Milano, AspettaMI: sì alle ciclabili, ma priorità al trasporto di superficieSabato 9 maggio in largo Cairoli a Milano si è tenuto il presidio organizzato da
“AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus”, “La 73 non si tocca”, “Gruppo Milano
MPL” ed altri comitati in difesa del trasporto pubblico di superficie e contro
la temuta privatizzazione di ATM.
Tra altri cartelli di protesta – seri e spiritosi – in piazza è spuntata anche
una vignetta satirica, con il sindaco Sala e l’Assessora alla Mobilità Arianna
Censi nelle vesti della Regina Maria Ariannetta e del Re Sola, un curioso
pastiche storico. Lui le dice “Cara, il popolo, quegli scocciatori, vogliono
muoversi: chiedono più tpl”, e lei gli risponde “Umf, vadano a piedi e mangino
brioches che fa radical-chic!”. Una evidente “frecciatina” alla passione
dell’assessora per la mobilità dolce, compreso l’andare a piedi che farebbe bene
alla salute.
Con le elezioni comunali 2027 già in vista, c’è chi ha interesse ad alimentare
contrapposizioni, come l’idea di una guerra che sarebbe in corso tra ciclisti da
un lato e automobilisti ed altri utenti della strada dall’altra.
Ma Adriana Berra, coordinatrice del gruppo AspettaMI, non ci sta. “Voglio
chiarire che il nostro gruppo non è contro le ciclabili, come qualcuno ha detto.
Intanto, noi siamo un gruppo di utenti dei mezzi ATM, non siamo dei fan
dell’automobile. E sabato 9 maggio siamo andati in piazza proprio per ridare
voce alla preoccupazione dei cittadini per il drastico calo del servizio di
superficie ATM, ben documentato non solo dalle migliaia di post nel nostro
gruppo Facebook, ma anche dall’ormai celebre rapporto diffuso a fine 2024 dal
Traspol, il Laboratorio di Politica dei Trasporti del Politecnico. La
diminuzione delle corse del resto è confermata anche dalle tabelle delle
frequenze programmate che la stessa ATM pubblica ogni anno nella propria Carta
della Mobilità. AspettaMI ha portato in piazza un cartellone dove ha messo a
confronto le frequenze degli anni 2023-2024-2025: l’allungamento delle attese
nel raffronto è chiarissimo e parla da sé”.
“La nostra protesta è iniziata nel 2023 – racconta Adriana – e gli annunci
dell’assunzione di centinaia di nuovi autisti ATM vanno avanti dal 2024 ma non
sembrano tradursi in una evidente e stabile ripresa della qualità del servizio,
sebbene questa ci fosse stata promessa dai vertici di ATM e dall’Assessora Censi
per la fine del 2025 e persino prima”.
Continua Adriana Berra: “Ora si è saputo che ATM si presenterà alle gare per il
riaffidamento del servizio di tpl in cordata con Webuild e Hitachi. Noi
cittadini temiamo che questa partnership nasca soprattutto pensando alla
realizzazione di nuove tratte di metropolitana (che richiedono lavori decennali
e grandi investimenti di denaro pubblico, extra costi compresi) piuttosto che
per investire sulla ripresa e il necessario potenziamento del trasporto pubblico
di superficie, per noi indispensabile. Infatti la capillarità e flessibilità
delle linee di superficie è fondamentale per collegare le zone non servite dalle
metropolitane e realizzare la vera inclusione degli abitanti delle periferie e
dell’hinterland che altrimenti sono costretti a servirsi dell’auto, anche loro
malgrado”.
Tornando sul punto della mobilità dolce, Adriana spiega: “Da qualche tempo la
Giunta Sala – con l’Assessora alla Mobilità Arianna Censi in testa – promuove
una “visione” della mobilità cittadina che privilegia, mette al centro – anziché
il rilancio del trasporto di superficie – la mobilità dolce, con la
realizzazione di centinaia di km di ciclabili, e addirittura il suggerimento di
‘andare a piedi, perché camminare fa bene’. Come se i Milanesi potessero tutti
saltare su una bici o un monopattino oppure mettersi le gambe in spalla e
macinare così decine di chilometri per raggiungere le proprie destinazioni, e
ritorno!”.
“Vengono anche ristrette strade, riducendole a imbuti a due corsie, ed eliminati
centinaia e migliaia di parcheggi, in prevalenza usati da residenti, che vengono
colpevolizzati per essere possessori di un’automobile, mentre i ciclisti vengono
elogiati come ‘cittadini virtuosi’. Questi tagli alle carreggiate e ai parcheggi
vengono fatti per realizzare ciclabili ma anche perché studi ed esperienze di
grandi città estere dimostrano che se riduci le carreggiate ed elimini
parcheggi, le automobili diminuiscono. Non spariscono magicamente, certo, ma
perché i proprietari rinunciano all’auto. Questa rinuncia è effettivamente
avvenuta in Paesi dove si è, nel contempo, investito molto sul trasporto
pubblico da offrire ai cittadini come seria e affidabile alternativa all’auto”.
“Invece da noi – prosegue Berra – l’Assessora Censi pretende che i cittadini si
liberino dell’auto mentre il trasporto di superficie nel Milanese da anni sta
perdendo in efficienza ed affidabilità. Per il momento, a noi pare che la
‘visione’ della mobilità della Censi stia generando solo due effetti: il
parcheggio super-selvaggio (tra le carreggiate, in terza fila, sopra le
ciclabili) e il box d’oro, cioè l’aumento vertiginoso dei costi dei box e posti
auto, ormai alla portata solo dei benestanti, dando un bel contributo alla
gentrificazione e alla trasformazione di Milano in una città comoda per ricchi,
escludente per gli altri”.
Conclude Adriana Berra: “Piuttosto che concentrarsi sulla creazione di una rete
urbana ed extraurbana di centinaia di km di ciclabili – come sta facendo –
l’Assessora alla Mobilità dovrebbe impegnarsi per realizzare l’asservimento
semaforico per i tram e più corsie preferenziali protette per i bus, per
aumentare la velocità di percorrenza dei mezzi. E poi naturalmente c’è la
questione dei salari degli autisti: si deve trovare il modo di alzarli e
adeguarli al costo della vita a Milano, o la crisi del trasporto di superficie
non si risolverà. Si acquistano flotte su flotte di autobus elettrici e di tram
di ultima generazione, ma chissà se avremo personale competente e motivato per
guidarli”.
“AspettaMI, Milanesi in attesa dei bus”
Redazione Milano