NAPOLI: PRESIDIO PERMANENTE PER LA PALESTINA ALL’UNIVERSITÀ FEDERICO II. “BASTA COMPLICITÀ CON GUERRA E GENOCIDIO”

Radio Onda d`Urto - Wednesday, May 20, 2026

A Napoli continua il presidio permanente per la Palestina presso il complesso universitario di Porta di Massa della Federico II. L’iniziativa, avviata dopo il corteo cittadino del 15 maggio in occasione del 78esimo anniversario della Nakba, vede studentesse e studenti organizzati in tende e momenti di confronto all’interno dell’ateneo, con l’obiettivo di rilanciare la mobilitazione universitaria contro la guerra e il sostegno alle politiche israeliane.

“Le motivazioni sono legate al fatto che noi crediamo che l’intifada studentesca non sia mai finita. Si è continuato a parlare non soltanto di Palestina, ma della complicità e del ruolo delle università nei confronti del genocidio. Vogliamo riportare l’attenzione proprio su questo, denunciando anche la complicità del governo italiano nella guerra e nel genocidio, mentre vengono tagliate le spese per università, ricerca e istruzione e si continuano a finanziare guerra e armamenti” spiega ai microfoni di Radio Onda d’Urto Giulia dal presidio “Vogliamo rilanciare la lotta affinché si possano creare presidi anche in altre università e città italiane, continuando a lottare per il boicottaggio accademico, per la fine degli accordi con le università israeliane e con le aziende belliche all’interno degli atenei”.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Giulia, dal presidio per la Palestina Porta di Massa. Ascolta o scarica.

Di seguito il comunicato diffuso dal Centro Culturale Handala Ali:
“RIPARTE L’INTIFADA STUDENTESCA- PARTECIPA AL PRESIDIO PERMANENTE DI RESISTENZA A PORTA DI MASSA.
PORTA LA TUA TENDA!

Da oggi 15 maggio, giorno della Nakba, come studenti e studentesse palestinesi, arabi e solidali di Napoli, dichiariamo l’inizio di un presidio permanente, denunciando le università Italiane per la loro complicità nel genocidio in Palestina.

Dopo anni di finte risposte e silenzi del rettore Matteo Lorito, siamo qui per ricordargli che non basta ignorare il genocidio in corso e chi manifesta contro di esso, per dimenticare la propria responsabilità e il ruolo che le università continuano a ricoprire nel sostegno alla militarizzazione e allo Stato terrorista di “Israele”.

L’Università in Palestina è luogo e mezzo di resistenza collettiva del suo popolo, le sue e i suoi giovani attraverso la formazione, la preservazione e lo sviluppo dell’identità culturale e del sapere palestinese. Per questo, le università sono da sempre obiettivo primari dell’occupazione sionista che le smantella e le bombarda. Questo però non ha fermato e non potrà fermare la determinazione delle studentesse e degli studenti palestinesi.

Da Napoli vogliamo mandare un segnale agli studenti e studentesse in tutte le città italiane per continuare a lottare al fianco agli studenti e studentesse palestinesi contro il genocidio.
Vogliamo mandare un segnale agli studenti e studentesse italiane per continuare a parlare di Palestina perché mentre il governo investe nel genocidio e nella guerra, i fondi alla ricerca e all’istruzione vengono tagliati.

Dalle università rilanciamo la lotta contro la complicità dell’Italia nella detenzione di palestinesi: vogliamo la liberazione di Ahmad Salem, Anan Yaeesh e tutti i prigionieri palestinesi in Italia.”