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GENOVA: “OGNI CONTRADA È PATRIA DEL RIBELLE”. SABATO 18 APRILE, PRESIDIO E CORTEO DI VALPOLCEVERA ANTIFASCISTA
In vista del 25 aprile, Valpolcevera Antifascista torna per le strade di Genova con una giornata di mobilitazione dal titolo “Ogni contrada è patria del ribelle”. L’iniziativa si svolgerà sabato 18 aprile e prevederà due appuntamenti. Il primo, alle ore 12,00, sarà il presidio in piazza Partigiani a Pontedecimo, a cui seguirà, alle ore 15,00, il concentramento in piazza Pallavicini (quartiere Rivarolo) per il corteo che si snoderà per le vie del quartiere fino a raggiungere quello di Sampierdarena. L’obiettivo del corteo sarà “riaffermare i valori della Resistenza”e, attraverso di essi, leggere il presente, dominato da guerre, politiche del riarmo, repressione e speculazioni. Diverse, dunque, le istanze che verranno affrontarte lungo il percorso, sebbene centrale sarà la questione della militarizzazione e cementificazione dei quartieri, una tematica molto sentita nel territorio della Valpolcevera.  “Dopo il crollo del Ponte Morandi e la pandemia, la politica dell’emergenza è diventata prassi: decisioni calate dall’alto, tagli, privatizzazioni, nuove trasformazioni (Zona Logistica Semplificata) che rischiano di soffocare ulteriormente la vita delle nostre comunità – scrivono compagne e compagni di Valpolcevera Antifascista nella chiamata al corteo – Per noi lo spazio non è merce: è luogo. Luogo di relazioni e di solidarietà, di cultura e di partecipazione. Luogo accessibile, sicuro, vissuto, costruito da chi lo abita e lo ama. Difendere questi luoghi significa, proprio anche in nome di questo amore, opporsi alla guerra, al razzismo, alla desertificazione sociale, alla devastazione ambientale e affermare un’idea di città giusta e inclusiva. Per noi l’antifascismo dei nostri giorni è questo: non solo memoria della Resistenza, ma pratica quotidiana di liberazione, costruzione di alternative, difesa dei diritti (civili, sociali e di genere).  Presenta la giornata ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Alessandro di Valpolcevera Antifascista Ascolta o scarica
April 16, 2026
Radio Onda d`Urto
PADOVA: 4 ATTIVISTI AGGREDITI DAI CARABINIERI E A PROCESSO PER DIRETTISSIMA
Convalidato l’arresto per quattro compagni fermati dai carabinieri a Padova nella tarda serata di mercoledì. Il processo per direttissima è stato fissato per giovedì ore 13.30. In concomitanza solidali del CS Pedro e di altre realtà cittadine, si ritroveranno in presidio davanti al Tribunale. Tutto è iniziato con un “controllo ordinario” a poche decine di metri dal centro sociale, “zona rossa” a Padova. Da poco si era conclusa un’assemblea per organizzare la festa del 25 aprile. Un’auto con a bordo “un paio di persone” che avevano partecipato all’assemblea, si ferma in un tabaccaio in via Annibale da Bassano quando immediatamente sopraggiungono due pattuglie dei carabinieri che “aprono violentemente le porte della macchina e intimano l’identificazione” dei presenti, che non resistono e forniscono i documenti. I carabinieri decidono di procedere con una perquisizione personale e all’auto, senza rilevare alcunché. In seguito gli animi si scaldano e i carabinieri “strattonano bruscamente un compagno bloccandolo a terra e schiacciandolo fisicamente”, in puro stile “George Floyd”, come ha raccontato ai nostri microfoni Nando, giunto dal vicino Pedro in quegli istanti. Con lui arrivano diversi altri compagni e compagne che non avevano ancora lasciato il centro sociale. Tanti i testimoni già presenti sul posto, in una strada particolarmente frequentata e che avevano notato la situazione. Dopo aver “schiacciato la faccia a terra”, il compagno fermato viene caricato su una volante e portato via da altri carabinieri giunti sucessivamente sul posto, “in totale erano quattordici”. Le persone solidali intervengono e si mettono in mezzo alla strada per placare la situazione che però “degenera”: i carabinieri picchiano con pugni e calci, usano spray al peperoncino. Infine procedono con il fermo di altri tre compagni senza rilasciare per tutta la notte alcuna comunicazione ai legali. Soltanto questa mattina è arrivata la notizia della convaldida dell’arresto e del processo per direttissima. “Non è il primo episodio del genere nella zona rossa”, non solo contro attivisti e attiviste, ma anche verso altre persone. Con il presidio di questo pomeriggio si chiede “il rilascio immediato” dei compagni arrestati e “di iniziare una campagna contro gli abusi in divisa dei carabinieri di Padova”. La testimonianza di Nando, compagno del centro sociale Pedro. Ascolta o scarica
April 16, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: AGGREDITI I MANIFESTANTI CHE CONTESTAVANO LA PRESENTAZIONE DEL PARTITO DI VANNACCI
Sabato 11 aprile 2026 si è tenuto alla birreria “Fabbrica Pedavena” di Verona, a San Martino Buonalbergo, un evento per lanciare il partito Futuro nazionale di Vannacci, con la presenza di diversi esponenti della destra radicale veronese. La rete Tumulto Pride (nella foto di archivio una loro manifestazione dello scorso anno), dopo aver lanciato un boicottaggio del locale, si è presentata con una decina di attiviste e attivisti all’iniziativa dando vita ad una contestazione durante il comizio di Vannacci. Per questo sono stati pesantemente aggrediti dai presenti, come ci racconta Gianni Zardini del circolo Pink di Verona e della Rete Tumulto Pride. Ascolta o scarica
April 16, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: SECONDA UDIENZA DEL PROCESSO CONTRO IL PROPRIETARIO DELLO STABILE DOVE È MORTO MIRKO “SICK” SERPELLONI
È iniziata nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 15 aprile, presso il Tribunale di Brescia, la nuova udienza del secondo processo contro il proprietario del capannone in cui morì Mirko “Sick” Serpelloni, 27enne bresciano, illustratore, musicista e operaio, deceduto nel settembre 2023 cadendo da un lucernario alla Errepi di Manerbio. Nel febbraio 2025, il datore di lavoro di Mirko era stato condannato in primo grado, con rito abbreviato, a 3 anni e 4 mesi, mentre il titolare dell’azienda committente dei lavori era stato rinviato a giudizio. Ed è proprio questo il troncone dell’udienza odierna, centrale perché prevede l’ascolto dei testimoni delle parti civili. Fuori dal Palagiustizia di Brescia, il consueto presidio solidale chiamato, da un lato, per sostenere la battaglia per ottenere giustizia di familiari, amici e amiche di Mirko, dall’altro, per continuare a parlare e sensibilizzare sul tema delle morti sul lavoro. Presente al presidio anche una rappresentanza sindacale riunita sotto il cappello del comitato Fare Rete. La corrispondenza dal presidio di Bia della nostra redazione Ascolta o scarica Le valutazioni di Maruska, madre di Mirko “Sick” Serpelloni, a pochi minuti dall’inizio dell’udienza Ascolta o scarica Le impressioni di Gianna, lavoratrice in pensione, presente al presidio Ascolta o scarica Le osservazioni sull’importanza di chiamare le morti sul lavoro “omicidi” rilasciate ai nostri microfoni da Luciano, parte della CUB Milano e del comitato Fare Rete, che segue la vicenda fin dalle prime udienze Ascolta o scarica La prossima udienza sara’ il 17 giugno , mentre il 28 aprile in Piazza Duomo di fronte alla Prefettura ci sara’ un presidio contro le morti sul lavoro. Sentiamo ancora Maruska al termine dell’udienza di oggi  Ascolta o scarica 
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
BRESSANONE TIENE APERTO IL DORMITORIO PER LAVORATORI MIGRANTI, IN CHIUSURA TUTTI GLI ALTRI CENTRI DELL’ALTO ADIGE
Nuovo presidio dalle ore 18 di questo pomeriggio in piazza Municipio a Bolzano, in concomitanza con il Consiglio comunale, per chiedere che i lavoratori alloggiati nei cosiddetti “centri per l’emergenza freddo” non vengano sbattuti in strada. Un centinaio di persone hanno risposto all’appello lanciato da Bozen Solidale, che torna in piazza per la seconda volta in una settimana, anche in seguito agli sgomberi della polizia locale dello scorso giovedì. “L’unico esempio positivo in tutto l’Alto Adige è quello di Bressanone, in cui la struttura per la cosiddetta emergenza freddo verrà riconvertita a struttura di accoglienza anche per il periodo estivo, dando di fatto continuità” alla decina di lavoratori di origine migrante che vi alloggiano. A Bolzano, unica città dell’Alto Adige che dispone di servizi diurni per le persone senza casa, stanno arrivando centinaia di persone espulse dagli altri dormitori, quelli di Merano, a Brunico e Laives; a queste si aggiungono le famiglie di migranti curde, pakistane e afghane espulse da Austria e Germania, paesi che stanno applicando rigorosamente il nuovo regolamento europeo sui paesi terzi sicuri. “Non è più una questione di umanità, ma una questione di dignità” quindi “rilanciamo il presidio per martedì prossimo, 21 aprile”, ci ha raccontato dal presidio Matteo di Bozen Solidale. Ascolta o scarica
April 14, 2026
Radio Onda d`Urto
“L’ALGORITMO DELLA FARFALLA” LA GRAPHIC NOVEL DI LUCIO CASCAVILLA CHE DENUNCIA LA REALTÀ DEI CPR
L’algoritmo della farfalla è la graphic novel di Lucio Cascavilla che porta alla luce una realtà fin troppo taciuta: quella dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) in Italia. L’opera segue le vicende di tre personaggi, le cui storie si intrecciano in un contesto di detenzione amministrativa che colpisce persone che non hanno commesso reati. Pur trattandosi di personaggi non realmente esistiti, il racconto si nutre di testimonianze reali, restituendo con forza emotiva e autenticità le condizioni psicologiche e materiali vissute all’interno di questi luoghi. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto l’autore Lucio Cascavilla. Ascolta o scarica. La graphic novel sarà presentata a Brescia, giovedì 16 aprile, dalle 18.30 presso la Nuova Libreria Rinascita con la presenza dell’autore, Lucio Cascavilla in dialogo con Donatella Albini e Cristiana Manenti di Mediterranea. Su Radio Onda d’Urto è intervenuta anche Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia e coautrice, insieme al medico Antonino Cimino, della trasmissione “Curami – prima di tutto la salute”. Ascolta o scarica.
April 14, 2026
Radio Onda d`Urto
VENERDÌ 10 APRILE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
Consueto appuntamento del venerdì con l’analisi critica dei fatti economici della settimana.Su Radio Onda d’Urto Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia e nostro storico collaboratore. Nell’appuntamento di oggi, venerdì 10 aprile 2026. abbiamo affrontato diversi temi: l’analisi del Fondo monetario internazionale sul calo economico dei Paesi in guerra; la povertà lavorativa; la cancellazione dei fondi del Pnrr per il welfare territoriale (disabilità ed emergenza abitativa) e la richiesta all’Ue del governo Meloni di sospendere il patto di stabilità. GUERRA – I Paesi in guerra perdono il 7% di Pil in 5 anni, con “gravi perdite” che “lasciano cicatrici durature“. Questo, in sintesi, il dato che emerge dalla nuova analisi del Fondo monetario internazionale (Fmi) contenuta nel World Economic Outlook. Per l’Fmi, ” i conflitti comportano costi economici ingenti e persistenti per le economie delle zone di conflitto, con perdite che si aggravano nel tempo, superiori anche a quelli delle grandi catastrofi naturali”. In media, la produzione nelle economie delle zone di guerra subisce un forte calo all’inizio del conflitto,  circa il 3%, e continua a diminuire negli anni successivi, raggiungendo perdite cumulative del 7% in 5 anni. Le perdite sono evidenti in tutti i settori e persistono anche dopo un decennio dalla fine dello scenario bellico. POVERTA’ LAVORATIVA – Si può essere poveri anche lavorando, perché l’occupazione non salva più dalla miseria. È la fotografia che emerge dagli ultimi dati diffusi dall’Istat. Il cosiddetto fenomeno dei working poors ha interessato