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L’eloquente significato della 1246ª ora in silenzio per la pace a Genova
Il gruppo che a Genova dal 1983 pratica un’ora di silenzio per la pace ogni mercoledì pomeriggio, il 15 aprile scorso dalle 18 alle 19 ha svolto l’iniziativa ricordando Paola De Ferrari, una fondatrice dell’Associazione per un Archivio dei Movimenti, mancata pochi giorni prima, l’8 aprile. All’iniziativa ha partecipato anche Mauro Armanino. Con i cartelli esposti nell’occasione gli attivisti genovesi hanno richiamato l’attenzione su alcune questioni, in particolare sulla legge che impone ai tribunali israeliani di condannare i palestinesi alla pena di morte, e con questo messaggio hanno precisato: > … e adesso libertà per Mohammad Hannoun e i suoi fratelli.  > Dal mercoledì successivo all’arresto del nostro compagno di strada Mohammad > Hannoun non c’è stata una sola ora in cui non abbiamo esposto il cartello che > ne rivendica la liberazione. > Siamo sempre stati convinti della sua innocenza e del fatto che le accuse > contro di lui fossero pretestuose. Chi di noi ha esperienza di intervento > civile e umanitario in luoghi di guerra sa perfettamente che non è possibile > operare senza avere contatti con le autorità del luogo. E se queste vengono > considerate nemiche o con classificazioni peggiori questo può creare problemi > con l’apparato giudiziario ed esporre a campagne diffamatorie su giornali, > televisioni e reti sociali, come quella che è stata orchestrata per mesi nei > confronti di Mohammad Hannoun. > Chi abbia operato nel settore nell’intervento civile e umanitario in Iraq ha > dovuto entrare in rapporto con il governo del partito Baath quando questo > veniva considerato dittatura nemica da parte del governo italiano e dai mezzi > di (dis)informazione. > Durante le guerre nei Balcani su 8 camion di aiuti che partivano dall’Italia > ne venivano lasciati consegnare al massimo un paio, in certe occasioni sono > stati presi tutti dalle formazioni in guerra che controllavano il territorio. > Se i beni di prima necessità non venivano scambiati con armi alimentavano la > speculazione venendo immessi sul “mercato nero”. Il dilemma era se accettare > quella “legge” così barbara o lasciare le popolazioni assediate a se stesse > nella totale miseria e soprattutto nella sensazione di isolamento che la rende > ancora più insopportabile. > E’ importante che la Suprema Corte di Cassazione abbia stabilito che dei > documenti di uno stato estero, presentati in forma non ufficiale, al di fuori > di ogni procedura che abbia un valore giuridico, non possano essere utilizzati > per togliere la libertà a una persona. Tuttavia i magistrati non hanno ancora > messo in discussione l’impostazione dell’accusa. > Questo processo è un modello di gestione dei conflitti, soprattutto fra > cittadini e istituzioni, e del dissenso nei confronti dei governi, che va > oltre la dimensione del piccolo stato ebraico. Un altro colpo inflitto al > diritto internazionale da parte dello stato di Israele che non ha mai definito > ufficialmente i propri confini ma che pretende di estenderli dal Nilo > all’Eufrate, dal Mare Mediterraneo al Mar Rosso… > > Apprendiamo la notizia della sospensione della procedura di rinnovo automatico > dell’accordo di cooperazione fra Italia e Israele. Ma abbiamo bisogno di > capire meglio se questo è un trucco per rinnovarlo di fatto rinviando la > discussione parlamentare fra 5 anni o per sospenderlo concretamente. In ogni > caso vigileremo sui fatti. Siamo troppo abituati ad annunci di sospensione di > forniture che di fatto non si sono mai interrotte, come hanno constatato le e > i lavoratori dei porti e del settore dei che abbiamo sempre sostenuto nelle > loro lotte. Ci aspettiamo adesso che anche l’Unione Europea decida di > sospendere realmente il suo accordo di cooperazione e per questo invitiamo a > sottoscrivere l’iniziativa delle e dei cittadini europei al sito > https://www.justiceforpalestine.eu/ > > Ricordiamo Paola De Ferrari, fondatrice e animatrice dell’Archivio dei > Movimenti, che ha sempre avuto attenzione nei nostri confronti e ha inserito > la nostra iniziativa nel libro No war. > > https://www.facebook.com/events/972775805086508   No War! Storie e documenti del movimento pacifista – Dalla prima marcia Perugia-Assisi al G8 di Genova, dalla protesta contro la Mostra navale bellica ai progetti di riconversione industriale al boicottaggio dei portuali genovesi contro le navi delle armi, dai missili di Comiso alle Donne in Nero, dall’obiezione di coscienza agli interventi umanitari nei territori in guerra. A partire dai documenti d’archivio, attraverso le analisi storiche e, soprattutto, le testimonianze degli attivisti, questo libro ripercorre oltre sessant’anni di lotte pacifiste e nonviolente. Ne emerge il ritratto di un movimento, complesso e variegato nelle sue diverse anime – cristiana, laica e radicale, femminista, comunista – che nonostante sempre nuove difficoltà non ha mai smarrito la strada del suo impegno. Saggi, testimonianze e contributi di Gianni Alioti, Franco Barchi, Norma Bertullacelli, Antonio Bruno, Andrea Chiappori (Comunità di Sant’Egidio), Peppino Coscione, Francesca Dagnino, Paola De Ferrari, Riccardo Degl’Innocenti, Bruno Gabrielli (Chiesa valdese), Greenpeace Genova, Monica Lanfranco, Pietro Lazagna, Fabrizio Lertora (Laborpace Caritas), Riccardo Marconcini, Cirilla-Augusta Mazza (Caschi Bianchi), Silvia Neonato, Vittorio Pallotti (Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale), Alfredo Remedi, Carla Sanguineti, Piero Tubino, Mao Valpiana. [Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale APS / 1 aprile 2021] Maddalena Brunasti
April 16, 2026
Pressenza
L’8° “grande silenzio”: a Milano il 16 aprile
Giovedì prossimo in via Mercanti si svolge la consueta manifestazione di eloquente silenzio per la pace. In questa giornata però un silenzio più lungo del solito: non di mezz’ora, bensì di un’ora – dalle 18:30 alle 19:30. Le coordinatrici dell’iniziativa informano:   > Siamo un gruppo di donne che dal 2022 organizza presidi per la Pace nelle > strade di Milano. > > Siamo un gruppo informale di donne scese in piazza spontaneamente, subito dopo > lo scoppio della guerra in Ucraina, per dire il nostro NO alle ostilità e > manifestare, attraverso la pratica del Silenzio, il nostro desiderio e bisogno > di Pace nel mondo. > > Condividiamo il dolore comune a tutte le vittime, in ogni parte del mondo, e > con la nostra presenza manifestiamo per una società libera dalla cultura > maschilista e patriarcale, spesso all’origine dei conflitti e delle guerre. > > Da quattro anni dichiariamo, con il Silenzio, il rifiuto della scelta delle > armi nei contrasti tra gli stati, il nostro è un Silenzio attivo che scuote le > coscienze e chiama tutti alla consapevolezza che la guerra è un baratro che si > può e si deve evitare. > > Sono passati quattro anni e giorno dopo giorno la guerra è entrata negli > orizzonti quotidiani. > > Armamento dopo armamento si consolida nell’immaginario l’idea che le relazioni > militari siano le uniche possibili: sono, invece, scelte politiche e non > evoluzione ineluttabile delle relazioni internazionali. > > Da quattro anni, giovedì dopo giovedì, con pioggia, vento o caldo torrido, noi > ci siamo: appendiamo il nostro striscione in via Mercanti e i nostri cartelli > con scritta la parola Pace in più lingue, sollecitando i passanti a > partecipare, ad entrare in contatto con la pace che desiderano e di cui > sentono il bisogno. Esortiamo ad evitare insieme di cadere nella rimozione del > possibile baratro in cui rischiamo di precipitare a causa della continua > escalation dei numerosi conflitti presenti sulla Terra. > > Ci sentiamo vicine a tutti i popoli che subiscono le conseguenze di guerre e > politiche aggressive e manipolatorie che portano solo dolore, disoccupazione e > povertà ai più, devastazione al pianeta e a tutti gli esseri viventi. > > Per questo, invitiamo ogni Donna cosciente dell’assurdità della guerra e del > suo carattere maschilista e patriarcale e ogni Uomo consapevole, che desideri > promuovere in prima persona una coscienza e pratica politica rispettosa dei > viventi e dell’ambiente, a raggiungerci per fare questa esperienza di > raccoglimento insieme. Un raccoglimento che, al di là di ogni differenza, > esprima il desiderio che il coraggio della Pace prenda corpo e si riconosca > come bisogno e desiderio collettivo. > > Nessuna bandiera né slogan, solo i nostri cartelli con scritta la parola PACE > in tutte le lingue e in Silenzio. > > Vi aspettiamo per l’8° GRANDE SILENZIO per chiedere DISARMO, CESSATE IL FUOCO > E SI ATTIVINO PERCORSI DI PACE. Modalità di partecipazione: ore 18.15 – ci si raduna e si prende posizione, seduti (portare un cuscino) o in piedi ore 18:30 – inizio del silenzio, segnalato dallo squillare della campanella ore 19:30 – uno scampanellio segnalerà la fine del raccoglimento INFORMAZIONI : pagina Facebook Silenzio per la Pace Milano CONTATTI : silenzioperlapacemilano@gmail.com Maddalena Brunasti
April 14, 2026
Pressenza
Sotto, e intorno, alla “Tenda per la Palestina e contro le armi”
Le attività del gruppo a Varese ‘accampato’ nello spazio simbolico che nell’autunno scorso ha riscosso tanto interesse non si sono mai fermate. Ma ora si riparte anche con una sede fisica: prima “al chiuso”, presso la sede dell’InformaGiovani di via Como 21, e più avanti ai giardini estensi, dove verrà nuovamente allestita la tenda “vera”. Ogni martedì e venerdì di aprile e maggio, dalle 17,30 alle 20, dei volontari a turno saranno a disposizione per offrire un punto fisso di riferimento a chi desidera informazioni e materiali a sostegno delle campagne in corso contro il genocidio ed il riarmo. Continueremo anche le varie iniziative già avviate: – le presentazioni di autori e libri, con “Lib(E)ri tutti” – gli approfondimenti di temi “delicati” con il progetto “Resistenze” – il sostegno alle scelte, personali e collettive, di rifiuto delle logiche militariste (obiezione di coscienza alla leva ed al prelievo fiscale a scopi bellici) e di impegno civile, disarmato e nonviolento. La “Tenda per la Palestina e contro le armi” continua  ad essere un luogo dove portare tante proposte volte a reagire al senso di impotenza e disperazione di fronte a quanto avviene, sia là che qua. Diamoci un modo per impegnarci insieme in azioni concrete di resistenza, a tutela della dignità di tutti. Comitato Varesino Palestina dal 2002 attivo sul territorio per diffondere consapevolezza sulla condizione del popolo palestinese https://www.instagram.com/comitatovaresinoperlapalestina/ – comitatovaresinopalestina@gmail.com Redazione Italia
