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UNICA e la filiera del genocidio: fondi europei e dati sardi per “Israele”
Il dossier recentemente compilato da numerose attiviste sarde mostra che l’Università degli studi di Cagliari è coinvolta in ben quattro progetti di ricerca europei in collaborazione con atenei israeliani: PlatinuMS con l’università di “Tel Aviv”, Better4u con il Weizmann Institute of Science, NPP-SOL e Impactive con il Technion. Le facoltà e i dipartimenti di Unica coinvolti sono tante: Facoltà di Ingegneria Biomedica, Dipartimento Scienze Biomediche e Chirurgiche, Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, Facoltà di Ingegneria chimica e dei materiali, Dipartimento di Fisica e Meccanica. Tutte le collaborazioni sono finanziate dal progetto Horizon dell’Unione Europea, il quale facilita attivamente la collaborazione con istituzioni israeliane, comprese quelle complici dell’apartheid e del genocidio. Nonostante le dichiarazioni da parte del rettore Francesco Mola e del senato accademico, UniCa e i suoi docenti compaiono ancora nei siti ufficiali dei progetti, al punto che la ricerca NPP-SOL figura perfino sul sito dell’Arborea. Nel frattempo, l’entità sionista continua a perpetrare le sue politiche genocide in Palestina e le estende al Libano. PlatinuMS, il progetto con maggior coinvolgimento di UniCa, è una collaborazione con l’Università di ‘Tel Aviv’, costruita su un villaggio palestinese raso al suolo durante la Nakba. La tecnologia AI utilizzata è dell’israeliana Evolution Inc., che annovera le Forze di Occupazione Israeliane tra i suoi clienti. Possiamo davvero escludere che i dati dei pazienti sardi finiscano in mani sporche di sangue? Il Technion, altro partner di UniCa, è l’università più collusa con il complesso militare-industriale sionista: ha prodotto l’Iron Dome (sistema missilistico usato contro i palestinesi dal 2014), il bulldozer D9 (usato per demolire le case dei palestinesi) e l’arma acustica Scream (usato per disperdere le manifestazioni pacifiche dei palestinesi). L’Università di Cagliari sostiene all’articolo 4 del proprio codice etico di ripudiare la guerra. Eppure, a quasi tre anni dal 7 ottobre 2023, questi quattro accordi sono ancora in vigore nonostante i crimini contro l’umanità che vengono perpetrati dall’entità sionista ogni giorno. Come studenti, docenti, ricercatori e lavoratori, esigiamo: l’interruzione immediata di ogni collaborazione con lo Stato israeliano; un Decreto Rettorale che renda effettiva la rescissione a effetto immediato; la modifica del regolamento per impedire la partecipazione a bandi congiunti Italia-Israele; corridoi accademici e umanitari per studenti e ricercatori palestinesi; una presa di posizione netta dell’Ateneo contro il genocidio. Cosa puoi fare? LEGGI E CONDIVIDI IL DOSSIER. https://drive.google.com/file/d/1Euq72Xojk-SBUOTAwm-pMJZChqNFl0ZJ Partecipa alla mobilitazione. PALESTINA LIBERA FUORI IL SIONISMO DALL’UNIVERSITÀ filiera genocidio -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Maurizio Bonati al Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Torino
Pubblichiamo l’intervento di Maurizio Bonati, medico dell’Istituto Mario Negri di Milano, al Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi presso la Fabbrica delle “e” del Gruppo Abele a Torino venerdì 17 aprile 2026. Al convegno hanno partecipato circa 600persone in presenza e metà online. Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Il terzo intervento ha visto protagonista Maurizio Bonati, medico dell’Istituto Mario Negri di Milano. Attraverso ampi passi del suo lavoro scientifico, pubblicato nel volume Il cronico trauma della guerra, Bonati ha evidenziato con drammatica abbondanza di dati quantitativi le conseguenze di lungo periodo dei conflitti armati, soffermandosi sugli effetti di malnutrizione e carestia sui civili, in particolare sui bambini e le bambine, e mettendo in evidenza il tema della cronicizzazione dei danni dovuti a questi fenomeni. L’intervento ha permesso di aprire un’importante riflessione sulla fame come arma di guerra, fenomeno che risulta di tragica attualità nella striscia di Gaza. (In fondo trovate le slide dell’intervento). Il-trauma-della-guerra_Torino-2026Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Carlo Greppi al Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Torino
Pubblichiamo l’intervento di Carlo Greppi, storico e scrittore torinese, al Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi presso la Fabbrica delle “e” del Gruppo Abele a Torino venerdì 17 aprile 2026. Al convegno hanno partecipato circa 600persone in presenza e metà online. Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Nel secondo intervento della giornata Carlo Greppi, storico e scrittore torinese, ha affrontato il tema della guerra nella sua declinazione di resistenza armata al nazifascismo nel corso della Seconda guerra mondiale e, in particolare, si è soffermato sulla dimensione internazionale della resistenza stessa, così come viene delineata in maniera più circostanziata nel volume Storia internazionale della Resistenza italiana. Greppi ha evidenziato il nesso tra la lotta antifascista della prima ora e la strutturazione della resistenza armata. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Bari. Libertà per il prof Centrone e tutti gli attivisti arrestati: uniba non può rimanere in silenzio!
Come studenti di Cambiare Rotta chiediamo a Uniba e al rettore Bellotti di esprimersi per la liberazione del prof Domenico Centrone, professore della nostra università, e degli attivisti della Global Sumud Convoy, oltre all’interruzione di ogni accordo con Israele. La brutalità a cui assistiamo oggi non sorge dal nulla, ciò […] L'articolo Bari. Libertà per il prof Centrone e tutti gli attivisti arrestati: uniba non può rimanere in silenzio! su Contropiano.
May 27, 2026
Contropiano
Gli spartani della Brigata Azov a Tor Vergata: esempio di retorica militaristica
Il Governo in questi giorni ha fatto i suoi giri di valzer (per la verità piuttosto vorticosi!) sulla mozione della maggioranza che chiedeva di ridurre le spese militari, in uno spiraglio di consapevolezza della situazione economica del Paese, dell’inflazione galoppante, della sanità e della scuola alla canna del gas. Mozione respinta, resta il famigerato patto di stabilità del 2023, guarda caso negoziato da un esponente di sinistra, Paolo Gentiloni. Una premessa che serve anche a capire l’impegno pervicace del Governo Meloni sul riarmo, i ripetuti richiami del Ministro Guido Crosetto sulla difesa totale, e la costante presenza dei militari in tutti gli ordini di scuola. Le segnalazioni all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università arrivano a decine ogni settimana, insieme a notizie su eventi, incontri e manifestazioni che tentano di allertare famiglie, studenti, studentesse e insegnanti sul pericolo rappresentato da un esecutivo guerrafondaio, alleato del peggior stato mediorientale, e dalla strisciante elaborazione di consenso verso l’inevitabilità della guerra. Il gruppo giovanile CambiareRotta, il 19 aprile scorso, pubblica un articolo, corredato da un dossier, su un master  di Studi Strategici Militari organizzato dal Centro Studi per la Difesa dell’Università Tor Vergata di Roma. (clicca qui). Lo stesso giorno il sito Fanpage pubblica le chat che, studenti, studentesse, insegnanti e militari si scambiano mentre si gioca alla guerra con una simulazione in stile videogioco (clicca qui). I contenuti sono impressionanti, i commenti razzisti (obiettivo gli zingari), perlopiù inneggianti al fascismo. Ma la nota più allarmante riguarda la presenza, fra i militari italiani, dei mercenari della famigerata brigata Azov, le rune celtiche (naziste) sfoggiate sulle spalline. Ne abbiamo ripetutamente sentito parlare di questi soldati di ventura, impegnati nel conflitto russo-ucraino e operativi anche come supporto (di chi? di chi paga di più, come è sempre accaduto nel rapporto fra mercenario e committente) nelle innumerevoli guerre locali in Africa. Il 19 aprile la segnalazione viene ripresa e commentata dal sito NewMediaEuropeanPress (clicca qui). Valerio Nicolosi – della redazione di Fanpage e conduttore della rassegna-stampa quotidiana Scanner, torna a commentare il wargame giocato all’università, sul sito di MicroMega (clicca qui). Il giornalista riprende la storia della 12° Brigata Azov, fondata nel 2014. A questi battaglioni sono affidate le operazioni speciali, quelle più dure, difficili, in cui la guerra è  totale, senza alcun rispetto delle regole internazionali, della protezione dovuta alla popolazione civile nei territori dove agisce. La gloria per alcune battaglie vinte ha fatto sì che venisse inclusa nella struttura regolare delle forze armate ucraine. Ovviamente, piace alla destra, quella da sempre filostatunitense, appassionata della NATO, dei respingimenti, del carcere a vita e altre nequizie, nella persona di Giuliano Ferrara (di cui andrebbe raccontata la biografia politica: dalla presenza nelle fila giovanili della sinistra alla destra più convinta). Si deve a questo ineffabile personaggio il paragone fra i mercenari Azov e gli Spartani. Il modello glorioso è la battaglia delle Termopili (480 a.C), Leonida contro Serse, il persiano (un caso: la vecchia Persia, oggi Iran?). Del resto, sono i fondatori della brigata a