
Che i genitori fuggano con le mani piene di ciliegie e noci
Comune-info - Sunday, May 24, 2026
Carlo Petrini è stato un visionario. Di quelli che vedono quello che non c’è e stanno dove serve. Da pediatra posso dire che niente è più necessario che conoscere le origini di quello che mangiamo, niente è più importante di questo per la salute dei bambini e quindi poi di tutti.
È anche un gesto politico. Sappiamo bene che chi mangia peggio sono i non ricchi, sono loro quelli che si sfondano di cibi ultra processati, di additivi chimici, di anabolizzanti. Chi ha meno deve compensare e per farlo reagisce rispondendo presente a tutte le sollecitazioni del mercato, ingoia le promozioni commerciali come fossero promozioni individuali, si sente scelto perché convocato nell’ammasso. La lotta agli OGM, i semi originari, la differenza dei sapori, la cura dei territori, i tempi lenti del viaggio, quelli lunghi dell’incontro, la mano che raccoglie e distribuisce, sono tutti fiori dello stesso mazzo, tutti pensieri gentili dello stesso sorriso.
Quando nella vita ho pensato agli svezzamenti dei miei bimbetti, caro Carlo, ho sempre pensato a te e infatti la tua creatura principe l’hai chiamata Terra Madre. Quando intorno ai sei mesi di vita si passa dal latte alle pappe i genitori arrivano davanti a una finestra, a un paesaggio nuovo, possono guardarsi intorno, scavalcare, domare la corriera commerciale che furiosa tutti travolge e diventare essere umani che scelgono. Possono in virtù dell’amore per il proprio piccolo prendere una strada nuova, decidere anche per loro stessi di affinare il tema dell’alimentazione e liberarsi dal ricatto del consumismo che banchetta sul fegato, sulla pelle, sulle arterie, che avvelena di colesterolo, zuccheri, coloranti e chimica e forma il consenso omogeneizzato.
Quell’effetto Stendhal dura poche settimane. Noi pediatri dobbiamo saperlo cogliere. In quel momento per proteggere il loro bambino i genitori si fanno le domande che non si sono mai posti e lì noi possiamo evidenziare l’opportunità, farli scavalcare e lasciare che fuggano con le mani piene di ciliegie, di fragole, di noci, di mele verso i campi verdi di scelte buone e apprezzare una alimentazione sana, variata, ricca di fibre, di gusti, di cultura, di storia degli altri che sa di scambio e saperi, dove anche il sapore è un gesto d’amore e il tempo per prepararsi alla festa vale il gioco.
Lì noi pediatri possiamo, noi artisti vediamo il disegno e l’architettura del brano, noi uomini dobbiamo compiere un gesto di rivoluzione dei costumi, nel quotidiano, la rivoluzione non violenta e radicale di ogni giorno, l’unica che può sopravvivere alla bulimia della rete. Conta quel che resta.
Saremo a Pollenzo in provincia di Cuneo all’Università della Gastronomia con le Mamme Narranti il 7 luglio, nel viaggio della “Transumanza Favolosa”, ci arriveremo in bicicletta, mille chilometri a pedalare. Saremo a Terra Madre il 26 e 27 settembre invitati da Barbara Nappini, la presidente di Slow Food, che ha intuito il regalo di Carlo.
Nel gennaio 2013 su Repubblica, Carlo Petrini, fondatore di Slow food, scrisse un editoriale dal titolo “I ragazzi contadini che trasformano la terra in oro” in cui ragionava dell’agricoltura come spazio per trovare e ripensare il lavoro, segnalando alcuni «esempi virtuosi» e i loro effetti positivi su società e ambiente. Petrini concluse scrivendo: «La società civile ha capito bene che, come giustamente titolava un sito di “settore” qualche giorno fa, è ora di “salire in agricoltura”…». Quel sito era Comune (on line da pochi mesi), l’articolo in questione si intitolava “Saliamo in agricoltura per cambiare il mondo”
L'articolo Che i genitori fuggano con le mani piene di ciliegie e noci proviene da Comune-info.