LIBANO: “ISRAELE QUI FA IL BELLO E IL CATTIVO TEMPO”. DA BEIRUT CORRISPONDENZA CON IL REPORTER IVAN GROZNY COMPASSO

Radio Onda d`Urto - Monday, May 25, 2026

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, torna a garantire da parte di Washington il presunto “diritto di Israele a difendersi, indipendentemente da eventuali accordi tra Washington e Teheran”, mentre in Libano Tel Aviv non hai arrestato la propria aggressione militare.

Nonostante i cessate il fuoco annunciati sulla carta, non si è mai realmente fermata. L’ultimo aggiornamento sanitario, da parte del governo di Beirut, certifica infatti 3.151 vittime (3 solo questa mattina, lunedì 25 maggio, nel sud), 10mila feriti e molte centinaia di migliaia di sfollati per gli attacchi di Tel Aviv.

Da Beirut, capitale del Libano, il reporter freelance Ivan Grozny Compasso descrive ai microfoni di Radio Onda d’Urto un paese sospeso in una condizione di paura costante: “Questa notte ci sono stati attacchi molto violenti nel sud. Stanno praticamente radendo al suolo tutti i villaggi”. Nel sud del paese intere comunità sono state costrette a lasciare le proprie case. Piccoli villaggi abitati da quattro o cinquemila persone risultano ormai quasi completamente svuotati. “Tanti villaggi sono stati attaccati e la gente è dovuta scappare. Parliamo di famiglie che hanno perso tutto” spiega Ivan Grozny Compasso.

Migliaai di famiglie vivono oggi in campi improvvisati o in tende montate alla periferia della capitale e nelle aree più interne del paese. Con l’arrivo del caldo estivo crescono anche i rischi sanitari, aggravati dalla scarsità di servizi igienici e assistenza medica. Il Libano, già devastato da una crisi economica profondissima e dagli effetti della guerra siriana, fatica a sostenere l’emergenza umanitaria.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, da Beirut, è intervenuto il reporter Ivan Grozny Compasso. Ascolta o scarica.