Cuba, il dovere della verità storica. Lettera di Marco Papacci al quotidiano “La Stampa”
Risposta di Marco Papacci, presidente dell’ANAIC, all’articolo di Mattia Feltri
sul quotidiano La Stampa del 15 maggio 2026 dal titolo “Cuba Libre”.
Egregio Direttore de La Stampa
Andrea Malaguti
Le scrivo per esprimere la mia profonda indignazione e il mio totale dissenso
rispetto al recente articolo pubblicato sulla Sua testata riguardante la
situazione a Cuba del giornalista Mattia Feltri.
Definire tale resoconto come “parziale” sarebbe un eufemismo: ci troviamo di
fronte a una narrazione che, ricalcando pedissequamente la retorica dei settori
più reazionari di Miami, manca di ogni onestà intellettuale e rigore storico.
È inaccettabile che in un’analisi sulla crisi economica e sanitaria cubana non
venga fatta menzione — nemmeno fugace — del Blocco economico, commerciale e
finanziario imposto dagli Stati Uniti. Un genocidio silenzioso condannato per
ben 33 volte dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che impedisce
all’isola l’acquisto di medicinali salvavita, pezzi di ricambio per le centrali
elettriche e materie prime essenziali. Liquidare l’embargo come una mera “scusa”
di Trump significa ignorare decenni di una politica asfissiante volta
deliberatamente a piegare un popolo per fame e disperazione.
L’articolo tace colpevolmente sulle aggressioni terroristiche subite da Cuba,
organizzate e finanziate dal suolo statunitense. Oltre tremila cittadini cubani
hanno perso la vita a causa di questi atti criminali, tra cui — è bene
ricordarlo — anche il giovane turista italiano Fabio Di Celmo, vittima di una
bomba nel 1997. Questa è la realtà di un paese che deve difendere la propria
sovranità contro chi, erede della dittatura di Fulgencio Batista, vorrebbe
riportare l’isola a essere il “bordello d’America”.
Mentre Lei si compiace nel descrivere il degrado degli ospedali (conseguenza
diretta del sabotaggio economico), ignora deliberatamente l’opera delle Brigate
Mediche Henry Reeve.
Un contingente di professionisti che ha salvato migliaia di vite in tutto il
mondo e che, nel momento più buio della pandemia, è giunto in Italia (a Crema e
Torino) e oggi in Calabria per aiutarci, ricevendo l’elogio dell’OMS e la
gratitudine eterna del popolo italiano.
Infine, citare report di organizzazioni come “Prisoners Defenders”-
organizzazione finanziata con i fondi pubblici degli Stati Uniti, tanto per
capire da chi arrivano le veline
– senza analizzarne la natura politica e i finanziamenti significa abdicare al
ruolo di giornalista per farsi megafono della propaganda. La storia di Cuba non
si scrive con i pregiudizi di chi non accetta che un piccolo popolo abbia scelto
la dignità e la resistenza sotto la guida di giganti come Fidel Castro Ruz, ma
con i fatti di un’isola che, nonostante l’assedio più lungo della storia
moderna, continua a essere un esempio di solidarietà internazionale.
Chiedo che questa lettera trovi spazio per dare voce a una verità che il Suo
giornale ha scelto di oscurare.
Distinti saluti,
Marco Papacci – Presidente Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
(ANAIC)
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba