Orientale Occupata: pretendiamo il futuro, occupiamo il presenteLunedì scorso lə studentə hanno occupato Palazzo Giusso, sede storica
dell’Università L’Orientale, in continuità con le lotte giovanili in tutta
Europa e in complicità con le migliaia di lavoratorə che stanno bloccando il
Mezzogiorno. Le parole d’ordine che hanno scelto di portare avanti sono legate
alla condizione giovanile sempre più precaria in questo paese: no al caro vita,
no al caro affitti e una generale richiesta di un futuro migliore.
Prontamente è arrivata la risposta della ministra Bernini che ha additato gli
studenti come violenti e prevaricatori in ben due occasioni: con un post
Instagram e in occasione dell’inaugurazione dello studentato “La Corte” di
Parma. Come noto a chi ha seguito le ultime vicende questi nuovi studentati
costruiti con i fondi del PNRR, che dovevano riparare a un problema strutturale
in Italia, sono diventati terreno fertile per la speculazione da parte di grandi
aziende private del settore immobiliare. Per solo 12 anni saranno adibiti a
studentati e con solo una piccola parte ad un prezzo “calmierato” che, come
confermato già da numerose inchieste, può superare i 500 euro per una singola.
«Abbiamo scoperto che la Ministra Bernini ha detto che l’Università è di tutti e
non di chi la occupa. Ma è davvero così? O è solo di chi se la può permettere?
Noi non ci stiamo e non crediamo che l’Università possa essere sottoposta
all’aziendalizzazione e a paradigmi eurocentrici e guerrafondai. Vediamo invece
l’Università come uno spazio da rivendicare e all’interno di quello spazio
costruire dei momenti di confronto e soprattutto di socialità alternativa». Così
rispondono i collettivi alla Ministra in reel pubblicato su Instagram.
Le prime giornate di Occupazione sono state contraddistinte da un grande lavoro
per mettere in rete tante lotte apparentemente lontane ma in realtà strettamente
legate tra loro. Infatti, lunedì dopo una grande assemblea in cui si è voluto
spiegare al resto della comunità studentesca le ragioni dell’occupazione, lə
studentə che hanno occupato hanno creato un momento di dibattito e confronto con
i loro coetanei francesi e spagnoli, insieme a diversi collettivi di liceali che
hanno occupato le loro scuole.
Assemblea con studentə francesi e spagnolə
«Sentire queste testimonianze dall’Europa in lotta, dalle scuole in occupazione
è un grande motore per continuare la nostra mobilitazione in Università.
Costruiamo assieme le prossime giornate di lotta in Università e riappropriamoci
di questo luogo».
Così una studentessa nell’intervento di chiusura dell’assemblea.
Nel solco di questo ragionamento sono continuati i giorni di Occupazione. La
mattinata del secondo giorno è stata segnata da un incontro tra lo Sportello
Antisfratto di Napoli e altre organizzazioni attive sul tema del diritto
all’abitare. Insieme a loro c’è stata anche la partecipazione di diverse persone
sotto sfratto che hanno condiviso le loro esperienze e la loro rabbia nel vedere
il proprio diritto all’abitare negato.
Nel pomeriggio invece, si è svolta l’assemblea di I’m Queer Any Problem,
collettivo queer e transfemminista, che da anni anima il pride dal basso
organizzato in città. Subito dopo il cortile dell’Università ha visto ospitare
l’assemblea cittadina contro il carovita. È stato un momento estremamente
partecipato dove si sono uniti studentə, sindacati, collettivi e disoccupati per
lanciare una campagna cittadina contro il carovita e convergere sulle date già
esistenti contro la costruzione del Cpr a Castel Volturno il 24 ottobre e lo
sciopero generale del 30 ottobre.
«Ringraziamo tutte le realtà per essere intervenute. L’Università occupata è
fucina di pratiche di confronto e di conflitto. Per noi la potenza di questo
momento è di rendere finalmente l’università occupata un centro di dibattito,
sperimentazione e progettazione politica. Per loro questo è il ruolo storico e
sociale che l’Università dovrebbe avere e che purtroppo ha perso. È fondamentale
unire le nostre lotte, intersecare i diversi processi di mobilitazione, e dunque
rilanciamo le date del 24 ottobre e del 30 ottobre per costruire un ampio
Movimento di opposizione sociale per riprenderci il futuro che ci stanno
negando».
Queste le parole di uno degli studenti presenti all’assemblea. La terza giornata
di Occupazione tornerà sul tema della casa e ci saranno collegamenti con Plaza
del Sol a Madrid e diversi momenti laboratoriali e di socialità per la comunità
studentesca. In continuità con le loro pratiche di ascolto e confronto hanno
inviato una lettera dalle mura del Palazzo Occupato a tutto il personale
universitario dell’Ateneo per cercare supporto e appoggio da parte della
comunità accademica nella loro lotta. Nel frattempo, hanno anche lanciato,
attraverso i loro social, un appello a tutte le università italiane per unirsi
alla mobilitazione.
Per rimanere aggiornati sulle giornate di mobilitazione potete seguire Orientale
Occupata su Substack: https://orientaleoccupata.substack.com/
Per contattare gli studenti: orientaleoccupata@proton.me
Contatto Instagram: @xa.napoli
La copertina è del collettivo Orientale Occupata
Questo articolo è gratuito ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere
la nostrainformazionelibera e accessibile abbiamo bisogno del tuo contributo,
anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno. Clicca sul
banner qui sotto e fai una donazione. Dona il tuo 5×1000 scrivi il codice
fiscale 96405560580
L'articolo Orientale Occupata: pretendiamo il futuro, occupiamo il presente
proviene da DINAMOpress.