Viareggio commemora Ali Rashid e la Nakba

Pressenza - Saturday, May 16, 2026

Il  14 maggio dello scorso anno veniva a mancare Ali Rashid: primo segretario della delegazione palestinese in Italia,  giornalista e scrittore, deputato, palestinese naturalizzato in Italia dove ha studiato e vissuto, anima gentile della causa del suo popolo. La sua famiglia fu vittima della Nakba (catastrofe) del 1948 e nei suoi sogni c’è sempre stata la casa dì pietra bianca nei pressi di Gerusalemme, luogo di origine dei suoi genitori.

Quella di Ali era una volontà di co-resistenza, ispirata a Edward Said e in sintonia con il pensiero e azione di Moni Ovadia e Luisa Morgantini. Lui, profondamente internazionalista, dialogava con quegli israeliani che vogliono liberare Israele dal sionismo predatorio e violento per coesistere nella terra comune nell’uguaglianza e giustizia per tutti. In particolare collaborava strettamente con un’artista israeliana. Ersilia Raffaelli (Casa delle Donne) non ha mancato di sottolinearlo, evidenziando che a fondare le Donne in Nero furono proprio 8 coraggiose israeliane antisioniste, e ricordando come gestire i propri sentimenti di odio, rabbia e vendetta sia la via maestra verso pace e nonviolenza e anche verso il superamento del patriarcato, storicamente foriero di guerra e violenze.

Così fu Ali, che anche nei momenti più tragici, dopo il 7 ottobre durante il genocidio, non ha mai levato parole di odio, ma solo di condanna del governo sionista e di ricerca ostinata di vie di pace. Giovedì è stato commemorato prima a Massa e poi a Viareggio dal suo grande amico Giancarlo Albori (di Anpi, Cgil e Gaza Fuori Fuoco) che sullo striscione della sua associazione ha voluto porre la sua effigie. Le sue parole sono state toccanti. Io, a Viareggio da poco, non ho direttamente conosciuto Ali ma l’ho visto una sola volta la scorsa primavera durante un’iniziativa ricevendone un’impressione di autorevolezza,  mitezza e spiritualità. Di spiritualità ha parlato anche la testimonianza del dottor Luisi del PCRF. L’ ex sindaco di Viareggio Marcucci e l’ex assessora Cristina Boncompagni (si risale a più di un ventennio fa) hanno ricordato le antiche iniziative nelle scuole e il gemellaggio con Gerusalemme Est. Michele Borgia di Freedom Flotilla Italia ha sottolineato come Ali avrebbe seguito di cuore e condiviso da terra l’impresa delle Flotillas. Tutti hanno riassunto la sua vita nelle parole di Vittorio Arrigoni: restiamo umani. L’anniversario della Nakba, di cui come abbiamo detto fu vittima anche Ali, cade proprio il giorno dopo, 15 maggio. Così le due commemorazioni si sono unite: nel pomeriggio di ieri ci siamo trovati/e nel presidio organizzato a Viareggio dal Collettivo Palestina unitamente al Coordinamento. La Nakba dura da 78 anni, con ondate alterne di maggiore e minor virulenza e punte di feroce sterminio negli ultimi anni: Nakba è ora come allora. Ricordarla non è puro esercizio di memoria ma stare nel presente, affiancare le Flotillas, non ammainare l’attenzione,  l’empatia, la solidarietà. Il volantino distribuito ai (pochi, causa maltempo) passanti traccia il quadro storico e sottolinea come questo non sia un memoriale ma l’espressione del nostro sostegno a una resistenza continua. Nello stesso giorno e ora il movimento Combattenti per la Pace (palestinesi e israeliani insieme per la liberazione collettiva) ha celebrato a Beit Jala in Cisgiordania la cerimonia congiunta di commemorazione della Nakba, il cui tema è Sumud in Humanity. Questo evento è stato seguito in diretta in alcuni luoghi a cura degli amici italiani del movimento; uno di questi luoghi è Orentano nelle colline pisane. Comunicazione dell’ evento è stata data nel corso del presidio per significare l’unione di intenti con diversi strumenti.

Redazione Toscana