Rubio: abbiamo arrestato la sorella della direttrice dell’impresa cubana Gaesa

Pressenza - Friday, May 22, 2026

Migliaia di persone si sono riunite all’Avana a sostegno dell’ex presidente e leader storico della Rivoluzione cubana, Raúl Castro Ruz, che mercoledì scorso è stato accusato dagli Stati Uniti di aver partecipato all’abbattimento di due aerei nei cieli cubani nel 1996.

Dopo che l’accusa è diventata pubblica, varie organizzazioni politiche e sociali del paese, tra cui i Giovani Comunisti Cubani, hanno convocato una manifestazione nella Tribuna Anti-imperialista nella capitale cubana. Alle 7 del mattino migliaia di cubani si sono stretti attorno al leader della rivoluzione Raul Castro ribadendogli il loro sostegno e l’appoggio al governo. “Per Cuba e per Raúl, siamo nella Tribuna Antiimperialista”, ha affermato il presidente di Cuba, Miguel Díaz Canel, pochi minuti prima dell’inizio dell’evento. “Si tratta di un’azione politica, senza alcuna base giuridica, che cerca solo di ingrossare il fascicolo che stanno fabbricando per giustificare la sciocchezza di un’aggressione militare a Cuba”, ha avvertito il presidente in un messaggio pubblicato sui suoi social network.

Le autorità cubane hanno definito la manovra giudiziaria di Washington solamente “un atto spregevole e infame di provocazione politica, che si basa sulla manipolazione disonesta dell’incidente che ha portato all’abbattimento dei due aerei che avevano violato lo spazio aereo cubano” e il cui scopo finale è giustificare all’opinione pubblica l’inasprimento del blocco e le “minacce di aggressione armata”. “Che Cuba rappresenti una minaccia per gli Stati Uniti può stare solo nella mente malata di alcuni funzionari dell’attuale amministrazione statunitense”, ha aggiunto il presidente ubano.

Mentre a L’Avana il popolo rivoluzionario si stringeva attorno al suo leader il segretario di stato degli Stati Uniti Marco Rubio annunciava l’arresto a Miami della sorella della direttrice dell’impresa statale cubana GAESA. L’agenzia per l’immigrazione degli Stati Uniti (ICE) ha arrestato Adis Lastres Montero — sorella della direttrice della impresa cubana GAESA, Ani Guillermina Lastres Montero. Lo ha annunciato ufficialmente il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Rubio ha sottolineato che Lastres Montero “viveva lussuosamente in Florida, mentre parallelamente sosteneva il regime cubano aggirando gli interessi statunitensi. La sua ulteriore permanenza nel paese è stata considerata una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Al momento, la donna è in custodia in attesa di deportazione dopo la revoca della Green Card.

L’arresto della donna fa parte chiaramente dell’aumento delle pressioni statunitensi nei confronti di Cuba. Marco Rubio, ricordiamo, in un recente video ha definito i problemi che l’isola soffre come il risultato delle politiche di furto che la famiglia Castro compie quotidianamente. Ha indicato che l’azienda GAESA, gestita dalle forze armate, è la causa principale di tutti i disagi che la popolazione soffre, Ovviamente, secondo lui, il blocco non è il motivo della difficile situazione che Cuba si trova ad affrontare.

A dar manforte a Marco Rubio è arrivata anche la congressista Maria Salazar, nota per le sue posizioni anticubane, che ha diffuso un messaggio diretto alla famiglia Castro. “Questo è un messaggio per la famiglia Castro. Guardate a Maduro. Il Presidente Trump ha dato a Maduro la possibilità di andarsene con sua moglie e la sua famiglia in un altro posto, portando con sé quei milioni che ha rubato ai venezuelani. Ma Maduro si è creduto più intelligente del Presidente Trump. Quindi ora mi rivolgo a Raúl, a suo cugino, al nipote e al figlio. Guardate attentamente cosa è successo a Maduro. È ora che ve ne andiate, perché c’è uno sceriffo nuovo in città, e questo sceriffo è Donald Trump. E lui può ed è disposto a fare ciò che i precedenti dieci presidenti, democratici e repubblicani, non hanno osato fare: rendere Cuba un Paese amico, non solo per il bene dei cubani, ma anche degli statunitensi”, ha detto la deputata.

Ha aggiunto poi: “Perché, se ci pensate, quando il Presidente Trump diceva che la sua agenda è “America First”, è esattamente ciò che stiamo vedendo ora”. Le minacce continuano assieme alla campagna mediatica che intende costruire un nemico che poi giustifichi altre azioni contro Cuba. Azioni che vanno dall’aumento delle sanzioni, a un possibile intervento armato, passando per una delle tante rivoluzioni colorate tanto amate dai nostri politici anni fa.

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Andrea Puccio