L’eloquente significato della 1246ª ora in silenzio per la pace a Genova

Pressenza - Thursday, April 16, 2026

Il gruppo che a Genova dal 1983 pratica un’ora di silenzio per la pace ogni mercoledì pomeriggio, il 15 aprile scorso dalle 18 alle 19 ha svolto l’iniziativa ricordando Paola De Ferrari, una fondatrice dell’Associazione per un Archivio dei Movimenti, mancata pochi giorni prima, l’8 aprile. All’iniziativa ha partecipato anche Mauro Armanino.

Con i cartelli esposti nell’occasione gli attivisti genovesi hanno richiamato l’attenzione su alcune questioni, in particolare sulla legge che impone ai tribunali israeliani di condannare i palestinesi alla pena di morte, e con questo messaggio hanno precisato:

… e adesso libertà per Mohammad Hannoun e i suoi fratelli
Dal mercoledì successivo all’arresto del nostro compagno di strada Mohammad Hannoun non c’è stata una sola ora in cui non abbiamo esposto il cartello che ne rivendica la liberazione.
Siamo sempre stati convinti della sua innocenza e del fatto che le accuse contro di lui fossero pretestuose. Chi di noi ha esperienza di intervento civile e umanitario in luoghi di guerra sa perfettamente che non è possibile operare senza avere contatti con le autorità del luogo. E se queste vengono considerate nemiche o con classificazioni peggiori questo può creare problemi con l’apparato giudiziario ed esporre a campagne diffamatorie su giornali, televisioni e reti sociali, come quella che è stata orchestrata per mesi nei confronti di Mohammad Hannoun.
Chi abbia operato nel settore nell’intervento civile e umanitario in Iraq ha dovuto entrare in rapporto con il governo del partito Baath quando questo veniva considerato dittatura nemica da parte del governo italiano e dai mezzi di (dis)informazione.
Durante le guerre nei Balcani su 8 camion di aiuti che partivano dall’Italia ne venivano lasciati consegnare al massimo un paio, in certe occasioni sono stati presi tutti dalle formazioni in guerra che controllavano il territorio. Se i beni di prima necessità non venivano scambiati con armi alimentavano la speculazione venendo immessi sul “mercato nero”. Il dilemma era se accettare quella “legge” così barbara o lasciare le popolazioni assediate a se stesse nella totale miseria e soprattutto nella sensazione di isolamento che la rende ancora più insopportabile.
E’ importante che la Suprema Corte di Cassazione abbia stabilito che dei documenti di uno stato estero, presentati in forma non ufficiale, al di fuori di ogni procedura che abbia un valore giuridico, non possano essere utilizzati per togliere la libertà a una persona. Tuttavia i magistrati non hanno ancora messo in discussione l’impostazione dell’accusa.
Questo processo è un modello di gestione dei conflitti, soprattutto fra cittadini e istituzioni, e del dissenso nei confronti dei governi, che va oltre la dimensione del piccolo stato ebraico. Un altro colpo inflitto al diritto internazionale da parte dello stato di Israele che non ha mai definito ufficialmente i propri confini ma che pretende di estenderli dal Nilo all’Eufrate, dal Mare Mediterraneo al Mar Rosso…

Apprendiamo la notizia della sospensione della procedura di rinnovo automatico dell’accordo di cooperazione fra Italia e Israele. Ma abbiamo bisogno di capire meglio se questo è un trucco per rinnovarlo di fatto rinviando la discussione parlamentare fra 5 anni o per sospenderlo concretamente. In ogni caso vigileremo sui fatti. Siamo troppo abituati ad annunci di sospensione di forniture che di fatto non si sono mai interrotte, come hanno constatato le e i lavoratori dei porti e del settore dei che abbiamo sempre sostenuto nelle loro lotte. Ci aspettiamo adesso che anche l’Unione Europea decida di sospendere realmente il suo accordo di cooperazione e per questo invitiamo a sottoscrivere l’iniziativa delle e dei cittadini europei al sito https://www.justiceforpalestine.eu/

Ricordiamo Paola De Ferrari, fondatrice e animatrice dell’Archivio dei Movimenti, che ha sempre avuto attenzione nei nostri confronti e ha inserito la nostra iniziativa nel libro No war.

https://www.facebook.com/events/972775805086508

No War. Storie e documenti del movimento pacifista – Dalla prima marcia Perugia-Assisi al G8 di Genova, dalla protesta contro la Mostra navale bellica ai progetti di riconversione industriale al boicottaggio dei portuali genovesi contro le navi delle armi, dai missili di Comiso alle Donne in Nero, dall’obiezione di coscienza agli interventi umanitari nei territori in guerra. A partire dai documenti d’archivio, attraverso le analisi storiche e, soprattutto, le testimonianze degli attivisti, questo libro ripercorre oltre sessant’anni di lotte pacifiste e nonviolente. Ne emerge il ritratto di un movimento, complesso e variegato nelle sue diverse anime – cristiana, laica e radicale, femminista, comunista – che nonostante sempre nuove difficoltà non ha mai smarrito la strada del suo impegno. Saggi, testimonianze e contributi di Gianni Alioti, Franco Barchi, Norma Bertullacelli, Antonio Bruno, Andrea Chiappori (Comunità di Sant’Egidio), Peppino Coscione, Francesca Dagnino, Paola De Ferrari, Riccardo Degl’Innocenti, Bruno Gabrielli (Chiesa valdese), Greenpeace Genova, Monica Lanfranco, Pietro Lazagna, Fabrizio Lertora (Laborpace Caritas), Riccardo Marconcini, Cirilla-Augusta Mazza (Caschi Bianchi), Silvia Neonato, Vittorio Pallotti (Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale), Alfredo Remedi, Carla Sanguineti, Piero Tubino, Mao Valpiana. [Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale APS / 1 aprile 2021]

Maddalena Brunasti