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BRESCIA: SABATO TORNA IL PRIDE AL GRIDO DI “ESISTIAMO OVUNQUE, RESISTIAMO UNITƏ”
“Rabbia, memoria, lotta e rivendicazione” al centro della settima edizione di Brescia Pride il cui appuntamento cardine è il corteo di questo sabato 5 settembre con partenza da Campo Marte alle ore 15.30. Una manifestazione che ha l’obiettivo di denunciare la discriminazione e la marginalizzazione che ancora oggi troppo spesso colpiscono la comunità LGBTQIAPK+ e di celebrare ancora una volta la diversità sotto lo slogan “Esistiamo Ovunque, Resistiamo Unitə”. L’organizzazione ha già portato le istanze di lotta direttamente in Comune, al quale sono stati presentati tre progetti “per una Brescia che preveda tutte le persone: l’attuazione della Carriera Alias, già prevista dal Gender Equality Plan dell’Amministrazione, la costruzione di un catalogo comunale di percorsi di educazione socio-emotiva che il Comune possa mettere a disposizione delle scuole interessate e l’avvio di una co-progettazione per uno spazio civico stabile dedicato alla comunità LGBTQIAPK+”. La giornata al parco Campo Marte inizierà già a mezzogiorno e ospiterà le 34 associazioni e realtà bresciane che si occuperanno della buona riuscita dell’iniziativa. Saranno presenti quasi 150 volontar che si prenderanno cura del queer market con autoproduzioni e hobbistica, del bar con cucina interamente vegana, dell’Area Bimbx di Siamo Gatti con postazioni trucca Queer e trucca Bimbx. Come lo scorso anno non mancherà l’Area Salute e Prevenzione di ASST Spedali Civili, dove sarà possibile vaccinarsi gratuitamente contro il papilloma virus. Brescia Checkpoint si occuperà invece della zona informativa sulla salute sessuale e la cooperativa Il Calabrone dell’area di riduzione del danno con il progetto Safe Trip. Sul palco di Campo Marte gli interventi e le performance inizieranno alle ore 14.30, poi alle 15.30 il corteo per le vie cittadine, che tornerà al parco dopo circa due ore. La giornata continua fino alle ore 20.30 con musica, interventi e socialità. Abbiamo presentato il Pride bresciano nei nostri studi con Greta Tosoni, presidente del Comitato organizzatore e con Chicca Negroni della redazione culturale di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
September 3, 2026
Radio Onda d`Urto
La strumentalizzazione dell'attentato al pride di Berlino (1/2: Brigata transfemminista di Berlino)
Sabato 25 luglio, verso le 22, un furgone ha investito una trentina di partecipanti del Christopher Street Day, il Pride istituzionale di Berlino e ucciso una donna. Dopo poche ore la polizia ha ucciso Abdul Ballout, un ragazzo di nazionalità tedesca e origine libanese, sotto osservazione da parte delle forze dell'ordine tedesche perché ritenuto un simpatizzante dell'Isis. Questo ha scatenato una narrazione mediatica che ha varcato i confini tedeschi per essere molto presente anche in Italia, una narrazione islamofobica e contro i movimenti lgbtiq che sostengono la causa palestinese, parlando di valori occidentali e dimenticando le vite queer. Fra l'altro, in contemporanea al pride ufficiale, si svolgeva in un altro quartiere di Berlino l'Internationalist Queer Pride,una manifestazione costruita dal basso che sostiene le lotte palestinese e delle persone razzializzate fortemente represso dalle forze dell'ordine. Ne parliamo con un'esponente della Brigata transfemminista di Berlino e con un'altra compagna della città tedesca Foto di Zaira Biagini
July 31, 2026
Radio Onda Rossa
Pride Month: dalle piazze e dalle strumentalizzazioni emerge la necessità di trasformare la società
Giugno è il mese del Pride, o meglio, dei Pride, in ricordo degli storici moti di Stonewall che videro la rivolta delle persone queer e, in particolare, delle persone trans contro la ghettizzazione, l’oppressione e la repressione esercitata dalla polizia nei confronti della comunità. Si è concluso un mese che […] L'articolo Pride Month: dalle piazze e dalle strumentalizzazioni emerge la necessità di trasformare la società su Contropiano.
