Presidio@LagoDiNemi 29/7Per difendere il lago di Nemi dai progetti di turistificazione simili a quelli
che hanno prodotto il disastro che si può “ammirare” al lago Albano, scendiamo
di nuovo nelle strade e manifestiamo di fronte al cantiere che sta
cementificando la zona naturale alla Fiocina.
Il lago ha perso già 43 cm di livello delle acque negli ultimi 4 mesi, cioè
oltre 600 milioni di litri, e il lago di Albano 34 cm, 2 miliardi e 200 milioni
di litri (dati ufficiali degli idrometri).
La situazione di emergenza e di disastro ambientale non vede via d’uscita da
parte delle amministrazioni competenti, le quali però sono molto attive nel
presentare idee impattanti e ricevere fondi a pioggia.
I casi di via del Perino, 3 milioni di euro, con la sua lecceta sventrata e i
lavori che durano da 3 anni, il “centro canoa comunale” che in realtà è un
“centro movida”, la tentata installazione di una terrazza-palafitta coi fondi
covid alla Ex-Fiocina nel 2024, mentre i lavori pubblici per i fenomeni franosi
sono solo annunciati.
Il lago di Nemi, uno degli ultimi luoghi incontaminati e selvaggi del nostro
territorio, è preso di mira.
L’amministrazione comunale di Nemi sta portando avanti il progetto del “Parco
Urbano della Conca del Lago”, che tradotto significa la volontà di turistificare
un luogo famoso proprio per la sua natura preservata.
Mentre le acque si ritirano (come mostrano le foto della locandina), i permessi
per attività commerciali, ristorative e turistiche aumentano.
E gli investimenti in progetti turistici portano la minaccia più grande: il
cemento sta arrivando direttamente sulle sponde, ed in parte è già così !
In questi giorni stiamo assistendo a nuove gettate sulle rive del lago per la
costruzione di una “palestra a cielo aperto” che costerà oltre 1 milione di euro
di fondi pubblici. Soldi che non si trovano per la tutela delle acque.
Già a novembre scorso abbiamo chiesto gli atti di progetto, mai pubblicati, ed
un incontro con sindaco e tecnici.Non ci sono mai stati forniti e
l’amministrazione comunale è ostile ad ogni confronto con la popolazione.
Venerdì scorso siamo andati a manifestare, di mattina in giorno feriale, sotto
la sede dell’Ente Parco a Rocca di Papa e anche in quel caso, pur avendoli
contattati precedentemente per incontrarci, non era presente nessuno.
Ci siamo spostati allora alla sede dei Guardiaparco al Vivaro, dove siamo
finalmente stati ricevuti dal comandante e da altri agenti che ci hanno detto
che il cantiere contestato è sotto indagine ma che i lavori per ora non si
fermano. Abbiamo sentito e segnalato l’incredibile colata di cemento anche alla
Polizia Locale di Nemi, ai Forestali di Velletri e alla Soprintendenza.
Ma non staremo ad aspettare che gli uffici si decidano a bloccare i lavori,
anche perché sono passate quasi due settimane per fare le valutazioni necessarie
e questo ci preoccupa non poco vista la “facilità”, o così dovrebbe essere, nel
capire che 3 piattaforme di cemento sono incompatibili con la natura del lago…
Quando ci sono milioni di euro di fondi pubblici, il rischio di trovare qualche
escamotage pur di spenderli a danno della collettività e delle tutele ambientali
è molto forte.
COME NEL VITTORIOSO GENNAIO 2024,
DIFENDIAMO IL LAGO DALLA TURISTIFICAZIONE !
COMITATO PER LA PROTEZIONE DEI BOSCHI DEI COLLI ALBANI
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