Gli insegnanti boliviani tra proteste di piazza e repressione

Pressenza - Friday, April 24, 2026

Dopo lo sciopero dei trasporti in Bolivia è protesta degli insegnanti che sono arrivati nella capitale da tutto il Paese e da due giorni si scontrano con la polizia, che ha impedito che la manifestazione arrivasse a Plaza Murillo, sede del Governo boliviano nel centro di La Paz.

Il motivo della protesta, i nuovi tagli del governo conservatore di Rodrigo Paz che oltre ad aver votato un taglio consistente alla spesa per l’istruzione, sta mettendo mano alla revisione dei programmi educativi realizzati in questo ultimo decennio dal governo progressista di Evo Morales.

Sia nella giornata di ieri (giovedi) che in quella di oggi la polizia ha caricato che lacrimogeni i maestri e le maestre venuti da tutte le regioni della Bolivia.

Come mi racconta Gerardo Gonzales professore a Vallegrande, dove fu ucciso Ernesto Che Guevara, “stiamo protestando contro i tagli all’istruzione, per un aumento salariale, e anche contro la chiusura degli istituti tecnici che in questi anni hanno consentito agli studenti di avere un diploma che gli permetteva l’accesso a un lavoro. Il nostro istituto tecnico dedicato a Ernesto Guevara sta rischiando di essere chiuso per mancanza di fondi pubblici”.

Mentre lo intervisto la polizia ha già iniziato a lanciare lacrimogeni e bombe assordenti nella cosa del corteo per impedire ai manifestanti di dirigersi verso Plaza de Estudiante, dove si trova la Università pubblica di La Paz.

La Bolivia sta vivendo una situazione difficile a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio, e della crisi economica. Un altro timore che attraversa i lavoratori della scuola è la riforma dei programmi scolastici che vuole abolire le grandi conquiste pedagogiche del governo Morales, che aveva inserito nei programmi curriculari due ore di psicologia, al posto della religione cattolica, a partire dalla scuola media inferiore, dove era previsto (in Italia su questo siamo assolutamente al medioevo) un programma di lezioni su violenza di genere, violenza fisica, sessuale economica, concetto di femminicidio, critica al patriarcato, uguaglianza di genere per una Bolivia plurinazionale e pacifica. Evidentemente, insegnamenti che nessuna destra in qualsiasi parte del mondo, può tollerare.

Manfredo Pavoni Gay