July 1, 2026
Contropiano
VERONA: IN 4MILA PER IL TUMULTO PRIDE. DENUNCIATE MOLTEPLICI AGGRESSIONI AI MARGINI DELLA MANIFESTAZIONE
Nella prima serata di sabato 27 giugno 2026 a Verona, alla fine di un corteo “tumultuoso”, colorato e partecipato da 4mila persone, 4 persone hanno denunciato di essere state aggredite tra il centro storico e il quartiere di Borgo Trento, dove si era concluso il Pride. A renderlo noto la stessa Rete Tumulto Pride che in un comunicato parla di “intimidazioni e offese” a carattere fascista e omolesbobitransfobico. Due attivisti della Rete Verona per la Palestina e dell’organizzazione del Pride, hanno denunciato ai nostri microfoni di aver subito le aggressioni semplicemente perché portavano con loro la bandiera della Palestina. Gigi, 60 anni, attivista veronese di lunga data ma il cui volto non è particolarmente noto, è stato avvicinato da un trentenne in piazzetta Municipio, in pieno centro storico. L’uomo ha sottratto una bandiera della Palestina di 4 metri per 3, che Gigi stava riportando a casa dopo il corteo. Erano circa le ore 20. L’aggressore si è prontamente infilato in un piccolo vicolo poco frequentato ed ha aspettato Gigi “in posizione da boxer, coi pugni alzati”. Nel frattempo è stato raggiunto da tre sodali e a quel punto Gigi ha deciso di andarsene. Dopo un confronto con compagne e compagni, ha sporto denuncia. Anche Antonella, della Rete Tumulto Pride, è stata aggredita dopo il corteo per ben tre volte in una decina di minuti. Era di ritorno dal corteo nei pressi del ponte della Vittoria, altra zona centrale e molto frequentata. In compagnia di figlio e figlia adolescenti, ha chiesto a quest’ultima di fotografarla con la bandiera della Palestina. Immediatamente è stata insultata pesantemente da un uomo, anch’esso accompagnato da due figli, uno dei quali ha cercato di farlo desistere. Accusato il colpo, dopo pochissimi minuti è stata fermata da una moto “che viaggiava a velocità ridotta e sembrava circumnavigasse la zona. L’uomo a bordo ha iniziato a inveire” ordinando di chiudere la bandiera della Palestina, per poi tagliare la corda. Terza aggressione è avvenuta immediatamente dopo da parte di una dozzina di adulti che hanno iniziato “ad additarci ed insultarci”, racconta Antonella. Uno di loro ha fatto cenno di “attraversare la strada, salvo poi essere trattenuto da un altro del gruppo”, che ha poi proseguito. “Ho pensato che non fosse casuale” ha detto Antonella e “ho avuto conferma, dopo un confronto con Gigi, che le aggressioni fossero frutto di un clima di caccia all’uomo” da parte di simpatizzanti dell’estrema destra che evidentemente erano presenti numerosi nelle zone adiacenti alla piazza finale della manifestazione. Il bilancio della giornata di festa e di lotta con Giovanni Zardini della Rete Tumulto Pride. Ascolta o scarica La testimonianza di Gigi, della Rete di Verona per la Palestina. Ascolta o scarica La testimonianza di Antonella, della Rete Tumulto Pride. Ascolta o scarica Il Comunicato di lunedì 29 giugno inviato in redazione dalla Rete Tumulto Pride in merito alle aggressioni.  INTIMIDAZIONI, OFFESE E INSULTI AL TUMULTO PRIDE 2026. Se analizziamo questo Tumulto Pride 2026 dal punto di vista della continuità di un progetto politico nato lo scorso anno, possiamo affermare che il percorso compiuto dalle associazioni e dalle soggettività che lo hanno portato per le vie di Verona sabato 27 giugno è stato importante oltre che entusiasmante. Chi era in piazza con noi sabato ha percepito l’importanza del progetto. L’energia che si respirava era potente e i contenuti, portati in piazza anche da altre città, erano quelli alla base del manifesto politico del Tumulto Pride e perciò profondamente sentiti e convincenti. Ma dobbiamo anche segnalare alcuni episodi allarmanti che si sono verificati durante e dopo il corteo terminato in Piazza Vittorio Veneto, che hanno coinvolto partecipanti e volontariɜ della Rete Tumulto Pride, presɜ di mira da insulti e intimidazioni fasciste ed omolesbobitransfobiche. Un compagno che portava simboli della lotta del popolo palestinese, mentre tornava a casa è stato oggetto di una aggressione verbale che per poco non è diventata fisica. In un vicolo isolato in pieno centro città gli è stata strappata di mano la bandiera della Palestina ed è stato insultato per il suo impegno. L’episodio, che lo ha visto da solo di fronte a quattro aggressori, sarebbe potuto finire molto peggio se non avesse avuto la prontezza di andarsene. Una donna appartenente alla Rete Tumulto, mentre attraversava il ponte della Vittoria per tornare a casa, è stata aggredita verbalmente da alcuni passanti alla presenza dellɜ figliɜ. Unə fotografə ufficiale volontariə è statə oggetto di insulti omolesbobitransfobici da parte di suoi connazionali che evidentemente non accettavano che anche una persona  migrante possa partecipare orgogliosamente a un Pride. Anche un’altra persona ci ha segnalato via messaggio di essere stata oggetto di insulti tipo “frocio di merda” mentre stava tornando a casa dopo il corteo. Abbiamo raccontato naturalmente solo i fatti di cui abbiamo avuto testimonianza diretta. Un’altra considerazione è relativa all’aver visto un enorme spiegamento di forze dell’ordine, crediamo di poter dire mai cosi tante per un Pride a Verona. Sappiamo bene come siamo stati accoltɜ da una parte della città, tuttɜ eravamo consapevoli che in Piazza Vittorio Veneto un nutrito gruppi di fascisti si era radunato in un bar noto per le frequentazioni di estrema destra. La Rete Tumulto si è prodigata per liberare la piazza ben prima delle ore 21.00 concordate con la Questura, e uno dei motivi era proprio la salvaguardia della nostra sicurezza, l’impegno a non lasciare nessunə solə in balia di possibili aggressioni. Lo svuotamento veloce della piazza ha funzionato bene anche grazie al servizio di navette che avevamo organizzato. In questi due giorni successivi al Pride gli attacchi sono proseguiti su stampa e social, con pubblicazione di foto dove lɜ attivistɜ del Tumulto Pride che vengono presɜ di mira individualmente nel testo sono ben riconoscibili, a rischio quindi di diventare a loro volta vittime di aggressioni fasciste e omolesbobitransfobiche. Tutto ciò ci dice una sola cosa, che di Pride come il Tumulto c’è un grande bisogno a Verona. Ci impegniamo per questo a proseguire il progetto anche nel 2027. Esprimiamo vicinanza e solidarietà  a tutte le persone che hanno subito violenza durante e dopo il corteo, e vogliamo dire loro NON  MOLLATE, NON SIETE SOL* RETE TUMULTO PRIDE
June 29, 2026
Radio Onda d`Urto
PRIDE: OGGI MANIFESTAZIONI IN SETTE CITTA’ ITALIANE E DECINE NEL MONDO
Nei fine settimana di fine di giugno in tutto il mondo si concentrano la maggior parte delle manifestazioni Pride, promosse dal Movimento LGBTI+. La data simbolo infatti è quella dell’anniversario della notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, quando la polizia fece irruzione nel locale Stonewall, frequentato dalla comunità gay newyorkese, e scatenò una rivolta. In Italia l’Onda Pride, nata nel 2013 dopo le esperienze dei Pride Nazionali, vede organizzati oggi i cortei e le feste di Milano, Verona, Cagliari, Catania, Napoli, Giulianova Abruzzo, Taranto. Cortei che in alcuni casi, come a Milano, sono stati rinviati di alcune ore per via delle alte temperature. “Dopo anni di piccoli miglioramenti, i dati dell’ILGA mostrano per il secondo anno consecutivo un peggioramento a livello mondiale”, ha dichiarato a Radio Onda d’Urto Luca Paladini, fondatore dei Sentinelli e consigliere regionale della Lombardia. “Aumentano i paesi in cui l’omosessualità è punita con il carcere o con la pena di morte, delineando un clima preoccupante di “caccia alle streghe” che attraversa contesti diversi come la Russia, l’Africa (con l’inasprimento delle pene in Senegal) e gli Stati Uniti di Trump, visibilmente transfobici”.  Ascolta l’intervista a Luca Paladini, fondatore dei Sentinelli e consigliere regionale in Lombardia, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
June 27, 2026
Radio Onda d`Urto
Tumulto Pride Verona 2026
Sabato 27 giugno Verona ospiterà Tumulto Pride, il Pride cittadino che nasce dal basso e restituisce spazio e voce a chi spesso viene esclus* dalle narrazioni dominanti. Privo di sponsor, Tumulto Pride è un'iniziativa intersezionale, antifascista e radicata nella comunità. Quest’anno, in un contesto politico sempre più segnato da forze regressive che impongono politiche di chiusura, riarmo e riscrittura del presente e del passato, Tumulto Pride mette al centro la lotta contro i fascismi imperanti. Ne parliamo con un compagno.
June 27, 2026
Radio Onda Rossa
VERONA: SABATO TUMULTO PRIDE. “POLITICO, INDIPENDENTE” E NUOVAMENTE MINACCIATO DALL’ESTREMA DESTRA
Sabato 27 giugno torna “Tumulto”, il Pride “politico, indipendente, completamente autofinanziato e senza sponsor” della città di Verona. Concentramento ore 16 in piazza Bra. Il corteo che sfilerà per 3 chilometri si concluderà in piazza Vittorio Veneto, nel quartiere di borgo Trento, roccaforte della “Verona bene”. La “Verona bene” che torna a mobilitarsi contro il Pride. Infatti l’estrema destra organizza nel primo pomeriggio un “Corteo in difesa della famiglia” che partirà dal centro storico, vicino a dove passerà anche il Tumulto. L’organizzazione del Tumulto Pride è anche stata “diffidata” dall’associazione cattolica integralista Cristus Rex, che da qualche anno aveva smesso di interessarsi al Pride cittadino. In aggiunta, nei giorni scorsi sono state numerose le polemiche e gli scambi di accuse tra la Rete Tumulto Pride e altre organizzazioni della galassia LGBTQIA+ cittadina: Arcigay, UDU e Yanez Verona si sono aggiunte al corteo all’ultimo minuto e senza aver partecipato al percorso organizzativo che dura da mesi. Hanno anche annunciato una festa finale “alternativa” a quella ufficiale. Tumulto Pride si concluderà con il “Queer party” presso il Festival Paratod@s a Quinzano, in via Villa 25. La serata sarà animata da Yung Paninaru, artista queer neuro divergente che mescola sonorità elettroniche e linguaggi dissacranti, seguita dal DJ set di The Drop DJ. La festa continuerà fino a tarda notte. Giovanni Zardini e Andrea Viceré della Rete Tumulto Pride presentano la giornata sulle nostre frequenze. Ascolta o scarica Leggi il comunicato stampa del Tumulto Pride 2026
June 25, 2026
Radio Onda d`Urto