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Napoli, dal dolore del lutto all’attivismo collettivo
Dall’esperienza di Paolo Siani e dalla memoria di Giancarlo Siani nasce una riflessione sulla legalità come spazio di cura, responsabilità e trasformazione nonviolenta dei conflitti. Il pensiero critico dona, a mio parere, la facoltà di analisi delle cose del mondo non solamente per come appaiono all’individuo, ma per la loro stessa sostanza e per l’essenza di cui sono fatte. Questo pensare indipendente, libero e profondo costituisce la scena del dubbio e della riflessione e non necessariamente rompe d’improvviso gli equilibri stabiliti, ma può costruire, invece, il legame con la verità dell’umano e strutturarne una rete comunitaria nuova che tenta la via del giusto e del bene. A Napoli l’incontro con Paolo Siani – pediatra, politico, fratello di Giancarlo Siani, giornalista assassinato dalla camorra – ha svelato l’importanza dei sentimenti e il senso di una memoria viva che immagina il passato come esperienza di cambiamento e fonte centrale di un futuro ricco di vita. Probabilmente, è qui che si trova il senso delle Piazze della Legalità come proposta di luoghi in cui si incontrano pratiche educative e culturali che diventano espressioni spontanee della realtà. Spazi che animano i cittadini in un dialogo comprensivo delle diversità e in ascolto dell’eterogeneità. La Legalità intesa come costruzione di relazioni di pace per la pace, in cui l’altro, sentito tante volte inquietante, resta vivo in ognuno di noi: sono i quartieri deprivati di Napoli derubati della parola e delle emozioni, quartieri in cui proliferano cicatrici simbolo di emarginazione e di degrado, dove la speranza, però, è sempre sognata come conquista di libertà. L’idea della Legalità sembra dirci che il dolore della perdita può diventare energia trasformata e trasformabile in attivismo collettivo che, attraverso il processo del lutto, sia al servizio di uno Stato di diritto e di un governo-in-agorà di condivisioni e dibattiti, di una società in cui circoli la δικαιοσύνη, virtù dell’essere giusti e dell’equilibrio interiore, legame tra bellezza, armonia e giustizia dove etica ed estetica sono in contiguità per il buon vivere comune. A. Camus, nel 1951, scrive: “Il ribelle respinge la servitù e si afferma uguale al padrone. Vuol essere padrone a sua volta”. “L’essere contro”, molte volte, non basta e il restare in opposizione non è sempre sufficiente. Bisognerebbe, forse, includere la parte del mondo escluso e tenuto ai margini, progettare una terza strada garante del diritto alla continuità della vita, uno Stato che nel suo esistere pratichi il fare eterogeneo e differente, plurale. Non credo che Camus demonizzi la rivolta e il moto di ribellione interiore, ci allerta, però, rispetto all’azione collettiva quando insorge e prova a indicarci un sentiero che va oltre e al di là del rivoluzionario. Sembra farci intravedere, tra le righe del discorso, un passaggio incompiuto e capace di avviare uno sforzo nell’uomo che cerca la propria umanità smarrita, una possibilità come terza via, appunto, oltre il male e il bene. L’alternativa sarebbe fermarsi, purtroppo, alla rabbia distruttiva di un lutto mai elaborato, ripetitivo e, perciò, mortale che va verso il nulla e l’annichilimento. Immaginiamo un processo di accettazione di ciò che è mancante e fragile, che appartiene a ogni essere umano che desidera arrivare alla virtù dell’essere giusti: ebbene, in ognuna di queste persone esisterà una lotta interiore tra la parte buona e quella cattiva e la risposta sarà, spesso, che è l’altro il cattivo, non noi. È a questo punto che ci viene in soccorso l’antica Grecia, di nuovo, con il concetto di ἁμαρτία. L’individuo compie un errore tragico in cui non c’è colpa né peccato, ma una valutazione inesatta o distorta della realtà che innesca rovina e catastrofe. Il crimine e le azioni criminali sono, in questo senso, segni indelebili di rotture nei quartieri marginali e tenuti abbandonati; in questo senso, il significato della Legalità diventa un’azione verso un presidio che sia spazio accessibile per la prevenzione dell’atto criminale e del vivere con il male, nel senso del fare nocivo, un luogo che accoglie non solo chi già conosce un buon modo di stare al mondo, ma anche chi vuole comprendere una nuova lingua, un linguaggio d’amore e non di morte per non morirne. Ci chiediamo se esiste un dolore che non rivendica altro male ed esclusione sociale, ma che agisca per il superamento del sentire bruto dell’uomo. La speranza è che si continui a lottare insieme con chi non ha avuto mai voce, con chi ha avuto la parola e l’ha usata solo come lettera morta e desolata, con chi ha solo distrutto e non ha ancora costruito. Nessuno, in definitiva, è un giustiziere e nessuno, al tempo stesso, può tracciare una linea netta tra il buono e il cattivo perché è su questo confine delicato che si gioca la posta della vita, sulla soglia di un lavoro verso il divenire animale umano in cui si possa evolvere e provare a non lasciare indietro nessuno, o quasi. La Legalità ha molto a che fare, quindi, con le azioni in soccorso dei più fragili, degli ultimi, degli esclusi e degli svantaggiati in attesa che il proprio desiderio possa nascere e svegliarci tutti, finalmente. Può significare, però, stare in rapporto con l’eroe del negativo e il suo legame con la pulsione di morte, un’energia distruttiva in cui “l’alternarsi di illusione e delusione” ripete infinitamente un circolo di frustrazioni che rimandano a un futuro assente e che mai arriverà per lui, un eroe che, in fondo, nel suo opporsi senza freni alla vita, in una ripetizione di sofferenza per sé e per gli altri, cerca l’amore come forza generatrice che superi l’onnipotenza e la perdita. Quanto è difficile, allora, aver fiducia in una società buona, giusta e responsabile, in una comunità “benevola” in cui pesa l’aspetto costruttivo dell’uomo che non resta imprigionato dentro un dolore che muove solo rabbia e distruzione: è il giusto che rischia, qualche volta, di diventare esso stesso un crimine se è un’azione senza pensiero in cui l’altro-estraneo-diverso è ucciso e fatto fuori dentro un modo-di-fare esso stesso impoverito. M. Serao ci ricorda molto bene la mancanza di uno Stato giusto quando scrive: “Per distruggere la corruzione materiale e quella morale, […], per insegnare loro come si vive – essi sanno morire, come avete visto! – per dir loro che essi sono fratelli nostri, che noi li amiamo efficacemente, […], non basta sventrare Napoli: bisogna quasi tutta rifarla”. È una donna che prende parola, un animo giovane che attraversa il tempo e i confini e sembra dirci che una città è sicura se vive la bontà del suo essere umano che ci restituisce la capacità di sentire l’altro amico e non nemico. Così vive Napoli quando il lutto traccia la via per la costruzione e la riparazione dei suoi morti ammazzati: come può vivere la perdita una città che da sempre è divisa tra buoni e cattivi? La dinamica del lutto vuole uno sconfinamento del narcisismo e dell’onnipotenza e solo se diventiamo mortali conquistiamo il diritto di pensare il limite, garanzia di una vita viva che inglobi la necessità di non avere martiri né eroi, ma uomini e donne che siano di riferimento per la storia. Forse, è proprio la bontà e l’essere giusti insieme che abilitano l’uomo a non addormentarsi evolvendo il suo essere originario-primitivo. L’augurio è che il Presidio/Piazza di Legalità sia in difesa e fonte di acquisizione dei diritti e dell’accoglienza del diverso, un luogo di equità in cui l’istituzione viva del suo imparare a stare con la bellezza come ingrediente unico di disarmo. Probabilmente, è “dal basso” che si può ricevere, in via preventiva, un patto di non belligeranza, è nella possibilità di nutrire il pensiero analitico e libero all’interno delle scuole, delle università, delle associazioni culturali e politiche, dei centri di sperimentazione delle arti e mestieri, delle società di ricerca filosofica, medica e psicologica: luoghi attivi per una comunità che educa con la pace e alla trasformazione nonviolenta dei conflitti, sempre. Fonti * Camus A. (1951). L’uomo in rivolta. Bompiani, Milano, 1976. * Fabozzi P. Dispiegando margini. Nei dintorni di D.W. Winnicott. E oltre. FrancoAngeli, Milano, 2024. * Fraire M. / Baldassarro A. (a cura di). Perché il male. La psicoanalisi e i processi distruttivi. Mimesis, Milano, 2017. * Freud S. (1907). Gradiva. Il delirio e i sogni nella “Gradiva” di Wilhelm Jensen. Bollati Boringhieri, Torino, 2015. * Serao M. (1884). Il ventre di Napoli. BUR, Milano, 2018. Antonella Musella
June 22, 2026
Pressenza
La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove@1
“La musica che parte dalla strada, da chi non ha niente” Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni? A partire dalle pagine di “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza”, scritto da Gabriel Seroussi, abbiamo parlato con l’autore e SamLove, artista e producer della scena torinese, delle trasformazioni della nostra città, del rapporto complesso tra quartieri, seconde generazioni, musica e stigma. Il podcast è stato registrato durante il talk fatto il 18 aprile 2026 nel cortile della Radio e trasmesso live sulle libere frequenze. Buon ascolto. TALK W/ GABRIEL SEROUSSI & SEMLOVE DOMANDE DAL PUBBLICO E DIBATTITO
La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove@0
“La musica che parte dalla strada, da chi non ha niente” Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni? A partire dalle pagine di “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza”, scritto da Gabriel Seroussi, abbiamo parlato con l’autore e SamLove, artista e producer della scena torinese, delle trasformazioni della nostra città, del rapporto complesso tra quartieri, seconde generazioni, musica e stigma. Il podcast è stato registrato durante il talk fatto il 18 aprile 2026 nel cortile della Radio e trasmesso live sulle libere frequenze. Buon ascolto. TALK W/ GABRIEL SEROUSSI & SEMLOVE DOMANDE DAL PUBBLICO E DIBATTITO
La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove@1
“La musica che parte dalla strada, da chi non ha niente” Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni? A partire dalle pagine di “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza”, scritto da Gabriel Seroussi, abbiamo parlato con l’autore e SamLove, artista e producer della scena torinese, delle trasformazioni della nostra città, del rapporto complesso tra quartieri, seconde generazioni, musica e stigma. Il podcast è stato registrato durante il talk fatto il 18 aprile 2026 nel cortile della Radio e trasmesso live sulle libere frequenze. Buon ascolto. TALK W/ GABRIEL SEROUSSI & SEMLOVE DOMANDE DAL PUBBLICO E DIBATTITO
La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove@0
“La musica che parte dalla strada, da chi non ha niente” Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni? A partire dalle pagine di “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza”, scritto da Gabriel Seroussi, abbiamo parlato con l’autore e SamLove, artista e producer della scena torinese, delle trasformazioni della nostra città, del rapporto complesso tra quartieri, seconde generazioni, musica e stigma. Il podcast è stato registrato durante il talk fatto il 18 aprile 2026 nel cortile della Radio e trasmesso live sulle libere frequenze. Buon ascolto. TALK W/ GABRIEL SEROUSSI & SEMLOVE DOMANDE DAL PUBBLICO E DIBATTITO
La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove
“La musica che parte dalla strada, da chi non ha niente” Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni? A partire dalle pagine di “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza”, scritto da Gabriel Seroussi, abbiamo parlato con l’autore e SamLove, artista e producer della scena torinese, delle trasformazioni della nostra città, del rapporto complesso tra quartieri, seconde generazioni, musica e stigma. Il podcast è stato registrato durante il talk fatto il 18 aprile 2026 nel cortile della Radio e trasmesso live sulle libere frequenze. Buon ascolto. TALK W/ GABRIEL SEROUSSI & SEMLOVE DOMANDE DAL PUBBLICO E DIBATTITO
May 5, 2026
Radio Blackout
[2026-04-23] SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA @ CSOA Forte Prenestino
SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (giovedì, 23 aprile 19:00) CSOA Forte Prenestino giovedì 23/04/2026 verso il 25 aprile e il 1º maggio… SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA sistemi di razzializzazione come dispositivi di controllo coloniale dalle 19:00 presentazione e proiezione del documentario “Nous sommes des champs de bataille” (Fra 2025, 90’) di Mathieu Rigouste con - Mathieu Rigouste - Rajaa del CSOA Lambretta - Wahid - Blocco Decoloniale Roma a seguire live set: Wahid & Omar aka 3RB Nda Hood djset: PolG + ALD (Mawinbi / Fr) ... SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA TRA LE GUERRE IMPERIALISTE. SIAMO TESTIMONI A DISTANZA DELLE GUERRE COLONIALI, MENTRE SUBIAMO L’IMPASTO DEL DOMINIO METROPOLITANO. È LA MECCANICA IMPERIALE CHE SI MUOVE E CI GOVERNA. È L’ORDINE SPERIMENTATO NEI TERRITORI DI CONFLITTO INDISTURBATO CHE DISPENSA POLITICHE SECURITARIE, ATTRAVERSO DISPOSITIVI DI CONTROLLO CAPILLARE. UNA NARRAZIONE LUCIDA E CRUDA QUELLA DI MATHIEU RIGOUSTE (SOCIOLOGO MILITANTE), DISTRIBUITA TRA IL LIBRO “LA GUERRE GLOBALE CONTRE LE PEUPLES” E IL DOCUMENTARIO “NOUS SOMMES DES CHAMPS DE BATAILLE”. CONTRIBUTO TEORICO ED ALLO STESSO TEMPO INEQUIVOCABILMENTE CONGRUO PER IL TESTO SCRITTO, RESTITUZIONE ASCIUTTA E SEVERA PER IL DOCUMENTARIO CHE CONSEGNA LO SCENARIO DEFINITIVO DEI POTERI NEO-LIBERALI IMPERIALI DELLA NOSTRA MODERNITÀ. PASSANDO PER LA FIERA DELLE ARMI DI PARIGI, RIGOUSTE RACCONTA DEI PROCESSI DI COSTRUZIONE DI POTERI NECROPOLITICI, DELLE DERIVE GLOBALI DI NORMALIZZAZIONE COLONIALE, SOFFERTE DENTRO MA ANCHE FUORI LA GUERRA, DELLE STRATEGIE DI SORVEGLIANZA, CONTROLLO E REPRESSIONE AGITE NELLA DEMARCAZIONE DEI REGIMI DI FRONTIERA ED ESPORTATE NEGLI ORDINAMENTI DELLE PERIFERIE CHE ABITIAMO. LA GUERRA CONTRO I POPOLI DISEGNA I CONTORNI DI UN POTERE GLOBALE CHE SI ESPANDE CON L’ARTIGLIERIA DI GUERRA, MENTRE SI CONFIGURA COME ORDINE REGOLAMENTATO DI VITA URBANA. I DISPOSITIVI REPRESSIVI CAMBIANO LA SCALA DI APPLICAZIONE: DAGLI ARMAMENTI E DALLE STRATEGIE BELLIGERANTI, ALLA DEFINIZIONE DI POLITICHE SECURITARIE INTERNE PER LA REPRESSIONE DEL DISSENSO, PER LA PERSECUZIONE POLIZIESCA DELLA NON OMOLOGAZIONE, IN FORMA DI DISPARITÀ DI GENERE, DI CULTURA, DI PROVENIENZA. IL 23 APRILE INCONTREREMO MATHIEU RIGOUSTE PER APPROFONDIRE E INTERROGARCI INSIEME A LUI, A RAJAA DEL CSOA LAMBRETTA DI MILANO, A WAHID E AL BLOCCO DECOLONIALE DI ROMA SU POSSIBILITÀ, SPINTE E STRATEGIE DI RESISTENZA POLITICA ALLA GUERRA CONTRO I POPOLI, A PARTIRE DA NOI STESSI BIANCHI OCCIDENTALI PRIVILEGIATI. ... Vieni e fai venire! in funzione Taverna, Pub12ditutto, Sala da tè InTHERferenze, Enoteca, Infoshop, Serigrafia, Banchetti info&distro www.forteprenestino.net/attivita/3622-siamo-campi-di-battaglia
April 22, 2026
Gancio de Roma
La svolta dei quartieri popolari: “ora basta!”
Sarà il caso di studiare meglio, e soprattutto interpretare nel lavoro politico e sociale, l’importante cambiamento messo in luce – e subito silenziato – dall’analisi del voto referendario. Stiamo parlando del rovesciamento avvenuto tra voto nei quartieri “bene” e quelli popolari. Da quasi un trentennio, sotto la spinta di politiche […] L'articolo La svolta dei quartieri popolari: “ora basta!” su Contropiano.
March 28, 2026
Contropiano
Le cose buone: il lavoro volontario e il sostegno della comunità, su Diario di città
Francesco Festini narra l’origine e le finalità della finanza critica rappresentata da Mag (Firenze) nel sostegno a progettualità attraverso un credito dato dentro una cornice di compartecipazione, nel lavoro svolto da persone che volontariamente valutano le richieste, incontrano le realtà … Leggi tutto L'articolo Le cose buone: il lavoro volontario e il sostegno della comunità, su Diario di città sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Trasformare le traiettorie della violenza maschile, su Diario di città
TRASFORMARE LE TRAIETTORIE DELLA VIOLENZA MASCHILE, RECUPERANDO LA DIMENSIONE SOCIALE E profondamente umana, invertendo le rotte di quello che rischia di apparire destino ineluttabile. Per tornare ad abitare il “pratino”, quel luogo dove le dinamiche presenti permettono la ricostruzione di … Leggi tutto L'articolo Trasformare le traiettorie della violenza maschile, su Diario di città sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.