April 7, 2026
Pressenza
4 aprile a Bra: il silenzio del ‘venerdì santo’ nella ‘via crucis’ della guerra
“C’è un tempo per parlare. E c’è un tempo per tacere.”, esordisce il gruppo di persone che nella piazza principale della città piemontese praticano insieme mezz’ora di silenzio per la pace ogni venerdì. Il prossimo, 4 aprile, è un venerdì santo e il gruppo propone questa riflessione: > ci ritroviamo in SILENZIO, dalle 18:30 alle 19:00 nella piazzetta del > Municipio di Bra, per uno spazio aperto di presenza e di coscienza. > Un tempo breve, ma essenziale. > Un tempo per restare umani davanti alla morte. > > Non è una manifestazione contro qualcuno. > È un momento per qualcosa: per fermarsi, per guardare, per non distogliere lo > sguardo. > > Viviamo in un tempo in cui tutto scorre veloce. > Le immagini passano. Le notizie si accavallano. > La morte rischia di diventare un numero. > > E noi rischiamo di abituarci. > > Ma il Venerdì Santo ci interroga: ci mette davanti a un uomo, un uomo > qualunque, un uomo condannato, umiliato, messo a morte… un uomo sulla croce. > > E ci costringe a una domanda semplice e radicale: quanto vale una vita? > > Fare memoria viva di quella croce è riconoscerla oggi nelle guerre che > continuano a distruggere città e popoli, nelle vite schiacciate da ingiustizie > economiche e sociali, nei corpi dimenticati, nei diritti negati, nelle > possibilità spezzate. > > Ogni volta che una vita viene scartata, ogni volta che una dignità viene > calpestata, ogni volta che qualcuno viene lasciato indietro, quell’uomo, ogni > UOMO e DONNA, è di nuovo sulla croce. > > E allora scegliamo il silenzio. > > Non come fuga. Non come indifferenza. Ma come spazio. > > Perché il silenzio non spiega il dolore. Lo lascia parlare. > > Il silenzio non risolve, ma ci unisce. > > Il silenzio ci mette davanti a ciò che non trova risposte, a ciò che ci > supera, a ciò che ci riguarda. > > Scegliamo il silenzio anche come gesto umano. > > Come il digiuno, crea un vuoto. E quel vuoto può diventare spazio. Spazio per > accorgerci degli altri. Spazio per condividere. Spazio per non restare chiusi > in noi stessi. > > Perché non si esce dal dolore evitandolo, ma attraversandolo insieme. > > Non vogliamo avere paura. Vogliamo restare. Restare davanti alla sofferenza. > Restare davanti alla morte. Restare davanti all’umano. > > Per questo ci ritroviamo in silenzio, per fare spazio all’umano che è in > ognuno di noi. > > Con la possibilità di un gesto semplice: fermarsi, ascoltare, lasciarsi > toccare. > > E allora SOGNIAMO. > > Sogniamo chiese e moschee vuote di parole. Piene di silenzio. > > Sogniamo luoghi senza confini, senza dentro e fuori, senza chi è accolto e chi > resta fuori. > > Sogniamo uomini e donne capaci di fermarsi, di restare davanti al dolore. > > E poi… un suono… > > Un suono che non serve a riempire il silenzio. Serve a interrompere il rumore. > > Un suono che non copre il silenzio, ma lo rende più profondo. > > Un colpo solo. Che attraversa il silenzio. > > Un gesto semplice. Umano. Che non spiega, non risponde. Ma chiama a fermarsi, > a respirare, a tornare. > > Sogniamo occhi che non si abbassano, mani che non restano in tasca, coscienze > che non si addormentano. > > Sogniamo comunità che non si abituano alla morte. Che non accettano che una > vita valga meno di un’altra. > > Sogniamo un mondo in cui il silenzio non sia vuoto, ma ascolto. Non sia > assenza, ma presenza. > > Vi aspettiamo. > Per mezz’ora. > Per fermarci. > Per ascoltare. > Per restare. > Per affidare i nostri sogni all’eco di un gong. > > Perché, anche nel silenzio, possiamo scegliere di essere umani.   Una delle aggregazioni che praticano il silenzio per la pace costantemente ogni anno, mese, settimana o giorno, indicate nella mappa online sul sito di Pressenza Italia (sezione ‘produzioni’, colonna a destra), il gruppo che dall’ottobre 2025 ogni venerdì si raduna a Bra è coordinato dalla RETE CUNEESE PER LA PALESTINA, che insieme alla SCUOLA DI PACE TONI LUCCI di Bra e alla Consulta Giovanile della cittadina coopera al Progetto Juzoor, una scuola per la libertà realizzato con patrocinio del Comune di Bra e sostegno della Fondazione VIS. Maddalena Brunasti
April 1, 2026
Pressenza
Barefoot Walk March: a Viareggio con le Madri per la Pace come in Palestina e in Israele, e a Roma
Oggi le madri palestinesi e israeliane (appartenenti a due associazioni gemelle), da sempre insieme per la pace, dignità e diritti, marciano insieme a Roma, scalze. Un gesto altamente significativo e potente, di sapore francescano, simbolo del loro essere indifese e disarmate di fronte alle ingiustizie e ai massacri, alle stragi di innocenti,  denunciando in modo nonviolento il malessere che affligge l’umanità. Loro, vittime in modo diverso ma ugualmente atroce, chiedono ai governi di non essere più carnefici o complici; ai popoli di sostenerle; alle donne di essere sorelle accanto a loro. Chiedono la fine delle guerre, giustizia e pace per i figli e le generazioni future, l’interruzione della catena di morti e sofferenze. Molte associazioni e singoli supportano questo evento che rappresenta una coraggiosa, drammatica e faticosa volontà di continuare a alimentare relazioni umane e riconoscimento reciproco in mezzo alla disumanità. Anche noi Donne in Nero di Viareggio abbiamo sentito il bisogno di aderire con un presidio silenzioso e scalzo, arricchito di volantini,  striscioni e cartelli,  e con tanta solidarietà e commozione nel cuore. BAREFOOT WALK MARCH / 2026 – MOTHERS’ CALL FOR PEACE Redazione Italia