nel 2025 il 10,2% degli occupati tra i 18 e i 64 anni, nonostante lavorino per gran parte dell’anno. Un dato che non accenna a diminuire, smentendo ulteriormente l’idea che l’impiego sia lo strumento di sicurezza economica. PNRR – Il governo ha deciso di “rimodulare” per l’ennesima volta i fondi del Pnrr. Tagliate le risorse su due capitoli del Pnrr della Missione 5: quelli per i percorsi di autonomia per le persone con disabilità e quelli per l’housing temporaneo per le persone senza casa. I due interventi valgono complessivamente 960 milioni e ne vengono tagliati i due terzi, 610 milioni. Si taglia il welfare territoriale e contemporaneamente aumentano gli “incentivi” alle imprese. PATTO DI STABILITA’ – Infine l’annuncio della Meloni che chiederà la sospensione del Patto di stabilità e crescita dell’Ue “se la crisi in Medio Oriente dovesse peggiorare”. Per or Bruxelles dice no, con il vicepresidente della Commissione europea e responsabile economico, Valdis Dombrovskis ha affermato: “La condizione per attivare la clausola di salvaguardia generale per la sospensione del Patto di stabilità è una grave recessione economica nell’area euro o nell’Unione europea nel suo complesso. Al momento non ci troviamo in questa situazione”, ha detto il commissario europeo all’Economia. La conversazione di venerdì 10 aprile su Radio Onda d’Urto con Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’università di Pavia. Ascolta o scarica
April 10, 2026
Radio Onda d`Urto
MIGRANTI: PER IL GOVERNO ITALIANO “DIMINUITE LE VITTIME NEL MEDITERRANEO”. ONU, SEA WATCH E OPEN ARMS SMENTISCONO I NUMERI DELLA MELONI.
Bugie e numeri lontani dalla realtà, drammatica, del Mediterraneo Centrale, una delle rotte più letali al mondo per il passaggio di migranti. La Meloni, nell’informativa in Parlamento di giovedì 9 aprile, ha parlato (anche) di migranti, sostenendo che “grazie all’azione del Governo italiano sono calati gli sbarchi, aumentati i rimpatri e soprattutto abbiamo ridotto il numero delle morti in mare”. Dichiarazioni che sono, cifre ufficiali (quelle dell’Oim, agenzia Onu per le migrazioni) semplicemente false. Secondo i dati Oim, ripresi dal quotidiano La Stampa, tra il 1 gennaio e il 6 aprile 2026  le persone ufficialmente morte e disperse sono state 765, contro le 303 del medesimo periodo 2025 e le 409 di inizio 2024. Un aumento a 3 cifre. Sea Watch, organizzazione dedicata al soccorso civile nel Mediterraneo, ha fatto un video di vero e proprio fact checking (clicca qui) delle parole della Meloni, “dichiarazioni fatte alla Camera dei Deputati e false…ma questa è la logica di questo governo: usare i dati a proprio piacimento per alimentare una retorica falsa e propagandistica, al servizio del consenso elettorale. Nulla di nuovo. Mentre un governo bugiardo guarda dall’altra parte, noi continuiamo ad opporci a ogni violazione dei diritti di chi muore in mare”. Alle parole della Meloni replica anche Open Arms, una delle realtà umanitarie che – nonostante le norme europee e italiane contro i salvataggi in mare – sono impegnate al fianco dei migranti nella rotta del Mediterraneo Centrale. “Il Presidente del Consiglio – spiega a Radio Onda d’Urto Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms –  ha parlato di una diminuzione dei morti in mare in riferimento al funzionamento delle sue politiche migratorie. Parole che secondo noi sono un insulto alle persone che in questi primi mesi del 2026 hanno perso la vita, un insulto alle loro famiglie e un insulto al lavoro delle organizzazioni internazionali che in questi mesi hanno fatto un calcolo ben diverso rispetto a quelle che sono le vittime della rotta del Mediterraneo Centrale. Infatti, come testimoniano agenzie dell’Onu – come l’OIM – questi primi 4 mesi si sono dimostrati i più letali degli ultimi anni e fanno presagire un trend del 2026 in totale aumento rispetto al passato. Ci chiediamo su quali basi il formuli delle dichiarazioni di questo tipo”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms. Ascolta o scarica
April 10, 2026
Radio Onda d`Urto
MASSA: APRE LO SPAZIO SOCIALE APUANO. “UN NUOVO LUOGO DI LOTTA E AGGREGAZIONE IN CITTÀ”
Venerdì 10 aprile, in occasione dell’anniversario della liberazione di Massa dal nazifascismo, le realtà antifasciste del territorio porteranno nel cuore della città un’iniziativa incentrata “sulla resistenza partigiana e legata a doppio filo a quella Palestinese e di tutti i popoli oppressi”. L’iniziativa – intitolata “Ora e sempre resistenza” – prevederà numerosi appuntamenti e metterà al centro anche l’apertura di un nuovo luogo di lotta e aggregazione per la città, lo Spazio Sociale Apuano (piazza Berlinguer), perché “in un mondo di guerre e repressione, dove gli spazi di aggregazione artistica, culturale, politica e di socialità vengono chiusi… NOI APRIAMO!”- scrivono compagne e compagni di Casa Rossa Occupata sui propri profili social. In contemporanea all’apertura, prevista alle ore 16, sempre piazza Berlinguer verrà restaurato il murale dedicato al partigiano Aldo Salvetti, deturpato da simboli e slogan fascisti. Seguiranno quindi, alle 17, il talk “La Resistenza Palestinese” tenuto da Maya Issa, studentessa e attivista per il Movimento Studenti Palestinesi, e gli interventi delle varie realtà sociali e sindacali presenti. La giornata si concluderà nel nuovo spazio con un “Aperitivo Apuano” e un concerto live. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, la presentazione della giornata di Elia di Casa Rossa Occupata Ascolta o scarica  
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto
BOLZANO: DOPO LA CHIUSURA DEI DORMITORI LO SGOMBERO DEI CAMPI ALLESTITI SOTTO I PONTI
Dopo la chiusura dell’ex Alimarket a Bolzano, struttura che ospitava lavoratori senza tetto nella cosiddetta emergenza freddo, proseguono gli sgomberi lungo gli argini dei fiumi di accampamenti di fortuna allestiti sotto i ponti. Questa mattina il nucleo operativo di sicurezza urbana della Polizia locale in collaborazione coi Bacini montani della provincia ha completato lo sgombero di due accampamenti sotto ponte Roma e ponte Palermo. Sono state portate via tende, materassi, coperte e beni personali. Interventi – ha dichiarato l’assessore comunale all’ambiente Marco Caruso – che proseguiranno anche nelle prossime settimane per “garantire sicurezza e decoro urbano”. Il commento di Matteo di Bozen Solidale Ascolta o scarica  MARTEDI 7 APRILE Duecento solidali si sono ritrovati questo pomeriggio al presidio di piazza Municipio a Bolzano per reclamare il diritto ad una casa per le centinaia di persone, tra cui molti lavoratori di origine migrante, che da oggi sono state sbattute fuori dai dormitori pubblici. Si tratta dei centri “emergenza freddo” che, come in moltissime città italiane, chiudono le porte in questo periodo e lasciano migliaia di persone in tutta Italia “nel tunnel della precarietà e della marginalità”. Con la chiusura dei dormitori di Bolzano, Merano, Brunico e Appiano, solo in Alto Adige circa 250 persone si ritroveranno a vivere per strada. Lo stesso territorio, tra i più ricchi d’Europa e a forte vocazione turistica, ha registrato “nel 2025, 36 milioni di pernottamenti”, ospitando circa 9 milioni di turisti. “Non si riescie però a trovare casa per qualche centinaio di persone”, tra cui lavoratori attivi proprio nel settore turistico. Tre le richieste che arrivano dal presidio: “non chiudere le strutture con l’arrivo della primavera; iniziare un percorso condiviso tra Comune e Provincia di Bolzano per stabilizzare le persone” in particolare migranti, di cui il territorio ha fortemente bisogno per assicurare il funzionamento della propria economia; affrontare il tema della casa investendo sulle politiche abitative, dato che anche in Sud Tirolo il diritto all’abitare è tutt’altro che garantito. L’intervista con Matteo di Bozen Solidale che ha organizzato il presidio. Ascolta o scarica
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto