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LIBANO: ISRAELE AVANZA VIA TERRA OLTRE LA ‘LINEA GIALLA’.
Aria tesa attorno alle trattative tra Stati Uniti e Iran, mentre Israele intensifica gli attacchi a Sud del Libano, oltrepassando la “linea gialla”. Le forze nordamericane hanno attaccato siti di lancio missilistico e navi posamine nel sud dell’Iran in quelli che un portavoce militare statunitense ha definito attacchi di “autodifesa”. In precedenza, i media iraniani riportato di esplosioni nella città portuale meridionale di Bandar Abbas. Una petroliera ha anche segnalato un’esplosione al largo di Muscat, in Oman. Un portavoce militare ha avvertito che qualsiasi nuova aggressione contro l’Iran incontrerebbe una risposta “molto più severa” che si estenderebbe oltre la regione, a seguito dei recenti attacchi statunitensi contro l’Iran meridionale e le continue aggressioni di Israele contro il Libano. È Israele a sfidare intenzionalmente il rischio escalation nella regione: soldati israeliani hanno iniziato ad avanzare via terra in Libano oltre la ‘linea gialla’, quella segnata dal fiume Litani e disegnata a uso e consumo da Israele per occupare 10 km di terre a sud del Paese dei cedri. In mattinata almeno 12 le persone massacrate da un attacco israeliano contro la città libanese di Mashghara. 28 le persone uccise nelle ultime 24 ore. Nuovi avvisi di sfollamento forzato sono stati poi imposti alla città di Nabatieh, nel sud, dove abitanto 80mila persone. Da Beirut il punto con Pasquale Porciello giornalista del Manifesto Ascolta o scarica 
May 26, 2026
Radio Onda d`Urto
LIBANO: “ISRAELE QUI FA IL BELLO E IL CATTIVO TEMPO”. DA BEIRUT CORRISPONDENZA CON IL REPORTER IVAN GROZNY COMPASSO
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, torna a garantire da parte di Washington il presunto “diritto di Israele a difendersi, indipendentemente da eventuali accordi tra Washington e Teheran”, mentre in Libano Tel Aviv non hai arrestato la propria aggressione militare. Nonostante i cessate il fuoco annunciati sulla carta, non si è mai realmente fermata. L’ultimo aggiornamento sanitario, da parte del governo di Beirut, certifica infatti 3.151 vittime (3 solo questa mattina, lunedì 25 maggio, nel sud), 10mila feriti e molte centinaia di migliaia di sfollati per gli attacchi di Tel Aviv. Da Beirut, capitale del Libano, il reporter freelance Ivan Grozny Compasso descrive ai microfoni di Radio Onda d’Urto un paese sospeso in una condizione di paura costante: “Questa notte ci sono stati attacchi molto violenti nel sud. Stanno praticamente radendo al suolo tutti i villaggi”. Nel sud del paese intere comunità sono state costrette a lasciare le proprie case. Piccoli villaggi abitati da quattro o cinquemila persone risultano ormai quasi completamente svuotati. “Tanti villaggi sono stati attaccati e la gente è dovuta scappare. Parliamo di famiglie che hanno perso tutto” spiega Ivan Grozny Compasso. Migliaai di famiglie vivono oggi in campi improvvisati o in tende montate alla periferia della capitale e nelle aree più interne del paese. Con l’arrivo del caldo estivo crescono anche i rischi sanitari, aggravati dalla scarsità di servizi igienici e assistenza medica. Il Libano, già devastato da una crisi economica profondissima e dagli effetti della guerra siriana, fatica a sostenere l’emergenza umanitaria. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, da Beirut, è intervenuto il reporter Ivan Grozny Compasso. Ascolta o scarica.
May 25, 2026
Radio Onda d`Urto
LIBANO: RAID ISRAELIANI DAL SUD ALL’EST DEL PAESE DEI CEDRI. AUMENTA IL NUMERO DELLE PERSONE UCCISE
Prosegue l’aggressione israeliana contro il Libano, in particolare nel sud del Paese, dove da oltre due mesi l’esercito di occupazione di Tel Aviv intensifica bombardamenti e operazioni via terra. Dall’alba di oggi, nuovi raid israeliani hanno colpito diverse aree, dal sud fino all’est del Paese dei Cedri, causando la morte di due persone e il ferimento di altre 5. Sale così ad almeno 2.850 il numero delle persone uccise dall’inizio dell’aggressione, il 2 marzo 2026. Sul piano diplomatico, intanto, sembrano essere spariti i presunti negoziati tra le parti coinvolte, mentre la crisi umanitaria in Libano continua ad aggravarsi giorno dopo giorno. In questo contesto le comunità locali denunciano l’utilizzo da parte di Tel Aviv di sostanze come glifosato e fosforo bianco contro terreni agricoli e zone abitate per rendere impossibile il ritorno degli sfollati. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto David Ruggini, capomissione di Un Ponte Per in Libano. Ascolta o scarica.
May 11, 2026
Radio Onda d`Urto
Il Libano senza tregua. Bombardamenti e villaggi fantasma. Reportage
Una delegazione della Banda Bassotti e della Carovana Antifascista si trova in Libano di nuovo sotto le bombe israeliane nonostante il cessate il fuoco. Mercoledi sera alle 20 le bombe sioniste sono tornate a cadere a Beirut. Parlando con la gente di qui, nessuno si aspettava un nuovo attacco israeliano […] L'articolo Il Libano senza tregua. Bombardamenti e villaggi fantasma. Reportage su Contropiano.
May 10, 2026
Contropiano
LIBANO: PROSEGUE IL CESSATE IL FUOCO MA ISRAELE NON FERMA L’AGGRESSIONE. 2.534 LE PERSONE UCCISE DAL 2 MARZO
I raid israeliani a Beirut e sul Libano del Sud dal 2 marzo scorso hanno ucciso 2.534 persone e ferite 7.863. È il bilancio aggiornato diffuso dal ministero della Salute di Beirut mentre nel sud del Paese proseguono le operazioni militari israeliane. Negli ultimi giorni, l’esercito di occupazione israeliano ha emesso nuovi avvisi di evacuazione rivolti agli abitanti di diversi villaggi nel Libano meridionale, anche al di fuori delle aree precedentemente indicate come zone di sicurezza. Parallelamente, proseguono i bombardamenti su vasta scala, condotti con diversi mezzi, tra cui aviazione e artiglieria. Non risultano quindi pause nell’aggressione israeliana, nonostante il 17 aprile il Libano sia staqto incluso in extremis nel cessate il fuoco concordato dall’Iran con gli Stati Uniti. Sul piano diplomatico, continuano i contatti tra le parti, ma senza risultati concreti finora. La situazione ha aggravato una crisi già profonda: oltre un milione di persone è stato costretto a lasciare le proprie abitazioni e lo sfollamento su larga scala si inserisce in un contesto di forte fragilità economica e sociale, contribuendo a una crescente emergenza umanitaria. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, gli aggiornamenti con il giornalista Mauro Pompili. Ascolta o scarica.
April 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Khatun Salma: il corpo e il libro strappato
Uno scritto di Tahar Lamri sull’assassinio della poetessa libanese. Tra le macerie di Tallet al-Khayat, a Beirut, l’8 aprile 2026, è stato ritrovato il corpo della poetessa libanese Khatun Salma, insieme a quello del marito Muhammad Karasht. Non lontano da loro, una copia sfregiata di Ventiquattro ore nella vita di una donna di Stefan Zweig. Qualcuno ha visto. Qualcuno ha
Prosegue l’offensiva israeliana in Libano: un aggiornamento da Beirut
Inizialmente il Libano pareva essere incluso nella fragile tregua tra Iran, USA e Israele mediata dal Pakistan, ma l’esercito ed il governo israeliani hanno fatto capire che intendono proseguire le operazioni militari con un pesantissimo attacco aereo. Da mercoledì, bombardamenti violentissimi colpiscono soprattutto i quartieri popolari del sud di Beirut. Il governo libanese, attraversato da forti tensioni interne e da una linea sempre più critica verso Hezbollah, tenta di trattare una pace direttamente con Israele facendosi garante del disarmo della resistenza. Nel frattempo, la popolazione libanese – principalmente quella sciita, ma anche i rifugiati siriani e palestinesi – deve far fronte ai durissimi bombardamenti israeliani, ma anche ad una totale mancanza di sostegno da parte delle istituzioni statali. Ne abbiamo parlato con Camilla, una compagna che vive e lavora a Beirut: Segnaliamo la pagina instagram di Anti-Racist Movement Lebanon, organizzazione citata nell’intervista che si sta occupando di coordinare la solidarietà in tempo di guerra.
April 10, 2026
Radio Blackout - Info
Prosegue l’offensiva israeliana in Libano: un aggiornamento da Beirut
Inizialmente il Libano pareva essere incluso nella fragile tregua tra Iran, USA e Israele mediata dal Pakistan, ma l’esercito ed il governo israeliani hanno fatto capire che intendono proseguire le operazioni militari con un pesantissimo attacco aereo. Da mercoledì, bombardamenti violentissimi colpiscono soprattutto i quartieri popolari del sud di Beirut. Il governo libanese, attraversato da forti tensioni interne e da una linea sempre più critica verso Hezbollah, tenta di trattare una pace direttamente con Israele facendosi garante del disarmo della resistenza. Nel frattempo, la popolazione libanese – principalmente quella sciita, ma anche i rifugiati siriani e palestinesi – deve far fronte ai durissimi bombardamenti israeliani, ma anche ad una totale mancanza di sostegno da parte delle istituzioni statali. Ne abbiamo parlato con Camilla, una compagna che vive e lavora a Beirut: Segnaliamo la pagina instagram di Anti-Racist Movement Lebanon, organizzazione citata nell’intervista che si sta occupando di coordinare la solidarietà in tempo di guerra.
April 10, 2026
Radio Blackout
LIBANO: PIOGGIA DI BOMBE ISRAELIANE, “BEIRUT NEL CAOS”. A RISCHIO TREGUA E NEGOZIATI USA-IRAN
Israele cerca di far saltare cessate il fuoco e negoziati bombardando a tappeto il Libano. Tra ieri e oggi l’esercito di occupazione israeliano ha fatto piovere una raffica di bombe su tutto il Paese dei cedri nonostante da Teheran abbiano più volte ribadito che l’accordo, per essere valido, debba riguardare anche il territorio libanese. Tel Aviv prosegue l’offensiva e vuole occupare il sud del Paese, fino al fiume Litani. Ieri l’aviazione israeliana ha sferrato cento attacchi in dieci minuti, anche nel cuore della capitale libanese Beirut. Nelle ultime ore, tra la notte e stamattina, almeno venti i raid aerei in tutto il sud. Sul terreno, però, l’Idf trova la resistenza del movimento sciita Hezbollah. Negli scontri, ieri, un missile israeliano ha centrato un mezzo militare italiano della missione Unifil. Timide proteste dal governo Meloni. Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano. Dall’altra parte, Hezbollah ha lanciato razzi verso il territorio occupato dallo stato di Israele. “La città di Beirut, ma non solo, si sono ritrovate in poco tempo nel caos”, ha riferito ai nostri microfoni Federico Patacconi, capomissione in Libano per l’Ong italiana Cesvi. “Le ambulanze difficilmente riuscivano a raggiungere il luogo dell’incidente, gli ospedali sono stati sotto grande pressione” e resta urgente la necessità di reperire sangue a causa delle centinaia di feriti giunti in poco tempo. Questa situazione, continua Patacconi, “non soltanto crea tensioni esterne con lo stato di Israele ma è anche una modalità di Israele di creare tensioni interne”. Gli aggiornamenti da Beirut con Federico Patacconi, capomissione in Libano per l’Ong italiana Cesvi. Ascolta o scarica
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto