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Secondo gli Stati Uniti Cuba è coinvolta nella guerra in Ucraina
Secondo il Dipartimento di Stato USA Cuba sarebbe direttamente coinvolta nella guerra in Ucraina fornendo combattenti all’esercito russo,. Con la precisione di un orologio svizzero ritorna, proprio adesso che le pressioni di Donald Trump e soci si fanno sempre più violente, l’accusa al governo cubano di sostenere militarmente la Russia inviando suoi cittadini a combattere nelle file dell’esercito di Mosca. Accusa che da tempo gira e periodicamente, nei momenti di maggiore pressione, ritorna sul piatto. In un rapporto al Congresso il Dipartimento di Stato ha dichiarato che Cuba potrebbe aver inviato fino a 5.000 propri cittadini per partecipare al conflitto militare in Ucraina dalla parte della Russia e che fornisce attivamente a Mosca sostegno diplomatico e politico. Il rapporto non fornisce prove dirette dell’invio ufficiale di cubani nelle Forze Armate della Federazione Russa, ma contiene indicazioni che il regime abbia tollerato, facilitato o selettivamente agevolato il flusso di reclute e non abbia protetto i propri cittadini. Secondo dati statunitensi e fonti aperte, quindi del tutto inaffidabili, ma poco importa, basta che sia  Washington ad affermarlo per renderli del tutto attendibili, i cubani sono diventati uno dei gruppi più numerosi di combattenti stranieri dalla parte della Russia nella zona del conflitto in Ucraina; le stime variano da 1.000 a 5.000 unità, mentre l’intelligence ucraina parla di diverse migliaia di cubani al fronte. Sullo sfondo dell’inasprimento della pressione di Washington su L’Avana (incluso un blocco di fatto delle forniture di petrolio), Cuba dichiara di aver avviato procedimenti contro i reclutatori, tuttavia gli Stati Uniti considerano il sistema giudiziario del Paese estremamente opaco. La stessa notizia, priva di ogni conferma, è stata usata come pretesto dagli Stati Uniti per votare contro durante la consueta votazione alla sessione ordinaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove viene ogni anno presentata da Cuba una proposta di risoluzione per la cessazione del sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti all’isola. Ovviamente in una situazione dove gli Stati Uniti cercano ogni pretesto possibile per inasprire le sanzioni e magari far digerire all’opinione pubblica occidentale la necessità di un intervento armato a Cuba per riportare la democrazia, usare l’argomento Ucraina, dove ovviamente la retorica impone alla Russia di essere l’aggressore, fa facile breccia nelle menti dell’opinione pubblica poco informata che si alimenta della propaganda occidentale. L’amministrazione di Donald Trump ha ritirato fuori questa storiella anche per screditare tutto il movimento di solidarietà con Cuba che negli ultime settimane ha cercato di alleviare la difficile situazione economica che l’isola sopporta proprio a causa del blocco imposto dalle varie amministrazioni statunitensi dal 1962. Se riescono a far percepire alla maggioranza dell’opinione pubblica che questo movimento internazionale sta aiutando un Paese attivamente coinvolto nella guerra dell’aggressore contro l’aggredito ucraino, il gioco è presto fatto. Insomma, ogni scusa è buona per il pacificatore della domenica per attaccare Cuba, sperando che ciò serva a far crollare il legittimo governo, senza contare poi che le accuse, come sempre fanno dalla Casa Bianca, non hanno uno straccio di prova che le dimostri. Ma si sa, quando lo affermano loro non dobbiamo dubitare; oggi poi che Donald Trump è paragonato a Dio, quindi in possesso della verità assoluta e indiscutibile, dobbiamo fidarci. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
April 16, 2026
Pressenza
Solidarietà con Cuba dall’Internazionale Anarchica
Riceviamo e volentieri diffondiamo “Solidarietà con il popolo cubano  e i nostri compagni anarchici Dal 13° Congresso dell’Internazionale delle Federazioni Anarchiche, tenutosi ad Atene (3-5 aprile 2026), inviamo il nostro incondizionato sostegno e la nostra solidarietà ai nostri compagni anarchici a Cuba, che non hanno potuto recarsi sul posto per partecipare ai lavori dell’IFA. L’embargo economico contro Cuba è in vigore dagli anni ’60, ma negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno irrigidito la loro posizione, imponendo sanzioni alle navi che trasportano petrolio verso l’isola e minacciando dazi contro i paesi che lo forniscono. La coercizione punitiva imposta a un intero popolo affinché viva in condizioni estreme e devastanti (senza alcuna elettricità, essenziale per il funzionamento delle infrastrutture di base per la sopravvivenza umana) costituisce un crimine contro l’umanità. Nessuna tolleranza, nessun silenzio di fronte al crimine che gli Stati Uniti stanno commettendo contro il popolo cubano e alla guerra globale che stanno conducendo contro l’umanità — una guerra che domani raggiungerà tutti noi, in ogni angolo della terra. Internazionale delle Federazioni Anarchiche (IFA-IAF) 3-5 aprile 2026 – Atene, Grecia” Redazione Italia
April 12, 2026
Pressenza
Difendere Cuba è una battaglia di tutti!
La manifestazione di oggi a Roma, dal Colosseo alla Piramide, ha riportato al centro il tema della politica estera e dei diritti dei popoli. Oltre diecimila persone hanno preso parte a un corteo che ha posto al centro una questione geopolitica precisa: l’impatto delle recenti decisioni dell’amministrazione statunitense, guidata da Donald Trump, nei confronti della Repubblica di Cuba. Non si è trattata di una protesta simbolica, ma di una risposta a una strategia di pressione economica che ha assunto dimensioni inedite e preoccupanti. La manifestazione di oggi non è stata una semplice sfilata di bandiere o un atto di solidarietà rituale, ma una netta presa di posizione politica contro quello che si configura come il più violento e cinico attacco sferrato dagli Stati Uniti contro l’isola negli ultimi decenni. Al centro del mirino c’è Donald Trump e la sua strategia della cosiddetta “spallata finale”, un piano che mira a ottenere con il ricatto energetico e il sabotaggio sistematico ciò che oltre sessant’anni di embargo non sono riusciti a produrre, ovvero il collasso sociale della Rivoluzione cubana. L’aspetto più brutale dell’attuale fase dell’imperialismo statunitense è senza dubbio l’attacco frontale alle forniture energetiche. L’amministrazione Trump ha intensificato la caccia alle petroliere con una ferocia senza precedenti, sanzionando non solo le compagnie cubane, ma anche le società di navigazione, gli armatori e le agenzie assicurative di Paesi terzi che osano trasportare greggio verso i porti dell’Avana. L’obiettivo è chiaro nella sua criminalità: impedire il rifornimento di petrolio per paralizzare l’intera isola. Senza carburante, il sistema elettrico nazionale subisce blackout che colpiscono la produzione industriale, il trasporto pubblico e, nei casi più drammatici, la conservazione degli alimenti e il funzionamento degli ospedali. È l’applicazione letterale di una strategia da assedio medievale trasposta nel cuore della modernità, un tentativo di esasperare la popolazione civile portandola allo stremo per provocare una sommossa interna. Si tratta dell’attuazione più bieca del memorandum Mallory del 1960, che già allora teorizzava di provocare fame e disperazione per rovesciare il governo, ma oggi Trump lo fa con i mezzi tecnologici e finanziari di una superpotenza che ha smarrito ogni senso del diritto internazionale. Per comprendere l’entità della sfida, bisogna analizzare i dati scientifici di questo genocidio economico. Il bloqueo non è un semplice limite al commercio, ma un muro invisibile che strangola ogni singola transazione finanziaria del Paese. Le stime più recenti indicano che il danno economico accumulato da Cuba supera i 170 miliardi di dollari, una cifra che se rapportata al valore dell’oro supererebbe i 1.400 miliardi. Solo nell’ultimo anno, l’inasprimento delle sanzioni voluto da Trump ha causato perdite medie di 13/14 milioni di dollari al giorno. Sono risorse che vengono sottratte direttamente al benessere dei cittadini, alla manutenzione delle scuole e a quella sanità d’eccellenza che Cuba, nonostante l’assedio, continua a offrire gratuitamente non solo ai propri abitanti, ma al mondo intero. È un paradosso vergognoso che mentre l’Avana invia medici a combattere epidemie in ogni angolo del globo, Washington risponda cercando di lasciare quegli stessi medici senza luce elettrica e senza reagenti chimici per i vaccini. Un altro pilastro fondamentale di questa spallata trumpiana è il mantenimento strumentale di Cuba nella lista degli Stati sponsor del terrorismo. Si tratta di una classificazione kafkiana e priva di fondamento, che serve esclusivamente a terrorizzare il sistema bancario mondiale. Qualsiasi istituto di credito che operi con l’isola rischia multe miliardarie dagli Stati Uniti, rendendo quasi impossibile l’acquisto di pezzi di ricambio vitali per le centrali termoelettriche o di macchinari agricoli per la sovranità alimentare. La piazza di Roma oggi ha gridato con forza che questa non è una battaglia per la democrazia, ma puro bullismo geopolitico. Trump sta usando la vita di undici milioni di persone come un trofeo elettorale per compiacere le frange più reazionarie della Florida, giocando con il destino di un popolo intero per i propri interessi di potere. Il corteo che oggi è sfilato dinanzi alla Piramide Cestia non era composto solo da militanti storici, ma da una nuova generazione di giovani, lavoratori e studenti che vedono in Cuba un’alternativa possibile alla logica del profitto assoluto. Difendere Cuba significa difendere l’idea stessa che un altro modello sociale sia necessario e realizzabile, rivendicando che la salute e l’istruzione debbano essere diritti universali e non merci per chi può permettersele. Se Cuba cadesse sotto i colpi del ricatto energetico di Trump, non cadrebbe solo un governo, ma l’idea che un piccolo paese possa autodeterminarci liberamente. La spallata finale è un monito autoritario rivolto a tutto il Sud del mondo. E’ il messaggio che chiunque tenti una strada diversa verrà punito con il buio e la fame. Le diverse decine di organizzazioni che hanno partecipato a questa mobilitazione esigono che il governo italiano e l’Unione Europea escano finalmente dalla sudditanza psicologica e politica verso la Casa Bianca. Non è più sufficiente votare una risoluzione pro-forma all’ONU contro l’embargo, se poi non si mettono in atto meccanismi legali per proteggere le nostre imprese e i nostri scambi dalla prepotenza extraterritoriale delle leggi americane. È necessario pretendere anche l’immediata rimozione di Cuba dalla lista degli Stati terroristi, la fine del sabotaggio dei rifornimenti petroliferi e la cancellazione totale di un blocco che rappresenta un residuo anacronistico della Guerra Fredda trasformato in strumento di tortura collettiva. Oggi Roma ha dimostrato che la solidarietà è un muscolo che non smette di battere e che oltre diecimila voci possono rompere il silenzio complice dei grandi media. Donald Trump può anche tentare di fermare le navi, ma non potrà mai spegnere la dignità di chi resiste. Foto di ANAIC, Associazione Nazionale Amicizia Italia-Cuba Giovanni Barbera
April 11, 2026
Pressenza
Cuba autorizza la creazione di imprese miste pubblico-privato
Un passo che segna una nuova fase nella trasformazione del sistema imprenditoriale cubano è stato compiuto recentemente con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di Cuba del Decreto-Legge 114, una norma che apre la strada alla creazione di imprese miste tra enti statali e privati. La disposizione non nasce in modo isolato, ma come risultato di un graduale processo di aggiornamento del modello economico cubano, con basi legali e concettuali che risalgono alla Costituzione della Repubblica di Cuba del 2019, dove si riconosce la possibilità di combinare diverse forme di proprietà, riporta Cubadebate. Il decreto è la prosecuzione di quanto già previsto nell’articolo 22, paragrafo E della Costituzione, che prevedeva la possibilità di integrare diversi tipi di proprietà, a cui si sono aggiunte il Decreto-Legge 34 del 2021, che ha permesso partenariati contrattuali tra enti statali e altre forme di gestione, le 75 disposizioni economiche approvate nel  2022 per stimolare l’economia e i recenti decreti 88 e 89, approvati nel 2024, che  hanno consolidato il quadro per lo sviluppo delle PMI private e delle cooperative non agricole, ampliando lo spettro degli attori economici. Il punto principale della nuova normativa è la possibilità di creare società miste di capitale tra enti statali e privati nazionali. Finora, le relazioni tra questi attori si limitavano fondamentalmente a contratti di compravendita, alleanze specifiche o schemi di complementarità produttiva. Con la nuova disposizione, entrambe le parti possono fornire risorse e costituire una nuova entità con personalità giuridica propria. Si apre quindi la possibilità di creare società miste pubblico-privato con attori nazionali. Il decreto regola le modalità della costituzione delle società, le norme di gestione e amministrazione, la distribuzione degli utili, le norme che regolano i conflitti e le modalità per lo scioglimento delle stesse. La creazione di società miste, secondo le intenzioni del legislatore, dovrebbe migliorare le catene produttive tra settori che fino ad ora operavano con limitazioni. Le società potranno anche operare nei settori che attualmente sono preclusi alle imprese private. Inoltre da questa riforma il legislatore si aspetta di aumentare la produzione di beni e servizi per la popolazione, potenziare l’esportazione e la sostituzione delle importazioni, sfruttare capacità produttive inutilizzate nel settore statale, aumentare la competitività aziendale e generare nuove fonti di lavoro. “Il settore statale ha capacità limitate a causa della mancanza di risorse, mentre il settore non statale può fornire input, finanziamenti o flessibilità. Questa figura permette di combinare questi punti di forza”, ha dichiarato il Ministro dell’Economia e della Pianificazione Joaquín Alonso Vázquez durante la trasmissione Mesa Redonda, spiegando la riforma. Ha inoltre sottolineato che in queste società confluiscono e sono impegnati beni statali, che appartengono al popolo cubano, quindi la loro gestione deve garantire risultati concreti. Attualmente, Cuba ha un ampio universo di potenziali partecipanti a queste alleanze, tra cui più di 2.000 imprese statali, circa 10.000 PMI non statali, cooperative agricole e non agricole, società commerciali e società controllate. In sintesi il Decreto-Legge 114, secondo il governo cubano, rientra nell’obiettivo di trasformare e modernizzare il sistema imprenditoriale statale, nonché di integrare in modo più efficace gli attori non statali nello sviluppo del Paese. Con questo decreto si potrebbe pensare che l’economia cubana vada nella direzione di una graduale privatizzazione del sistema statale; a tale proposito Ivonne Rodríguez Rodríguez, direttrice legale del Ministero dell’Economia e della pianificazione ha precisato, sempre durante la Mesa Redonda, che il decreto non privatizza, ma crea nuove forme di gestione per la proprietà socialista. La norma prevede quattro modalità per cui lo Stato si associa ad attori non statali senza vendere i suoi beni. La prima è la creazione di una nuova persona giuridica: una società a responsabilità limitata mista, dove entrambe le parti apportano beni o diritti reali. Una domanda frequente, ha detto Rodriguez, è se l’entità originale stia scomparendo. La risposta è no: l’ente statale rimane una persona giuridica e inoltre ne viene creata una nuova. Entrambe esistono in modo indipendente. La seconda modalità è l’acquisizione di una partecipazione di un’entità statale in una PMI privata già esistente. La terza modalità è l’assorbimento. Una società commerciale di capitale totalmente cubano o una MiPyme[1] statale può assorbire una MiPyme privata. La direttrice ha chiarito che è unidirezionale. “Perché unidirezionale? Perché se fosse bidirezionale, una PMI privata potrebbe acquisire beni socialisti, e questa sarebbe una privatizzazione. Non è questo che tratta questa norma”, ha sottolineato Rodríguez. Lo Stato non vende i propri beni, ma intende gestire al meglio le sue proprietà; i beni restano dello Stato e del popolo cubano. La quarta modalità è quella contrattuale: un contratto di società economica senza creare una nuova figura giuridica. Consente la contribuzione di beni o diritti reali e anche la creazione di un fondo comune per l’oggetto del contratto. Tra i vantaggi, Rodríguez ha sottolineato che l’oggetto sociale della nuova figura è identico a quello del settore statale: qualsiasi attività lecita di produzione, commercializzazione, specializzazione e servizio può essere intrapresa. Questo è un’attrazione per gli attori non statali, perché oggi il Decreto 107 limita alcune attività per loro. Associandosi con lo Stato, possono intraprendere un maggiore numero di attività. (Cubadebate). [1] Acronimo di Micro, piccole e medie imprese Andrea Puccio
April 10, 2026
Pressenza
Due membri della Camera dei Rappresentanti USA visitano Cuba
I membri della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti Pramila Jayapal e Jonathan Jackson del Partito Democratico hanno visitato Cuba e sono stati ricevuti dal presidente Miguel Diaz Canel. Jayapal è la prima donna indo-americana a essere eletta alla Camera dei Rappresentanti per il settimo distretto di Washington, ha presieduto il Caucus Progressista del Congresso tra il 2021 e il 2025 e fa parte dei comitati giudiziari e di bilancio. Jackson, rappresentante del primo distretto dell’Illinois dal 2023, è figlio del defunto reverendo Jesse Jackson ed è stato portavoce nazionale della Rainbow/PUSH Coalition, un’organizzazione fondata da suo padre in difesa della giustizia sociale e dei diritti civili. Durante l’incontro il presidente cubano ha denunciato l’impatto del blocco economico imposto dagli Stati Uniti, in particolare l’assedio energetico decretato dall’amministrazione di Donald Trump. Jonathan Jackson con il presidente cubano Díaz Canel ha definito queste misure un “danno criminale”, ha messo in guardia sulle minacce di azioni ancora più aggressive da parte del governo degli Stati Uniti ed ha ribadito  la volontà del suo governo di mantenere un dialogo bilaterale serio e responsabile, con l’obiettivo di trovare soluzioni alle differenze esistenti tra i due Paesi. “Questo incontro riflette la volontà di Cuba di avanzare verso una comprensione reciproca, nonostante le tensioni storiche e le politiche restrittive in vigore”, ha dichiarato. I due politici sono stati ricevuti anche dal Ministro degli Esteri di Cuba Bruno Rodríguez Parrilla che ha scritto su X: “Ho incontrato i membri della Camera dei Rappresentanti Pramila Jayapal e Jonathan L. Jackson. Ho spiegato l’aggressione multidimensionale che Cuba deve affrontare da parte del governo degli Stati Uniti, con un grande impatto sulla popolazione cubana, la cui situazione si è aggravata con l’attuale assedio energetico, con la continua minaccia di azioni ancora più aggressive e la costante e ostile campagna di discredito con tutti i mezzi possibili”, riporta Cubadebate. Al termine della loro visita sull’isola, durata cinque giorni, i due membri della Camera dei Rappresentanti hanno emesso una nota: “Il blocco illegale alla fornitura di carburante a Cuba, a 145 chilometri a sud degli Stati Uniti, si aggiunge all’embargo più lungo della storia e sta causando una sofferenza incalcolabile al popolo cubano. Gli Stati Uniti hanno impedito l’ingresso di una sola goccia di petrolio a Cuba per più di tre mesi. Si tratta di una crudele punizione collettiva, in pratica di un bombardamento economico delle infrastrutture del Paese, che ha causato danni irreparabili e deve cessare immediatamente. Abbiamo visto bambini prematuri in incubatrici, che pesavano appena un chilo, e che corrono un rischio tremendo perché i loro respiratori e incubatrici non possono funzionare senza elettricità. I bambini non possono andare a scuola perché non c’è carburante per loro e i loro insegnanti per spostarsi. I malati di cancro non possono ricevere trattamenti salvavita a causa della mancanza di farmaci. C’è carenza d’acqua perché c’è poca elettricità per pomparla. I negozi hanno chiuso. Le famiglie non possono mantenere il cibo refrigerato e la produzione alimentare sull’isola è scesa solo al 10% del fabbisogno della popolazione. Abbiamo ascoltato un’ampia varietà di voci: famiglie, leader religiosi, uomini d’affari, organizzazioni della società civile, governo cubano, ambasciatori latinoamericani e africani, organizzazioni umanitarie e cubani di tutto lo spettro politico, compresi i dissidenti. In tutti i settori c’è consenso: questo blocco illegale deve finire immediatamente. Non crediamo che la maggior parte degli statunitensi desideri che questo tipo di crudeltà e disumanità continui a nostro nome. Il governo cubano ha dato molti segnali che questo è un nuovo momento per il Paese. Durante la nostra visita, il presidente Díaz-Canel ha rilasciato più di 2.000 prigionieri. Il governo cubano ha iniziato a liberalizzare la sua economia con riforme significative, tra cui l’autorizzazione agli imprenditori cubano-americani a investire in aziende private a Cuba. Lo spirito imprenditoriale è cresciuto in modo sostanziale e le piccole e medie imprese private rappresentano ora una parte importante dell’economia. Il governo cubano ha invitato l’FBI a condurre un’indagine indipendente su una sparatoria mortale con un motoscafo. Gli ostacoli rimanenti al progresso a Cuba ora stanno nel fatto che gli Stati Uniti cambino la loro politica obsoleta, tipica della Guerra Fredda, di misure economiche coercitive e pressioni militari contro Cuba. La vera riforma si otterrà solo tracciando un nuovo corso. Gli Stati Uniti e Cuba devono avviare immediatamente negoziati reali che garantiscano la dignità e la libertà del popolo cubano, nonché gli enormi benefici che il popolo statunitense otterrà da una genuina collaborazione tra i nostri due Paesi”. (Tratto dal sito ufficiale di Pramila Jayapal). Andrea Puccio
April 8, 2026
Pressenza
Il sindacato dei bancari UNISIN e la solidarietà a Cuba
Fioccano le diagnosi e i giudizi sulla sanità mentale e sulle iniziative dell’uomo più potente della Terra e sono tutte diagnosi e giudizi implacabili che ne evidenziano la demenza, l’aggressività, la sete di denaro e di potere. Per raggiungere i suoi obiettivi Trump non guarda in faccia a nessuno, siano essi bambini o bambine, anziani o anziane, donne o uomini. E meno male che si era fatto eleggere come l’uomo che avrebbe riportato la pace nel mondo! Guerre, stragi, genocidi, distruzione e fame sono invece il bagaglio con cui si è presentato al mondo e ai suoi elettori, che però in buona parte continuano a sostenerlo con un fanatismo incrollabile. Si prende quello che vuole, o almeno ci prova ed è quello che vorrebbe fare con Cuba … Le prese di posizione davanti a tanta infantile ma pericolosa aggressività e prepotenza arrivano più dal mondo dell’associazionismo che dagli Stati, che osservano paralizzati e impauriti all’inasprimento “trumpiano” del già devastante embargo che colpisce Cuba da oltre 60 anni. Ma c’è chi dice NO! C’è chi si mobilita, chi non abbandona Cuba e il meraviglioso popolo cubano e quindi le iniziative di solidarietà fioccano in tutto il mondo. Una di queste riguarda UNISIN, uno dei sindacati dei bancari e qui mi tocca precisare: “Ho detto bancari, non banchieri!” Il Direttivo e la Segreteria Nazionale UNISIN hanno approvato all’unanimità il sostegno all’eroica resistenza di Cuba all’aggressione statunitense attraverso un versamento di 2mila euro a favore della “Campagna nazionale straordinaria di raccolta fondi a sostegno del sistema elettro-energetico cubano – Energia per la vita, accendiamo la luce su Cuba.” Nel comunicato sindacale inviato a tutte le strutture italiane si legge: “Questo nostro contributo è anche un ringraziamento per l’aiuto che Cuba ha prontamente dato al nostro Paese durante le tragiche giornate del COVID e in generale negli ultimi anni, inviando specialisti, medici ed infermieri che si sono distinti per la generosità e la professionalità nei numerosi ospedali dove hanno prestato la loro opera. Ancora oggi ci sono moltissimi medici cubani che supportano con il loro lavoro il nostro sistema sanitario.”   Redazione Italia
April 7, 2026
Pressenza
Effetti del blocco USA sulla sanità cubana
“Il blocco esiste, è reale e il suo effetto è permanente sulla sanità pubblica cubana”, ha affermato alcuni giorni fa il Viceministro della salute, il dottor Julio Guerra Izquierdo, spiegando nel programma televisivo Mesa Redonda come l’impatto diretto e crudele della politica del governo degli Stati Uniti colpisca la sanità pubblica. Tra i settori maggiormente colpiti dal blocco economico, commerciale e finanziario imposto dalle varie amministrazioni statunitensi all’isola caraibica dal lontano 1962 c’è anche quello della sanità, Una sanità garantita in modo gratuito a tutti i cubani, che si trova però a combattere con gli effetti procurati quotidianamente dalle sanzioni statunitensi. Tra gli effetti immediati sulla sanità spicca la cancellazione di contratti commerciali per l’acquisizione di tecnologie e prodotti medici, oltre al rifiuto da parte delle compagnie di navigazione di trasportare a Cuba vari carichi, tra cui farmaci. Inoltre Cuba non può acquistare attrezzature mediche, in molti casi essenziali per le cure dei pazienti, che contengano più del 10% di componenti prodotti negli Stati Uniti, il che ne limita di fatto l’acquisizione. Nel suo intervento alla trasmissione Mesa Redonda, Julio Guerra ha quantificato in 4,183 miliardi di dollari i danni prodotti al settore della salute dal blocco statunitense; nel solo 2025 il costo è stato stimato in 288 milioni di dollari. 25 giorni di blocco equivalgono al finanziamento richiesto per coprire il quadro base dei farmaci per un anno a Cuba (339 milioni di dollari). 9 giorni di blocco equivalgono al budget necessario per importare tutto il materiale di consumo del sistema sanitario nazionale in un anno: siringhe, garze, aghi, suture, cateteri, ecc. (129 milioni di dollari) 21 ore di blocco equivalgono al costo di acquisizione dell’insulina necessaria per un anno per i pazienti diabetici. (12 milioni di dollari) L’ordine esecutivo di Donald Trump nel quale impedisce all’isola di acquistare combustibile impatta ovviamente anche sul settore sanitario. La mancanza di energia elettrica limita molte cure, impedisce il normale svolgimento degli interventi chirurgici nelle sale operatorie, che devono essere rimandati con ovvie ricadute sulla salute dei pazienti, mette a rischio il normale processo di dialisi, limita l’esecuzione di normali esami diagnostici e molto altro. Il vice ministro comunque ha assicurato che nessun paziente è morto per cause imputabili alla mancanza di energia elettrica. Per far fronte a tale mancanza sono state stabilite priorità in ogni livello di assistenza, con particolare attenzione al programma materno-infantile, al controllo epidemiologico, alle emergenze, al trattamento di pazienti oncologici e con problemi renali e altro. Parallelamente viene incrementato il programma di installazione di pannelli solari per la produzione di energia elettrica; sono stati installati pannelli in 282 poliambulatori, 78 case di riposo, 97 strutture materne, 74 case per anziani e 15 ospedali. La direttrice dell’ospedale Calixto García, dottoressa in Scienze Iliovanys Betancourt Plaza, ricorda come le misure di soffocamento economico della Casa Bianca abbiano un effetto diretto sulla vita quotidiana di un complesso ospedaliero come quello che lei dirige. L’ospedale dispone di 21 padiglioni, che richiedono una garanzia energetica costante. La dottoressa ha menzionato i casi di persone che hanno subito un trauma e devono essere trasportate in ospedale. Occorre arrivare sulla scena in tempo per salvare il paziente, avere a disposizione un’ambulanza e, una volta giunti in ospedale, procedere all’intervento chirurgico. Per tutto questo occorrono carburante ed energia elettrica. Ha aggiunto che assistere più vittime in un’emergenza richiede risorse e tecnologie, che oggi mancano, in un settore in cui è necessario prendere decisioni rapide e difficili. Gli interventi chirurgici sono quelli più colpiti dalle carenze energetiche, soprattutto quando dipendono da gruppi multidisciplinari. Ha precisato che, quando in un’operazione intervengono diversi specialisti, sono necessarie alte tecnologie e molti input. Sostenere tutto questo è diventato una sfida tremenda. Nel settore della cardiologia l’acquisizione di pacemaker per l’impianto nei pazienti è molto difficile a causa del blocco e le degenze dei malati diventano più lunghe. Nei i momenti di maggiore tensione, come quando il servizio elettrico nazionale subisce una caduta, negli ospedali hanno ideato protocolli e strategie per affrontare questa emergenza dando priorità alle aree vitali. Durante i blackout energetici, alcuni gruppi elettrogeni non funzionano a causa del loro invecchiamento e della mancanza di pezzi di ricambio che non si possono acquistare per via del blocco. Il dottor Eugenio Selman Housein Sosa, direttore del centro cardiologico dell’Ospedale Pediatrico William Soler dell’Avana, ha sottolineato come le misure coercitive del blocco colpiscano direttamente i bambini, trasformando in nemici non i membri del governo, come affermano alla Casa Bianca, ma gli stessi malati, senza risparmiare i più piccoli. Nel settore cardiologico le migliori attrezzature per le cure sono statunitensi, ma a causa del blocco non possono essere acquistate da Cuba. “E’ una politica per colpire gli ospedali e farla pagare ai pazienti; poi questi ipocriti vanno in giro  a dire che la colpa è del governo cubano, accusandolo di essere uno Stato fallito,” ha affermato il medico. Yamilé García Villar, direttrice dell’Istituto di Nefrologia, ha assicurato che in tutto il Paese esiste una rete di 57 unità per la dialisi, dotate di tecnologia all’avanguardia, ma quando si verificano dei guasti diventa difficile reperire i pezzi di ricambio. “Dall’epidemia di coronavirus l’attività dei trapianti è diventata più difficile; insieme al ferreo blocco, questo ci ha impedito di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati; a volte le terapie si allungano nel tempo, ma non ci siamo fermati”, ha affermato. “Le sanzioni mettono in pericolo la vita di 3.000 cubani che hanno bisogno della dialisi.”     Andrea Puccio
April 7, 2026
Pressenza
Cuba inizierà a produrre biogas
A Cuba è alle ultime fasi la realizzazione di un impianto di biogas nella provincia di Matanzas. L’Unione Cuba-Petróleo (Cupet) ha riferito oggi sul suo profilo Facebook che il primo impianto di biometano a Cuba, situato nel Comune di Martí, provincia di Matanzas, sta avanzando verso la fase finale della sua  costruzione. Per mitigare gli effetti del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba il governo sta cercando soluzioni alternative per la produzione di energia e l’impianto di Martì va in questa direzione. Edrey Rocha González, direttore generale della Cupet, ha supervisionato i lavori di questa struttura, progettata per produrre biometano destinato ad alimentare gli autobus e alla generazione di energia elettrica. Il progetto ha avuto la guida tecnica del Centro di ricerca sul petrolio e la partecipazione di entità della Cupet come l’azienda di ingegneria e progetti petroliferi, l’azienda di manutenzione del petrolio (Empet) e la società di perforazione ed estrazione di idrocarburi. L’iniziativa è finanziata dall’Unione Europea attraverso il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) e coordinata dal Ministero dell’Economia e della Pianificazione di Cuba. Secondo la Cupet, nei prossimi giorni specialisti spagnoli avvieranno l’impianto, l’unico di questo tipo sull’isola. Fonti: www.cubadebate.cu www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
April 4, 2026
Pressenza
A Cuba arriverà una nuova petroliera russa
Cuba non è sola: il Ministro dell’Energia russo Sergei Tsiviliov ha dichiarato giovedì che la Russia si sta preparando a inviare una seconda petroliera a Cuba nel mezzo della grave crisi energetica a causa del blocco degli Stati Uniti. “Ieri si è tenuto un incontro importante a San Pietroburgo con una rappresentanza politica cubana. Cuba è sotto blocco totale, è isolata. Da dove viene il carico di petrolio? Una nave russa ha rotto il blocco. Ora la seconda si sta caricando. Non lasceremo i cubani in difficoltà”, ha assicurato Tsiviliov. Questa sarebbe la seconda imbarcazione russa a raggiungere l’isola dopo che la prima petroliera russa, l’Anatoli Kolodkin,  è arrivata questa settimana con circa 100.000 tonnellate di petrolio per aiutare a superare la difficile situazione energetica del Paese. Il presidente di Cuba, Miguel Díaz Canel, ha ringraziato mercoledì la Russia per il suo aiuto e ha assicurato che lo scarico del petrolio è già iniziato; poi cominceranno la raffinazione, la distribuzione e “l’uso razionale di questa spedizione che, sebbene insufficiente in mezzo alla grave carenza, allevierà gradualmente la situazione nelle prossime settimane.”     Andrea Puccio
April 3, 2026
Pressenza
Cuba: usare il cibo per fare pressione sul Paese viola i diritti umani
L’uso del cibo come forma di pressione nei confronti di un altro Paese è una flagrante violazione dei diritti umani della popolazione; così afferma il Consiglio per i diritti umani dell’ONU, approvando  nella sua 61° sessione una risoluzione presentata da Cuba. Viene condannato l’uso del cibo come arma di coercizione politica o economica e si invitano gli Stati ad astenersi dall’applicare misure unilaterali che mettono in pericolo la sicurezza alimentare di altri Paesi. Presentando la risoluzione, Cuba ha denunciato nuovamente il disumano e illegale blocco degli Stati Uniti, che colpisce gravemente il diritto al cibo di tutto il popolo cubano. Il Consiglio per i diritti umani ha approvato all’unanimità anche la risoluzione proposta da Cuba sui diritti culturali. L’iniziativa cubana riafferma la cultura come componente essenziale dello sviluppo umano e fattore importante per l’inclusione sociale. Il testo riconosce il diritto delle persone con disabilità a partecipare pienamente alla vita culturale. La cultura getta ponti, va oltre i confini e promuove il dialogo tra i popoli. (Cubadebate) Adesso vedremo se qualcuno dei governi occidentali, sempre pronti ad agitare la bandiera del rispetto dei diritti umani, commenterà questa risoluzione. Se fosse stata presentata da Zelensky, o da qualche membro del suo circo, sicuramente tutti i giornali avrebbero aperto con questa notizia. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
April 2, 2026
Pressenza