
Accedere ai centri in Albania è un diritto: ASGI vince il ricorso
Progetto Melting Pot Europa - Tuesday, March 17, 2026Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha sancito il diritto dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e della società civile di accedere alle strutture di trattenimento realizzate in Albania, a Gjadër e Shëngjin, nell’ambito del Protocollo Italia-Albania ratificato con la legge n. 14/2024.
Una vittoria che arriva dopo il diniego opposto dalla Prefettura, che aveva giustificato il rifiuto con una motivazione alquanto discutibile: « (…) l’attuale clamore mediatico che coinvolge i centri di permanenza per il rimpatrio sconsiglia, al momento, l’ingresso nei suddetti centri, onde evitare rischi sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica».
Una motivazione che il TAR ha smontato pezzo per pezzo. I giudici hanno ribadito la piena legittimazione statutaria di ASGI ad accedere ai luoghi di privazione della libertà e hanno scritto che l’accesso può essere differito, ma non impedito, e solo in presenza di rischi «concreti e specificamente motivati» per l’ordine e la sicurezza pubblica. Rischi che, sottolinea la sentenza, «non possono sussistere a tempo indefinito».
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«Le contingenze politiche attuali non possono costituire un ostacolo al controllo democratico della società civile sui luoghi di trattenimento dei cittadini stranieri», scrive ASGI, che richiama una consolidata giurisprudenza amministrativa di diversi TAR costruita negli ultimi anni proprio attorno al diritto di accesso ai CPR, ma che trova ancora ostacoli e impedimenti illegittimi delle Prefetture.
La sentenza porta con sé anche un’apertura ulteriore: i centri di trattenimento devono essere accessibili non solo agli enti associativi, ma anche a «soggetti diversi» che ne facciano «motivata richiesta».
La pronuncia, sottolinea infine ASGI, ha il pregio di affermare l’accessibilità dei centri di trattenimento a soggetti anche diversi dagli enti associativi, che ne facciano motivata richiesta, un principio che assume oggi un’importanza cruciale alla luce dell’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su asilo e immigrazione nel giugno 2026, che annuncia il ricorso sistematico al trattenimento e al confinamento dei cittadini migranti.
In questo scenario, la possibilità per la società civile di varcare i cancelli di strutture detentive come quella di Gjadër e degli altri CPR non è un dettaglio procedurale di poco conto. Per le persone trattenute, spesso prive di riferimenti, e soprattutto a cui sono negate le più elementari tutele, può rappresentare l’unica concreta occasione per accedere a una difesa legale. Inoltre, tale azione può far emergere prassi illegittime dei trasferimenti, nonché raccogliere testimonianze e documentare le condizioni del trattenimento.
T.A.R. per il Lazio, sentenza del 17 febbraio 2026