Tag - mobilitazioni
L’Argentina di Milei: la macelleria sociale tra proteste e consenso
Un racconto politico dell’Argentina di Javier Milei, ex professore universitario
e opinionista televisivo diventato presidente dell’Argentina, nel 2023.
Neoliberista autoritario e radicale, Milei ha promosso un programma di riforme –
in parte bloccato dalle mobilitazioni popolari – che prevede un
ridimensionamento strutturale del welfare, privatizzazioni e nuovi strumenti di
limitazione dell’opposizione politica e di piazza tramite un perpetuo stato di
emergenza.
Con Susanna De Guio – sociologa della comunicazione, redattrice editoriale e
giornalista che vive a Buenos Aires dal 2016 – abbiamo cercato di fare un punto
sugli ultimi anni della presidenza Milei, soffermandoci sia sullo stato dei
movimenti di protesta che lo hanno ostacolato sia sui blocchi sociali che invece
supportano e mantengono in piedi la macchina politico-economica e autoritaria di
“El Loco”.
L’Argentina di Milei: la macelleria sociale tra proteste e consenso
Un racconto politico dell’Argentina di Javier Milei, ex professore universitario
e opinionista televisivo diventato presidente dell’Argentina, nel 2023.
Neoliberista autoritario e radicale, Milei ha promosso un programma di riforme –
in parte bloccato dalle mobilitazioni popolari – che prevede un
ridimensionamento strutturale del welfare, privatizzazioni e nuovi strumenti di
limitazione dell’opposizione politica e di piazza tramite un perpetuo stato di
emergenza.
Con Susanna De Guio – sociologa della comunicazione, redattrice editoriale e
giornalista che vive a Buenos Aires dal 2016 – abbiamo cercato di fare un punto
sugli ultimi anni della presidenza Milei, soffermandoci sia sullo stato dei
movimenti di protesta che lo hanno ostacolato sia sui blocchi sociali che invece
supportano e mantengono in piedi la macchina politico-economica e autoritaria di
“El Loco”.
L’Osservatorio sostiene e invita a partecipare allo sciopero del 7 maggio
Oltre agli espliciti riferimenti a militarizzazione delle scuole, ritorno della
leva, guerra e riarmo, fra le rivendicazioni dello sciopero del 7 maggio
troviamo la riforma dei tecnici. Citiamo, in quanto Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università, due motivazioni su
quest’ultimo punto che sono funzionali ad un ritorno della leva.
Primo, con la riduzione del tempo scuola che mortifica le conoscenze di base,
questa riforma vuole erodere la capacità della scuola italiana di fornire alle e
ai giovani degli strumenti per orientarsi nella complessità moderna. Secondo, la
“flessibilità” di organizzazione dei curricula si presta a un’introduzione di
corsi ad hoc in linea con la spinta militarista che l’Europa sta vivendo.
È da notare come i paesi baltici abbiano reintrodotto recentemente la leva
proprio rivisitando il “modello scandinavo” attraverso l’introduzione di corsi
militari nelle scuole. Pensiamo all’Educazione alla Difesa Nazionale in Lettonia
(materia obbligatoria dal 2023, introdotta insieme alla leva) o ai corsi di
cultura militare della Lituania (facoltativi, introdotti nel 2024 insieme alla
leva e la cui partecipazione accorcia il periodo di addestramento).
L’Osservatorio sostiene quindi le iniziative di sciopero di giovedì 7 maggio e
invita tutte le e i docenti a partecipare.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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ConcetramentoDiQuartiere@Laurentino38 28/4
Da circa 30 minuti i/le compagnx sono scesx dal tetto del sesto ponte e si sono
unitx al presidio in strada.
Ci sarà tempo e modo per raccontare questa mattinata di resistenza, ora
chiediamo a tuttx di partecipare a un pomeriggio di lotta al Laurentino 38.
Ore 16 presidio contro la guerra davanti alla sede di Leonardo S.p.a. e poi
corteo in quartiere contro Ater e speculazione.
L38squatterz per una vita libera insieme
————————————————————————————————————-
È arrivata una colonna di mezzi della celere.
Noi siamo sul tetto del sesto ponte occupato e fuori c’è già un presidio
solidale. Davanti a noi il cantiere Ater del quinto ponte: case per cui abbiamo
lottato con chi abita in quartiere, case che ancora restano vuote e incompiute.
Da oggi vogliono distruggere anche le case dove siamo cresciutx, dove è passata
gente da ogni parte del mondo, case che abbiamo costruito e curato giorno per
giorno.
Chiamiamo tuttx a raggiungerci a via Domenico Giuliotti.
Non gli regaliamo nulla, non gli regaliamo il posto dove sognamo e lottiamo, non
gli regaliamo una sola lacrima.
Per chi può da ora in poi venite al Laurentino 38.
Oggi pomeriggio ore 16 concentramento in quartiere.
L'articolo ConcetramentoDiQuartiere@Laurentino38 28/4 proviene da Romattiva.
