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9 settembre in piazza: criticare Israele non è antisemitismo
Mercoledì 9 settembre, alle ore 13:00, in Piazza Capranica, a Montecitorio, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL Antisemitismo”. La mobilitazione nasce dalla necessità di contrastare un provvedimento che, attraverso l’adozione della definizione IHRA, rischia di produrre un grave restringimento degli spazi di libertà politica, culturale e accademica, colpendo la possibilità di esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele e delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese. Riteniamo inaccettabile che la denuncia dell’occupazione dei territori palestinesi, dell’apartheid, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio in corso a Gaza possa essere ricondotta automaticamente all’antisemitismo. La critica politica a uno Stato, alle sue istituzioni, alle sue politiche e alla sua condotta militare deve rimanere pienamente legittima all’interno di una società democratica. La lotta contro l’antisemitismo è una responsabilità imprescindibile e non può essere indebolita da un uso strumentale della sua definizione. Ribadire questa distinzione significa difendere contemporaneamente la lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione e il diritto di contestare politicamente l’ideologia sionista, le politiche dello Stato di Israele e il sistema di occupazione e discriminazione imposto al popolo palestinese. Il rischio concreto è quello di introdurre un meccanismo di censura e autocensura capace di colpire non soltanto le piazze e i movimenti, ma anche università, ricerca, informazione, associazionismo e dibattito pubblico. In questo scenario, la solidarietà con il popolo palestinese rischia di essere sottoposta a una progressiva criminalizzazione e il dissenso politico a una forma di intimidazione istituzionale. E’ una deriva che riguarda la democrazia nel suo complesso. Il diritto di denunciare un’occupazione, contestare un sistema di apartheid, chiedere la fine delle violenze e delle operazioni militari e prendere posizione contro quelle che riteniamo gravi violazioni del diritto internazionale non può essere subordinato a una definizione che restringa arbitrariamente il campo della critica legittima. Per questo saremo in piazza: contro il bavaglio, contro la criminalizzazione della solidarietà, contro ogni limitazione della libertà di espressione e del diritto al dissenso. La nostra mobilitazione vuole riaffermare un principio semplice e non negoziabile: la solidarietà non è un crimine, il dissenso non è antisemitismo e la critica a Israele e allo Stato di Israele non può essere messa a tacere. Invitiamo associazioni, organizzazioni, lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, giornaliste e giornalisti e tutte le persone che hanno a cuore la libertà di espressione e i diritti fondamentali a unirsi alla mobilitazione.  Lunedì 9 settembre, alle ore 13:00, in Piazza Capranica, a Montecitorio. Per la libertà di espressione. Per il diritto al dissenso. Per la libertà accademica e di stampa. Per la solidarietà al popolo palestinese. Contro l’occupazione, l’apartheid e il genocidio. NoDdl1004 #Montecitorio #Roma #9Settembre #NoBavaglio #LibertàDiEspressione #DirittiUmani #AntisionismoNonèAntisemitismo #Palestina #FineOccupazione #NoApartheid #Gaza TUTTI I PROMOTORI   Ne parliamo con Chiara Habte, giornalista della Rete #NOBAVAGLIO. Le realtà che vogliono aderire e diventare promotrici dell'iniziativa possono inviare una mail a nobavaglioprenotazioni@gmail.com. Per tutte le informazioni https://pressingweb.altervista.org/
September 2, 2026
Radio Onda Rossa
Pozzuoli, la rabbia degli sfollati sotto la Prefettura: nessuna risposta dal tavolo con Piantedosi
Centinaia di cittadini dei Campi Flegrei, sfollati a causa dell’emergenza bradisismica, hanno dato vita oggi a un partecipato presidio di protesta in Piazza del Plebiscito, davanti alla Prefettura. Una mobilitazione che si è svolta sotto un caldo soffocante e che ha portato nel cuore della città la voce di chi […] L'articolo Pozzuoli, la rabbia degli sfollati sotto la Prefettura: nessuna risposta dal tavolo con Piantedosi su Contropiano.
September 1, 2026
Contropiano
Presidio in solidarietà ai reclusi – 6 settembre,CPR di Gradisca (GO)
Che cadano,pezzo dopo pezzo, le mura della reclusione e le strutture coloniali del razzismo di stato Domenica 6 settembre ritorniamo davanti al CPR di Gradisca d’Isonzo per portare la nostra solidarietà a chi, là dentro, è rinchiuso e torturato, nel silenzio di media e comunicati ufficiali. Nonostante l’attenzione morbosa dedicata alle cronachette quotidiane, alle baruffe […]
BOSCO OSPIZIO REGGIO EMILIA: OLTRE 300 IN PRESIDIO “NESSUN MEZZO, NESSUNA ISTITUZIONE”
La chiamata al presidio per la difesa di Bosco Ospizio a Reggio Emilio la mattina di lunedi 17 agosto ha avuto una risposta politica concreta: dà finalmente slancio a quel dialogo che le istituzioni continuano a promettere a parole da una settimana, e che l’assemblea chiede a gran voce fin dal primo giorno. Le presenze sono state numerosissime, da Reggio e da molte altre città d’Italia: alle 5:00 in punto erano presenti oltre 200 “corpi” a difesa del bosco, e nel corso della mattinata il via vai ha superato le 300 persone. “I mezzi al servizio di Conad non si sono presentati, così come non si sono presentate le istituzioni. Questo non significa che sia stata una giornata sprecata, tutt’altro: è la prova che la mobilitazione popolare, quando è radicata e sentita dalla cittadinanza, produce effetti concreti” scrivono i presidianti. “Il bosco Ospizio è integro un giorno di più. C’è però una delusione che non è possibile nascondere. Dopo i proclami delle ultime settimane, l’impressione è che l’amministrazione non intenda muovere un dito, ma lasciare che il presidio si consumi da solo, aspettando che i cittadini arrivino allo sfinimento e cogliere così, solo allora, l’occasione per aprire il fantomatico dialogo. Possiamo dire fin da ora che l’Assemblea non lo permetterà. Lo spostamento del presidio richiesto da Conad e messo in atto dalla Questura ci allontana dall’ingresso del bosco, ma ci mette su un passaggio ben più frequentato e visibile: sono state decine le persone che, semplicemente passando sulla via Emilia, si sono fermate a chiedere informazioni e a unirsi alla nostra vertenza. Il presidio va avanti, da qui non ci muoviamo. Vogliamo un tavolo tecnico in cui portare le nostre proposte e vogliamo il Bosco Ospizio integro”. Audio della conferenza stampa dell’ Assemblea Bosco Ospizio Ascolta o scarica 
August 19, 2026
Radio Onda d`Urto
Soldati israeliani in vacanza nelle Marche, la politica evita
La ‘notizia’, forse, arriverà tra qualche tempo, dopo la pausa estiva del Consiglio Comunale di Fermo, ma non c’è da aspettarsi molto: la caratteristica dominante della politica, specie di questi tempi, e specie nelle Marche, è evitare i temi spinosi. Non è stata discussa neanche nella seduta dell’11 agosto scorso  l’interrogazione presentata dal consigliere comunale AVS Federico Spagnoli sulla presenza di militari appartenenti alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nel territorio del Comune di Fermo per periodi di vacanza. La motivazione, come nella seduta di fine luglio, è formalmente ineccepibile. Il regolamento del Consiglio Comunale prevede un tempo contingentato per la trattazione degli atti di sindacato ispettivo. E quello del consigliere Spagnoli, in ordine cronologico è in coda rispetto ad altri protocollati. Insomma, si tratta di calciare la palla in tribuna, prendere e far passare il tempo, per usare un’espressione calcistica. “Le nostre spiagge non lavano il sangue” lo slogan del presidio convocato per la seduta del Consiglio Comunale. Le persone, a decine, che martedì pomeriggio si sono radunate sotto il Palazzo dei Priori in Piazza del Popolo, si aspettavano che la politica fermana tenesse conto di questo fatto partecipativo e politico e decidesse di dare una risposta comunque all’interrogazione, facendo, come spesso accade in casi analoghi, un’eccezione al regolamento. Non tanto il merito della risposta istituzionale, ma la scelta di tener conto di questi cittadini; questo sarebbe stato il fatto ‘politico’. La risposta nel merito ce la possiamo immaginare e sarebbe per certi aspetti secondaria. Le cose, senza bisogno di ufficialità, si sanno già. Dal maggio del 2025 Pressenza, a firma di Stefano Bertoldi, ha rivelato la presenza di militari IDF in vacanza nelle Marche per periodi di ‘decompressione’ dalle attività militari di guerra nella Striscia di Gaza. I primi avvistamenti risalgono al dicembre del 2024. Questo non è stato un fatto sporadico, ma si è ripetuto nel corso del tempo, fino almeno, secondo le testimonianze raccolte, al maggio scorso, quando gruppi di militari IDF sono stati visti nuovamente in visita ad alcuni siti turistici delle Marche. Il consigliere comunale fermano parla, nell’interrogazione, del coinvolgimento a livello di accoglienza di strutture ricettive che gravitano nel territorio della provincia fermana. Anche questo è confermato da testimonianze. Sono imprese turistiche locali che, specifichiamo, fanno legittimamente il proprio lavoro. La ‘base’ logistica a livello turistico per la presenza di questi vacanzieri particolari, sarebbe proprio in particolare questa zona delle Marche. Un territorio in cui insiste anche la Civitanavi System s.p.a. di Porto S. Elpidio, che ha delle importanti relazioni economiche con Israele. Ma tutta l’economia marchigiana ha relazioni da tempo in Israele. Per quel presidio del novembre scorso davanti ai cancelli dell’azienda sono stati denunciati otto attivisti. E’ molto probabile che, qualora l’interrogazione ottenga una risposta, il Sindaco di Fermo sia all’oscuro di questi fatti, presenze, spostamenti. Anche se questi soldati in vacanza, come raccontano le testimonianze, vengono ‘scortati’ dalla DIGOS durante i loro soggiorni e spostamenti, non necessariamente l’Amministrazione Comunale ne verrebbe messa a conoscenza. Ma nel momento in cui si mettono a disposizione forze dell’ordine nazionali a questi soggiornanti, è palese che ci siano degli accordi a livello ministeriale. “Ma c’è qualcosa che preoccupa ancora più di un rinvio – scrive il collettivo Marche per la Palestina– il silenzio. Il silenzio di maggioranza che si definisce civica. Il silenzio di un’opposizione che si definisce di sinistra. Il silenzio, dentro e fuori dalle istituzioni, davanti a una questione che meriterebbe almeno una presa di posizione pubblica e trasparente”. Il silenzio, l’evitare, già sperimentati dagli attivisti lo scorso gennaio, quando il sindaco di Porto S. Elpidio negò al movimento una sala comunale pubblica per una conferenza. L’altra notizia, collaterale al presidio di martedì scorso, è l’odio social contro gli attivisti pro PAL scatenatosi immediatamente alla notizia della manifestazione nonviolenta sotto il Comune di Fermo. Questo ci conferma la complessità del termometro civico di questa zona delle Marche: Fermo è la città dove proprio nell’estate di dieci anni fa venne assassinato un giovane nigeriano, condannato per omicidio con aggravante razziale, ma è anche la realtà dove è radicato un forte sentimento democratico, che però non riesce a tradursi da molti anni in esperienza di governo locale. L’incapacità politica, gli errori reiterati, l’autoreferenzialità delle classi dirigenti del PD marchigiano hanno lasciato che questa città divenisse un laboratorio politico della destra post missina, mascherata da una patina di civismo amministrativo. “I movimenti sono attenti – scrivono ancora gli attivisti di Marche per la Palestina – E questa domanda non scomparirà semplicemente rimandandola al prossimo Consiglio Comunale. Continueremo a chiedere alla politica di fare ciò per cui è stata eletta: assumersi la responsabilità di scegliere, parlare, prendere posizione. Perché su questioni così gravi anche il silenzio è una scelta”. Però nelle Marche su molte questioni da tempo il silenzio e l’omissione sono per primi una strategia radicata, diffusa e condivisa trasversalmente.     Leonardo Animali
August 13, 2026
Pressenza
Roma, due mattine al presidio di Spin Time
Entro con il passo felpato nel pezzo di strada davanti allo storico centro sociale-culturale-abitativo, ora con l’entrata sbarrata: c’è un mondo che sta iniziando una nuova giornata – qualcuno si alza proprio adesso dalla brandina, qualcun altro è ancora steso, altri sono seduti intorno a un tavolino; vedo bottigliette d’acqua e qua e là cenni di colazione. Diverse persone sono ancora dentro le tende di tutti i colori che occupano il centro della strada e in parte anche i marciapiedi. Sento di star muovendomi in uno spazio più privato che pubblico, specie a quest’ora e guidata da una donna a cui chiedo dov’è qualcuno dell’organizzazione arrivo a un grande gazebo sotto il quale ci sono tavoli pieni di cose varie. Intorno ad essi si muovono in contemporanea diverse persone portando avanti diverse iniziative: c’è chi prepara le fette di pane con la nutella e chi mette le cialde nella macchina del caffè, mentre dall’altra parte ci sono più persone che si muovono fra montagna di vestiti, parte su un tavolino, parte negli scatoloni e parte sistemati in bell’ordine su scaffali. Ho portato una piccola quantità di materiale che era stato richiesto in un elenco che circolava nelle chat: per fortuna viene accettata, anche se proprio la sera prima mi era stato comunicato che al momento non serviva più niente perché avevano avuto tantissime donazioni; serviva stare lì a sostenere il presidio. Dichiaro la mia disponibilità a rendermi utile per un’ora e mi si indirizza nella zona ‘vestiti da smistare’. Mi metto subito a cooperare con C., una signora peruviana molto pacata e molto fattiva: svuotiamo scatoloni e suddividiamo gli abiti – uomo/donna; più di 18 anni/meno di 18 anni; pantaloni/magliette/vestiti, li pieghiamo e via negli scaffali. Quando ho preso la mano con il lavoro cerco di intavolare una conversazione: C. sta a Spin Time dall’inizio dell’occupazione, 2013, ed erano già circa 10 anni che stava a Roma. Mi parla del suo cane che era riuscita a portar fuori dopo l’incendio, ma stando al caldo della strada -essendo anche anziano- non ha retto ed è morto. “Anche questo!” penso: il suo cane, la compagnia fedele di tutti quegli anni. E’ riuscita a farlo cremare. In una tenda diversa dalla sua c’è suo fratello, venuto in Italia dopo di lei, con la sua famiglia, anche lui un abitante di Spin Time. Il grosso dei vestiti da smistare è finito; l’ultimo scatolone lo si rimanda a dopo -dice una giovane volontaria- perché si sono fatte quasi le 10 e a quell’ora si apre la distribuzione: ogni persona viene lì a richiedere l’abito di cui ha bisogno. Leggo in alto sul bordo del tendone: “Richieste necessarie”. Saluto e mi incammino a prendere la metro; vado via col proposito di tornare domattina, sempre molto sul presto, prima che il caldo diventi -come sta diventando in questi giorni, tutti i giorni- insopportabile. Tutti loro – le circa duecento persone che sono attualmente lì davanti alla loro casa sbarrata- devono organizzarsi per sopportarlo contrastandolo come possono. Prima di andare via fotografo alcuni dei tendoni posti a un’estremità del tratto di strada chiuso: c’è la “Mostra d’arte astratta del XXI secolo dei prodigiosi bimbi di Spin”; c’è una grande tenda rossa della “Stampa e comunicazione”; un pullmino dell’Unità Mobile Socio Sanitaria con scritto “Ascolto Orientamento Supporto per i cittadini dei Paesi Terzi” (scritta tradotta in varie lingue); appresso c’è un’autobotte di “Trasporto acqua potabile”; seguono dei gazebo bianchi con il simbolo del Comune di Roma: sono della Protezione Civile e su uno dei due è appesa una grande bandiera palestinese, come a dire che tutte le lotte si assomigliano e si avvicinano. Uno spazio – questo della strada, di un pezzo di Via di Santa Croce in Gerusalemme – che in poco più di una settimana ha saputo organizzarsi molto bene. Uno spazio in cui si muovono persone dignitose e collaborative, cittadini del mondo abituati alla convivenza collettiva e alla condivisione e che ora si trovano nei caldissimi giorni di questo agosto ad affrontare la sfida più difficile. In questi 13 anni lo Spin Time ha dato molto – culturalmente, politicamente, musicalmente – al quartiere e all’intera città e la città ha risposto – nella sua veste più ufficiale (Sindaco, Prefetto, Curia) e nei tantissimi volontari, specialmente giovani, che sono lì a cooperare trascorrendo insieme lunghi pezzi di giornata in quel tratto di strada. Il giorno dopo arrivo ancora più presto. C’è ancora più silenzio e comunque ci sono persone sveglie, in piedi o sedute sulle sedie o sulle stesse brandine. Mi dirigo spedita alla tenda delle “Necessità”: ho portato due buste di albicocche – che poi sistemo nei contenitori che pure ho portato; il ragionamento è stato: albicocca=potassio: ne abbiamo tutti bisogno. Sotto il gazebo si avviano le colazioni, ma c’è un qualche intoppo di cialde al momento mancanti o di generatore che non va, per cui le persone che si avvicinano per il caffè se ne tornano poi indietro con grande calma dicendo: “Torno più tardi”. Un ragazzo barbuto è lì intorno con chitarra a tracolla e suona qualcosa: gli propongo di fare un pezzo di Guccini e ci mettiamo a cantare “La locomotiva” e poi si spiluzzica qua e là fra Guccini, De André e Battiato. Una giovane volontaria che è lì alle colazioni chiede Rimmel. Poi si passa a un pezzo bellissimo degli Animals, House of the Rising Sun: ci vorrebbe un ‘sole nascente’ anche qui a Santa Croce in Gerusalemme. Spicca nel canto la voce di un altro volontario (o è un abitante di Spin Time?), un ragazzo che parla, sorride e ride. E’ anche lui sotto il gazebo con la sigaretta in bocca; poco prima proponeva a un altro ragazzo di cedergli le braghe che indossava in cambio di un altro paio di pantaloni leggeri. Parlo un po’ con il chitarrista: ha una faccia buona, un’espressione cordiale e disponibile ed è venuto da Frosinone con la sua tenda. Ha 57 anni. Gli chiedo chi gli ha insegnato a suonare la chitarra (non fa semplicemente gli accordi, ma qua e là anche le melodie); mi dice che ha fatto la scuola. “E l’assemblea di ieri pomeriggio com’è andata?”. So che c’era anche il sindaco Gualtieri. Nonostante la chiusura che la proprietà dell’immobile ha opposto due giorni fa alle articolate proposte congiunte di Sindaco, Prefetto e Curia, Gualtieri si è comunque impegnato a trovare in tempi ragionevolmente brevi una sistemazione provvisoria per coloro che sono ancora in strada, anche dopo aver verificato che tutti quanti hanno i requisiti per avere una casa popolare (ma da quanto tempo a Roma questo enorme problema non viene più affrontato come meriterebbe?). Il confronto con il Sindaco di Vienna Michael Ludwig – pare che abbia raccontato ieri Gualtieri – è stato da vergognarsi: circa il 60% dei viennesi vive in case popolari o alloggi sociali sovvenzionati, con affitti accessibili anche per i ceti medi. Saluto C., un’altra giovane volontaria che sta sistemando qualcosa sotto il gazebo e le faccio gli auguri, ma lei esprime le sue perplessità, in particolare legate al fatto che avvicinandosi Ferragosto sta venendo meno gente. E la gente, le persone, la solidarietà umana anche proprio fisica è basilare per chi si è trovato da un giorno all’altro a vivere fra due marciapiedi e a guardare da fuori la propria casa chiusa con i lucchetti, al punto che chi deve rientrare a prendere qualcosa di urgente lo può fare accompagnato dalla polizia, ma solo con l’autorizzazione del magistrato. A una donna che aveva lasciato dentro la dentiera l’autorizzazione non è stata data: piccole-grandi cose assurde e incomprensibili. Mi avvio verso la metro comunque fiduciosa: ho la musica nelle orecchie e davanti agli occhi il sorriso di quelle ragazze e quei ragazzi.   Francesca Cerocchi
August 9, 2026
Pressenza
Puntata del 04/08/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto