Tag - gentrificazione

Nuova biblioteca a Santa Maria Novella: un progetto che lascia a secco Rifredi e Rovezzano
Firenze avrà una nuova biblioteca civica in pieno centro storico, a due passi dalla stazione, ricavata nell’ex Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri, complesso monumentale tra piazza della Stazione, via Santa Caterina da Siena e via della Scala, che ospiterà … Leggi tutto L'articolo Nuova biblioteca a Santa Maria Novella: un progetto che lascia a secco Rifredi e Rovezzano sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Lavorare per la macchina nel distretto tecnologico di Barcellona
di Stefano Portelli (*) Horacio Espinosa Zepeda, Trabajando para la Máquina – Fragmentos de vida y muerte de un moderador de contenido, Reforma, PampaType, Universidad Nacional de Córdoba, 2026, pp. 68.   Proprio mentre si celebrava il congresso mondiale dei progressisti (al quale partecipa anche il sindaco di Roma Gualtieri, che sta svendendo la città alle grandi corporazioni immobiliari e
Prosfygika sotto sgombero
Prosfygika: un intero quartiere occupato e autogestito in una zona adiacente al centro della città di Atene sta subendo l’ennesima minaccia di sgombero. La sensazione è quella della battaglia finale, dopo che la regione dell’ Attica ha firmato nel giugno 2025 un contratto da quindici milioni di euro con il ministero della cultura e l’azienda per il pubblico impiego, Il progetto prevede la restaurazione di quattro degli otto blocchi di abitazioni di Prosfygika, da destinare al “social housing”. Si vocifera che lo sgombero dovrebbe arrivare entro giugno o luglio 2026. Una compagna che vive ad Atene ci ha mandato una serie di vocali per parlarcene. In particolare per aggiornarci sulla scelta da parte di due compagn* di intraprendere uno sciopero della fame. Qui di seguito alcuni link. https://sykaprosquat.noblogs.org/english/hunger-strike/suzon-doppagne-from-1-5-2026 https://sykaprosquat.noblogs.org/english/the-community https://napolimonitor.it/resistere-fino-alla-fine-la-comunita-di-prosfygika-in-lotta-contro-lo-sgombero-nel-cuore-di-atene E questa la nostra play list che ci ha accompagnato nella puntata 01 – Dälek – Desolate Peasants 02 – Dälek – Streets All Amped 03 – Hugo TSR – Alors dites pas 04 – Hugo TSR – Eldorado 05 – Dalek – Eyes to Form Shadows 06 – Hugo TSR – Exercice 07 – Dalek – Substance 08 – Dalek – Three Rocks Blessed 09 – Hugo TSR – La bombe 10 – Hugo TSR – Tu Crois Savoir 11 – KNEECAP – Carnival 12 – KNEECAP – Occupied 6 13 – Dälek – Rouge (Deadverse remix) 14 – Hugo TSR – Couleur miroir
Prosfygika sotto sgombero
Prosfygika: un intero quartiere occupato e autogestito in una zona adiacente al centro della città di Atene sta subendo l’ennesima minaccia di sgombero. La sensazione è quella della battaglia finale, dopo che la regione dell’ Attica ha firmato nel giugno 2025 un contratto da quindici milioni di euro con il ministero della cultura e l’azienda per il pubblico impiego, Il progetto prevede la restaurazione di quattro degli otto blocchi di abitazioni di Prosfygika, da destinare al “social housing”. Si vocifera che lo sgombero dovrebbe arrivare entro giugno o luglio 2026. Una compagna che vive ad Atene ci ha mandato una serie di vocali per parlarcene. In particolare per aggiornarci sulla scelta da parte di due compagn* di intraprendere uno sciopero della fame. Qui di seguito alcuni link. https://sykaprosquat.noblogs.org/english/hunger-strike/suzon-doppagne-from-1-5-2026 https://sykaprosquat.noblogs.org/english/the-community https://napolimonitor.it/resistere-fino-alla-fine-la-comunita-di-prosfygika-in-lotta-contro-lo-sgombero-nel-cuore-di-atene E questa la nostra play list che ci ha accompagnato nella puntata 01 – Dälek – Desolate Peasants 02 – Dälek – Streets All Amped 03 – Hugo TSR – Alors dites pas 04 – Hugo TSR – Eldorado 05 – Dalek – Eyes to Form Shadows 06 – Hugo TSR – Exercice 07 – Dalek – Substance 08 – Dalek – Three Rocks Blessed 09 – Hugo TSR – La bombe 10 – Hugo TSR – Tu Crois Savoir 11 – KNEECAP – Carnival 12 – KNEECAP – Occupied 6 13 – Dälek – Rouge (Deadverse remix) 14 – Hugo TSR – Couleur miroir