SOLIDARIETA L38 SQUAT
Esprimiamo solidarietà vicinanza e affetto ai compagn* del Laurentino 38 e a
tutti gli abitanti che hanno visto dall'alba di stamattina decine di camionette
delle forze dell'ordine pronte come sempre a fare il loro sporco lavoro:
sgomberare un luogo di lotta, un presidio di solidarietà, in un quartiere dove
ci sono decine di case vuote da ristrutturare.
Dove la gente viene sfrattata coattamente, dove le case sono piene di muffa e
senza riscaldamenti, quartieri dove Ater specula e si arricchisce.
Non possiamo che abbracciare forte chi resiste su quel tetto e che ha resistito
tutti questi mesi, senza paura e rassegnazione!
perché come ci avete ricordato "l'amore è un'altra cosa..."
Chiamiamo tuttx a raggiungerci a via Domenico Giuliotti.
Ricordiamo il concentramento alle ore 16 in quartiere.
Nessun* resta sol*.
GRANADA: NO PASARÁN! CONTESTAZIONE ANTIFASCISTA AL LEADER VOX
Da Granada ci arriva la testimonianza diretta di due compagne che denunciano i
gravi episodi di violenza avvenuti il 16 aprile scorso, in occasione di un
evento elettorale organizzato dal partito di estrema destra Vox, con la presenza
del leader Santiago Abascal.
Le compagne hanno segnalato che il servizio di sicurezza privato di Abascal ha
aggredito le manifestanti utilizzando manganelli telescopici (extendibles),
intervenendo sotto la protezione delle forze dell’ordine.
Questo si inserisce in un quadro più ampio di legittimazione dell’estrema
destra, che avviene anche attraverso i media, che i giorni successivi l’accaduto
hanno criminalizzato la risposta antifascista e contribuito a una narrazione
distorta degli eventi. A seguito della mobilitazione, alcune di loro riferiscono
di essere state esposte e attaccate sui social network, e hanno espresso timore
per la propria sicurezza anche nella vita quotidiana.
La presenza di Abascal a Granada si deve alla strategia di Vox di rafforzare il
proprio radicamento territoriale, in particolare nel sud del paese. Il partito,
oggi terza forza politica in Spagna, fa parte della galassia dell’estrema destra
europea e promuove una linea nazionalista e centralista, con una retorica
polarizzante, posizioni antifemministe e proposte come la cosiddetta
“remigrazione”.
In questo quadro, il contesto politico appare fortemente influenzato
dall’avvicinarsi delle prossime elezioni regionali in Andalusia, previste entro
il 2026.
Le compagne rilanciano inoltre una chiamata a salir a la calle, invitando a
proseguire la mobilitazione contro l’avanzata fascista.
GRANADA: NO PASARÁN! CONTESTAZIONE ANTIFASCISTA AL LEADER VOX
Da Granada ci arriva la testimonianza diretta di due compagne che denunciano i
gravi episodi di violenza avvenuti il 16 aprile scorso, in occasione di un
evento elettorale organizzato dal partito di estrema destra Vox, con la presenza
del leader Santiago Abascal.
Le compagne hanno segnalato che il servizio di sicurezza privato di Abascal ha
aggredito le manifestanti utilizzando manganelli telescopici (extendibles),
intervenendo sotto la protezione delle forze dell’ordine.
Questo si inserisce in un quadro più ampio di legittimazione dell’estrema
destra, che avviene anche attraverso i media, che i giorni successivi l’accaduto
hanno criminalizzato la risposta antifascista e contribuito a una narrazione
distorta degli eventi. A seguito della mobilitazione, alcune di loro riferiscono
di essere state esposte e attaccate sui social network, e hanno espresso timore
per la propria sicurezza anche nella vita quotidiana.
La presenza di Abascal a Granada si deve alla strategia di Vox di rafforzare il
proprio radicamento territoriale, in particolare nel sud del paese. Il partito,
oggi terza forza politica in Spagna, fa parte della galassia dell’estrema destra
europea e promuove una linea nazionalista e centralista, con una retorica
polarizzante, posizioni antifemministe e proposte come la cosiddetta
“remigrazione”.
In questo quadro, il contesto politico appare fortemente influenzato
dall’avvicinarsi delle prossime elezioni regionali in Andalusia, previste entro
il 2026.
Le compagne rilanciano inoltre una chiamata a salir a la calle, invitando a
proseguire la mobilitazione contro l’avanzata fascista.
Usb: stipendi milionari ai manager, spiccioli ai lavoratori. Adesso basta!
Un esame degli stipendi ultra milionari dei vertici della società pubbliche come
Eni, Terna ed Enel, rivela una realtà impietosa e vergognosa : l’AD di Terna per
soli tre anni di lavoro pretendeva una buonuscita di 7,3 milioni di euro, avendo
percepito in quei tre anni di lavoro uno stipendio […]
L'articolo Usb: stipendi milionari ai manager, spiccioli ai lavoratori. Adesso
basta! su Contropiano.
CriticalMass@Roma 8/5
Si ripete ciò che non affrontiamo con responsabilità collettiva?
Venerdì 8 maggio ore 19 Parco sangalli, Roma
-Come ogni secondo venerdì del mese-
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