
L’Osservatorio contro la militarizzazione denuncia aumento della produzione e del traffico di armi
Osservatorio contro militarizzazione di scuole e università - Monday, March 16, 2026È uscito pochi giorni fa l’ultimo documento sul commercio di armi redatto dal Sipri ( https://www.sipri.org/media/press-release/2026/global-arms-flows-jump-nearly-10-cent-european-demand-soars), puntualmente commentato dal quotidiano Avvenire con un articolo di Elisa Campisi reperibile online qui.
Vanno intanto registrate alcune novità, prima tra tutte il più significativo aumento dei flussi di armamenti degli ultimi anni con l’Ucraina che riceve quasi il 10% dell’intero trasferimento di armi tra il 2021 e il 2025. La parte del leone nel trasferimento di armi la fa l’Ucraina con un grande flusso di esportazioni provenienti dai Paesi europei. A guidare la classifica della produzione ed esportazioni di armi gli USA con il 42% di tutti i trasferimenti internazionali.
E arriviamo alla seconda notizia rilevante ossia che quasi il 40% delle armi statunitensi sono destinate ai Paesi europei, percentuale che supera il flusso di armamenti verso l’area del Medio Oriente. Gli Stati Uniti si confermano come il primo Paese al mondo nella produzione e nel commercio di armi mettendo a frutto i processi di innovazione tecnologica degli ultimi anni, spinta dalle aggressive politiche imperialiste dell’Amministrazione Trump. Le esportazioni di armi non sono solo un fattore economico rilevante, ma anche un vero e proprio strumento di politica estera, di continua pressione sugli altri Paesi.
Il secondo esportatore di armi è la Francia con quasi il 10% delle esportazioni globali, vendite in particolare rivolte all’India (24%), all’Egitto (11%) e alla Grecia (10%) oltre ai paesi europei verso i quali l’export non è mai stato così florido. La Russia è stata l’unico fornitore top 10 a vedere diminuire le esportazioni di armi (–64%), questo dato dovrebbe indurre a qualche riflessione se pensiamo che produzione e vendita di armi sono in calo da quasi un decennio.
E la maggioranza assoluta delle esportazioni di armi russe va a tre soli paesi: India (48%), Cina (13%) e Bielorussia (13%). La Germania superato la Cina e diviene il quarto più grande esportatore di armi, un quarto delle quali direttamente all’Ucraina sotto forma di aiuti (e un altro 17% è andato ad altri Stati europei). Le esportazioni di armi dell’Italia sono aumentate del 157%, passano dal decimo maggior esportatore nel 2016–20 al sesto nel 2021–25.
Israele vede crescere di poco le esportazioni ma intanto supera il Regno Unito e si concentra su sistemi di difesa aerea di ultima generazione per i quali in continua crescita è la domanda globale. Dovrebbe far pensare il fatto che invece gli stati europei siano destinatari del 33% delle importazioni globali di armi. Nonostante ciò, gli stati europei importano armi statunitensi in misura crescente.
E se la Russia perde posizioni nella tragica lista dei paesi produttori ed esportatori di armi, la Cina esce dalla top 10 degli importatori di armi e sviluppa la produzione nazionale soprattutto nei settori che impiegano maggiore tecnologia di ultima generazione. Nel frattempo, la domanda europea cresce come non mai e la produzione di armi risulta in continua crescita, dati eloquenti dei quali dobbiamo preoccuparci
Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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