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L’eloquente significato della 1246ª ora in silenzio per la pace a Genova
Il gruppo che a Genova dal 1983 pratica un’ora di silenzio per la pace ogni mercoledì pomeriggio, il 15 aprile scorso dalle 18 alle 19 ha svolto l’iniziativa ricordando Paola De Ferrari, una fondatrice dell’Associazione per un Archivio dei Movimenti, mancata pochi giorni prima, l’8 aprile. All’iniziativa ha partecipato anche Mauro Armanino. Con i cartelli esposti nell’occasione gli attivisti genovesi hanno richiamato l’attenzione su alcune questioni, in particolare sulla legge che impone ai tribunali israeliani di condannare i palestinesi alla pena di morte, e con questo messaggio hanno precisato: > … e adesso libertà per Mohammad Hannoun e i suoi fratelli.  > Dal mercoledì successivo all’arresto del nostro compagno di strada Mohammad > Hannoun non c’è stata una sola ora in cui non abbiamo esposto il cartello che > ne rivendica la liberazione. > Siamo sempre stati convinti della sua innocenza e del fatto che le accuse > contro di lui fossero pretestuose. Chi di noi ha esperienza di intervento > civile e umanitario in luoghi di guerra sa perfettamente che non è possibile > operare senza avere contatti con le autorità del luogo. E se queste vengono > considerate nemiche o con classificazioni peggiori questo può creare problemi > con l’apparato giudiziario ed esporre a campagne diffamatorie su giornali, > televisioni e reti sociali, come quella che è stata orchestrata per mesi nei > confronti di Mohammad Hannoun. > Chi abbia operato nel settore nell’intervento civile e umanitario in Iraq ha > dovuto entrare in rapporto con il governo del partito Baath quando questo > veniva considerato dittatura nemica da parte del governo italiano e dai mezzi > di (dis)informazione. > Durante le guerre nei Balcani su 8 camion di aiuti che partivano dall’Italia > ne venivano lasciati consegnare al massimo un paio, in certe occasioni sono > stati presi tutti dalle formazioni in guerra che controllavano il territorio. > Se i beni di prima necessità non venivano scambiati con armi alimentavano la > speculazione venendo immessi sul “mercato nero”. Il dilemma era se accettare > quella “legge” così barbara o lasciare le popolazioni assediate a se stesse > nella totale miseria e soprattutto nella sensazione di isolamento che la rende > ancora più insopportabile. > E’ importante che la Suprema Corte di Cassazione abbia stabilito che dei > documenti di uno stato estero, presentati in forma non ufficiale, al di fuori > di ogni procedura che abbia un valore giuridico, non possano essere utilizzati > per togliere la libertà a una persona. Tuttavia i magistrati non hanno ancora > messo in discussione l’impostazione dell’accusa. > Questo processo è un modello di gestione dei conflitti, soprattutto fra > cittadini e istituzioni, e del dissenso nei confronti dei governi, che va > oltre la dimensione del piccolo stato ebraico. Un altro colpo inflitto al > diritto internazionale da parte dello stato di Israele che non ha mai definito > ufficialmente i propri confini ma che pretende di estenderli dal Nilo > all’Eufrate, dal Mare Mediterraneo al Mar Rosso… > > Apprendiamo la notizia della sospensione della procedura di rinnovo automatico > dell’accordo di cooperazione fra Italia e Israele. Ma abbiamo bisogno di > capire meglio se questo è un trucco per rinnovarlo di fatto rinviando la > discussione parlamentare fra 5 anni o per sospenderlo concretamente. In ogni > caso vigileremo sui fatti. Siamo troppo abituati ad annunci di sospensione di > forniture che di fatto non si sono mai interrotte, come hanno constatato le e > i lavoratori dei porti e del settore dei che abbiamo sempre sostenuto nelle > loro lotte. Ci aspettiamo adesso che anche l’Unione Europea decida di > sospendere realmente il suo accordo di cooperazione e per questo invitiamo a > sottoscrivere l’iniziativa delle e dei cittadini europei al sito > https://www.justiceforpalestine.eu/ > > Ricordiamo Paola De Ferrari, fondatrice e animatrice dell’Archivio dei > Movimenti, che ha sempre avuto attenzione nei nostri confronti e ha inserito > la nostra iniziativa nel libro No war. > > https://www.facebook.com/events/972775805086508   No War! Storie e documenti del movimento pacifista – Dalla prima marcia Perugia-Assisi al G8 di Genova, dalla protesta contro la Mostra navale bellica ai progetti di riconversione industriale al boicottaggio dei portuali genovesi contro le navi delle armi, dai missili di Comiso alle Donne in Nero, dall’obiezione di coscienza agli interventi umanitari nei territori in guerra. A partire dai documenti d’archivio, attraverso le analisi storiche e, soprattutto, le testimonianze degli attivisti, questo libro ripercorre oltre sessant’anni di lotte pacifiste e nonviolente. Ne emerge il ritratto di un movimento, complesso e variegato nelle sue diverse anime – cristiana, laica e radicale, femminista, comunista – che nonostante sempre nuove difficoltà non ha mai smarrito la strada del suo impegno. Saggi, testimonianze e contributi di Gianni Alioti, Franco Barchi, Norma Bertullacelli, Antonio Bruno, Andrea Chiappori (Comunità di Sant’Egidio), Peppino Coscione, Francesca Dagnino, Paola De Ferrari, Riccardo Degl’Innocenti, Bruno Gabrielli (Chiesa valdese), Greenpeace Genova, Monica Lanfranco, Pietro Lazagna, Fabrizio Lertora (Laborpace Caritas), Riccardo Marconcini, Cirilla-Augusta Mazza (Caschi Bianchi), Silvia Neonato, Vittorio Pallotti (Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale), Alfredo Remedi, Carla Sanguineti, Piero Tubino, Mao Valpiana. [Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale APS / 1 aprile 2021] Maddalena Brunasti
April 16, 2026
Pressenza
La Cassazione annulla gli arresti di Hannoun e di altri tre palestinesi
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le ordinanze del Riesame che confermavano gli arresti del gip del Tribunale di Genova nei confronti del presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, in carcere dal 27 dicembre per aver fatto delle opere di bene a favore di famiglie disagiate palestinesi. A Roma è stato tenuto un presidio sotto la Corte di Cassazione, in attesa della decisione dei giudici. La Suprema Corte ha inoltre respinto come inammissibili i due ricorsi della Procura di Genova contro la scarcerazione di Raed Al Salahat, decisa dal tribunale del Riesame. Per quanto riguarda l’annullamento delle ordinanze di arresto, il Riesame avrà adesso dieci giorni per riesaminare il caso. Approfondimento.     ANBAMED
April 9, 2026
Pressenza
PALESTINA: LA CASSAZIONE ANNULLA L’ARRESTO DI MOHAMMAD HANNOUN. ENNESIMO COLPO AL CASTELLO ACCUSATORIO
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’arresto di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia (API), detenuto da fine 2025 con l’accusa di presunti finanziamenti alla Resistenza palestinese. La decisione riguarda anche altri tre indagati e dispone una nuova valutazione delle misure cautelari da parte del Tribunale del Riesame di Genova. In attesa della pronuncia però, Hannoun, che vive in Italia da otre dieci anni, resta detenuto a Terni. La Cassazione ha inoltre escluso come fonte indiziaria i documenti dei servizi segreti israeliani e respinto il ricorso della procura, aprendo a una nuova rivalutazione complessiva delle accuse. Si tratta di un ultreriore indebolimento dell’impianto accusatorio: già a gennaio 2026, infatti, tre delle sette misure carcerarie erano state annullate. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Vincenzio Miliucci, storico compagno romano che ha seguito la vicenda. Ascolta o scarica
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto
ROMA: CASSAZIONE CHIAMATA A DECIDERE SUI RICORSI IN DIFESA DI MOHAMMED HANNOUN. PRESIDIO SOLIDALE ALL’ESTERNO
A Roma è in corso un presidio sotto la Corte di Cassazione, oggi, mercoledì 8 aprile, in attesa della decisione dei giudici sui ricorsi presentati dalle difese nell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas che coinvolge Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia (Api), detenuto da fine 2025, ora nel carcere di massima sicurezza di Terni. La Suprema Corte deve esprimersi anche sull’utilizzabilità dei file israeliani, esclusi dagli atti perché acquisiti tramite fonte anonima, cioè con veline – non verificabili – dello Shin Bet (l’intelligence interna israeliana). Sul piatto anche il ricorso della Procura di Genova contro la decisione del tribunale del Riesame che nei mesi scorsi ha disposto la scarcerazione di altri 2 palestinesi indagati. Il pronunciamento dei giudici è atteso in serata o, addirittura, nella giornata di domani. Nel frattempo prosegue la manifestazione dei e delle solidali all’esterno della Corte. Dal presidio è intervenuto su Radio Onda d’Urto Vincenzo Miliucci, compagno della Confederazione Cobas. Ascolta o scarica.
April 8, 2026
Radio Onda d`Urto