March 24, 2026
Pressenza
Ogni lunedì pomeriggio a Sestri Levante
Nella cittadina ligure un gruppo di persone si raduna costantemente per testimoniare il proprio impegno per la pace praticando insieme un’ora di silenzio. La manifestazione settimanale, che ha cominciato a venire svolta il 22 settembre 2025, ora coinvolge molteplici associazioni e aggregazioni cittadine, che con la propria adesione promuovono l’iniziativa e vi partecipano tacitamente, senza esporre le rispettive insegne per unirsi alle altre e alle persone ‘senza bandiera’ sotto un unico emblema, il simbolo della pace. L’attività dei pacifisti a Sestri Levante è anche segnalata nella mappa online sul portale dell’agenzia in italiano nella colonna a destra, ‘Produzioni di Pressenza’, che è stata pubblicata nel marzo 2025 e ad oggi – 24 marzo 2026 – alle h 12:00 ha registrato 2˙059.948 visualizzazioni. Maddalena Brunasti
March 24, 2026
Pressenza
L’incubo della guerra nella ‘notte degli Oscar’
Mentre a Hollywood le star del cinema sfilavano sul red carpet della spettacolare assegnazione dei premi… in Europa e Medio Oriente era già mattina e il raid degli eserciti USA-Israele su una città iraniana veniva trasmesso in diretta dai media di tutto il mondo. Contemporaneamente a Casale Monferrato si svolgeva la prima di numerose visite didattiche alla mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA – DALLE MACERIE ALLA COSTRUZIONE DI PACE progettata dalla CARITAS DIOCESIANA PIACENZA-BOBBIO insieme alle sedi AMNESTY INTERNATIONAL ed EMERGENCY di Piacenza che, a cura dei praticanti la settimanale MEZZORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE insieme all’Associazione EDUCATIONAL FORUM di Casale Monferrato, in collaborazione con Cooperativa sociale CRESCEREINSIEME di Acqui Terme e con sostegno della Fondazione SOCIAL di Alessandria e con patrocinio della CITTÀ DI CASALE MONFERRATO, è in esposizione nel Salone Tartara di Casale Monferrato fino al 29 marzo 2026. Casualmente… il vincitore della ‘notte degli Oscar‘ è stato il film intitotlato One Battle After Another (Una battaglia dopo l’altra). Premiato con 6 statuine dorate è interpretato da Leonardo Di Caprio, che impersona il protagonista principale dell’immaginaria storia ambientata nell’America del presente, un personaggio ‘di fantasia’ a sua volta ispirato a quello del romanzo Vineland di Thomas Pynchon in cui è rappresentata la generazione di ribelli figli dei fiori vissuta negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo. Invece, sebbene a produrre La voce di Hind Rajab (Ṣawt al-Hind Rajab) sia stato anche Brad Pitt, che nel 2020 aveva consegnato il prestigioso premio dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences a Di Caprio, all’evento hollywoodiano trasmesso in mondovisione quest’anno non ha potuto partecipare l’attore Motaz Malhees, a cui il governo USA ha negato il visa perché è un attore palestinese che ha ‘dato voce’ alle vittime dell’assedio della Striscia di Gaza e, in specifico, ha raccontato una storia vera, quella dell’uccisione di Hind Rajab, anche raffigurata in un disegno della collezione HeART of Gaza a Casale Monferrato esposta alla chiesa dell’Addolorata fino al 15 marzo scorso. Casualmente… nella stessa giornata, lunedì 16 marzo, le cronache riferivano di “un’altra famiglia palestinese uccisa dall’IDF”: > A Tammun, in Cisgiordania, padre, madre e due dei quattro figli sono morti in > un attacco da parte della forze israeliane che hanno sparato contro la > macchina su cui viaggiava la famiglia. Altri due ragazzini si sono salvati, > rimanendo feriti. Un episodio purtroppo non isolato: poco più di due anni fa > il caso della piccola Hind Rajab e dei suoi familiari, che commosse il mondo > anche grazie a un film presentato a Venezia … … due bimbi piccoli, di 5 e 7 > anni, e i loro genitori, di 35 e 37, sono stati colpiti a morte con spari alla > testa e al volto, a un checkpoint … … l’ultimo caso di incriminazione per > omicidio a carico delle forze di Tel Aviv risale al 2019. Da quella data, > certifica l’ONU, sono state uccise più di 1.400 persone, tra cui oltre 320 > bambini. > > Roberto Paglialonga / VATICAN NEWS, 16.03.2026, 14:21 E nella stessa giornata i media di tutto il mondo trasmettevano ‘in diretta’ le immagini del raid delle forze armate di Israele & USA sulla città iraniana Shahin Shah. Non casualmente invece proprio in questa giornata alcuni studenti di Casale Monferrato che si ‘avventuravano’ negli allestimenti della mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA – DALLE MACERIE ALLA COSTRUZIONE DI PACE hanno osservato le rappresentazioni della devastazione e si sono immedesimati nei propri coetanei che vivono in città assediate, bombardate e affamate dalla guerra. All’inizio della loro esplorazione nella realtà del ‘mondo in guerra’, la guida aveva spiegato loro che la rassegna che lo mostra con la collezione di materiali documentali che lo descrivono e di immagini che lo raffigurano è stata realizzata in collaborazione con i loro ‘colleghi’ del corso di grafica dell’ENDOFAP Don Orione e del Liceo Artistico Cassinari di Piacenza. Poi il suggestivo ‘viaggio’ nell’allestimento li ha coinvolti anche con le immagini, le parole, i suoni e le musiche di un impressionante cartone animato della collezione PALESTINA ANIMADA, il cortometraggio Memory of the Land che l’artista palestinese Samira Badran ha realizzato nel 2017 (da cui è estrapolata l’immagine di copertina di questa pagina), e della canzone, composta e interpretata da Vinicio Capossela e illustrata con disegni in gesso bianco su carta nera di Stefano Ricci assemblati a cura di Ahmed Ben Nessib, che ‘recita’ la celebre poesia – intitolata La crociata dei bambini del 1939 e il cui testo descrive la fuga di un gruppo di orfani dalla Polonia invasa dall’esercito nazista – scritta da Bertold Brecht nel 1941, l’anno in cui il poeta tedesco dal 1933 iscritto nella “Lista nera” del regime, venne accolto in esilio negli Stati Uniti. La mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA – DALLE MACERIE ALLA COSTRUZIONE DI PACE è rivolta a tutti, adulti, giovani e ragazzi dai 12 anni in su, in particolare ad educatori e insegnanti insieme ai propri allievi e studenti. A Casale Monferrato è proposta nell’ambito del programma PACIF I CARE – COSTRUIRE PERCORSI DI SOLUZIONE DEI CONFLITTI pianificato dal gruppo praticante la settimanale MEZZ’ORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE. “L’iniziativa è stata attuata per fornire ai grandi alcuni strumenti con cui affrontare responsabilmente il dialogo sulla guerra tra loro e con i cuccioli d’uomo, un argomento molto problematico perché impone a tutti di confrontarsi con tante questioni complicate e, soprattutto, drammatiche – spiegano gli organizzatori del programma PACIF I CARE – Molteplici informazioni e conoscenze che soccorrono gli adulti a rispondere a tanto assillanti domande di bambini e ragazzi del mondo d’oggi, una generazione che sta crescendo in un mondo dilaniato dalla violenza delle conflittualità che degenerano in scontri ferali e letali e devastato dagli ‘effetti collaterali’ dei conflitti armatisono stati forniti dagli esperti intervenuti nel ciclo di conferenze svolte da ottobre a dicembre scorsi (di cui sono disponibili le registrazioni pubblicate su YouTube a cura di LISISTRATA NEL XXI SECOLO) su vari argomenti inerenti alle cause, alle implicazioni e alle conseguenze delle guerre e, negli orizzonti delle prospettive della convivenza pacifica tra popoli e nazioni, sulle azioni e agli interventi che favoriscono la cessazione dei conflitti armati e bellici”. Alla presentazione della mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA è intervenuta Stefania Landini, referente del gruppo volontari per EMERGENCY di Alessandria e all’inaugurazione dell’esposizione i referenti di quattro comunità religiose di Casale Monferrato, le cristiane cattolica e ortodossa, la musulmana e la buddista, hanno focalizzato l’attenzione sulle valenze della rassegna in relazione alle attuali necessità di attività divulgative ed educative che diffondono la cultura della pace e consolidano le basi della convivenza pacifica tra le persone e le nazioni. Presentata a Piacenza nel 2023, la rassegna poi è stata esposta in molte altre città. Nel 2024 ad Acqui Terme è stata proposta a cura della Cooperativa sociale CRESCEREINSIEME cui è affidata la gestione del progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) della Provincia di Alessandria e che nel 2026 collabora alla sua esposizione a Casale Monferrato, dove l’iniziativa coinvolge numerosi volontari, che accompagneranno i visitatori nel percorso espositivo e, a tal fine, si sono impegnati nella propria formazione come guide dell’itinerario e conduttori di attività ludo-didattiche, è coordinata dal gruppo praticante la settimanale MEZZ’ORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE insieme all’Associazione EDUCATIONAL FORUM e viene realizzata con il sostegno della Fondazione SOCIAL e con il patrocinio della CITTÀ DI CASALE MONFERRATO, inoltre promossa con la collaborazione del CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO ASTI ALESSANDRIA, della sede a Casale Monferrato della società cooperativa EQUAZIONE Onlus, del gruppo di volontari EMERGENCY di Alessandria e della circoscrizione Piemonte -Valle d’Aosta di AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA. La mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA – DALLE MACERIE ALLA COSTRUZIONE DI PACE è allestita nel Salone Tartara sito all’interno dell’area ex Mercato Pavia (piazza Castello / SP31), dove sarà aperta al pubblico a ingresso libero dal 15 fino al 29 MARZO 2026. La sua visita ha durata di circa 1h 30’ e viene svolta a gruppi, ciascuno formato da non più di 30 persone. Le giornate da lunedì a venerdì 16-20 e 23-27 MARZO sono dedicate alle visite didattiche e su prenotazione. Nelle giornate di sabato e domenica 15 / 21-22 / 28-29 MARZO si svolgono tre turni di visite guidate: uno al mattino, con inizio alle 10:30, e due al pomeriggio, con inizio alle 14:30 e alle 17:00, per la cui partecipazione la prenotazione non è obbligatoria, però suggerita: chi non ne abbia fatto richiesta se possibile verrà aggregato al gruppo anticipatamente formato. INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI : mezzoraperlapace@gmail.com e 346 5507721 Maddalena Brunasti
March 20, 2026
Pressenza
Genova: la 1242ª ora per la pace con i Ferrovieri Contro la Guerra e Mauro Armanino
Mercoledì scorso nel capoluogo ligure si è svolta, come costantemente dal 1983, l’iniziativa promossa dai suoi praticanti, le persone che una volta alla settimana si radunano nel centro della città manifestando il ‘silenzio per la pace’. Dopo la prima ‘ora in silenzio’ che il collettivo francese Artisans de paix ha praticato nel 1982, la prassi si è diffusa anche in Italia, di recente – come illustra la mappa online dall’estate scorsa sul repertorio italiano di Pressenza (sul sito nella colonna a destra della videata) in moltissime città e località di tutta la Penisola e di Sardegna e Sicilia. A Genova la settimanale ‘ora contro la guerra’ è praticata dal 1983, quando il gruppo ligure di Amici dell’Arca, collegato alla Comunità Gandhiana Internazionale dell’Arca, ha iniziato a manifestare nella città mentre la biennale Fiera del Mare vi presentava una ‘mostra navale bellica’… … e il 18 marzo 2026 i promotori dell’iniziativa svolta ogni mercoledì pomeriggio, dalle 18 alle 19, in piazza Ferrari, sulla gradinata di Palazzo Ducale, un edificio storico cittadino dove vengono allestite mostre d’arte e rassegne e tenuti eventi culturali, in cui ha sede la Fondazione per la Cultura e sulla cui facciata è esposto lo striscione R1PUD1A, hanno dedicato la 1242ª ora contro la guerra in solidarietà con la Rete Sanitari per Gaza e con il  collettivo Ferrovieri Contro la Guerra, contemporaneamente mobilitato alla stazione ferroviaria ‘Centrale’ di La Spezia e di cui hanno diffuso il comunicato: > Il 12 marzo 2026 una protesta di movimenti antimilitaristi ha bloccato un > treno carico di armi nella stazione di Pisa Centrale. > Già dalla mattina il sindacato USB ha individuato il transito del convoglio, > proclamato sciopero nelle aziende coinvolte e organizzato un presidio a > Livorno Calambrone. In conseguenza di questa azione il treno è stato deviato > dalle Ferrovie sulla linea Vada-Collesalvetti-Pisa. > Parallelamente nella stazione di Pisa Centrale, centinaia di manifestanti > chiamati a raccolta dal Movimento “No Base nè a Coltano nè altrove” hanno > occupato il binario 3 costringendo RFI a interrompere la circolazione. > Sappiamo che il treno è poi ripartito per Palmanova, ma la mobilitazione > combinata ha certamente danneggiato programmi e tempi del trasporto. > Siamo consapevoli che non basta fermare un convoglio per mettere in crisi la > logistica di guerra, ma tali azioni possono concretamente risvegliare > l’opinione pubblica, la protesta e la solidarietà. > Quindi ben venga anche un solo treno bloccato! > Come collettivo FCG ma soprattutto come Ferroviere e Ferrovieri, pur nella > attenzione necessaria, diciamo ai colleghi e alle colleghe di qualsiasi > divisione e categoria di non essere complici dei traffici di morte. Peraltro > non avendo cognizione della destinazione finale di tali convogli, ossia se > destinati a spostamenti interni o realmente a teatri di guerra, riteniamo > potenzialmente letale ogni carico militare > Quando ci viene comandato la manovra, la formazione/verifica o la > condotta/scorta di un trasporto di materiale militare, la lavorazione > infrastrutturalea uno scalo che svolgera funzioni belliche, la regolazione > della circolazione dobbiamo chiederci se queste tipologie di trasporto siano > solo una semplice lavorazione, oppure no. > Non disponiamo ad oggi di una normativa nazionale che ci consenta di praticare > l’obiezione di coscienza antimilitarista sul posto di lavoro, senza rischi di > sanzione, ma della nostra coscienza ne abbiamo piena facoltà. In un contesto > dove i fondi illimitati destinati alla guerra vengono tolti alla sicurezza del > trasporto e ai nostri salari. La guerra non è colpa nostra, sia chiaro. Ma > possiamo contribuire almeno a incepparla. > II blocco di ieri ci fa capire quanto sia importante la sinergia tra realtà > antimilitariste, categorie di lavoro e collettività. La loro unione è > fondamentale e ha bisogno di coordinamento tra gli oppositori alla guerra. > Perchè non ci sono solo i treni militarizzati ma esistono anche realtà > lavorative infrastrutturali come quelle da noi già denunciate (Tombolo, La > Spezia, Genova Sampierdarena) che vanno bloccate. > II 18 marzo saremo alla stazione di La Spezia Centrale insieme al > Coordinamento Restiamo Umani > – Riconvertiamo Seafuture, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e i > pendolari sui soldi “rubati al trasporto pubblico” e destinati in funzione > militare allo scalo di La Spezia Marittima. > Infine la solidarietà: dovrà sicuramente essere messa al centro della nostra > attenzione. La pioggia di denunce mandate dal governo per i blocchi > dell’autunno scorso e quelle che potrebbero esserci ancora devono vedere tutte > e tutti noi protagonisti nell’affermare un concetto inderogabile: nessuno e > nessuna deve restare sola. Si parte insieme, e si torna insieme. Alla 1242ª ora in silenzio per la pace del gruppo ha partecipato anche Mauro Armanino, che era stato presente all’iniziativa svolta a Genova il 12 novembre scorso e recentemente partecipante al silenzio per pace che dal 22 settembre 2025 viene praticato ogni lunedì sera, dalle 19 alle 20, in un luogo molto suggestivo ed emblematico, la Baia del Silenzio di Sestri Levante.   La mappa che indica sulla carta geografica le attività praticate continuativamente, ogni anno, mese, settimana o giorno, dai gruppi pacifisti italiani è anche visualizzabile mediante il sistema di geolocalizzazione Google Earth: Maddalena Brunasti
March 20, 2026
Pressenza
La (nostra) mappa in bella mostra, e buona esposizione con ‘Polvere di Guerra’
Nella collezione di infografiche che illustrano le iniziative locali installata nell’allestimento esposto per iniziativa promossa dal gruppo di praticanti la settimanale Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale c’è anche il ‘quadro’ che descrive la numerosità delle attività continuativamente svolte in Italia da molti anni… alcune da tanti decenni. * CONSISTENZA DEL PACIFISMO IN ITALIA: MOSTRATA, E DIMOSTRATA, NELLA MAPPA ONLINE SU PRESSENZA * IL MOSAICO COMPOSTO DA NUMEROSE INIZIATIVE SVOLTE CONTINUATIVAMENTE La mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA – DALLE MACERIE ALLA COSTRUZIONE DI PACE in esposizione nel Salone Tartara di Casale Monferrato dal 15 al 29 marzo 2026 è stata progettata e realizzata dalla CARITAS DIOCESIANA PIACENZA-BOBBIO insieme alle sedi AMNESTY INTERNATIONAL ed EMERGENCY di Piacenza in cooperazione con docenti e studenti del corso di grafica dell’ENDOFAP Don Orione e del Liceo Artistico Cassinari di Piacenza. Una peculiare rassegna di ambientazioni che simulano le situazioni vissute e affrontate da chi vive nelle città ridotte in macerie da conflitti bellici e bombardamenti. L’itinerario espolorativo nelle installazioni è come un viaggio nelle cui ‘tappe’ si percepiscono sensazioni ed emozioni analoghe a quelle realmente patite dalle persone che subiscono i micidiali effetti della guerra e, cercando vie di fuga dai pericoli che si affrontano nel percorso, ci si cimenta a mettersi in gioco e, scegliendo tra le alternative, a trovare la strada della pace. Così, andando alla ricerca della via della pace, i visitatori scopriranno che – come sintetizza il motto che indica il percorso ‘a senso unico’ per la soluzione dei conflitti sociali, economici, politici e ideologici che, altrimenti, deflagrano in ostilità, violenze, combattimenti armati e guerre e che in tutto il mese di dicembre del 2025 ha contrassegnato l’iniziativa settimanale e l’appuntamento natalizio del gruppo di Casale Monferrato – la pace è la via.         Maddalena Brunasti
March 13, 2026
Pressenza
Debellare la guerra cercando la pace: il percorso della mostra esperienziale
Composto con una collezione di opere artistiche e molteplici di fotografie, filmati, infografiche e oggetti, l’allestimento traccia un itinerario nelle ambientazioni che simulano le situazioni realmente vissute dalle persone che abitano nelle città devastate dalla guerra. Un’esperienza dinamica molto suggestiva, adatta per adulti, giovani e ragazzi dai 12 anni in su, la visita della mostra è come un viaggio: nelle tappe del percorso espositivo si percepiscono sensazioni ed emozioni analoghe a quelle patite da chi subisce i micidiali effetti dei cnflitti armati e, cercando vie di fuga dai pericoli che si affrontano ‘per finta’, ci si cimenta a mettersi in gioco, fare scelte e trovare le strade per costruire la pace. Un progetto che Caritas Diocesana Piacenza-Bobbio ha sviluppato insieme alle sedi Amnesty International Italia ed Emergency di Piacenza e in cooperazione con docenti e studenti del corso di grafica dell’ENDOFAP Don Orione e del Liceo Artistico Cassinari di Piacenza, la mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA – DALLE MACERIE ALLA COSTRUZIONE DI PACE è stata concepita e realizzata insieme a Luigi Ferrari, che ne racconta la genesi: «Abito a Piacenza, dove mi sono diplomato all’Istituto d’Arte Gazzola e ho partecipato ad alcune collettive, tra cui una rassegna dedicata agli incisori piacentini. Volendo illustrare le campagne di Amnesty International sulle violazioni dei diritti umani con espressioni artistiche, nel 2019 ho creato la collezione IL VIAGGIO DEI MIGRANTI esposta a Piacenza prima alla galleria Biffi Arte e poi, con Caritas, Emergency e scuola di grafica don Orione, al salone Il Samaritano, dove l’allestimento sollecitava il visitatore a immedesimarsi nelle vittime dei drammi raffigurati nelle opere composte con materiali poveri quali linoleum, plexiglass e lastrine di ferro e documentati da fotografie, filmati e racconti. Nel 2023 ho realizzato le incisioni che illustrano gli orrori della guerra e, insieme ad altri materiali, compongono la mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA». Nelle installazioni, suddivise in tre aree tematiche collegate da due tunnel, sono esposte le incisioni di Luigi Ferrari e fotografie e infografiche, inoltre sono proiettati degli audiovisivi, 4 brevi docufilm e il videoclip de La crociata dei bambini, la canzone – ispirata all’omonina ballata di Bertold Brecht – scritta e interpretata da Vinicio Capossela e illustrata con disegni in gesso bianco su carta nera di Stefano Ricci, e sono collocati molteplici oggetti con cui i visitatori vengono coinvolti a svolgere attività ludo-didattiche. Dopo la prima volta a Piacenza nel 2023, la mostra esperienziale è stata esposta in altre città, tra cui nel 2024 ad Acqui Terme, dove è stata proposta, oltre che al pubblico, a 22 gruppi di docenti e studenti degli istituti superiori del territorio a cura della Cooperativa sociale CrescereInsieme che gestisce i progetti SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) in capo agli enti locali Provincia di Alessandria e Consorzio CISA Asti Sud e che collabora anche alla presentazione della rassegna a Casale Monferrato. A Casale Monferrato l’iniziativa è promossa, oltre che con la Cooperativa sociale CrescereInsieme, in collaborazione con l’Associazione Educational Forum di Casale Monferrato, inoltre della Società cooperativa EquAzione ONLUS, del CSVVA / Centro Servizi per il Volontariato Asti-Alessandria, del gruppo volontari Emergency di Alessandria e della circoscrizione Piemonte -Valle d’Aosta di Amnesty International Italia, con il sostegno della Fondazione SOCIAL di Alessandria e con il patrocinio della Città di Casale Monferrato, dai praticanti la settimanale MEZZ’ORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE, che alla mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA hanno dedicato una pagina del proprio sito pubblicata il 1° marzo scorso in cui la collezione di opere artistiche, fotografie e materiali documentali è ‘osservata’ accanto a GUERNICA di Pablo Picasso accostata all’immagine emblematica del conflitto armato iniziato il giorno prima, 28 febbraio… … e nei giorni seguenti l’ONU ammoniva che attualmente la guerra infierisce su un quinto (uno su cinque) dei bambini del mondo, l’OCHA delle Nazioni Unite ha diramato un’allarmante comunicazione sulle molteplici conseguenze della recente escalation dei conflitti armati che devastano il Medio Oriente, e non solo e in occasione della Giornata Internazionale per la consapevolezza sul disarmo e la non proliferazione delle armi il Segretario Generale dell’ONU ha sollecitato a ‘disinnescare’ la guerra ‘costruendo’ la pace. Precedentemente, il 24 febbraio, alla conferenza stampa di presentazione dell’esposizione a Casale Monferrato della mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA i partecipanti avevano messo in evidenza le valenze dell’iniziativa in relazione all’impellente necessità di svolgere attività divulgative ed educative con cui gettare e consolidare le basi su cui si fonda la cultura della pace. In particolare, il direttore della Caritas Diocesana Casale Monferrato, don Marco Calvo, ha focalizzato l’attenzione su due effetti dell’assuefazione alla guerra: > Come un muro di gomma che circonda i teatri di guerra, non fa percepire e > ‘sentire’ le sofferenze patite di chi subisce le conseguenze delle > devastazioni. Invece la violenza dei combattimenti armati si diffonde come > un’onda e si propaga ovunque, oggi anche su internet e nei social-media. Dai > campi di battaglia la violenza della guerra si espande in luoghi tanto lontani > da quelli dove vengono combattuti i conflitti armati e, insinuandosi in ogni > ambito delle società, ‘contagia’ soprattutto le persone più suggestionabili, > in particolare gli adolescenti e i giovani. E, facendo esplicito riferimento alle parole di Gino Strada, il medico fondatore di Emergency che nella rassegna di opere e materiali in esposizione nella mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA è ritratto mentre, intervenendo a un’assemblea, affermava “La guerra piace a chi non la conosce”, la referente del gruppo volontari Emergency di Alessandria, Stefania Landini, ha osservato: > In passato i conflitti armati mietevano vittime prevalentemente tra i > militari, nel presente invece infieriscono soprattutto sulla popolazione > civile. La guerra è come una malattia letale che deve essere curata e, > soprattutto, prevenuta. Chi sostiene il contrario, cioè che debellare la > guerra sia utopistico, si sbaglia. La convinzione che l’umanità non smetterà > mai di fare la guerra ci rende schiavi della guerra mentre, proprio come la > schiavitù, che in passato consideravamo una ‘cosa normale’ e poi abbiamo > sconfitto aborrendola, la guerra è un male che può essere sconfitto proprio > cominciando a smettere di pensare che sia ineluttabile e imbattibile. La mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA– DALLE MACERIE ALLA COSTRUZIONE DI PACE sarà in esposizione a Casale Monferrato nel Salone Tartara (all’interno dell’area Mercato Pavia  – ingresso da piazza Castello) dal 15 al 29 MARZO 2026, aperta al pubblico a ingresso libero. Svolta a gruppi, formati da non più di 30 persone, di adulti, giovani e ragazzi dai 12 anni in su, la visita all’allestimento ha durata di circa 1h 30’. Le giornate da lunedì a venerdì 16-20 e 23-27 MARZO sono dedicate alle visite didattiche e su prenotazione e in quelle di sabato e domenica 15 / 21-22 / 28-29 MARZO si accede all’esposizione partecipando alle visite guidate  della durata di 1h 30’ che iniziano alle 10:30, alle 14:30 e alle 17:00  (è suggerita la prenotazione, chi non ne abbia fatto richiesta se possibile verrà aggregato al gruppo anticipatamente formato). INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI : mezzoraperlapace@gmail.com e 346 5507721 UFFICIO STAMPA : LISISTRATA NEL XXI SECOLO – lisistratanelxxisecolo@gmail.com .     Redazione Piemonte Orientale
March 6, 2026
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