Comunicato Stampa 18 luglio 2026 – Tutti in piazza Montecitorio, martedì 21 luglio ore 16,30Un governo autoritario, in cui vige la logica dello scambio e del ricatto
reciproco, sta producendo l’ennesima forzatura; incurante non solo, come diciamo
da più di un anno, della sentenza 192/24 della Corte Costituzionale; ma di tutta
una letterale valanga di critiche che gli sono cadute addosso a proposito
dell’approvazione delle intese per 4 regioni (Liguria, Piemonte, Lombardia e
Veneto) su 3 materie non Lep – protezione civile, professioni, previdenza
complementare – e una, la sanità, che richiede la definizione dei
livelli essenziali di prestazione (LEP) fatti coincidere arbitrariamente con I
livelli essenziali di assistenza (LEA), che come è ben noto aggravano le
disparità territoriali.
L’Aula di Palazzo Madama ha mosso un passo importante nella realizzazione del
progetto eversivo dell’unità della Repubblica e dell’uguaglianza dei diritti
nella giornata di giovedì 16 luglio, approvando le relative Risoluzioni e
sostanzialmente impedendo qualsiasi
mossa delle opposizioni, che avevano preparato ben 800 ordini del giorno e
presentato comuni Risoluzioni chiedendo il ritiro delle Intese preliminari. Ora
tocca alla Camera.
È ancora una volta il momento di scendere in piazza: martedì 21 luglio le
Risoluzioni di maggioranza approderanno in Aula e verranno votate. I Comitati
per il Ritiro di ogni Autonomia Differenziata indicono un presidio – dalle ore
16,30 alle ore 20,30 – in piazza Montecitorio, cui aderiscono – tra gli altri –
la Cgil Roma e Lazio, Cobas, Usb, e a cui prenderanno parte i/le deputate/i
delle opposizioni.
Chi abbia pensato che l’autonomia fosse diventata un problema superato e risolto
ha sbagliato; chi ha raccolto le firme per un referendum che la Consulta ha
bocciato, sulla base degli interventi demolitori che la Corte aveva operato
sulla legge 86/24 come chi ha firmato per quella raccolta, tutti devono sapere
che l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti stanno subendo un
pesantissimo attacco, merce di scambio di un governo spregiudicato che vuole
introdurre surrettiziamente il premierato assoluto con la nuova legge elettorale
e legittimare le disuguaglianze sociali e le disparità territoriali con
l’autonomia differenziata.
Plaudiamo alla condotta delle opposizioni in Senato, che hanno messo in campo un
tentativo di resistenza neutralizzato dalla prevaricazione di un uso
spregiudicato dei margini concessi dal regolamento; così come plaudiamo alle
dichiarazioni del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, rivolte alle
forze politiche del Consiglio Regionale: “La vera minaccia è nel futuro, e ha un
nome preciso: autonomia differenziata. Stiamo correndo verso un baratro con lo
sguardo rivolto all’indietro, litigando su chi guida mentre l’automobile sta per
andare a sbattere. Se le preintese (accordi tra Stato e Regioni) verranno
approvate così come sono scritte, sarà la fine della sanità pubblica per come la
conosciamo, soprattutto nei territori più fragili. Il Mezzogiorno per primo. Non
è autonomia, è secessione a rate: perché non sposta
soltanto competenze, sposta risorse di mobilità passiva e professionisti, dal
Sud verso il Nord, un’emorragia silenziosa che svuoterà i nostri ospedali
proprio mentre lottiamo per accorciare le liste d’attesa. Rischiamo di
trasformare il Sud in terra da cui i medici partono, non in terra dove i
pazienti guariscono. Un disastro di questa portata si ferma solo con un fronte
meridionale unito, che parli con una voce sola: tutta la classe politica del
Mezzogiorno, senza distinzione di schieramento, risponderà domani di questo
passaggio se lascerà travolgere la sanità del Sud. Non è una battaglia di parte,
è una battaglia di sopravvivenza. Per questo mi rivolgo a tutte le forze civili
e politiche pugliesi: fermiamo insieme questo disegno, prima che diventi
irreversibile».
E’ necessario mobilitarsi e moltiplicare le azioni a ogni livello, territoriale
e nazionale, e in ogni ambito, sociale, politico e istituzionale, affinché
questo progetto distruttivo dell’unità della Repubblica non vada in porto.
Tutti in piazza Montecitorio, martedì 21 ore 16,30.
Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei
diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No AD