Prosfygika sotto sgombero
Prosfygika: un intero quartiere occupato e autogestito in una zona adiacente al centro della città di Atene sta subendo l’ennesima minaccia di sgombero. La sensazione è quella della battaglia finale, dopo che la regione dell’ Attica ha firmato nel giugno 2025 un contratto da quindici milioni di euro con il ministero della cultura e l’azienda per il pubblico impiego, Il progetto prevede la restaurazione di quattro degli otto blocchi di abitazioni di Prosfygika, da destinare al “social housing”. Si vocifera che lo sgombero dovrebbe arrivare entro giugno o luglio 2026. Una compagna che vive ad Atene ci ha mandato una serie di vocali per parlarcene. In particolare per aggiornarci sulla scelta da parte di due compagn* di intraprendere uno sciopero della fame. Qui di seguito alcuni link. https://sykaprosquat.noblogs.org/english/hunger-strike/suzon-doppagne-from-1-5-2026 https://sykaprosquat.noblogs.org/english/the-community https://napolimonitor.it/resistere-fino-alla-fine-la-comunita-di-prosfygika-in-lotta-contro-lo-sgombero-nel-cuore-di-atene E questa la nostra play list che ci ha accompagnato nella puntata 01 – Dälek – Desolate Peasants 02 – Dälek – Streets All Amped 03 – Hugo TSR – Alors dites pas 04 – Hugo TSR – Eldorado 05 – Dalek – Eyes to Form Shadows 06 – Hugo TSR – Exercice 07 – Dalek – Substance 08 – Dalek – Three Rocks Blessed 09 – Hugo TSR – La bombe 10 – Hugo TSR – Tu Crois Savoir 11 – KNEECAP – Carnival 12 – KNEECAP – Occupied 6 13 – Dälek – Rouge (Deadverse remix) 14 – Hugo TSR – Couleur miroir
May 10, 2026
Radio Blackout
Una lenta, inarrestabile trasformazione cambia il volto di San Lorenzo e del Cinema Palazzo
Le città si trasformano, è un processo inevitabile e non necessariamente negativo. Le e gli abitanti leggono le trasformazione e avvertono i cambiamenti, se ne riconoscono l’impatto negativo che hanno sulle loro vite reagiscono per difendere i loro spazi. Alcune volte riescono a fermare il disastro, come è avvenuto il 15 aprile 2011 quando il cinema Palazzo a San Lorenzo avrebbe dovuto aggiungersi al Manhattan Caffè, al Las Vegas, all’Admiral Club, al Black Jack Caffè, al’Intralot Royale, al Dubai Palace, che sorgevano come funghi lungo la via Tiburtina con le loro grandi scritte colorate al neon e attiravano migliaia di persone. Aumentava il numero delle persone rovinate dal gioco e vittime di ludopatia, si rompevano legami essenziali per la comunità locale. Sale bingo, slot machine, sale VLT, sale poker, scommesse di ogni tipo diventavano la speranza per tantissime persone di migliorare la qualità della propria vita con un colpo di fortuna, mentre permettevano la circolazione di capitali mafiosi, alimentando l’usura e il riciclaggio. Altre volte sono state fatte battaglie generose per difendere il diritto alla città pubblica, divorata dalla costruzione di hotel di lusso, residenze private, luoghi del consumo destinati a chi è in grado di sostenere costi sempre più alti, non riuscendo ad arginare la trasformazione. Non è facile opporsi a operazioni condotte da investitori sempre più famelici e da amministrazioni a loro sottomesse quando la costruzione di un immaginario che parla di degrado e offre soluzioni penetra nel racconto della città. La cultura, come parola che ha perso il suo significato, diventa il grimaldello. Tutto è cultura, anche gli eventi più superficiali e commerciali, tutto si confonde perché quello che conta è che la “cultura” sia fonte di profitto. Il finanziamento pubblico sparisce, sostituito dall’ideologia neoliberista che la cultura diventi economicamente sostenibile, e se produce profitti è meglio. > È quello che è successo nel quartiere romano di San Lorenzo dove azioni > comunicative e retoriche sono state messe in atto per costruire l’immagine di > un quartiere utile alla rendita finanziaria, che un po’ alla volta si è > appropriata di ogni spazio disponibile. Per chi ci abita non ci sono più case > e servizi, ogni spazio verde è cancellato, eppure le parole che si usano per > descrivere il cambiamento parlano di un quartiere splendente e attrattivo. È iniziato alla fine del 2021 con l’inaugurazione della Soho House, salutata da tutta la stampa con toni entusiastici. Piace l’idea di un luogo riservato alla classe creativa «per riunirsi e fare network, tra momenti di relax e serate all’insegna del divertimento». La raccontavano così: «La nostra prima House in Italia offre la possibilità di cenare all’aperto sulla Cecconi’s Terrazza, abbellita da alberi di limoni, e che comprende una piscina sul roof, una grande palestra al settimo e ottavo piano con studi di movimento, una spa Cowshed e un programma giornaliero di eventi per i members». Poi è stata la volta del Social Hub, nell’area pubblica dell’ex-Dogana. Nonostante la forte opposizione del quartiere, un’enorme struttura alberghiera ha occupato lo spazio e anche in questo caso si è parlato di un luogo cool riservato a chi può pagare. «The Social Hub Roma riunisce una nuova generazione di cittadini del mondo in un centro dove innovazione, creatività e imprenditorialità sono di casa. Dagli aperitivi a bordo piscina sotto il sole alla pasta al dente e alla pizza lievitata naturalmente appena sfornata, scopri i sapori e lo stile tipici italiani a The Social Hub Roma» Prezzi esclusivi non lo scrivono. Siamo di fronte al tentativo di sostituire una realtà fatta di associazioni di abitanti, giovani impegnati in attività sociali e culturali con giornalistə, pubblicitarə, cineastə, creativə di ogni genere, pronti a cadere nella trappola del luogo esclusivo a loro dedicato. Segnali di una graduale, ma inesorabile espulsione per molti e molte che nel quartiere vivono e lavorano. Il quartiere, operaio prima e studentesco poi, è stato invaso da turistə ospiti dei mini-appartamenti offerti su Airbnb, le botteghe storiche hanno lasciato il posto a locali dove si somministrano cibi e bevande scadenti notte e giorno, cantieri edili, più o meno legittimi si sono moltiplicati. Tutto questo mentre il quartiere è lasciato in stato d’abbandono, in mano alla criminalità che gestisce lo spaccio e si appropria dei locali in crisi. > Adesso è arrivato l’ennesimo locale, che si aggiunge ai tanti pub, ristoranti, > finte gallerie d’arte. «Dopo anni di silenzio un luogo storico di Roma torna a > vivere. Il cinema si rifà spazio e fa spazio alle storie, agli incontri e alle > possibilità» – così lo presentano. «Prende forma l’idea di un pubblico nuovo, > più aperto e curioso, capace di muoversi tra esperienze diverse e linguaggi > differenti». Le parole sono sempre le stesse, anche per raccontare il vecchio Cinema Palazzo. Il quartiere diventa alla moda con la sua trasformazione che viene raccontata dai media come luogo in cui passare una piacevole serata. Si rivolge a un gruppo selezionato di abitanti, anche se si presenta come aperto a tutti e a tutte, in realtà non può includere tutti e tutte. Il linguaggio utilizzato descrive un ideale di vita e di società, rappresenta una forma di potere e determina esclusione per persone anziane, immigrate, bambine e bambini, abitanti tradizionali. La gentrificazione con il suo linguaggio e le sue culture rende visibile il meccanismo di dominazione che opera nella città. Nelle ore notturne esplode la contraddizione. Per gli abitanti la notte rimane lo spazio dedicato al riposo, al sonno, mentre per i nuovi fruitori dello spazio la notte rappresenta il tempo del consumo. Questi nuovi locali “culturali” si rivolgono proprio a loro, costruiscono uno spazio fisico e simbolico per il loro stile di vita, dove ogni contraddizione e conflitto spariscono. Il capitale costruisce, attraverso il linguaggio, retoriche e mezzi di comunicazione per diffonderle, in modo da produrre il consenso e convincere gli e le abitanti che anche loro fanno parte, da protagonisti, delle operazioni di recupero urbano. Non è così, il quartiere si sta svuotando delle funzioni vitali e sta diventando un parco a tema per chi cade nella trappola del marketing. > Dobbiamo chiederci come sia potuto accadere che in tanti e tante si siano > lasciati coinvolgere e, come utili idioti, siano lì a battere le mani a chi > sta mettendo in atto la loro esclusione. E ci provoca sofferenza vedere nani e > ballerine danzare alla corte del Re al quale avrebbero voluto tagliare la > testa, proprio nei giorni in cui in tutto il mondo si manifesta con la parola > d’ordine No Kings. Il lavoro che i movimenti sociali, le realtà del quartiere, i cittadini e le cittadine devono fare è la decostruzione di questa ideologia per fermare questa trasformazione e costruire una città più giusta. Potranno farlo grazie all’immensa galassia di pratiche che si sono sviluppate da anni attorno a quegli spazi sociali che si tenta di smantellare, perché rappresentano nuove strutture sociali della vita quotidiana e una nuova geografia della città che elimina le ingiustizie e le frontiere, che determinano l’esclusione di gruppi, classi e individui . Contro ogni forma di gentrificazione. La copertina è tratta dalla pagina Facebook “Nuovo Cinema Palazzo“ L'articolo Una lenta, inarrestabile trasformazione cambia il volto di San Lorenzo e del Cinema Palazzo proviene da DINAMOpress.
May 6, 2026
DINAMOpress
Milano, cronache da un’agenzia immobiliare di succhiasuolo
Appeso al sottopasso ferroviario di via Padova c’è un enorme cartello pubblicitario: sei uomini su uno sfondo arancio, vestiti di tutto punto, con eleganti completi scuri, camicie e sorrisi bianchissimi, braccia conserte in posizione di ostentato e rassicurante paternalismo, osservano dall’alto chiunque percorra la via allontanandosi da Piazzale Loreto. Più mi avvicino e più vengo fissata da quegli occhietti ridenti che sembrano proprio dirmi: «Vieni da noi, ti puoi fidare». Che forse conoscano i miei inutili tentativi di trovare un bilocale in affitto che non mi prosciughi il conto? Quasi quasi… Continuo a guardarli, sorridendo anch’io, quasi convinta; ma d’un tratto lo sfondo si trasforma… da un caldo tramonto sul mare di Forte dei Marmi prende le sfumature di un arancio post apocalittico, i denti brillanti si fanno zanne puntute – e pure un po’ sporche – i volti iniziano a scolorare, assumendo dei toni verdognoli e persino i completi scuri si allungano convulsamente in tessuti ampi e sfilacciati che occupano il cielo, oscurando la luce… Ma che succede? Si stanno staccando dal muro del cavalcavia, si avvicinano… Abietti Nazgul urbani, Orribili Nosferatu imbellettati.  D’istinto mi copro il collo con una mano! Presto! Non c’è altra soluzione che entrare nel primo posto aperto che trovo. Ci entro. > Mi ritrovo in via Padova 94 dove, per tre giorni, dal 10 al 12 aprile, è stata > aperta una particolare agenzia immobiliare che, citando il comunicato, è «la > prima agenzia immobiliare per i soli vampiri della Rigenerazione Urbana. > Desiderate acquistare un inquilino Aler per venderlo a tranci in un carissimo > food hub alla moda? Volete prosciugare una piscina comunale e farci uno > studentato di lusso?» * * Entro nella stanza sovraffollata e vengo accolta da sinistre bottiglie di vino “Sangue di Aler”. Appesi alle pareti, se si riescono a raggiungere, si intravedono i disegni irriverenti delle tavole di Hurricane. Spuntano ridicoli pipistrelli incravattati, dal colorito verde vomito, che adocchiano qualsiasi spazio vuoto per distruggerne vita e memoria e trasformarlo in luogo mercificato. Sono la stirpe dei Succhiasuolo, una razza di vampiri che si nutrono di suolo pubblico, cemento e abusi edilizi, respingendo a suon di “week” varie chi non può permettersi di stare al passo con il progresso. I cieli sono cupamente sanguigni e schiacciano come coperchi roventi una città in cui manca l’aria, mentre grattacieli altissimi e crudeli incombono vertiginosamente e allungano le loro finestre dentate, quasi a voler fagocitare qualsiasi elemento sottostante. Il grigio che fuoriesce da nasi-betoniere, novello e ben più volgare Blob, sommerge senza scampo tutto ciò che incontra. La sensazione di asfissia mi rimane a lungo in gola. Si scorgono, poi, strani edifici animati, con braccia, gambe e ghigni brutali, mentre le persone, private di anima, avanzano come zombie lobotomizzati, nel nome della riqualificazione di lusso. Ecco allora le parole diaboliche di improbabili vecchine ri-generate, che inneggiano a promettenti ed esclusivi apericena, quelle di personaggi politici imbellettati (o, meglio, “in gran pompetta”), che ripetono mantra satanici, come “green”, “glamour”, “food”, “miniloft”… È un carosello di immagini degne di un body horror, fin troppo disarmante nella sua didascalia: i pezzi di cemento valgono più delle vite umane, che farebbero bene a de-umanizzarsi per liberare la strada al capitale, quello che conta. Chi è al centro di questa strana agenzia è quindi circondato dalle strisce di Hurricane, iniziate nel maggio 2025 e poi raccolte nel volume Milano horror stories – incubi della rigenerazione urbana. Come spesso avviene per quelle persone che hanno sia intelligenza che coraggio, queste storie hanno denunciato una realtà ben peggiore, precedendo di qualche settimana gli scandali dell’urbanistica milanese, con le successive indagini su archistar, assessori all’urbanistica, CEO di gruppi di investimenti immobiliari e persino sul sindaco in persona… trasformando il loro autore, forse, in uno dei personaggi più invisi a Palazzo Marino. * * Superata la folla e raggiunte le pareti, però, si possono seguire anche le vicende coraggiose dei personaggi di Spazio WOW, museo del fumetto tristemente destinato a vedere la chiusura della sua sede storica a giugno 2025; si può studiare la mappa di nidificazione dei succhiasuolo milanesi e delle loro storie nefande, da Carmilla Gobba a Rogoredrum, a Monte Rogito… per citarne alcuni; si possono trovare dei possibili rimedi contro lo sgombero di spazi sociali autonomi, non generatori di lucro – terrore di giunta e holding. Leggo affitti di «mansardini semiabitabili provvisti di angolo angoscia e scantinato per stipare gli ospiti»… e mi vengono in mente gli ultimi annunci di case in affitto che ho visionato, e che quasi mi avevano convinta. Ma a guardar bene c’è ancora di più. I vermi a Milano di Pat Carra fanno un po’ meno paura. Gli incredibili “amuleti urbani” di Isa Depica, ossia «potenti dispositivi apotropaici contemporanei concepiti per la difesa degli spazi fragili della città», mi sembrano ora indispensabili per difendermi dagli orrori della gentrificazione. Ascoltare le confessioni di agenti immobiliari pentiti mi dà addirittura una rinnovata speranza e vedere il succhiasuolo appollaiato alla gru nell’angolo mi permette di ridimensionarlo un po’ e riderne, come di un mostrino puerile. Riferirsi a questi tre giorni con il termine “mostra” è ingiustamente riduttivo, perché chi ci è entratə è statə invitatə a partecipare attivamente, lasciando segni e testimonianze concrete, aggiungendo storie personali e collettive, che hanno contribuito a creare narrazioni differenti, in opposizione quella “gentrificazione” che si trasforma sempre più in “finanziarizzazione”. Tre giorni di fumetti, arte, incontri, discussioni aperte e partecipate sul tema dell’abitare, oggi, a Milano. Tre giorni in cui realtà sociali, collettivə, singole persone si sono ritrovate in un unico strano spazio per costruire insieme una coscienza comune sul cambiamento di una città sempre più esclusiva ed escludente. Tre giorni in cui la satira delle tavole di Hurricane è stata messa a disposizione di tuttə, per iniziare a sgretolare, almeno con la fantasia, quei meccanismi di rigenerazione urbana e speculazione edilizia incrementati nell’ultimo decennio, che, stando a un recente articolo del “Financial Times”, hanno contribuito a creare una crisi abitativa più grave persino di quella di Londra, con l’aumento del 57% del costo delle case e di oltre il 70% per gli affitti. Oltre alle meravigliose Horror stories, e ai contributi di tuttə lə artistə, l’agenzia è diventata luogo condiviso e partecipato, gli spazi si sono animati, questa volta con le parole di chi i succhiasuolo li combatte ogni giorno, mantenendo saldo il principio fondamentale del diritto alla casa e della dignità dell’abitare. E così, ad esempio, domenica 12 aprile abbiamo ascoltato l’esperienza di “Giù le Mani dalla Città” progetto nato circa un anno fa dalla collaborazione tra il Centro Sociale Cantiere e CURAlab, che hanno costruito una mappatura partecipata per poter raccogliere dati e informazioni sui cantieri attivi a Milano. Una collezione di impalcature, reti arancio e S.C.I.A., per poter costruire una maggior consapevolezza sulle trasformazioni urbane. > “Giù le mani dalla città”, con i suoi mappatour, è anche il tentativo di > custodire storie, ricordi ed esperienze socio-culturali di una Milano > profonda, che viene rosa e prosciugata delle sue energie, date in pasto alle > holding finanziarie pronte a radere al suolo muri e memorie, in nome degli > 8.000 euro al mq. Alle voci di “Giù le mani dalla città” si sono aggiunte quelle di Abitare in via Padova e di SicetMilano, con testimonianze di quotidiana resistenza a sgomberi spietati e denunce per la mancata assegnazione delle case popolari. In una Milano respingente, svuotata dei suoi abitanti, inaccessibile per chi non è riccə, gli incubi grotteschi, visionari e caustici dei disegni di Ivan sono stati il punto di partenza da cui iniziare a guardare al reale (e al real-estate) con un’arma nuova, che sa di lotta, di azione plurale e, sì, lo dico, di speranza, perché «c’è bisogno di generare conflitto per cambiare lo status quo». Quando sono uscita dall’Agenzia immobiliare Succhiasuolo  ho guardato nuovamente il cartellone pubblicitario. Erano ancora lì, tutti e sei, con i loro sorrisi affilati, pedine di succhiasuolo ben peggiori. E mi hanno fatto un po’ meno paura. Tutte le immagini sono di Giulia Elli SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Milano, cronache da un’agenzia immobiliare di succhiasuolo proviene da DINAMOpress.
April 29, 2026
DINAMOpress