
Cuba, il dovere della verità storica. Lettera di Marco Papacci al quotidiano “La Stampa”
Pressenza - Friday, May 22, 2026Risposta di Marco Papacci, presidente dell’ANAIC, all’articolo di Mattia Feltri sul quotidiano La Stampa del 15 maggio 2026 dal titolo “Cuba Libre”.
Egregio Direttore de La Stampa
Andrea Malaguti
Le scrivo per esprimere la mia profonda indignazione e il mio totale dissenso rispetto al recente articolo pubblicato sulla Sua testata riguardante la situazione a Cuba del giornalista Mattia Feltri.
Definire tale resoconto come “parziale” sarebbe un eufemismo: ci troviamo di fronte a una narrazione che, ricalcando pedissequamente la retorica dei settori più reazionari di Miami, manca di ogni onestà intellettuale e rigore storico.
È inaccettabile che in un’analisi sulla crisi economica e sanitaria cubana non venga fatta menzione — nemmeno fugace — del Blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti. Un genocidio silenzioso condannato per ben 33 volte dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che impedisce all’isola l’acquisto di medicinali salvavita, pezzi di ricambio per le centrali elettriche e materie prime essenziali. Liquidare l’embargo come una mera “scusa” di Trump significa ignorare decenni di una politica asfissiante volta deliberatamente a piegare un popolo per fame e disperazione.
L’articolo tace colpevolmente sulle aggressioni terroristiche subite da Cuba, organizzate e finanziate dal suolo statunitense. Oltre tremila cittadini cubani hanno perso la vita a causa di questi atti criminali, tra cui — è bene ricordarlo — anche il giovane turista italiano Fabio Di Celmo, vittima di una bomba nel 1997. Questa è la realtà di un paese che deve difendere la propria sovranità contro chi, erede della dittatura di Fulgencio Batista, vorrebbe riportare l’isola a essere il “bordello d’America”.
Mentre Lei si compiace nel descrivere il degrado degli ospedali (conseguenza diretta del sabotaggio economico), ignora deliberatamente l’opera delle Brigate Mediche Henry Reeve.
Un contingente di professionisti che ha salvato migliaia di vite in tutto il mondo e che, nel momento più buio della pandemia, è giunto in Italia (a Crema e Torino) e oggi in Calabria per aiutarci, ricevendo l’elogio dell’OMS e la gratitudine eterna del popolo italiano.
Infine, citare report di organizzazioni come “Prisoners Defenders”- organizzazione finanziata con i fondi pubblici degli Stati Uniti, tanto per capire da chi arrivano le veline
– senza analizzarne la natura politica e i finanziamenti significa abdicare al ruolo di giornalista per farsi megafono della propaganda. La storia di Cuba non si scrive con i pregiudizi di chi non accetta che un piccolo popolo abbia scelto la dignità e la resistenza sotto la guida di giganti come Fidel Castro Ruz, ma con i fatti di un’isola che, nonostante l’assedio più lungo della storia moderna, continua a essere un esempio di solidarietà internazionale.
Chiedo che questa lettera trovi spazio per dare voce a una verità che il Suo giornale ha scelto di oscurare.
Distinti saluti,
Marco Papacci – Presidente Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (ANAIC)
