Tag - legge elettorale

Elezioni anticipate? Non prima di febbraio. L’ipoteca della Corte Costituzionale
Sono trenta i ricorsi pronti a essere depositati il 26 ottobre alla Corte Costituzionale contro la legge-truffa elettorale. Quando il Melonellum entrerà in vigore, novantanove avvocati che si sono coordinati tra loro presenteranno i ricorsi finora sottoscritti da circa cinquecento ricorrenti. La contestazione della nuova legge elettorale ruota intorno a […] L'articolo Elezioni anticipate? Non prima di febbraio. L’ipoteca della Corte Costituzionale su Contropiano.
October 14, 2026
Contropiano
Una legge-truffa per restare al potere e non solo
La legge elettorale passata definitivamente in Parlamento (Atto Camera 2822), non è solo un indecente marchingegno incostituzionale della destra, pieno di trucchi, per restare al potere e consolidare il risultato che nel 2022 ha regalato a una minoranza, la maggioranza parlamentare; ma con l’inserimento dell’indicazione sulla scheda del nome del […] L'articolo Una legge-truffa per restare al potere e non solo su Contropiano.
October 9, 2026
Contropiano
Leggi elettorali e governi
La fiducia è una cosa seria, così come la legge elettorale. Invece, la serietà manca all’attuale governo Meloni, così come è mancata a quelli precedenti guidati da Renzi (nel 2015) e Gentiloni (nel 2017). Perché questi tre governi hanno posto la questione di fiducia sulla legge elettorale che avevano confezionato. In questo modo si è creata una sorta di ricatto: approvare la legge elettorale o far cadere il governo (e probabilmente anche il parlamento)? La legge elettorale stabilisce le regole del gioco democratico. Di fatto condiziona la composizione del parlamento e di conseguenza anche del governo, della presidenza della repubblica, della corte costituzionale, del consiglio superiore della magistratura, ecc. Dovrebbe essere una norma condivisa e non divisiva. Invece, ogni volta si riproduce lo scenario nel quale la maggioranza del momento confeziona le regole che meglio le si addicono. Un abito adatta a conservare il potere acquisito. In questo modo si rischia di dare ragione a chi sostiene che i politici sono tutti uguali: al primo posto c’è la conservazione della “poltrona”. Oltre ad essere palesamente incoerenti. Infatti, in occasione dell’approvazione dell’Italicum (governo Renzi) e del Rosatellum (governo Gentiloni), Giorgia Meloni e gli esponenti del suo partito intervennero dai banchi dell’opposizione, criticando giustamente l’abuso dello strumento della questione di fiducia sulle leggi elettorali. Oggi che Meloni si trova sui banchi del governo fa esattamente la stessa operazione di coloro contro i quali aveva polemizzato. E siamo certi che adesso dai banchi dell’attuale opposizione, facendo finta di ignorare le analoghe scelte del passato, fioccheranno le critiche contro chi oggi pone la fiducia sulle norme che regolano il gioco democratico. Purtroppo da decenni la legge elettorale è diventata bottino dei vincitori, anziché modalità condivisa per scegliere i rappresentanti del popolo. Il progressivo aumento della diserzione dalle urne ha un nesso evidente con questa degenerazione della classe politica, della quale oggi è alquanto difficile avere fiducia. Più volte i giudici della consulta sono intervenuti per correggere le norme incostituzionali delle leggi elettorali, dal Porcellum (Calderoli) all’Italicum (Renzi e Boschi). I promotori di quelle leggi avrebbero dovuto prendere atto della propria incapacità e incompetenza nella materia più importante per chi fa politica: la Costituzione. Invece, sono ancora tutti in parlamento e recitano come comparse nella solita commedia all’italiana della politica tra governo e opposizione a seconda dei casi. Così, nel 2027 si voterà per il parlamento con l’ennesima legge “truffa”, consapevoli che i “truffatori” non sono soltanto quelli attualmente al governo. A tal proposito viene in mente il discorso agli elettori che Edmund Burke tenne nel 1774: “Il parlamento non è un congresso di ambasciatori di opposti e ostili interessi, interessi che ciascuno deve tutelare come agente o avvocato; il parlamento è assemblea deliberante di una nazione, con un solo interesse, quello dell’intero, dove non dovrebbero essere di guida interessi e pregiudizi locali, ma il bene generale”. Parole che oggi non capita più di ascoltare. Rocco Artifoni
October 7, 2026
Pressenza
Legge elettorale: l’appello e lo sciopero della fame di Franco Corleone
«Nei prossimi giorni Giacomo Matteotti sarà assassinato la seconda volta», con queste parole il fondatore e presidente onorario della Società della Ragione, ha denunciato la gravità della proposta di legge elettorale e annunciato che dal 30 settembre inizia a protestare digiunando. Franco Corleone ha fatto queste dichiarazioni durante lo svolgimento del seminario Oltre la crisi promosso dall’associazione e tenutosi a Paluzza il 25 e 26 settembre scorso: “Due giornate dedicate a come ricostruire la democrazia in Italia attraverso analisi, conflitto e utopia: riportando al centro il Parlamento, la partecipazione, il referendum, i diritti e lo Stato di diritto – spiega il comunicato della Società della Ragione – Dal confronto è emersa l’urgenza di accompagnare la riflessione con un’iniziativa politica capace di coinvolgere associazioni, forze politiche e cittadini”. In segno di protesta e di invito alla mobilitazione contro una legge antidemocratica, da domani, 30 settembre, Franco Corleone inizierà un digiuno che proseguirà sino alla conclusione dell’esame in commissione della legge elettorale. “Il richiamo a Matteotti si lega alla legge elettorale Acerbo del 1923 e alla sua contestazione dei risultati del 1924 per violenze e illegittimità nell’esercizio del diritto di voto – precisa il comunicato della Società della Ragione – La denuncia di Corleone riguarda un meccanismo elettorale che, attraverso il premio di maggioranza, può trasformare una minoranza di voti in una maggioranza parlamentare, incidendo anche sugli equilibri istituzionali e sugli organi di garanzia. Una legge elettorale che ha molti altri elementi di antidemocraticità e anticostituzionalità, dal sistema delle false preferenze allo sproporzionato numero di firme necessario per liste che non hanno il privilegio dell’esenzione. Il digiuno è un’iniziativa nonviolenta e un appello a rompere il silenzio. Alle opposizioni parlamentari, alle associazioni e ai cittadini è rivolto l’invito a promuovere discussione pubblica e mobilitazione, rendendo comprensibile la posta in gioco. Difendere la sovranità popolare e impedire che le regole elettorali diventino uno strumento di concentrazione del potere è parte essenziale dell’impegno per ricostruire la democrazia”. Redazione Italia
September 29, 2026
Pressenza
Sicilia. “No alla legge truffa!”
La nuova legge elettorale che si sta definendo in parlamento è ANTIDEMOCRATICA E LIBERTICIDA. Un ulteriore ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA, dalla riforma Costituzionale del 1993 che cancellò il sistema proporzionale a tutte le successive leggi elettorali fatte con la complicità di tutte le forze parlamentari di centro-destra e centro-sinistra. Questa nuova legge prevede un […] L'articolo Sicilia. “No alla legge truffa!” su Contropiano.
September 26, 2026
Contropiano
Stanno cancellando la democrazia. Il 3 ottobre Potere al Popolo chiama in piazza: Fermiamoli!
La legge elettorale truffa del Governo Meloni assegnerà una maggioranza abnorme di parlamentari a chi non riesce ad averla con il voto degli elettori. Ma non si ferma qui: è una legge liberticida che vuole cancellare tutte quelle forze politiche che, come Potere al Popolo, in questi anni sono state […] L'articolo Stanno cancellando la democrazia. Il 3 ottobre Potere al Popolo chiama in piazza: Fermiamoli! su Contropiano.
September 25, 2026
Contropiano
Il governo Meloni ammazza la democrazia e silenzia l’alternativa
Oggi a Torino davanti alla Rai, come a Roma a Montecitorio e in diverse città d’Italia, ci siamo mobilitati contro l’emendamento voluto da Fratelli d’Italia alla nuova legge elettorale, che innalza a 750.000 il numero di firme necessario, per chi non è già in Parlamento, a presentarsi alle elezioni nazionali. Questo emendamento si colloca all’interno della spirale repressiva portata avanti dal governo Meloni, che adesso punta a silenziare il dissenso sociale attraverso questa vergognosa chiusura democratica volta a blindare il bipolarismo a livello elettorale. Questo perché chi ci governa sa bene che una vera alternativa politica alla guerra, all’austerità e allo sfruttamento può venire solo dall’esterno del bipolarismo. Dall’esterno degli schieramenti di destra e centrosinistra che, quando si tratta di portare avanti l’economia di guerra e l’attacco economico e repressivo contro le classi popolari, vanno sempre a braccetto. Questa ennesima stretta antidemocratica ci mostra la necessità di continuare a costruire l’alternativa conflittuale e indipendente dal governo Meloni e alle finte opposizioni, che oggi provano a silenziare il dissenso sociale trincerandosi dietro la chiusura degli spazi democratici! PaP Torino   Potere Al Popolo
September 18, 2026
Pressenza
LEGGE ELETTORALE: VENERDì 25 SETTEMBRE IL VOTO FINALE ALLA CAMERA PER IL “MELONELLUM”.
Passa la “nuova” legge elettorale al Senato, ora il testo voluto dalla destra di governo – che a Palazzo Madama, dopo molti scontri e mal di pancia, ha portato a casa 113 sì su 115 voti a disposizione, oltre a 71 no e 2 astenuti – torna alla Camera per la terza lettura; decisivo il voto finale a scrutinio segreto previsto il 25 settembre. Tra i punti salienti dello “Stabilicum”, già ribattezzato da più parti come “Melonellum“,un premio di coalizione monstre (sopra il 42% arrivano 70 deputati e 35 senatori di “bonus”), la reintroduzione molto light delle preferenze (capilista bloccati e senza alternanza di genere, si potranno scegliere 3 nomi sui 6 già indicati sulla scheda elettorale) e soprattutto l’aumento vertiginoso delle firme da raccogliere per presentarsi al voto. Chi ha già un gruppo parlamentare in almeno una delle due Aule a fine 2025 non dovrà fare nulla; per tutti gli altri, invece, servono  6mila firme (e non più 1500, come accaduto finora) a circoscrizione per partecipare alle elezioni. Numeri alla mano – e considerando l’obbligo di presentarsi in almeno la metà dei collegi, 49 alla Camera -, le liste oggi fuori dal Parlamento saranno costrette a raccogliere in poco tempo circa 300mila firme, fisiche e non digitali. Rapportati ai voti assoluti validi registratisi alle elezioni politiche 2022, 300mila firme sono pari a circa l’1% degli aventi diritto complessivi presentatisi ai seggi. Su Radio Onda d’Urto l’analisi di Michele Gambirasi, giornalista de Il Manifesto. Ascolta o scarica    
September 16, 2026
Radio Onda d`Urto
I becchini della rappresentanza democratica
L’ennesima “nuova” legge elettorale punta a far quadrare il cerchio e mettere definitivamente la lapide sulla rappresentanza in una democrazia parlamentare. Tagliare fuori dalla rappresentanza pezzi di società, magari minoritari ma esistenti e attivi, è coerente con la gerarchizzazione imperante in nome della “governance” e disciplinata dal crescente ricorso a […] L'articolo I becchini della rappresentanza democratica su Contropiano.
September 16, 2026
Contropiano
“VOGLIONO AMMAZZARE LA DEMOCRAZIA, ANDIAMO A MONTECITORIO!”, PAP IN PIAZZA CONTRO LA LEGGE ELETTORALE GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE
“Vogliono ammazzare la democrazia, andiamo a Montecitorio!”, con queste parole d’ordine Potere al popolo ha lanciato una manifestazione fuori dal Parlamento di Roma per giovedì 17 settembre alle ore 17. La protesta intende opporsi all’emendamento alla legge elettorale, proposto da FdI, che impone la raccolta di 450mila firme – tramite banchetti fisici, alla presenza di una figura che le possa convalidare sul posto – alle forze politiche che oggi non hanno seggi in Parlamento per poter partecipare alle elezioni. “Questa non è una questione che attiene soltanto alle organizzazioni politiche, ma tocca il diritto al dissenso di ogni cittadino”, commenta Giuliano Granato, portavoce di Potere al popolo, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. “In gioco c’è uno dei presupposti della democrazia, cioè la partecipazione paritaria di tutti i cittadini. Fanno una mossa fortemente autoritaria e noi crediamo che serva una mobilitazione ampia nel Paese per difendere il diritto alla partecipazione“, aggiunge Granato. L’intervento di Giuliano Granato (Potere al popolo) su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
September 15, 2026
Radio Onda d`Urto