Puntata del 07/04/2026@2
Il primo argomento di questa puntata è stato il CCNL Istruzione e ricerca
siglato pochi giorni fa, ne abbiamo parlato in compagnia telefonica di Cosimo
Scarinzi di CUB Piemonte. La triade dei sindacati confederali, con l’ ausilio
dei sindacati politicamente più vicini al governo in carica, hanno sottoscritto
il nuovo CCNL di comparto nella giornata del primo aprile. L’ennesimo contratto
che coinvolge milioni di lavoratori, che però non vengono interpellati
minimamente sui contenuti dello stesso e che non recupera l’inflazione reale.
Con Cosimo Scarinzi ci siamo addentrati nelle dinamiche che hanno portato a
questo risultato e parlato delle prossimi mobilitazioni che si stanno
organizzando a riguardo.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Anna
Belligero (Cobas Scuola Torino) su come i fascisti di FdI stanno trasformando
quello che rimane della scuola pubblica.
Abbiamo affrontato con la nostra ospite il declino della scuola che non è solo
culturale e affronta, da quando è al governo FdI, una deriva che ci ricorda le
abitudini del ventennio: liste di professori di sinistra, schedature delle
scuole non allineate con interrogazioni parlamentari della maggioranza, etc.
Verso metà marzo il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli ha stilato una
lista di scuole che lo scorso 10 febbraio avrebbero ignorato il Giorno del
Ricordo, la commemorazione per le vittime delle Foibe. In un’interrogazione, il
parlamentare di FdI ha chiesto al ministro dell’Istruzione di effettuare delle
verifiche nei confronti degli istituti finiti sotto accusa.
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Alberto Russo dell’
ANLM (Assemblea Nazionale Lavoratori Manutenzione) manutentore che lavora in RFI
(Rete Ferroviaria Italiana) sullo sciopero di 24h previsto per l’11/04/2026 e
sul comunicato che l’assemblea sta facendo circolare su “Se proprio vogliamo
giocare giochiamo”.
L’ANLM è nata come assemblea di lavoratori autorganizzati della manutenzione in
Ferrovia dello Stato ha avuto la capacità di organizzare scioperi contro le
condizioni di lavoro dei manutentori e la loro sicurezza.
IL COMUNICATO:
“Sono passa più di due anni dalla firma del 10 gennaio.Il degrado del settore è
sotto gli occhi di tutti, siamo completamente allo sbando, e se mai fosse
possibile, giorno dopo giorno dobbiamo fare i con con una azienda, che grazie al
peggior quadro sindacale che abbia mai calcato le “scene” nel trasporto
ferroviario, sta disarticolando in maniera molto “pericolosa” l’idea stessa di
una Manutenzione dell’Infrastruttura che veda i ferrovieri avere un ruolo.
La firma degli accordi territoriali, non solo non ha corretto in alcun modo
l’impatto dell’iniziativa aziendale, ma legittimandone l’operato ha incentivato,
quella che a tutti gli effetti ricorda la pratica tipica dei campi di
rieducazione, producendo conseguenze pesanti, che impattano fortemente sui
lavoratori.
Così mentre Cum e Specialisti si ergono troppo spesso a controllori di qualsiasi
aspetto della nostra vita, registriamo un aumento dell’uso dello strumento
sanzionatorio, spesso in materie che attengono alla sicurezza sul lavoro, perché
quel modello Brandizzo che trova in questa riorganizzazione la sua massima
espressione, godendo del sostegno di sigle sindacali che nemmeno su questi
aspetti dimostrano un minimo di ritegno, sta infettando ogni aspetto della
realtà che ci circonda.
Non possiamo permetterci di vivere nella paura, perché è quello su cui contano,
perché è quello di cui azienda e sindacalai si nutrono e soprattutto perché in
una situazione come questa è molto più pericoloso assecondarli. Ovviamente la
tentazione di rintanarsi nel proprio angolo nella speranza di non essere
investiti da quel che accade, magari continuando a rivolgersi a quei sindaca che
ci stanno fottendo la vita senza esclusione di colpi, non aiuta, ma sappiamo e
dovreste saperlo anche voi, che con noi non hanno finito, e non ci sono santi a
cui rivolgersi se non a noi stessi. La ricerca di una parvenza di normalità, ci
sta facendo perdere di vista il terreno di gioco. Le cose, anche le più feroci,
continuano ad accadere ed ad un certo punto dovremo svegliarci. Come se il
quadro non fosse già complesso, a rendere tutto ancora più difficile è la
Commissione di Garanzia che oramai si erge al ruolo di portavoce di RFI,
spulciando nei più assurdi meandri per ostacolare le iniziative di sciopero che
portiamo avanti dal 2024. Pertanto all’ennesimo e ingiustificato intervento,
abbiamo deciso di cambiare passo, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
e non si poteva continuare inermi a cercare di schivare lanci sempre più mirati.
Per come è scritto l’accordo sui servizi minimi, però, e per come è strutturata
la nostra reperibilità, la scelta della Commissione di smantellare l’accordo per
come da sempre applicato, ci riporta all’interpretazione integrale di quanto
scritto e questo paradossalmente ci apre opportunità in termini di efficacia.
Vi invitiamo a leggere attentamente le norme tecniche, perché se è vero che ci
porteranno ad effettuare il residuo di prestazione che non rientra nella fascia
21/21, ci esclude dall’obbligo di essere considerati reperibili nella finestra
temporale che corrisponde alla prestazione su cui stiamo scioperando, inoltre
tutto quello che succede all’interno di quella fascia è interessato dallo
sciopero e chi farà il pomeriggio il 10, andrà via prima e chi farà la notte
l’11 e dovesse entrare alle 20, entrerà alle 21. Siamo consapevoli che andare al
lavoro per un pezzetto di prestazione, stiamo parlando di 36 minuti/1 ora, è una
rottura di scatole che non ha alcun senso logico. Del resto è quello su cui la
Commissione di Garanzia ed RFI contano, ma la modifica va vista nel suo insieme.
Ora, se ritenete il disagio insopportabile, non fate sciopero, ma se per caso
foste addirittura reperibili pensateci, perché non dovendo garantire la
reperibilità, il vostro sciopero è particolarmente incisivo. In fondo, come
abbiamo riportato anche sulle norme tecniche, dovrete timbrare, andare a
mettervi i DPI, poi ricambiarvi, timbrare l’uscita e andare a casa. Se proprio
vogliono giocare, giochiamo.
Per difendere la nostra dignità, la nostra sicurezza e fermare questo disastro,
per riaffermare quel diritto di sciopero che tentano di eliminare del tutto, l’11
aprile 2026: SCIOPERO”
Buon ascolto