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Recuperare la dimensione propriamente umana dell’umano
L’approfondimento condotto sul canale YouTube “Tracce di Classe” sul tema “Transumanesimo, IA e Palantir: il progetto per superare l’uomo”, ha messo in luce i costrutti concettuali e ideologici del transumanesimo come una delle ideologie del “tecnocapitalismo”. Ma cos’è, esattamente, il transumanesimo? È, in sostanza, l’ideologia del superamento dei limiti intrinseci, costitutivi, dell’uomo, della persona, attraverso la c.d. “ibridazione uomo-macchina”, l’ibridazione tra la persona e le tecnologie, al fine di potenziare il processo evolutivo dell’essere umano. Vale a dire, a seconda dell’interpretazione da assegnare al prefisso trans-, l’insieme di processi, funzioni e tecniche che si propongono di conseguire un “nuovo” o “diverso” stadio dell’evoluzione umana con cui portarsi “oltre” o “al di là” dell’umanità stessa dell’essere umano, superandone, con il supporto e l’innesto della tecnologia, i limiti intrinseci: le fragilità, le disabilità, le inabilità, le malattie, l’indebolimento, l’invecchiamento, la morte. Lo snodo concettuale che agita il fondo dell’ideologia transumanista è dunque questo, considerare il corpo come un limite e le tecnologie come un mezzo per superare il limite umano rappresentato dal corpo. Non si tratta cioè della “applicazione” della tecnologia al servizio del benessere (ad es. le applicazioni medicali che consentono di superare o moderare disabilità temporanee o permanenti) o dell’utilizzo delle tecniche per il miglioramento delle attività umane (ad es. le applicazioni tecnologiche che consentono di velocizzare o semplificare determinate attività); si tratta dell’innesto, e quindi della “ibridazione”, della tecnologia per alterare la costituzione fisica stessa del soggetto ed abbattere i limiti costitutivi della persona umana. Coniato nel 1957 dal biologo Julian Huxley per indicare un qualche “superamento” dei limiti umani, il termine “transumanesimo” si sostanzia oggi non solo in un’ideologia, ma anche in un’organizzazione internazionale. La World Transhumanist Association (Associazione Transumanista Mondiale), fondata dai filosofi David Pearce e Nick Bostrom nel 1998, mostra come il movimento si muova sul piano politico, con una sua propria organizzazione internazionale, retta dai principi di un manifesto politico, la Dichiarazione transumanista, la cui versione del 2009, ad esempio, sostiene che: «l’umanità sarà profondamente trasformata dalla scienza e dalla tecnologia del futuro. Prevediamo la possibilità di ampliare il potenziale umano tramite il superamento dell’invecchiamento, delle limitazioni cognitive, della sofferenza involontaria e della nostra prigionia sul pianeta Terra» (§1). Inoltre, propugna «il benessere di tutti gli esseri senzienti, compresi gli esseri umani, gli animali non umani, e qualunque altra futura mente artificiale, forme di vita modificate, o altre intelligenze a cui il progresso tecnologico e scientifico possa dar luogo» (§7); sostiene «che agli individui venga riconosciuta un’ampia libertà di scelta su come condurre le proprie vite. Ciò include l’uso di tecniche che possano essere sviluppate per aiutare la memoria, la concentrazione, l’energia mentale; terapie di estensione della vita; tecnologie di scelta riproduttiva; procedure crioniche; e molte altre possibili modificazioni umane e tecnologie di miglioramento» (§8). Ma cosa vuol dire “superare il limite” della medesima corporeità umana? Vuol dire non solo violare di fatto l’intrinseca natura umana dell’uomo; ma anche esporre l’uomo a pratiche sostanzialmente contro-umane o anti-umane che ne violano l’integrità e, di conseguenza, la dignità: il caso delle applicazioni che possono aiutare ergonomicamente il lavoratore a portare oggetti oltremodo pesanti o condurre macchine oltremodo onerose o indurne una permanente iperconnessione (la pratica diviene così strumento di vera e propria “lotta di classe” contro il lavoratore, all’insegna del produttivismo, della iper-produttività, dello sfruttamento); o ancora il caso degli esoscheletri, dei visori, dei dispositivi digitali che aumentano la velocità del soldato, o la sua resistenza allo sforzo, o la sua profondità visuale, e quindi diventano strumento di ampliamento della potenza di guerra. Così orientato, il transumanesimo serve le ragioni e le finalità del capitalismo e della guerra. Di questa deriva, la manifestazione ideologica e pratica più radicale è indubbiamente offerta dal Manifesto di Palantir dell’aprile 2026. Molti suoi passaggi sono esplicativi: “La Silicon Valley ha un debito morale verso il Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo affermativo di partecipare alla difesa della nazione” (§1). “La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più dell’appello morale. Richiede l’hard power, e l’hard power in questo secolo sarà costruito sul software” (§4). “Alcune culture hanno prodotto progressi vitali; altre restano disfunzionali e regressive” (§21). Un mix intrinsecamente gerarchico e suprematista. Il transumanesimo così orientato diviene dunque l’ideologia della fuoriuscita dell’uomo da sé stesso, della fungibilità della persona umana, del suo, effettivo o potenziale, asservimento alle ragioni della massimizzazione dell’accumulazione, della tecnica, dell’artificio, del capitale e del potere. Funge da supporto ideologico, o, quanto meno, concettuale, alla potenza capitalistica giunta alla stagione contemporanea del proprio sviluppo storico e sociale, e in particolare fa da retroterra ideologico o, almeno, concettuale alla deriva (suprematista e gerarchica) del tecnofeudalesimo del tempo presente. È proprio l’appropriazione dell’uomo di sé stesso, il ritorno dell’uomo all’uomo, il recupero della dimensione propriamente umana dell’umano, il più forte e, in ultima istanza, irriducibile antidoto a questa deriva. Attraverso questa appropriazione, l’essere umano riafferma la propria dignità, riprende il proprio destino nelle proprie mani e ridefinisce gli spazi della propria libertà, ritorna artefice e protagonista dell’evoluzione della società e della storia. Di fronte all’alienazione che porta il soggetto a perdere il controllo sul proprio lavoro, sul processo e il prodotto del lavoro, sulle relazioni sociali e, in ultima istanza, sul proprio corpo, attraverso questa riappropriazione (superamento della proprietà privata, dell’oppressione e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, del dominio della tecnica sulla creatività), l’uomo si riappropria della sua “essenza generica” (il lavoro come espressione creativa autodeterminata) e quindi della dinamica della propria vita. All’opposto del transumanesimo infatti l’umanesimo esprime proprio l’avanzamento delle condizioni generali di vita dell’essere umano, dal punto di vista sia materiale sia spirituale, senza alterare e rispettando profondamente la natura dell’essere umano e la sua collocazione in un sistema di rapporti sociali e in un più ampio ecosistema complesso (rispetto al quale non è “sopra” o “contro”, ma “parte”, capace di applicare in maniera positiva l’unicità conferitagli dalla propria creatività). Karl Marx lo aveva espresso in maniera compiuta già nei Manoscritti economico-filosofici del 1844, studiando «il comunismo come soppressione positiva della proprietà privata intesa come auto-estraniazione dell’uomo, e quindi come reale appropriazione dell’essenza dell’uomo mediante l’uomo e per l’uomo; perciò come ritorno dell’uomo per sé, dell’uomo come essere sociale, cioè umano, ritorno completo, fatto cosciente, maturato entro tutta la ricchezza dello svolgimento storico sino ad oggi. «Questo comunismo s’identifica, in quanto naturalismo giunto al proprio compimento, con l’umanesimo, in quanto umanesimo giunto al proprio compimento, col naturalismo; è… la vera risoluzione della contesa tra l’esistenza e l’essenza, tra oggettivazione e autoaffermazione, tra libertà e necessità, tra l’individuo e la specie. È la soluzione dell’enigma della storia, ed è consapevole di essere questa soluzione».  Gianmarco Pisa
August 30, 2026
Pressenza
Macerie su Macerie – PODCAST 20/07/26 – I tormenti di Prometeo pt.2
A Macerie su Macerie continuiamo la riflessione filosofica sulla Tecnica, sia evidenziando i punti deboli delle critiche all’AI, sia riassumendo gli agghiaccianti capisaldi della teoria transumanista della Singolarità, ovvero l’entità che secondo i tecnofili più accaniti dovrebbe sostituire l’umano superando definitivamente i suoi limiti biologici. Ascolta l’episodio precedente: I tormenti di Prometeo pt.1
Macerie su Macerie – PODCAST 20/07/26 – I tormenti di Prometeo pt.2
A Macerie su Macerie continuiamo la riflessione filosofica sulla Tecnica, sia evidenziando i punti deboli delle critiche all’AI, sia riassumendo gli agghiaccianti capisaldi della teoria transumanista della Singolarità, ovvero l’entità che secondo i tecnofili più accaniti dovrebbe sostituire l’umano superando definitivamente i suoi limiti biologici. Ascolta l’episodio precedente: I tormenti di Prometeo pt.1
Macerie su Macerie – PODCAST 20/07/26 – I tormenti di Prometeo pt.2
A Macerie su Macerie continuiamo la riflessione filosofica sulla Tecnica, sia evidenziando i punti deboli delle critiche all’AI, sia riassumendo gli agghiaccianti capisaldi della teoria transumanista della Singolarità, ovvero l’entità che secondo i tecnofili più accaniti dovrebbe sostituire l’umano superando definitivamente i suoi limiti biologici. Ascolta l’episodio precedente: I tormenti di Prometeo pt.1
July 22, 2026
Radio Blackout
Venga il tuo regno: distopia religiosa tra filosofia e politica.
Estratti da un libro di Martina Guerrini. Una riflessione ma soprattutto «un segnalatore di incendi». [il testo è interamente scaricabile qui: https://martinaguerrini.wordpress.com/saggi/venga-il-tuo-regno/] “II teologico-politico è un’impostura. Non aggiunge niente alla rifessione sulle cose politiche. Non permette di analizzare meglio quella noia mista a rabbia che caratterizza molte democrazie contemporanee” (nota 1); è una nozione “che si fonda sull’ affermazione che
Il Transumanesimo ha vinto ed è virale su TikTok
Dal cyborg critico al corpo-merce: com’è che il transumanesimo è diventato ormai il senso comune nell’era delle piattaforme. di Selenia Anastasi Poco prima… L'articolo Il Transumanesimo ha vinto ed è virale su TikTok sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
March 20, 2026
L'INDISCRETO
Bodycam e potere dello sguardo – Torture a Casal del Marmo e DL Caivano – Neurotech e Guerra@0
Estratti dalla puntata del 16 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LE BODYCAM E IL POTERE NELLO SGUARDO Dopo una fase di sperimentazione e di introduzione informale, le bodycam entrano a far parte dell’arsenale delle forze dell’ordine (e di altre figure preposte al controllo). Così come il Taser incarna un modello di gestione degli eventi, allo stesso modo le videocamere indossabili pretendono di plasmare le operazioni di polizia, riducendo gli abusi sulla popolazione e tutelando gli agenti da eventuali inchieste sul loro operato. Ritorniamo a parlare di questa tecnologia grazie al contributo di Laura Carrer, che in una recente inchiesta pubblicata su IrpiMedia ha analizzato il potere di uno sguardo probatorio che può essere attivato e disattivato a piacimento da chi lo opera: Leggi l’inchiesta su IrpiMedia CASAL DEL MARMO E DECRETO CAIVANO Le violenze recentemente emerse nel carcere minorile romano di Casal del Marmo non sono un episodio isolato, ma il prodotto di fenomeni che interagiscono tra di loro, come la militarizzazione dei circuiti minorili apportata dal Decreto Caivano e la sponda politica agli abusi commessi dalle forze dell’ordine. Partendo dal contributo di un compagno del Quarticciolo, quadrante romano interessato dall’altro aspetto operativo del “modello Caivano”, ovvero la riscrittura del tessuto sociale dei quartieri da parte di agenzie vicine al governo Meloni, cerchiamo di esplorare diversi aspetti ricorrenti e sistemici che emergono dagli abusi sui giovani rinchiusi a Casal del Marmo: NEUROTECNOLOGIE IN AMBITO MILITARE Un recente editoriale pubblicato sul sito di analisi militare Cogs of War, a cura di Łukasz Kamieński (professore di Studi sulla Sicurezza presso l’Università di Cracovia), analizza il potenziale delle neurotecnologie applicate in ambito militare e suggerisce l’urgenza di una loro adozione. Partiamo con la lettura di questo testo, riprendendo una riflessione sulla segmentazione di specie introdotta con i potenziamenti tecnologici: “Lo slancio civile crea sia opportunità che urgenza. Non solo i dispositivi neurologici di consumo sono tecnologie a duplice uso facili da militarizzare, ma l’impennata globale della ricerca e sviluppo commerciale alimentata dall’intelligenza artificiale ne potenzierà anche le applicazioni pratiche.” Nella seconda parte, proseguendo con la lettura commentata di questo editoriale, affrontiamo la relazione tra tecnologie di consumo e apparato militare, concludendo con un accenno a Cortical Labs, azienda australiana che ha introdotto strutture computazionali basate su chip composti da neuroni umani innestati su basi di silicio: da “gli umani usano le macchine” a “le macchine usano gli umani”?
March 17, 2026
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Bodycam e potere dello sguardo – Torture a Casal del Marmo e DL Caivano – Neurotech e Guerra@1
Estratti dalla puntata del 16 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LE BODYCAM E IL POTERE NELLO SGUARDO Dopo una fase di sperimentazione e di introduzione informale, le bodycam entrano a far parte dell’arsenale delle forze dell’ordine (e di altre figure preposte al controllo). Così come il Taser incarna un modello di gestione degli eventi, allo stesso modo le videocamere indossabili pretendono di plasmare le operazioni di polizia, riducendo gli abusi sulla popolazione e tutelando gli agenti da eventuali inchieste sul loro operato. Ritorniamo a parlare di questa tecnologia grazie al contributo di Laura Carrer, che in una recente inchiesta pubblicata su IrpiMedia ha analizzato il potere di uno sguardo probatorio che può essere attivato e disattivato a piacimento da chi lo opera: Leggi l’inchiesta su IrpiMedia CASAL DEL MARMO E DECRETO CAIVANO Le violenze recentemente emerse nel carcere minorile romano di Casal del Marmo non sono un episodio isolato, ma il prodotto di fenomeni che interagiscono tra di loro, come la militarizzazione dei circuiti minorili apportata dal Decreto Caivano e la sponda politica agli abusi commessi dalle forze dell’ordine. Partendo dal contributo di un compagno del Quarticciolo, quadrante romano interessato dall’altro aspetto operativo del “modello Caivano”, ovvero la riscrittura del tessuto sociale dei quartieri da parte di agenzie vicine al governo Meloni, cerchiamo di esplorare diversi aspetti ricorrenti e sistemici che emergono dagli abusi sui giovani rinchiusi a Casal del Marmo: NEUROTECNOLOGIE IN AMBITO MILITARE Un recente editoriale pubblicato sul sito di analisi militare Cogs of War, a cura di Łukasz Kamieński (professore di Studi sulla Sicurezza presso l’Università di Cracovia), analizza il potenziale delle neurotecnologie applicate in ambito militare e suggerisce l’urgenza di una loro adozione. Partiamo con la lettura di questo testo, riprendendo una riflessione sulla segmentazione di specie introdotta con i potenziamenti tecnologici: “Lo slancio civile crea sia opportunità che urgenza. Non solo i dispositivi neurologici di consumo sono tecnologie a duplice uso facili da militarizzare, ma l’impennata globale della ricerca e sviluppo commerciale alimentata dall’intelligenza artificiale ne potenzierà anche le applicazioni pratiche.” Nella seconda parte, proseguendo con la lettura commentata di questo editoriale, affrontiamo la relazione tra tecnologie di consumo e apparato militare, concludendo con un accenno a Cortical Labs, azienda australiana che ha introdotto strutture computazionali basate su chip composti da neuroni umani innestati su basi di silicio: da “gli umani usano le macchine” a “le macchine usano gli umani”?
March 17, 2026
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Bodycam e potere dello sguardo – Torture a Casal del Marmo e DL Caivano – Neurotech e Guerra@3
Estratti dalla puntata del 16 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LE BODYCAM E IL POTERE NELLO SGUARDO Dopo una fase di sperimentazione e di introduzione informale, le bodycam entrano a far parte dell’arsenale delle forze dell’ordine (e di altre figure preposte al controllo). Così come il Taser incarna un modello di gestione degli eventi, allo stesso modo le videocamere indossabili pretendono di plasmare le operazioni di polizia, riducendo gli abusi sulla popolazione e tutelando gli agenti da eventuali inchieste sul loro operato. Ritorniamo a parlare di questa tecnologia grazie al contributo di Laura Carrer, che in una recente inchiesta pubblicata su IrpiMedia ha analizzato il potere di uno sguardo probatorio che può essere attivato e disattivato a piacimento da chi lo opera: Leggi l’inchiesta su IrpiMedia CASAL DEL MARMO E DECRETO CAIVANO Le violenze recentemente emerse nel carcere minorile romano di Casal del Marmo non sono un episodio isolato, ma il prodotto di fenomeni che interagiscono tra di loro, come la militarizzazione dei circuiti minorili apportata dal Decreto Caivano e la sponda politica agli abusi commessi dalle forze dell’ordine. Partendo dal contributo di un compagno del Quarticciolo, quadrante romano interessato dall’altro aspetto operativo del “modello Caivano”, ovvero la riscrittura del tessuto sociale dei quartieri da parte di agenzie vicine al governo Meloni, cerchiamo di esplorare diversi aspetti ricorrenti e sistemici che emergono dagli abusi sui giovani rinchiusi a Casal del Marmo: NEUROTECNOLOGIE IN AMBITO MILITARE Un recente editoriale pubblicato sul sito di analisi militare Cogs of War, a cura di Łukasz Kamieński (professore di Studi sulla Sicurezza presso l’Università di Cracovia), analizza il potenziale delle neurotecnologie applicate in ambito militare e suggerisce l’urgenza di una loro adozione. Partiamo con la lettura di questo testo, riprendendo una riflessione sulla segmentazione di specie introdotta con i potenziamenti tecnologici: “Lo slancio civile crea sia opportunità che urgenza. Non solo i dispositivi neurologici di consumo sono tecnologie a duplice uso facili da militarizzare, ma l’impennata globale della ricerca e sviluppo commerciale alimentata dall’intelligenza artificiale ne potenzierà anche le applicazioni pratiche.” Nella seconda parte, proseguendo con la lettura commentata di questo editoriale, affrontiamo la relazione tra tecnologie di consumo e apparato militare, concludendo con un accenno a Cortical Labs, azienda australiana che ha introdotto strutture computazionali basate su chip composti da neuroni umani innestati su basi di silicio: da “gli umani usano le macchine” a “le macchine usano gli umani”?
March 17, 2026
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Bodycam e potere dello sguardo – Torture a Casal del Marmo e DL Caivano – Neurotech e Guerra@2
Estratti dalla puntata del 16 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LE BODYCAM E IL POTERE NELLO SGUARDO Dopo una fase di sperimentazione e di introduzione informale, le bodycam entrano a far parte dell’arsenale delle forze dell’ordine (e di altre figure preposte al controllo). Così come il Taser incarna un modello di gestione degli eventi, allo stesso modo le videocamere indossabili pretendono di plasmare le operazioni di polizia, riducendo gli abusi sulla popolazione e tutelando gli agenti da eventuali inchieste sul loro operato. Ritorniamo a parlare di questa tecnologia grazie al contributo di Laura Carrer, che in una recente inchiesta pubblicata su IrpiMedia ha analizzato il potere di uno sguardo probatorio che può essere attivato e disattivato a piacimento da chi lo opera: Leggi l’inchiesta su IrpiMedia CASAL DEL MARMO E DECRETO CAIVANO Le violenze recentemente emerse nel carcere minorile romano di Casal del Marmo non sono un episodio isolato, ma il prodotto di fenomeni che interagiscono tra di loro, come la militarizzazione dei circuiti minorili apportata dal Decreto Caivano e la sponda politica agli abusi commessi dalle forze dell’ordine. Partendo dal contributo di un compagno del Quarticciolo, quadrante romano interessato dall’altro aspetto operativo del “modello Caivano”, ovvero la riscrittura del tessuto sociale dei quartieri da parte di agenzie vicine al governo Meloni, cerchiamo di esplorare diversi aspetti ricorrenti e sistemici che emergono dagli abusi sui giovani rinchiusi a Casal del Marmo: NEUROTECNOLOGIE IN AMBITO MILITARE Un recente editoriale pubblicato sul sito di analisi militare Cogs of War, a cura di Łukasz Kamieński (professore di Studi sulla Sicurezza presso l’Università di Cracovia), analizza il potenziale delle neurotecnologie applicate in ambito militare e suggerisce l’urgenza di una loro adozione. Partiamo con la lettura di questo testo, riprendendo una riflessione sulla segmentazione di specie introdotta con i potenziamenti tecnologici: “Lo slancio civile crea sia opportunità che urgenza. Non solo i dispositivi neurologici di consumo sono tecnologie a duplice uso facili da militarizzare, ma l’impennata globale della ricerca e sviluppo commerciale alimentata dall’intelligenza artificiale ne potenzierà anche le applicazioni pratiche.” Nella seconda parte, proseguendo con la lettura commentata di questo editoriale, affrontiamo la relazione tra tecnologie di consumo e apparato militare, concludendo con un accenno a Cortical Labs, azienda australiana che ha introdotto strutture computazionali basate su chip composti da neuroni umani innestati su basi di silicio: da “gli umani usano le macchine” a “le macchine usano gli umani”?
March 17, 2026
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