Tag - protesta

A Varese si continua a fare rumore per Gaza
La realtà ci obbliga a ribellarci (malgrado le contestazioni e l’infrangibile indifferenza che ci circonda). Presto o  tardi il disumano sterminio che i carnefici sionisti stanno compiendo li allineerà alla sbarra del giudizio inappellabile della storia, insieme ai loro complici. Il destino di tutte le cose umane è di arrivare alla fine: anche questa follia avrà termine, ma tale consapevolezza non smorza la pena per tutte le vite innocenti che nel frattempo verranno inutilmente spazzate via e il profondo rammarico di non riuscire a risparmiarle. La tentazione di distogliere lo sguardo è potente in modo proporzionale alla nostra impotenza, ma se dire No! è  tutto quello che ci resta allora gridiamolo più forte! Che piaccia o meno, non smetteremo di fare rumore. Saremo in Piazza Garibaldino anche sabato 8 agosto a partire dalle 18:30, perché quello che sta succedendo è  inaccettabile. Comitato Varesino per la Palestina Redazione Varese
August 6, 2026
Pressenza
Monterotondo, cresce la mobilitazione civica: dalle carte del progetto emerge l’ennesimo sfregio al centro storico
Non accenna a fermarsi la mobilitazione della cittadinanza di Monterotondo (Roma) in difesa del proprio patrimonio urbano, ambientale e storico. Mentre la campagna di raccolta firme sulla petizione popolare continua a registrare un’affluenza straordinaria anche nel pieno delle ferie estive, la lettura attenta ed esaustiva degli elaborati tecnici ufficiali svela un ulteriore elemento che conferma la follia, l’arretratezza concettuale e la totale incongruenza di questo project financing rispetto alle reali esigenze della città: l’innalzamento di un imponente edificio di quasi sedici metri di altezza in acciaio e vetro, destinato a svettare all’ingresso del borgo antico. Un dettaglio che, secondo le associazioni e i comitati cittadini promossi dall’Associazione Centro Storico in Movimento, da Italia Nostra (Sezione Aniene) e dal Comitato Salviamo Piazza della Libertà, rappresenta l’ennesima riprova di una visione urbanistica del tutto fuori dal tempo, incapace di dialogare con la tutela del paesaggio, il contrasto all’inquinamento atmosferico e la salvaguardia del tessuto commerciale e sociale locale. Un palazzo di 4 piani alle porte del borgo antico A parlare in modo inequivocabile non sono ipotesi o ricostruzioni di parte, bensì i documenti ufficiali depositati e firmati dagli stessi progettisti dell’opera (in particolare la Sezione B-B’ del progetto definitivo). L’intervento ideato per Piazza della Libertà non si limita alla riconfigurazione del suolo o alla realizzazione dell’autorimessa interrata, ma contempla la costruzione di un fabbricato avente una quota di copertura fissata a 16,40 metri: per ingombro e impatto volumetrico, l’esatto equivalente di un edificio di quattro piani posizionato proprio sul limitare del centro storico, contrassegnato nelle carte dalla dicitura formale di «Piano aggiunto». L’attuale struttura a un solo livello che ospita la Pro Loco verrebbe così sostituita da un megastabile fuori scala e privo di qualsiasi continuità con l’identità architettonica circostante. L’edificio, con le sue pareti su tre lati in acciaio e vetro — un linguaggio mutuato direttamente dai poli commerciali di periferia — andrebbe a chiudere sul lato inferiore la sottostante Piazza Pelosi, risultando chiaramente visibile persino dal sagrato di Piazza del Duomo. Un’idea anacronistica: verde cancellato, smog e 1.500 strisce blu sull’intero territorio comunale ai privati per 21 anni. Questo intervento svela un modello di sviluppo urbano anacronistico e miope, che rischia di arrecare danni irreversibili all’intera comunità di Monterotondo: * Azzeramento del patrimonio verde e peggioramento della qualità dell’aria. Di veramente pubblico e gratuito, oggi, in Piazza della Libertà ci sono 24 alberi storici a alto fusto. Un polmone verde fondamentale che garantisce ombra durante le calure estive, contribuisce all’abbattimento delle isole di calore e filtra l’aria pulita nel cuore del centro. Il progetto prevede la loro completa cancellazione per fare posto a una spianata impermeabile in gres porcellanato, aumentando l’impatto ambientale e la concentrazione di smog nelle aree limitrofe. * Colpo di grazia al commercio di vicinato. L’introduzione di una nuova grande struttura espositiva/commerciale all’ingresso del borgo, totalmente fuori contesto storico e paesaggistico, unita alla privatizzazione dei parcheggi, rischia di soffocare definitivamente le piccole botteghe artigiane e i negozi di vicinato, presidio economico e sociale del centro storico. * Strisce blu su tutto il territorio comunale. A completare il quadro economico del project financing vi è l’estensione della sosta a pagamento: circa 1.500 stalli diffusi in tutta la città verranno concessi in gestione esclusiva a un soggetto privato per ben 21 anni. Un salasso per le tasche dei residenti e dei lavoratori che si estenderà ben oltre i confini del centro antico, toccando tutti i quartieri cittadini. La risposta di popolo: banchetti ed esercizi commerciali attivi anche ad agosto Di fronte a questo scenario, la risposta della cittadinanza è stata immediata e determinata. L’eccezionale partecipazione riscontrata ai banchetti informativi allestiti nel primo fine settimana di agosto in Piazza del Duomo dimostra come la sensibilità verso i beni comuni superi la pausa estiva. La mobilitazione e la raccolta firme sulla petizione popolare proseguiranno a spron battuto per tutto il mese. Oltre ai gazebo itineranti nelle piazze, è possibile sottoscrivere la petizione presso una numerosa rete di esercizi commerciali e attività artigianali convenzionate dislocate nel centro storico, nel centro cittadino e a Monterotondo Scalo. Una risposta corale a conferma del fatto che la tutela del patrimonio, del verde pubblico e del benessere collettivo riguarda l’intera città e non consente passi indietro. Per informazioni dettagliate sul progetto, consultazione dei documenti e mappa dei punti firma: www.comitatopiazzadellaliberta.com Non ultimo, un invito ai manager che collaborano a questo progetto, alla nostra amministrazione comunale, a tutte le figure professionali coinvolte a riflettere diversamente sul tanto decantato (e umiliato) concetto di ‘creatività’. Basta un solo verso poetico per riassumere tutto ciò che si sta deliberatamente ignorando e calpestando: (…) E gli alberi? Qual è il significato del loro incessante bisbigliare? (…) Wisława Szymborska, Notorietà Comitato Salviamo Piazza della Libertà         Redazione Roma
August 6, 2026
Pressenza
Venezuela. Manifestazione a Caracas, bruciate bandiere di USA e Israele. La denuncia di Luis Britto
Militanti del chavismo e membri di base del PSUV hanno bruciato e calpestato in Plaza Bolívar a Caracas le bandiere degli Stati Uniti e di Israele, chiedendo al la cessazione di qualsiasi presenza di entrambi questi due paesi in Venezuela. Alla manifestazione hanno partecipato anche deputati chavisti dell’Assemblea Nazionale, come […] L'articolo Venezuela. Manifestazione a Caracas, bruciate bandiere di USA e Israele. La denuncia di Luis Britto su Contropiano.
July 26, 2026
Contropiano
ALBANIA: LO STATO PAGA 4 MILIONI KANYE WEST PER EVITARE IL FLOP DEL CONCERTO. NUOVE PROTESTE, IL ‘MOVIMENTO DEI FENICOTTERI’ VUOLE LE DIMISSIONI DI EDI RAMA
In Albania non accennano a fermarsi le proteste popolari contro il progetto del maxi resort della famiglia Trump in un’area protetta. Al suo 41esimo giorno, la protesta si è ulteriormente infiammata per il concerto in Albania di Kanye West, rapper statunitense per cui il governo di Edi Rama ha dovuto stanziare 4milioni di euro di fondi pubblici al fine di non farlo saltare. Pochi i biglietti venduti nel Paese, con prezzi da capogiro: il valore medio del biglietto si aggira attorno ai 300 euro. Troppo per i giovani che da settimane sono in piazza contro il governo: “I pensionati vivono con 110 euro al mese, negli ospedali mancano attrezzature e medici, ma lui ha trovato i soldi all’ultimo minuto per un concerto”, fanno sapere dalla protesta dei “fenicotteri” che hanno indetto per oggi – giorno del concerto – nuove manifestazioni di piazza. Da due mesi la lotta contro la realizzazione del resort di lusso legato al genero di Trump, si è legata allo stato di crisi in cui versa il Paese, tra corruzione e speculazione, rendendo la protesta popolare e partecipata: la devastazione ambientale e lo sfruttamento dei territori, le grandi oligarchie che mettono le mani sui capitali albanesi si sono scontrati in queste settimane con le forti diseguaglianze ed emigrazione giovanile che si sono acuite nel Paese. La mobilitazione dei “fenicotteri” vuole ora le dimissioni di Edi Rama. Gli aggiornamenti con Marjo, bresciano di orinini albanesi militante del Collettivo Gardesano Autonomo che si trova in Albania. Ascolta o scarica.
July 11, 2026
Radio Onda d`Urto
La sindaca non piace
Il risultato era nell’aria. Adesso è certificato anche dal Governance Poll pubblicato recentemente dal Sole 24 Ore. Laura Castelletti precipita al 75° posto su 92 nella classifica dei sindaci italiani e, soprattutto, vede il proprio gradimento scendere sotto la soglia simbolica del 50 per cento. Qualcuno liquiderà il dato come […] L'articolo La sindaca non piace su Contropiano.
July 10, 2026
Contropiano
Basta ghetti: occupata la basilica di San Nicola a Bari
In questo momento un centinaio di braccianti del ghetto di Torretta Antonacci hanno occupato la basilica di San Nicola a Bari. I 30 milioni per Torretta Antonacci li avete persi voi: ora fondi contro le baracche e documenti per tutti Da questa mattina siamo dentro la basilica di San Nicola a Bari. Siamo un centinaio di braccianti e ci siamo rinchiusi qui, nel cuore di questa città, perché fuori nessuno ci ascolta. Veniamo dalle baracche di Torretta Antonacci, arriviamo dai campi dove alle sei del mattino stiamo già curvi sui filari. E da qui non ce ne andiamo finché il presidente della Regione Puglia Decaro e il governo Meloni non daranno un segnale chiaro e concreto: soluzioni vere contro le baracche, subito, e documenti per tutti. Non parole, non tavoli, non promesse. Atti. Perché occupiamo una chiesa? Perché è l’unico luogo di questa città dove la nostra vita vale ancora qualcosa. Per lo Stato non esistiamo: esistono le nostre braccia quando c’è da raccogliere il pomodoro e spariscono i nostri corpi quando c’è da darci un tetto, un documento, un nome. Il 30 giugno è scaduto il PNRR e con esso sono morti per sempre i 30 milioni di euro stanziati per il superamento di Torretta Antonacci, il più grande ghetto agricolo della Capitanata. Trenta milioni persi, bruciati. E non è stata la sfortuna, non è stata la burocrazia: siete stati voi. Torretta Antonacci non è arrivata “in ritardo” alla scadenza: l’avete esclusa voi, mentre il vostro commissario straordinario ammetteva davanti alla Corte dei Conti che i tempi non c’erano più. La Corte dei Conti aveva segnalato San Severo tra i casi critici d’Italia: cronoprogrammi impossibili, convenzioni mai firmate, cantieri mai aperti. Quattro anni di riunioni in Prefettura, tavoli tecnici, commissari, passerelle e fotografie. Risultato: zero alloggi, zero dignità, 30 milioni in fumo. Governo, Regione, Prefettura e Comune hanno scelto, ciascuno per la propria parte, di lasciarci nel ghetto. Perché un bracciante senza documenti e senza casa è un bracciante in ginocchio e un bracciante in ginocchio costa poco. Noi ci spezziamo la schiena a 40 gradi. Moriamo letteralmente di caldo e di fatica sotto il sole, ora dopo ora, cassone dopo cassone, per raccogliere i pomodori, gli ortaggi e la frutta che finiscono sulle vostre tavole. Il cibo che mangiate passa dalle nostre mani. Il made in Italy di cui vi riempite la bocca nei convegni sta in piedi sulle nostre schiene. E noi moriamo come foglie, uno a uno, nei campi e nelle baracche. Ad aprile è morto Alagie, a gennaio Mamadou e tanti altri fratelli d’estate muoiono per il caldo e d’inverno per il freddo. E lo diciamo forte: viviamo nelle baracche non perché siamo clandestini, ma perché ci avete resi ostaggi della vostra burocrazia. Abbiamo in tasca i permessi C3, i rinnovi e le richieste di asilo ferme da anni nelle questure e nelle commissioni. Lavoriamo, produciamo, mandiamo avanti l’agricoltura di questo Paese, e ci negate perfino un pezzo di carta. Ora basta: documenti per tutti, perché chi lavora questa terra ha il diritto di viverci da persona libera, non da fantasma ricattabile nelle mani dei caporali. E non provate a raccontarci che i fondi “torneranno in altra forma”. Senza uno stanziamento nazionale immediato, vincolato e verificabile, quei 30 milioni sono spariti per sempre e lo sapete. Noi la nostra proposta l’avevamo già messa sul tavolo: un villaggio progettato insieme agli abitanti, con percorsi di urbanistica partecipata, case vere, spazi comuni, dignità. L’avete ignorata, come avete ignorato noi. Ora ve la riportiamo dentro una cattedrale occupata. La pazienza è finita. L’occupazione della Cattedrale è solo l’inizio. Davanti a noi c’è la stagione della raccolta del pomodoro e noi siamo pronti a fermarla: scioperi nel pieno della raccolta, presidi permanenti sotto i palazzi del potere, blocchi e manifestazioni in tutta la Capitanata. Il cibo arriva sulle vostre tavole grazie alle nostre braccia: ricordatevi che quelle braccia possono fermarsi. Non usciremo da qui a mani vuote. Pretendiamo: * lo stanziamento immediato, con fondi nazionali, di risorse pari a quelle perse, vincolate al superamento reale di Torretta Antonacci e decise con noi, non sopra le nostre teste; * acqua, luce, servizi igienici e infrastrutture di base da subito nell’insediamento, perché nessuno può sopravvivere un’altra estate così; * documenti per tutti: sblocco immediato dei permessi, dei rinnovi e delle richieste di asilo ferme da anni, rilascio di un permesso biennale per ricerca occupazione; Non chiediamo carità: pretendiamo giustizia. Il tempo delle vostre promesse è scaduto il 30 giugno, insieme ai vostri fondi. Il tempo della nostra lotta comincia adesso. USB Braccianti Unione Sindacale di Base
July 4, 2026
Pressenza
Puntata del 30/06/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto