di questo territorio complesso, indicando direzioni di marcia concrete che il legislatore, le autorità di vigilanza e la magistratura potranno trasformare in azioni. Perché ogni euro riciclato è un euro sottratto alla collettività. Oltre 100.000 imprese italiane (più del 2% del totale) risultano infiltrate da organizzazioni criminali nel periodo 2001-2020. Le imprese infiltrate operano come “cartiere” o “società zombie”, con fatturati gonfiati, costi di personale irrisori e improvvisi fallimenti. Il riciclaggio in Italia vale almeno l’1,5-2% del Pil, pari a circa 40 miliardi di euro l’anno. L’UIF (Unità di Informazione Finanziaria), a fronte di una dotazione di personale di circa 150-160 unità, riceve quasi 150.000 segnalazioni all’anno. I volumi di riciclaggio ammontano al 62-70% sul valore totale delle transazioni segnalate come sospette. Le prime regioni per incidenza del riciclaggio di proventi illeciti sul Pil sono le più popolose e centrali per l’economia italiana: Lombardia e Lazio. E quelle con la presenza più radicata della criminalità organizzata, vale a dire Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Nel primo semestre del 2025, l’Unità di Informazione Finanziaria ha registrato un incremento significativo delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS), ricevendone 80.930, con un aumento del 15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’alto volume numerico delle SOS è da attribuire, in gran parte, alla ripresa della propensione segnaletica da parte di banche e Poste, che hanno trasmesso oltre 7.700 segnalazioni in più rispetto al primo semestre del 2024. In parallelo, hanno inciso anche altri comparti: gli operatori del gioco e delle scommesse, i prestatori di servizi di pagamento comunitari e, in modo particolarmente marcato, i prestatori di servizi per cripto-attività, che hanno quasi raddoppiato il numero di segnalazioni rispetto al periodo precedente. “La portata dell’infiltrazione criminale nell’economia italiana con evidenti fini di riciclaggio è significativa, sottolinea l’EURISPES. La distribuzione settoriale è molto ampia. Oltre ai settori tradizionalmente vulnerabili come costruzioni, trasporti, gestione rifiuti e attività immobiliari, la criminalità organizzata è presente in modo significativo in tutti i settori dell’economia, dal manifatturiero ai servizi professionali, dall’informazione e comunicazione alle attività amministrative e di supporto”. L’Eurispes avanza 7 proposte sulle quali incentrare il contrasto ai fenomeni di evasione e riciclaggio: 1. Utilizzo sempre più massivo dell’Intelligenza artificiale per il contrasto al riciclaggio (considerando che la UIF riceve circa 150.000 segnalazioni l’anno con soli 150-160 addetti, l’IA è ormai uno strumento indispensabile); 2. Monitoraggio delle transazioni nel metaverso e su NFT e criptovalute (le attività economiche nel metaverso – cessioni di NFT, locazioni di asset virtuali regolate da smart contract –  producono redditi reali e possono essere usate per riciclare proventi illeciti. È necessario estendere il monitoraggio dello Stato anche a questo “territorio virtuale”); 3. Controllo specifico sui sistemi di pagamento informali e strategia “follow the money” (i circuiti informali – hawala, money transfer abusivi, sistemi chop/hundi – costituiscono un “sistema bancario parallelo” che sfugge a ogni statistica e controllo); 4. Voluntary disclosure sui contanti (stime dell’ex Procuratore Francesco Greco indicavano circa 150 miliardi in contanti nascosti in cassette di sicurezza in Italia e all’estero); 5. Monitoraggio delle procedure concorsuali; 6. Monitoraggio e tassazione delle operazioni di high frequency trading; 7. Contrasto all’utilizzo dell’IA a fini di deresponsabilizzazione penale. “Prevenire l’infiltrazione criminale, sottolinea l’Eurispes, richiede non solo repressione, ma anche politiche economiche che riducano la vulnerabilità delle imprese, non potendo il contrasto al riciclaggio e all’infiltrazione criminale essere solo affare di Forze dell’ordine e Magistratura, ma richiedendo la collaborazione di banche, regolatori finanziari, analisti di dati e policy maker economici”. Qui il Rapporto Eurispes: https://eurispes.eu/wp-content/uploads/2026/02/2026_-eurispes_rapporto-tra-riciclaggio-ed-evasione-fiscale.pdf. Giovanni Caprio
March 1, 2026
Pressenza
La fabbrica delle lauree facili
La privatizzazione e la “volatilizzazione” dell’Università. In Italia esistono 11 università telematiche, di cui 10 sono private. Le più grosse sono state approvate dal governo Berlusconi III, nel 2006, con la Ministra Letizia Moratti. Si tratta di Università Pegaso, la più grande per numero di iscritti in Italia, Università Mercatorum […] L'articolo La fabbrica delle lauree facili su Contropiano.
February 23, 2026
Contropiano
Migliaia di sconosciuti dal fisco, le tasse le pagano solo salari e pensioni
Per essere una novità non è che sia un granchè ma fa sempre un certo effetto – oltre che a far incazzare – il fatto che nel nostro paese ci siano oltre 200mila evasori totali tra persone fisiche e imprese. Tra questi risultano un bel po’ di “distratti” e alcuni […] L'articolo Migliaia di sconosciuti dal fisco, le tasse le pagano solo salari e pensioni su Contropiano.
February 6, 2026
Contropiano
I dati incoerenti dell’evasione fiscale
A quanto ammonta l’evasione delle tasse in Italia? Per dare una risposta a questa domanda nel 2009 è stata istituita una Commissione che annualmente presenta una “Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva”. Nella Relazione 2024 la tabella riassuntiva del gap delle entrate tributarie e contributive riportava questi dati: 108 miliardi di euro nel 2017, 103 miliardi nel 2018, 100 miliardi nel 2019, 86 nel 2020 e 82 nel 2021. Deduzione conseguente: l’evasione è ancora elevata, ma siamo sulla buona strada, poiché la diminuzione è continua e significativa. Nella Relazione 2025 – recentemente pubblicata – nella medesima tabella si leggono questi dati sull’evasione fiscale e contributiva: 106 miliardi di euro nel 2018, 105 miliardi nel 2019, 94 miliardi nel 2020, 96 nel 2021 e 100 miliardi nel 2022. Commento conseguente: l’evasione ha avuto una lieve flessione nel 2020-2021 (molto probabilmente a causa del lockdown per il covid) e poi ha recuperato il livello antecedente alla pandemia. A questo punto sono inevitabili alcuni interrogativi. Perché nella Relazione 2025 le stime dell’evasione fiscale e contributiva sono diverse da quelle indicate lo scorso anno? Com’è possibile una modifica così elevata dei valori? I componenti e gli esperti della Commissione sono cambiati nell’ultimo anno? È noto che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. Forse lo scorso anno si è voluto mostrare che l’evasione fosse in sensibile calo, ma poi ci si è accorti che la tesi era insostenibile, poiché non era suffragata dai dati reali? Oppure, invece, c’è stata davvero una significativa riduzione dell’evasione fiscale e contributiva nel 2020-21, ma adesso torna utile aumentare le stime di quegli anni per non mettere in luce il forte aumento dell’evasione avvenuto del 2022? La Commissione in ogni caso dovrebbe fornire qualche spiegazione, poiché non è serio a distanza di un anno alzare radicalmente alcuni valori. Per esempio, entrando nel dettaglio, nella Relazione dello scorso anno l’evasione dell’IVA nel 2021 era stata stimata in 18 miliardi di euro. Nella Relazione di quest’anno è stata ricalcolata per lo stesso anno in 28 miliardi. Ci si aspetterebbe almeno una annotazione del tipo “scusate, ci siamo sbagliati”. È il caso di ricordare che non si tratta di un’esercitazione per uno stage, ma di dati fondamentali che condizionano la politica economica e tributaria dell’Italia. Se l’evasione fiscale e contributiva fosse in aumento, il Governo dovrebbe prendere nuovi provvedimenti per contrastarla. Se invece fosse in calo, l’esecutivo potrebbe incentivare le scelte che hanno contribuito alla riduzione del gap. Ma se i dati cambiano di segno da un anno all’altro, la confusione regna sovrana. Così facendo all’opinione pubblica si danno messaggi contraddittori, mentre gli evasori possono continuare indisturbati a sottrarre risorse alle casse pubbliche. A proposito: la legge di Bilancio predisposta dal Governo e attualmente in discussione in Parlamento, prevede l’ennesima “rottamazione” delle cartelle esattoriali. Si tratta di una perdita di circa 800 milioni di euro per le casse dello Stato e il conto – come al solito – lo dovranno pagare i contribuenti onesti. Rocco Artifoni
November 12, 2025
Pressenza