Tag - precariato

[2026-06-12] Sciopero e stati generali del lavoro precario in appalto @ Teatro Palladium
SCIOPERO E STATI GENERALI DEL LAVORO PRECARIO IN APPALTO Teatro Palladium - 8, Piazza Bartolomeo Romano, Garbatella, Municipio Roma VIII, Roma, Roma Capitale, Lazio, 00154, Italia (venerdì, 12 giugno 14:30) 12 giugno 2026, in occasione dello sciopero nazionale di lavoratrici e lavoratori precari in appalto si uniscono le forze per dire basta al sistema dello sfruttamento e del lavoro povero. Ancora oggi a Roma, un momento fondamentale di mobilitazione nazionale e dibattito pubblico: gli Stati Generali di lavoratrici e lavoratori precari in appalto, ospitati presso il Teatro Palladium. Alle 14.30 corteo dal Teatro alla Regione Lazio. https://www.ondarossa.info/sites/default/files/img/2026-06/1779876347127.jpg
June 12, 2026
Gancio de Roma
Sciopero e stati generali del lavoro precario in appalto
Oggi 12 giugno 2026, in occasione dello sciopero nazionale di lavoratrici e lavoratori precari in appalto si uniscono le forze per dire basta al sistema dello sfruttamento e del lavoro povero. Ancora oggi a Roma, un momento fondamentale di mobilitazione nazionale e dibattito pubblico: gli Stati Generali di lavoratrici e lavoratori precari in appalto, ospitati presso il Teatro Palladium. Alle 14.30 corteo dal Teatro alla Regione Lazio. Ne parliamo con Mimmo dei Cobas
June 12, 2026
Radio Onda Rossa
Il precariato come arma di censura: il caso Nunziati e la libertà di stampa sotto attacco
“Il precariato è una spada di Damocle: ti toglie libertà, tutele, qualità del lavoro. La libertà di stampa non è minacciata solo dalle intimidazioni dirette, ma dall’agonia economica.” Con queste parole Gabriele Nunziati ha aperto la giornata davanti al Tribunale del Lavoro di Roma, dove si è svolto il presidio in sua solidarietà. Una frase che non descrive solo la sua vicenda, ma l’intero sistema che oggi governa il lavoro giornalistico in Italia. Una sola domanda rivolta alla Commissione Europea sulle responsabilità di Israele nella ricostruzione della Striscia di Gaza è bastata per farlo licenziare da Agenzia Nova, che ha interrotto un rapporto di collaborazione già precario. Un gesto che rivela la natura disciplinare del precariato: se puoi essere allontanato in un attimo, senza tutele, la libertà di stampa diventa un’astrazione. Dopo l’udienza, rinviata al 23 giugno, Nunziati ha ricordato che senza il sostegno di Stampa Romana non avrebbe potuto permettersi un’azione legale, denunciando la natura classista dell’accesso alla giustizia: chi ha risorse si difende, chi non le ha viene schiacciato. Il suo caso è diventato un simbolo internazionale, con messaggi di solidarietà arrivati da tutta Europa, dal Messico, dal Cile, a dimostrazione che questa vicenda ha toccato un nervo scoperto della professione. Per la Rete #NOBAVAGLIO, tra i promotori della mobilitazione, il caso Nunziati “è la fotografia di un sistema che punisce chi fa domande”, ricordando che “il precariato è oggi la forma più diffusa e più efficace di censura indiretta”. Non servono minacce, non servono querele temerarie: “Basta la paura di perdere il lavoro. Quando il lavoro è instabile, la domanda scomoda diventa un rischio personale. E quando la domanda scomoda scompare, scompare anche il giornalismo”. In piazza presenti oltre alla Rete #NOBAVAGLIO Amnesty International Italia, Stampa Romana, Articolo 21, Fnsi, Usigrai, il Centro di Giornalismo Permanente, l’Ordine dei Giornalisti, attivisti e decine di colleghi e colleghe. Tra loro anche giornalisti come Nico Piro, Nello Trocchia e Daniele Piervincenzi. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha dichiarato: “In gioco c’è la libertà di stampa in Italia, la possibilità di fare domande, anche scomode. La domanda di Nunziati era legittima: chiamava in causa i doppi standard dell’Ue. Fare domande è parte della professione giornalistica, non solo prendere appunti”. Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ha definito il licenziamento “paradossale e ingiusto”: “Porre domande è il fondamento della professione giornalistica. Porre domande scomode lo è ancora di più. A Nunziati ribadiamo piena solidarietà.” Stefano Ferrante, segretario di Stampa Romana, ha ribadito: “Stampa Romana è moralmente e materialmente con Nunziati. Questa è una battaglia per l’autonomia dei giornalisti, per la libertà di informazione, per la tutela dei freelance. Difendere diritti e retribuzioni dignitose significa difendere la democrazia”. Il caso Nunziati non è un incidente isolato: è la punta dell’iceberg di un sistema che usa la precarietà come strumento disciplinare. Il messaggio è chiaro: se fai domande scomode, puoi essere allontanato. Questa battaglia non è solo legale: è politica, sindacale, culturale. È la battaglia per affermare che la libertà di stampa si difende nelle piazze, nei tribunali, nei luoghi di lavoro, e che non può esistere libertà di informazione senza dignità del lavoro giornalistico. L’udienza è stata rinviata al 23 giugno, ma la mobilitazione continua: la Rete #NOBAVAGLIO resterà al fianco di Nunziati e di tutti i giornalisti colpiti da forme di censura diretta o indiretta, perché la libertà di stampa non è un ornamento democratico, ma un terreno di lotta quotidiana. Per questo la mobilitazione continua.   Rete #NOBAVAGLIO
June 10, 2026
Pressenza
Sostegno a scuola, il CNDDU chiede una svolta: “Basta precarietà, serve una programmazione stabile”
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) interviene nel dibattito sull’inclusione scolastica e l’aumento degli alunni con disabilità, chiedendo di superare definitivamente la logica emergenziale che caratterizza il settore. Nella nota firmata dal presidente Romano Pesavento, il Coordinamento denuncia in particolare il continuo turnover degli insegnanti di sostegno, indicato come una delle principali criticità per la continuità didattica e relazionale degli studenti, e sollecita una programmazione stabile unita a investimenti strutturali. Di seguito si pubblica il testo integrale del comunicato stampa. --------------------------------------------------------------------------------   Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani segue con particolare attenzione il crescente dibattito relativo all’aumento degli alunni con disabilità nelle scuole italiane e alle criticità che interessano il sistema del sostegno. Le recenti analisi statistiche e le numerose testimonianze provenienti dalle istituzioni scolastiche restituiscono l’immagine di una realtà complessa, che merita di essere affrontata con rigore, responsabilità e lungimiranza, evitando semplificazioni che rischiano di distorcere la comprensione del fenomeno. L’incremento delle certificazioni e la crescente richiesta di interventi di supporto educativo non possono essere interpretati esclusivamente come indicatori di un’emergenza organizzativa. Essi rappresentano, in parte, il risultato di una maggiore capacità della società e delle istituzioni di riconoscere bisogni che in passato rimanevano sommersi, non adeguatamente individuati o addirittura ignorati. Parallelamente, le profonde trasformazioni sociali, culturali e relazionali che caratterizzano l’età contemporanea stanno modificando significativamente le modalità attraverso cui bambini e adolescenti affrontano i processi di crescita, apprendimento e costruzione dell’identità. La scuola si trova oggi ad accogliere una popolazione studentesca sempre più eterogenea, portatrice di fragilità differenti, spesso non riconducibili esclusivamente alla dimensione clinica o sanitaria. Accanto alle disabilità certificate emergono con crescente evidenza situazioni di vulnerabilità emotiva, difficoltà relazionali, disturbi del neurosviluppo, condizioni di disagio familiare e forme di isolamento sociale che richiedono risposte educative articolate e competenze professionali sempre più avanzate. In tale contesto, il dibattito pubblico rischia talvolta di concentrarsi prevalentemente sulla quantità delle risorse impiegate — numero di docenti di sostegno, assistenti all’autonomia, ore assegnate — trascurando una questione ben più rilevante: la qualità dell’esperienza scolastica vissuta dagli studenti e la capacità dell’intero sistema educativo di promuovere partecipazione, autonomia e appartenenza. Particolarmente significativa appare, in questo senso, la persistenza di differenze territoriali che evidenziano come il diritto all’inclusione non sia ancora garantito in maniera uniforme sull’intero territorio nazionale. Il fatto che in alcune aree del Paese gli alunni con disabilità trascorrano una parte consistente del tempo scolastico al di fuori del gruppo classe costituisce un elemento che merita una riflessione approfondita. La partecipazione alla vita della comunità scolastica non rappresenta infatti un aspetto accessorio dell’apprendimento, bensì una condizione essenziale per lo sviluppo delle competenze sociali, dell’autostima e del senso di cittadinanza. Occorre inoltre interrogarsi sul significato educativo di una crescente presenza di figure adulte nelle classi. Se da un lato essa testimonia l’attenzione che il sistema dedica ai bisogni degli studenti più fragili, dall’altro impone una riflessione sulla necessità di evitare forme involontarie di dipendenza assistenziale. L’obiettivo dell’inclusione non può limitarsi alla protezione della persona, ma deve tendere progressivamente alla costruzione della sua autonomia, valorizzandone le potenzialità e promuovendo il protagonismo individuale all’interno del gruppo dei pari. Il Coordinamento ritiene altresì che il continuo turnover degli insegnanti di sostegno rappresenti una delle principali criticità del sistema. Ogni cambiamento frequente interrompe percorsi educativi costruiti nel tempo, indebolisce la relazione di fiducia con lo studente e rende più difficile la progettazione di interventi realmente efficaci. La continuità educativa non costituisce un semplice fattore organizzativo, ma una condizione indispensabile per garantire stabilità, sicurezza e coerenza nei processi di crescita. Preoccupa inoltre la tendenza a considerare il docente di sostegno come il principale, se non esclusivo, responsabile dell’inclusione. Una scuola realmente inclusiva non delega, ma condivide. La presenza di studenti con bisogni specifici deve essere assunta come responsabilità collettiva dell’intera comunità professionale, coinvolgendo docenti curricolari, dirigenti scolastici, personale educativo, famiglie e servizi territoriali in un progetto comune. L’esperienza maturata negli ultimi decenni dimostra che l’inclusione più efficace non nasce dalla semplice moltiplicazione delle figure di supporto, ma dalla costruzione di ambienti educativi capaci di valorizzare le differenze come risorsa. Le classi diventano realmente inclusive quando ciascun alunno può sentirsi riconosciuto, ascoltato e coinvolto, indipendentemente dalle proprie condizioni personali. In questo senso, la presenza di studenti con disabilità rappresenta una straordinaria occasione formativa per l’intera comunità scolastica, poiché educa alla solidarietà, alla cooperazione, al rispetto reciproco e alla consapevolezza della comune dignità umana. Appare pertanto necessario superare definitivamente la logica emergenziale che da anni accompagna il tema del sostegno. La crescita delle certificazioni e l’evoluzione dei bisogni educativi richiedono una programmazione stabile, investimenti strutturali e una visione culturale capace di guardare oltre la contingenza. Occorre promuovere una formazione continua che coinvolga tutti i docenti, rafforzare la collaborazione tra scuola e territorio, garantire maggiore continuità professionale e sviluppare modelli organizzativi più flessibili e inclusivi. Come Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadiamo che la qualità di un sistema educativo non si misura esclusivamente attraverso i risultati scolastici o l’efficienza amministrativa, ma soprattutto dalla sua capacità di accogliere la complessità delle persone e di trasformarla in opportunità di crescita collettiva. La scuola italiana è chiamata oggi a una sfida che riguarda il futuro stesso della democrazia: costruire contesti nei quali ogni studente possa esercitare pienamente il proprio diritto all’istruzione, alla partecipazione e all’autodeterminazione. L’inclusione non rappresenta un capitolo separato delle politiche scolastiche, ma il criterio attraverso cui si misura la maturità civile di una comunità nazionale. prof. Romano Pesavento presidente CNDDU Redazione Italia
June 7, 2026
Pressenza
Puntata del 26/05/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elisabetta Petragallo della CUB sullo sciopero generale di venerdì 29/05/26. I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano ma con la nostra ospite abbiamo analizzato quelli che hanno spinto Confederazione Unitaria di Base, ADL Varese, Sindacato Generale di Base, SI Cobas, USI – CIT ad indirlo per venerdì: 1)CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari – PER la Pace. a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente; 2)CONTRO lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. PER forti aumenti dei salari e delle pensioni. PER l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e PER la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita; 3)CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli USA in Venezuela e a Cuba – PER il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese. PER le sanzioni ad Israele e USA, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e USA; 4)CONTRO l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, PER una seria riforma degli ammortizzatori sociali; 5)CONTRO politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana 6)CONTRO gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica. PER l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00; 7)CONTRO l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori; 8)CONTRO le morti sul lavoro – PER la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di una lavoratrice del gruppo Iveco dei sicobas sempre sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026 che si lega al primo intervento di oggi: In occasione dello sciopero generale proclamato per venerdì 29 maggio 2026, il sindacato SI Cobas ha organizzato un presidio operaio davanti allo stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello (TO) in Via Marco Biagi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va ed abbiamo aggiornato sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo fatto uno zoom sulla lotta di classe che Da oltre tre settimane la Bolivia vive. È una fase di crescente tensione sociale e politica. Blocchi stradali, mobilitazioni indigene e contadine, repressione poliziesca e scontri istituzionali stanno trasformando il paese in uno dei principali focolai di crisi del continente latinoamericano. Buon acolto
Puntata del 26/05/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elisabetta Petragallo della CUB sullo sciopero generale di venerdì 29/05/26. I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano ma con la nostra ospite abbiamo analizzato quelli che hanno spinto Confederazione Unitaria di Base, ADL Varese, Sindacato Generale di Base, SI Cobas, USI – CIT ad indirlo per venerdì: 1)CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari – PER la Pace. a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente; 2)CONTRO lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. PER forti aumenti dei salari e delle pensioni. PER l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e PER la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita; 3)CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli USA in Venezuela e a Cuba – PER il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese. PER le sanzioni ad Israele e USA, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e USA; 4)CONTRO l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, PER una seria riforma degli ammortizzatori sociali; 5)CONTRO politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana 6)CONTRO gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica. PER l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00; 7)CONTRO l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori; 8)CONTRO le morti sul lavoro – PER la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di una lavoratrice del gruppo Iveco dei sicobas sempre sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026 che si lega al primo intervento di oggi: In occasione dello sciopero generale proclamato per venerdì 29 maggio 2026, il sindacato SI Cobas ha organizzato un presidio operaio davanti allo stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello (TO) in Via Marco Biagi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va ed abbiamo aggiornato sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo fatto uno zoom sulla lotta di classe che Da oltre tre settimane la Bolivia vive. È una fase di crescente tensione sociale e politica. Blocchi stradali, mobilitazioni indigene e contadine, repressione poliziesca e scontri istituzionali stanno trasformando il paese in uno dei principali focolai di crisi del continente latinoamericano. Buon acolto
Puntata del 26/05/2026@2
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elisabetta Petragallo della CUB sullo sciopero generale di venerdì 29/05/26. I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano ma con la nostra ospite abbiamo analizzato quelli che hanno spinto Confederazione Unitaria di Base, ADL Varese, Sindacato Generale di Base, SI Cobas, USI – CIT ad indirlo per venerdì: 1)CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari – PER la Pace. a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente; 2)CONTRO lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. PER forti aumenti dei salari e delle pensioni. PER l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e PER la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita; 3)CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli USA in Venezuela e a Cuba – PER il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese. PER le sanzioni ad Israele e USA, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e USA; 4)CONTRO l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, PER una seria riforma degli ammortizzatori sociali; 5)CONTRO politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana 6)CONTRO gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica. PER l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00; 7)CONTRO l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori; 8)CONTRO le morti sul lavoro – PER la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di una lavoratrice del gruppo Iveco dei sicobas sempre sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026 che si lega al primo intervento di oggi: In occasione dello sciopero generale proclamato per venerdì 29 maggio 2026, il sindacato SI Cobas ha organizzato un presidio operaio davanti allo stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello (TO) in Via Marco Biagi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va ed abbiamo aggiornato sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo fatto uno zoom sulla lotta di classe che Da oltre tre settimane la Bolivia vive. È una fase di crescente tensione sociale e politica. Blocchi stradali, mobilitazioni indigene e contadine, repressione poliziesca e scontri istituzionali stanno trasformando il paese in uno dei principali focolai di crisi del continente latinoamericano. Buon acolto
Puntata del 26/05/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elisabetta Petragallo della CUB sullo sciopero generale di venerdì 29/05/26. I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano ma con la nostra ospite abbiamo analizzato quelli che hanno spinto Confederazione Unitaria di Base, ADL Varese, Sindacato Generale di Base, SI Cobas, USI – CIT ad indirlo per venerdì: 1)CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari – PER la Pace. a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente; 2)CONTRO lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. PER forti aumenti dei salari e delle pensioni. PER l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e PER la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita; 3)CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli USA in Venezuela e a Cuba – PER il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese. PER le sanzioni ad Israele e USA, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e USA; 4)CONTRO l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, PER una seria riforma degli ammortizzatori sociali; 5)CONTRO politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana 6)CONTRO gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica. PER l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00; 7)CONTRO l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori; 8)CONTRO le morti sul lavoro – PER la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di una lavoratrice del gruppo Iveco dei sicobas sempre sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026 che si lega al primo intervento di oggi: In occasione dello sciopero generale proclamato per venerdì 29 maggio 2026, il sindacato SI Cobas ha organizzato un presidio operaio davanti allo stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello (TO) in Via Marco Biagi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va ed abbiamo aggiornato sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo fatto uno zoom sulla lotta di classe che Da oltre tre settimane la Bolivia vive. È una fase di crescente tensione sociale e politica. Blocchi stradali, mobilitazioni indigene e contadine, repressione poliziesca e scontri istituzionali stanno trasformando il paese in uno dei principali focolai di crisi del continente latinoamericano. Buon acolto
Puntata del 26/05/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elisabetta Petragallo della CUB sullo sciopero generale di venerdì 29/05/26. I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano ma con la nostra ospite abbiamo analizzato quelli che hanno spinto Confederazione Unitaria di Base, ADL Varese, Sindacato Generale di Base, SI Cobas, USI – CIT ad indirlo per venerdì: 1)CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari – PER la Pace. a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente; 2)CONTRO lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. PER forti aumenti dei salari e delle pensioni. PER l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e PER la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita; 3)CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli USA in Venezuela e a Cuba – PER il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese. PER le sanzioni ad Israele e USA, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e USA; 4)CONTRO l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, PER una seria riforma degli ammortizzatori sociali; 5)CONTRO politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana 6)CONTRO gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica. PER l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00; 7)CONTRO l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori; 8)CONTRO le morti sul lavoro – PER la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di una lavoratrice del gruppo Iveco dei sicobas sempre sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026 che si lega al primo intervento di oggi: In occasione dello sciopero generale proclamato per venerdì 29 maggio 2026, il sindacato SI Cobas ha organizzato un presidio operaio davanti allo stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello (TO) in Via Marco Biagi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va ed abbiamo aggiornato sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo fatto uno zoom sulla lotta di classe che Da oltre tre settimane la Bolivia vive. È una fase di crescente tensione sociale e politica. Blocchi stradali, mobilitazioni indigene e contadine, repressione poliziesca e scontri istituzionali stanno trasformando il paese in uno dei principali focolai di crisi del continente latinoamericano. Buon acolto
Puntata del 26/05/2026@2
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elisabetta Petragallo della CUB sullo sciopero generale di venerdì 29/05/26. I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano ma con la nostra ospite abbiamo analizzato quelli che hanno spinto Confederazione Unitaria di Base, ADL Varese, Sindacato Generale di Base, SI Cobas, USI – CIT ad indirlo per venerdì: 1)CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari – PER la Pace. a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente; 2)CONTRO lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. PER forti aumenti dei salari e delle pensioni. PER l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e PER la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita; 3)CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli USA in Venezuela e a Cuba – PER il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese. PER le sanzioni ad Israele e USA, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e USA; 4)CONTRO l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, PER una seria riforma degli ammortizzatori sociali; 5)CONTRO politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana 6)CONTRO gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica. PER l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00; 7)CONTRO l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori; 8)CONTRO le morti sul lavoro – PER la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di una lavoratrice del gruppo Iveco dei sicobas sempre sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026 che si lega al primo intervento di oggi: In occasione dello sciopero generale proclamato per venerdì 29 maggio 2026, il sindacato SI Cobas ha organizzato un presidio operaio davanti allo stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello (TO) in Via Marco Biagi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va ed abbiamo aggiornato sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo fatto uno zoom sulla lotta di classe che Da oltre tre settimane la Bolivia vive. È una fase di crescente tensione sociale e politica. Blocchi stradali, mobilitazioni indigene e contadine, repressione poliziesca e scontri istituzionali stanno trasformando il paese in uno dei principali focolai di crisi del continente latinoamericano. Buon acolto