giocare alle guerre greche, visto che – si legge nel web – Azov ricorda il nome di Tanais, città fondata dai greci, in quello che oggi è territorio russo. Mi domando cosa ne pensa l’ingegnere Levialdi Ghiron Nathan, rettore dell’università Tor Vergata (malignità: con questi nome e cognome forse nel 1938 non se la sarebbe cavata molto bene). Ma, del resto, non stupisce il servilismo universitario verso i militari. Michele Lancione, professore al Politecnico di Torino, ha più volte raccontato i rapporti fra il polo universitario sabaudo e la società Leonardo SpA, il partenariato con l’industria delle armi e con la Nato per il settore della ricerca (clicca qui). Per approfondire la natura sociale della Leonardo, sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, si può leggere un contributo molto puntuale (clicca qui). Concludendo, credo che sia importantissimo unire forze, risorse, intelligenze contro la militarizzazione, contro la guerra come unica modalità di risoluzione dei conflitti. L’osservatorio di CambiareЯotta è un’utile sodale del nostro, in fondo, con le lenti dei rispettivi binocoli, osserviamo gli stessi fenomeni, li portiamo all’attenzione pubblica, ne facciamo oggetto di convegni e di seminari, delle lotte, delle campagne di mobilitazione. A queste ultime due  – parola e locuzione – lavoriamo a dare nuovo significato, diverso spessore semantico, dunque politico.  Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Iniziativa “I come Intelligence”: militarizzazione per giovani con servizi segreti
Siamo venuti a conoscenza, grazie a un gruppo di genitori e docenti di un progetto denominato “I come Intelligence”, trattasi di un percorso itinerante attraverso la nostra Penisola e rivolto agli studenti del primo biennio delle scuole superiori. L’iniziativa, leggiamo testualmente, «permetterà ai giovani di esplorare la storia, il linguaggio, i protagonisti e l’organizzazione dei Servizi Segreti italiani, oltre alle principali minacce del mondo contemporaneo»: https://www.sicurezzanazionale.gov.it/cosa-facciamo/scuola-dell-intelligence/iniziative-per-giovani-e-studenti/i-come-intelligence. Stiamo parlando dei servizi segreti italiani la cui finalità è sinteticamente riassunta con la salvaguardia gli interessi economici, politici, militari, industriali dell’Italia senza altro aggiungere sulle modalità e sugli strumenti utilizzati per raggiungere tale scopo. È bene prendere intanto visione della organizzazione che si è data l’Intelligence italiana ma non prima di qualche riflessione, prima tra tutte cogliere l’assoluta novità con una sorta di sdoganamento nell’opinione pubblica degli 007 attraverso una vera e propria campagna di reclutamento tra i giovani iniziata già anni or sono. Fino a pochi decenni fa anni fa i Servizi attingevano direttamente dall’Esercito e dalle Forze dell’ordine, poi hanno iniziato una sorta di silente reclutamento dalle università, dagli enti di ricerca e da imprese private di nicchia specie quelle dell’informatica e della cybersecurity previo un percorso interno di formazione, una scuola per aspitanti 007 di cui si sa poco o nulla come accade di solito ogni qual volta si parla di settori militari Già da tempo, per altro, sul sito http://www.sicurezzanazionale.gov viene indicato il percorso necessario per accedere alla carriera di agente segreto: «Vuoi sottoporre il tuo curriculum al Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica? Ritieni di possedere caratteristiche peculiari che potrebbero essere di eventuale interesse per l’intelligence nazionale? Se la risposta a queste domande è sì, puoi inviare la tua candidatura spontanea attraverso la nuova procedura online disponibile in questa sezione del sito». In tempi nei quali i giovani scendono in piazza contro il genocidio del popolo palestinese è indispensabile salvaguardare le immagini del “Bel Paese” con una campagna capillare nelle scuole per indirizzare alla carriera spionistica studenti e studentesse, ci avevano già provato, probabilmente con scarsi successi  2 anni or sono quando leggemmo vari articoli sulla stampa di un reclutamento avviato per dotare i Servizi di competenze nei campi tecnologico-informatico, linguistico, geopolitico ed economico-finanziario, allora era l’università il bacino di reclutamento mentre oggi la campagna “simpatia” è avviata fin dalle scuole superiori. A QUANDO L’INCLUSIONE DELLE SCUOLE ELEMENTARI E DELL’INFANZIA? Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Impegno Comunista: Per una scuola spazio di pace
Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Michele Lucivero, pubblicato su Impegno Comunista numero 125 maggio 2026, in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Infine, l’ultima campagna che in queste settimane l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha avviato è quella relativa all’obiezione totale nei confronti della guerra e della ripresa della leva obbligatoria, già avviata in tutti i Paesi dell’Europa. Con il Manifesto di Resistenza alla militarizzazione della società, alla reintroduzione della leva e per il ripudio incondizionato della guerra l’Osservatorio invita a mettere in atto azioni di disobbedienza civile contro tutte le misure adottate dal Governo del nostro Paese e dalle altre istituzioni nazionali ed europee per militarizzare la società, ma anche a respingere con determinazione i provvedimenti di chi vuole la guerra, facendo valere la superiorità dei principi della Costituzione della Repubblica». Qui il pdf del numero 125 di maggio 2026 di Impegno Comunista. impegno comunista 125Download -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Bruna Bianchi al Convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione a Torino
Pubblichiamo l’intervento di Bruna Bianchi, docente di storia contemporanea e storia delle donne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia al Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università svoltosi presso la Sala delle 3E del Gruppo Abele a Torino venerdì 17 aprile 2026. Al convegno hanno partecipato circa 600persone in presenza e metà online. Si è svolto a Torino venerdì 17 aprile il III Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, promosso e sostenuto dell’ente formatore Scuola e Società, che quest’anno ha inteso affrontare le tematiche della militarizzazione sotto la lente dell’orrore provocato della guerra, infatti il titolo sul quale le relatrici e i relatori sono state/i chiamate/i a confrontarsi è stato: Il Trauma della guerra. Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi. Il primo contributo del convegno è arrivato da Bruna Bianchi, docente di storia contemporanea e storia delle donne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. La professoressa ha dimostrato quali furono le risposte di coloro che, durante la Prima Guerra Mondiale, una volta ritrovatisi al fronte, presero coscienza del loro rifiuto alla guerra. Attraverso una elegante collezione di documentazioni manicomiali, fotografie e estratti di diari, l’intervento è andato via via riabilitando la figura del disertore. Un’interessante evoluzione, a livello collettivo, che partendo dalle psicosi e passando per forme di disobbedienza e diserzione individuale (e relativa repressione) arriva a una delle ultime foto, in cui una squadra intera (meno uno) di soldati sorride. Essi hanno disertato insieme e inviano la foto al loro (ex) comandante! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Radio Onda d’Urto sulla scuola neoliberista tra militarizzazione e riforma del 4+2
Nella puntata del 16 maggio 2026di Scuola Resistente, Mario Sanguinetti, promotore del giovane sindacato SSB (Sindacato Sociale di Base) e tra i fondatori dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, torna a parlarci della stretta connessione tra professionalizzazione in chiave “confindustriale” dei tecnici e professionali ridotti a quattro anni e la scuola vista ormai anche come luogo di addestramento più che di formazione critica ed educazione ad una cittadinanza attiva. L’enfasi perdurante data alle cosiddette competenze digitali, le recenti dichiarazioni di un ex-rappresentante delle industrie armiere, Guido Crosetto, l’ossessione nel voler cavalcare l’onda dell’artificiale nella vana speranza di contrastarne le sue ingerenze anchilosanti nei processi di apprendimento e memorizzazione sono tutti segnali che indicano, come rotta futura, una mobilitazione culturale, calata dall’alto, intorno ad una “cultura della difesa” che necessita, appunto, di un reclutamento anche e soprattutto tra i banchi scolastici. Se da un lato, tra le varie aziende che vampirizzano il sistema scolastico negli ITS Academy Leonardo SpA spesso fa capolino, non va mai dimenticato che a Roma, da tre anni scolastici, va avanti indisturbato un liceo pubblico, il Matteucci, direttamente sponsorizzato e finanziato da Leonardo SpA con la sua Fondazione Leonardo – La Civiltà della Macchine, con tanto di “tutor aziendale” e continui andirivieni degli studenti, tra scuola e azienda. Questo liceo è stato inaugurato in pompa magna da Luciano Violante. In tal proposito Mario Sanguinetti, a più riprese, ha ricordato come proprio gli ambienti cosiddetti progressisti, nel corso degli ultimi decenni, siano stati i veri protagonisti della creazione di un sistema educativo asservito all’economia neoliberista, in ultima analisi diremo anche all’economia di guerra, tendente alla standardizzazione tramite, ad esempio, sistemi di valutazione come l’INVALSI, ed una visione economicistica del processo educativo. Si tratta di elementi tutti molto coerenti con, appunto, un’economia di guerra che richiede come atteggiamento, un rispetto a critico delle norme, (la cosiddetta “educazione alla legalità”), una citazione passiva di tutti gli elementi repressivi che si sperimentano in tutte le scuole ormai da anni a partire dai presidi-sceriffo. Dal Berlinguer del sistema dei crediti e del 3+2, ad un Renzi della “buona scuola” in buon compagnia anche di altri ministri sempre del centro-sinistra, sono innumerevoli gli esempi di deriva neoliberista e liberale nell’impostazione generale del sistema formativo ed educativo. Da questo punto di vista, anche la recente ordinanza ministeriale che sistematizza rendendola più operativa e concreta, la possibilità di anticipare al quarto anno l’esame di Stato, rappresenta un passo in avanti inaugurato, appunto, dalla “buona scuola” di Renzi, ma ideato da gestioni precedenti che va nella direzione di un individualismo competitivo e performante: una sorta di corsa verso il mondo del lavoro improntata ad una velocità che rappresenta l’antitesi della formazione non solo culturale ma anche come cittadino-persona consapevole in stretta relazione/collaborazione con altre persone. Ascolta qui l’intervista a Mario Sanguinetti per Radio Onda d’Urto. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Entropia Massima, estrattivismo dei dati: intelligenza artificiale, università, conoscenza e infrastrutture.
Puntata 26 di EM, sesta del ciclo Estrattivismo dei Dati, parliamo di intelligenza artificiale, università, conoscenza e infrastrutture. Nella prima parte ospitiamo un rappresentante dell’Osservatorio collaborativo Artificial Intelligence e Digital Humanities, Andrea Bolioli, per presentare l'osservatorio appena nato e discutere di ricerca, open source, alfabetizzazione critica e del ruolo delle Digital Humanities in un ecosistema sempre più dominato dall’hype tecnologico. Nella seconda parte parliamo della lettera aperta contro l’adozione acritica dell’IA nella scuola e nell’università: formazione o addestramento? Pensiero o dipendenza? Conoscenza o automazione del sapere? Con noi Maria Chiara Pievatolo, Ordinaria di Filosofia Politica a Scienze Politiche, Università di Pisa. Una puntata su ciò che l’IA sta trasformando davvero: non solo tecnologia, ma il rapporto tra esseri umani, conoscenza e potere. Ascolta l'audio su Radio Ondarossa