Inizia martedi pomeriggio la tappa ravennate della carovana ecologista

Pressenza - Monday, May 18, 2026

Promossa da RECA (Rete Emergenza Climatica e Ambientale) ed AMAS-ER (Assemblea dei Movimenti Ambientali e Sociali dell’Emilia Romagna), che sta facendo tappa nei luoghi più significativi di criticità ecologica. Dopo gli appuntamenti dell’11 aprile a Piacenza, del 18 a Parma, del 9 maggio a Modena e del 10 a Reggio Emilia, del 15 maggio a Faenza e del 16 ad Imola,

MARTEDI 19 MAGGIO alle ore 18, a Ravenna, in via D’Azeglio 42, presso la Galleria Dis-Ordine sarà inaugurata la mostra fotografica “Cattive acque/Dark waters”, che illustra in maniera comparativa le devastazioni che ENI e l’estrattivismo fossile hanno inferto a due aree del mondo lontane ma accomunate da un analogo destino. La mostra resterà aperta tutti i pomeriggi dal 19 al 23 in orario 17-19. Nel momento inaugurale, avremo la presenza della curatrice Giuditta Pellegrini, giornalista e ricercatrice, nonché la performance musicale del duo “Cessate il Fuoco”.

LA MATTINA DI SABATO 23 MAGGIO, dalle 10, saremo presenti con un presidio a Punta Marina, di fronte alla skyline del rigassificatore (Viale Cristoforo Colombo, all’altezza di Via della Sirte), e a mezzogiorno a Casalborsetti, davanti alla Centrale turbogas, che come noto è anche il terminale dell’impianto di cattura e stoccaggio della CO2.

La recente convenzione internazionale che si è svolta a Santa Marta, in Colombia, ha segnato un momento fondamentale di convergenza fra i movimenti e numerose realtà scientifiche, politiche, sindacali e anche statuali, sulla consapevolezza che, nell’estrema criticità climatico-ambientale in cui ci troviamo, non sia più sufficiente cercare di agire sulla gestione delle emissioni inquinanti e climalteranti, ma si debba con decisione, intraprendere la strada della loro progressiva eliminazione.

Bisogna iniziare da subito il processo di fuoriuscita dal sistema imperniato sulle fonti fossili.

Tutta la comunità scientifica da decenni va sostenendo (e letteralmente implorando ad una politica fino ad ora pressoché sorda) che l’uscita dal fossile è la conditio sine qua non per tentare di porre rimedio alla situazione, già disastrosa. Noi siamo in buona compagnia con gli studiosi più competenti, nella convinzione che ovunque, anche a Ravenna, si debba produrre più energia da rinnovabili, e contemporaneamente iniziare a ridurre con decisione il ricorso alle fonti fossili, cioè sostituire stabilmente il fossile con l’energia rinnovabile. Ad ogni Kilowatt in più.

Prodotto da rinnovabili deve corrispondere un Kilowatt in meno di derivazione fossile. Invece, purtroppo, si continua ad affidare al mercato (cioè al profitto) la gestione dell’intero settore.

Anche i poteri locali, fino ad ora, non hanno brillato per impegno nella transizione.

Abbiamo anche scritto al Sindaco Barattoni, chiedendo che il Comune di Ravenna si aggreghi al movimento che si è creato a Santa Marta, e in questo senso sollecitiamo:

  1. Che tutti gli edifici pubblici di Ravenna raggiungano rapidamente la completa autosufficienza energetica tramite fonti rinnovabili;

  2. Che i trasporti pubblici e i mezzi di mobilità di proprietà del Comune siano definitivamente e completamente elettrificati;

  3. Che si studi in tempi brevi un complessivo intervento di riconversione sostenibile del porto;

  4. Che si tracci un percorso chiaro di abbandono dell’uso del fossile a Ravenna e della sua sostituzione, puntando sulla progressiva autosufficienza energetica di quartieri e frazioni, favorendo lo sviluppo delle comunità energetiche:

  5. Che il Comune di Ravenna faccia pressione sulla Regione affinché in tempi rapidi vengano discusse e approvate le proposte di legge d’iniziativa popolare su questi temi, che giacciono da tre anni nei cassetti dell’Istituzione regionale;

  6. Che assieme al mondo associativo e alla società civile si formulino le proposte più adeguate sulle le aree idonee ad ospitare gli impianti rinnovabili;

  7. Che Eni e Snam cessino di essere interlocutori largamente privilegiati dell’Istituzione comunale, e divengano componenti della realtà sociale al pari di tutte le altre realtà imprenditoriali;

  8. Che si dichiari la necessità che il settore dell’energia debba essere trasferito dall’ambito del profitto a quello dei beni comuni.

Aspettiamo tutte e tutti, MARTEDI 19 pomeriggio alla mostra alle 18, e SABATO 23 mattina al presidio a Punta Marina.

Coordinamento ravennate Per il Clima- Fuori dal Fossile

Info: fuoridalfossile.coordravenna@gmail.com

Ravenna, 18 maggio 2026

Redazione Romagna