Slitta l’udienza fantasma per gli attivisti della Sumud detenuti in Libia

Pressenza - Wednesday, June 10, 2026

L’udienza che doveva tenersi a Bengasi per i dieci attivisti sequestrati – tra cui gli italiani Dina Alberizia (67 anni, Asti) e Domenico Centrone (33 anni, Molfetta) – non c’è stata. Annullata senza preavviso. Un avvocato mandato dai familiari ha ricevuto dalle autorità libiche l’indirizzo inesistente di un carcere fantasma. Il console italiano li ha visti una sola volta in diciassette giorni. Hanno potuto fare una sola telefonata. Nel frattempo, attivisti in 13 Paesi e 5 continenti sono in sciopero della fame per chiedere ai governi di intervenire subito. Perché oggi non sono in gioco solo i destini di dieci persone: è sotto accusa la capacità dell’Italia e dell’Europa di proteggere chi opera per la pace e i diritti umani.

“Abbiamo potuto usare il cellulare, quello della vigilanza, solo dopo lo sciopero della fame che abbiamo fatto per 4 giorni. Ho perso conoscenza e ho avuto le convulsioni. Non abbiamo nessuna informazione con il mondo fuori. Siamo in una gabbia, stesi sul pavimento. Il nostro corpo sta cedendo, la schiena, la salute mentale. Stiamo vivendo l’inferno. Non abbiamo idea di cosa ci succederà, di quali saranno le prossime fasi, di quando saremo rilasciate e quanto ancora rimarremo qui. Ci viene detto ogni giorno: domani, domani, domani… Le nostre teste stanno esplodendo” – questa la testimonianza al telefono, dell’attivista Maria Paula Jimenez, trattenuta insieme alle altre 9 persone, tra cui i connazionali Dina e Domenico.

La conferenza stampa “Siamo tutte ConVoy”, occasione per fare il punto sull’ennesimo rinvio e per lanciare un ultimatum al governo, è stata convocata per le 19.00 alla Camera dei deputati con la moderazione di Giulio Cavalli. Interverranno:
Maria Elena Delia, Tony La Piccirella, Steering Committee GSF
Enrica Rigo, Legal Team GSF
Sara Suriano, Global Sumud Land Convoy
Domenico Chirico, Amnesty International Human Rights Impact
Giuseppe Alberizia, fratello dell’attivista sequestrata Dina Alberizia
e i parlamentari Stefania Ascari, Antonio Ferrara, Dario Carotenuto, Marco Grimaldi, Arturo Scotto, Marco Croatti. La conferenza sarà trasmessa in diretta al link https://webtv.camera.it/evento/31605.

LE RICHIESTE DELL’ORGANIZZAZIONE
Al governo italiano: un intervento diplomatico ad alto livello che imponga alle autorità libiche orientali il rilascio immediato e incondizionato dei dieci attivisti.
Alla Farnesina: garanzia di assistenza legale indipendente e cure mediche per i detenuti, e un canale di comunicazione diretto con i familiari.
All’Unione Europea: condanna formale della detenzione arbitraria e delle sparizioni forzate in Libia, attivazione di sanzioni mirate contro i responsabili e sospensione di ogni cooperazione con le autorità libiche orientali finché non sarà ripristinato lo stato di diritto.

L’APPELLO DI AMNESTY INTERNATIONAL
La condanna arriva anche da Amnesty International, che chiede il rilascio immediato dei dieci e denuncia le sparizioni forzate dei primi giorni: per otto attivisti le autorità libiche hanno nascosto il luogo e le condizioni di detenzione, configurando così un caso di sparizione forzata.
Nel suo ultimo comunicato, Amnesty ha ricordato che il Global Sumud Land Convoy è una missione umanitaria civile partita dalla Mauritania il 25 aprile 2026 con l’obiettivo di rompere l’assedio illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza e consegnare aiuti. I dieci attivisti sono stati arrestati il 24 maggio mentre cercavano di ottenere il permesso di attraversare la Libia per portare soccorso a Gaza, in piena emergenza genocidio.

Global Movement to Gaza