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2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: un mondo migliore è più che mai necessario
Erano le 19 di ieri sera, domenica 19 luglio, quando il corteo nazionale in ricordo dei fatti di Genova di venticinque anni fa ha raggiunto finalmente la meta in Piazza De Farraris. In un tripudio di botti e fuochi d’artificio e slogan gridati al ritmo di Sia-mo-tut-ti-Car-lo-Giu-lia-ni, Sia-mo-tut-ti-Car-lo-Giu-lia-ni, lo striscione con la scritta Nessun Rimorso a caratteri cubitali guadagnava il pieno centro-città e mentre alcuni cercavano un po’ di refrigerio intorno alla fontana, risultava più che mai evidente la copresenza di almeno tre generazioni: quella dei nonni, quella dei padri&madri, e quella dei figli&nipoti. Quelli che in quei giorni del 2001 c’erano o magati no, ma oggi erano comunque qui e ben più numerosi di loro, quelli che allora erano proprio piccoli o neppure nati. Quanti saremo stati? Dicono non più di 10 mila, meno delle aspettative. Sicuramente avrà pesato il caldo e anche i controlli a tappeto su tutti i punti di accesso alla città di Genova: stazioni ferroviarie, caselli autostradali, io stessa insieme a una mia amica arrivate a Genova Principe abbiamo dovuto esibire i documenti, attendere per tot minuti il via libera da chissà quale ‘centrale operativa’… e insomma sì, Genova ieri di nuovo blindatissima, sicuramente in modo meno invasivo e repressivo di venticinque anni fa, ma comunque blindatissima. In compenso c’erano tutte le possibili bandiere: manifestazione colorata, variegata, anche giustamente arrabbiata, organizzata da una vasta rete di movimenti, collettivi, associazioni, spazi sociali, anche grazie alla concomitanza con l’Assemblea No Kings che si è tenuta sabato. E non potevano mancare le testimonianze di Lena Zuhlke e Mark Covell, gli attivisti “internazionali” che subirono il massacro della Diaz 25 anni fa. Il povero Mark anche questa volta non potrà ripartire da Genova con un buon ricordo: causa-caldo è stato colto da un malore ed è stato subito soccorso dal servizio sanitario. I nostri migliori auguri. La manifestazione avrebbe dovuto prendere il via alle 15.30 da Piazza Alimonda, ribattezzata dai collettivi Piazza Carlo Giuliani e invece è stata parecchio ritardata dall’attesa dello “spezzone giovani”, che già dalle 14.30 si era data appuntamento davanti alla scuola Diaz per un’assemblea dal titolo Prima, durante, dopo il G8: quarant’anni di disobbedienza civile nonviolenta promossa da Extintion Rebellion. Lungi dal limitarsi al confronto assembleare, l’appuntamento ha offerto l’occasione per erigere dinnanzi alla scuola una specie di Colonna Infame “a vergogna dei viventi e a monito dei venturi, com’è usanza della città di Genova (…) perché non si possano dimenticare i fatti accaduti nella notte del 21 luglio quando 346 poliziotti in tenuta antisommossa hanno fatto qui una macelleria messicana…” E solo dopo aver completato e debitamente omaggiato l’installazione, solo dopo aver appeso alla cancellata della Diaz un lungo striscione con la scritta Don’t clean up the blood, eccolo in marcia lo “spezzone giovani”, in direzione di Piazza Alimonda: tra i rulli dei tamburi, scandendo lo slogan Noi La Guer Ra Non La Vo Glia Mo! Noi La Guer Ra Non La Vo Glia Mo! qualcuno di loro si è avvicinato al ceppo in ricordo di Carlo Giuliani al centro della Piazza e accanto ai fiori ha deposto anche un estintore. Come quello che lui aveva tra le mani quando è morto. E solo in quel momento, poco dopo le 17, la manifestazione nazionale si è messa in marcia. C’è stato qualche attimo di tensione quando è passata davanti alla sede di Casa Pound e un gruppetto ha eretto un “muro di cartone” proprio davanti all’ingresso della sede dei militanti di estrema destra, con sopra la scritta in pennarello: “Zona denazificata”. Ma non è successo niente e il fiume umano è tranquillamente proseguito per Via Odessa, e poi Via Tolemaide, Piazza delle Americhe, le zone che furono teatro degli scontri venticinque anni fa, prima che tutto precipitasse in tragedia. Non è stato solo una commemorazione, no. Questo era stato già chiaramente detto durante l’Assemblea No Kings di sabato ed è stato ancor più evidente ieri dagli slogan, dagli striscioni, dalla composizione stessa del corteo, dagli interventi durante il percorso e a corteo concluso. Chiarissima la volontà di inaugurare una nuova fase di mobilitazione sui temi dell’opposizione alla guerra, della critica al neoliberismo, del contrasto alla militarizzazione, della solidarietà con la Palestina e della più decisa opposizione al fascismo. “Hanno provato in tutti i modi a screditare e criminalizzare chi nel luglio 2001 scese nelle piazze per rivendicare un nuovo mondo necessario, diverso da quello che allora si stava delineando e che oggi ci sta portando ad una nuova guerra mondiale” leggiamo nel sito del Comitato Promotore di queste giornate.  “La finanza come strumento di coercizione e destabilizzazione. La guerra come strumento per riaffermare il comando e il controllo. (…) Per questi motivi desideriamo che questo giorno sia l’invito ad aderire ad un nuovo percorso di lotta che non ci veda più solo come antagonisti a un sistema ingiusto e sbagliato, ma come protagonisti della costruzione del futuro che vogliamo.” Oggi a partire dalle 14.30 saremo di nuovo tutti e tutte a Piazza Alimonda per l’annuale commemorazione del Comitato Piazza Carlo Giuliani: “Per non dimentiCarlo”. Tra i tanti ospiti ci saranno Maria Elena Delia della Global Sumud Flotilla, Claudia e Silvia Pinelli, l’attivista Lince di Bologna che lo scorso autunno ha perso la vista a causa della violenza delle FFOO, le “Mamme in piazza per la libertà di dissenso” di Torino e i portavoce di tante associazioni genovesi. E ci sarà anche il Sudario di Carnia per la Pace per denunciare il genocidio del popolo palestinese e la strage di bambine e bambini in tanti Paesi del mondo. E tra un intervento e l’altro ci saranno i suoni di vari gruppi musicali che come ogni anno saranno qui: Assalti Frontali, Contratto Sociale Gnu-Folk, Alessio Lega con Guido Baldoni e Rocco Marchi, Marco Rovelli con Paolo Monti, solo per citarne alcuni. La giornata si concluderà alle 20.30 nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale con la proiezione del film Diaz di Daniela Vicari: organizza l’Ordine dei Giornalisti della Liguria e interverrà anche Enrico Zucca, ex pubblico ministero responsabile delle sentenze sui fatti di Bolzaneto e della Diaz. E con domani, martedì, si concluderà un po’ tutto questo ricco programma di iniziative “andando verso il venticinquennale”: * di nuovo alla scuola Diaz Pertini, dalle 17, per il Reading teatrale e presentazione del romanzo Raccontami ogni cosa di Roberto Bertoni; * di nuovo a Palazzo Ducale, Salone del Maggior Consiglio, dalle 20.30 per la presentazione del podcast Il Caso Diaz di Stefano, Nazzi prodotto dalla stessa Fondazione Palazzo Ducale; * per concludere con la fiaccolata che partirà verso le 22 da Piazza Tommaseo, per raggiungere una volta di più la Scuola Diaz, in ricordo di quella notte che ancora oggi Genova non può non ricordare come una ferita aperta, così difficile da rimarginare. Foto di Andrea Mancuso, Marioluca Bariona e Roberto Borri       Daniela Bezzi
July 20, 2026
Pressenza
Verità e giustizia per Issouf Koné basta morti sul lavoro
Teramo 15.07.2026 – La morte di Issouf Koné, lavoratore di 33 anni residente a Teramo da oltre dieci anni, deceduto il 12 giugno nel cantiere del potabilizzatore di Gerosa mentre svolgeva il proprio lavoro, impone una riflessione profonda sulle condizioni di chi lavora e, in particolare, di migliaia di lavoratrici […] L'articolo Verità e giustizia per Issouf Koné basta morti sul lavoro su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
GENOVA: A 25 ANNI DAL G8 “NESSUN RIMORSO”. 19 LUGLIO CORTEO NAZIONALE
Genova si prepara ad una grande manifestazione nazionale in memoria del G8 del 2001 e per il rilancio delle rivendicazioni di allora che “sono più vive che mai”. Appuntamento domenica 19 luglio alle ore 15.30 in piazza Alimonda, luogo simbolico dove i carabinieri assassinarono Carlo Giuliani. Erano tante le politiche già scritte nelle agende dei “grandi del pianeta” venticinque anni fa e che sono state implementate. I risultati sono oggi evidenti, scrivono gli organizzatori di Genova Antifascista e del CPA di Firenze: la guerra come strumento di “comando e controllo”, la finanza come strumento di “coercizione e destabilizzazione”, “la rapina delle risorse a danno dei popoli del Sud Globale”. La repressione ha poi contribuito ad agevolare “la massimizzazione delle rendite e dei profitti”, rappresentando lo strumento per eccellenza che ha portato negli anni all’inasprimento delle leggi sulla cosiddetta sicurezza e anche alla “chiusura di spazi politici e sindacali per eliminare le conquiste di lavoratori e lavoratrici”. Nonostante i traumi, le divisioni e “la distinzione tra buoni e cattivi attraverso cui spaccarono anche quel movimento”, Genova rilancia l’appuntamento il 19 luglio di quest’anno con lo slogan “in nessun caso nessun rimorso”. Infatti Genova 2001 è una storia che il movimento si propone di “raccogliere e porgere alle nuove generazioni”, per contrastare “l’ondata nera che lentamente sta invadendo le nostre città” e per lottare contro chi fomenta “paure, incertezze e spaccature” sociali. 19 luglio quindi non soltanto come una ricorrenza ma un “invito ad aderire ad un nuovo percorso di lotta che non ci veda più soltanto come antagonisti ad un sistema ingiusto e sbagliato ma come protagonisti della costruzione del futuro al quale ambiamo”. La presentazione del percorso che ha portato all’organizzazione del corteo del 19 luglio con Simona del CS Buridda e di Genova Antifascista. Ascolta o scarica
July 7, 2026
Radio Onda d`Urto
GENOVA RICORDA LA RIVOLTA ANTI-MSI DEL 30 GIUGNO 1960, OLTRE 1000 PERSONE AL CORTEO ANTIFASCISTA
Martedì sera, 30 giugno, a Genova, nonostante un clima più che torrido, doppia mobilitazione antifascista per ricordare il 30 giugno 1960, quando Genova si sollevò contro l’annunciato congresso nazionale dei fascisti dell’Msi, poi naufragato a causa della pressione di migliaia e migliaia di proletari. La Cgil ha percorso un breve tratto di centro storico per arrivare in piazza De Ferrari, mentre nel tardo pomeriggio Genova Antifascista ha mobilitato, per un corteo più lungo e articolato, oltre mille persone. Parole d’ordine: “con tutti i popoli che lottano contro il nemico imperialista”. Con Ricky, compagno di Genova Antifascista, abbiamo ripercorso i fatti che portarono alla sollevazione di Genova del 30 giugno 1960 e abbiamo declinato quella lotta con le mobilitazioni attuali e prossime che si svolgeranno in città. Ascolta o scarica
July 1, 2026
Radio Onda d`Urto
GINEVRA: DECINE DI MIGLIAIA IN PIAZZA CONTRO IL G7 DELLA VICINA EVIAN. SCONTRI CON LA POLIZIA
Domenica 14 giugno 2026 decine di migliaia di persone hanno dato vita a un’imponente manifestazione contro il G7 a Ginevra, in Svizzera, vista l’impossibilità di arrivare nella blindatissima Évian-les-Bains (una quarantina di km a est, sulla sponda francese del lago Lemàno) dove – dal 15 al 20 giugno – si svolge il vertice. Il corteo si è diretto verso la sede dell’Onu di Ginevra. A questo punto sono iniziati intensi scontri con la polizia che sono andati avanti fino a tarda sera tra lanci di oggetti, barricate e lanci di lacrimogeni. La polizia, poi, ha accerchiato e tenuto immobilizzate per ore centinaia di persone in una piazza della città. “Le persone sono state costrette dalla polizia a dormire sull’asfalto tutta la notte”, ha raccontato il giornalista indipendente Thibaud Mabut in un video su Instagram. Centinaia di persone, molte delle quali erano turisti o persone che erano andate al lago solo per fare un bagno, sono state bloccate anche fino alle 6 del mattino per essere identificate. “Non sono stati messi a disposizione dei bagni, la gente ha dovuto fare i propri bisogni nei fiori del molo, abbiamo sofferto la mancanza di acqua e cibo, solo verso l’una di notte ci hanno portato bottiglie d’acqua. Anche le coperte di sopravvivenza per resistere al freddo sono arrivate dopo molto tempo”. Abbiamo tradotto un’estratto del suo racconto. Ascolta o scarica  Su Radio Onda d’Urto è intervenuta per raccontare la giornata di lotta Sonia Frisco, attivista del collettivo “La grève féministe” di Ginevra. Ascolta o scarica.  
June 15, 2026
Radio Onda d`Urto
[2026-06-13] Fuck Remigration @ Colosseo
FUCK REMIGRATION Colosseo - Colosseo, Roma (sabato, 13 giugno 15:00) ore 15 Corteo - Colosseo - Piazza Vittorio Fuck Remigration Respingiamo chi semina odio Roma sa da che parte stare Roma non vi vuole Roma è partigiana Roma è antirazzista Il 13 giugno tutt3 in piazza!
June 4, 2026
Gancio de Roma
Cuba, la piazza di Roma rompe il silenzio sulla nuova stretta di Washington
Giovedì 28 maggio diverse migliaia di persone, con una fortissima presenza di giovani, hanno attraversato il centro di Roma in un giorno feriale per raggiungere l’ambasciata degli Stati Uniti. Una mobilitazione nata in pochissimi giorni, colorata e determinata, che ha messo insieme le bandiere di Cuba e quelle della Palestina. Non si è trattato di una coincidenza coreografica o di un accostamento casuale, ma di una scelta politica netta: unire in un’unica protesta due popoli che la piazza riconosce oggi  tra le principali vittime di logiche di potere geopolitico che calpestano sistematicamente i principi del diritto internazionale. Sotto il profilo visivo, il corteo romano ha attraversato le strade della capitale portando in primo piano una simbologia carica di significato storico. Accanto ai vessilli delle formazioni politiche e sindacali promotrici, lo sventolio simultaneo delle bandiere cubane e di quelle palestinesi ha definito l’identità profonda della mobilitazione. Negli interventi che si sono succeduti lungo il percorso, Cuba e Palestina vengono identificate come i due fronti principali della medesima resistenza globale contro le sanzioni, l’occupazione e le politiche di aggressione economica e militare. La saldatura tra le due cause si fonda sulla comune condizione di comunità sottoposte a prolungati regimi di assedio – commerciale e finanziario nel caso caraibico, militare e territoriale in quello mediorientale – finalizzati a piegare la sovranità nazionale e a negare il diritto fondamentale all’autodeterminazione. Portare in piazza questa doppia simbologia ha permesso di sottrarre la crisi cubana a una dinamica puramente locale, inserendola in un quadro globale di opposizione alle ingerenze internazionali e ai tentativi di sottomissione dei popoli. L’urgenza di scendere in piazza è nata dall’ennesima escalation nei confronti dell’isola. All’embargo economico, commerciale e finanziario che soffoca il Paese da oltre sessant’anni, oggi si aggiunge una strategia ancora più stringente definita dall’amministrazione statunitense. Washington sta stringendo i nodi attorno alle forniture di idrocarburi dirette all’isola, colpendo in modo particolare gli scambi con il Venezuela. Questo blocco energetico mirato sta provocando continui blackout in tutto il territorio cubano, paralizzando i trasporti pubblici, rallentando le attività produttive e puntando deliberatamente al collasso economico totale del Paese. L’obiettivo dichiarato di queste misure è favorire la destabilizzazione politica interna e indurre un cambio di regime attraverso l’esasperazione della popolazione. Per fortuna, la reazione della società civile cubana racconta un’altra storia. Nonostante la durezza estrema delle privazioni materiali quotidiane, la popolazione non sta arretrando e ha dimostrato di non volersi piegare. Esiste una coesione di fondo che spinge i cittadini a difendere le conquiste storiche dell’isola – come la sanità pubblica universale, l’istruzione gratuita e la centralità dei bisogni delle persone rispetto alla logica del profitto – vissute come un patrimonio collettivo non negoziabile che unisce la popolazione alle scelte del proprio governo. A questa “asfissia materiale” si è unita, sul piano diplomatico, la provocazione del Dipartimento di Giustizia nordamericano, che ha aperto un provvedimento penale contro il novantaquattrenne Raúl Castro per fatti complessi risalenti al 1996. Un atto privo di reale valore giuridico internazionale, ma dall’altissimo peso politico. La piazza ha condannato questa mossa definendola un chiaro esempio di lawfare, ovvero l’uso politico della giustizia utilizzato come un’arma per colpire e delegittimare i simboli storici della rivoluzione cubana proprio nel momento di massima vulnerabilità materiale ed energetica del Paese caraibico. La tesi emersa dagli interventi diffusi dal megafono durante il corteo smonta radicalmente la retorica nordamericana sulla sicurezza: Cuba non costituisce, né ha mai costituito sotto il profilo militare o strategico una minaccia reale per gli Stati Uniti o per qualsiasi altra nazione del mondo. La reale “pericolosità” attribuita all’isola risiede interamente nel suo modello sociale ed economico, antitetico alle logiche del libero mercato senza regole. Cuba rappresenta un’idea di società differente, un paese internazionalmente noto nel Sud globale non per l’esportazione di armi o contingenti militari, ma per l’invio di brigate di medici, infermieri e insegnanti per combattere l’analfabetismo e le emergenze sanitarie, ponendosi come emblema della pace e della cooperazione tra i popoli. In tutto questo scenario, stride con forza il silenzio pesante dei governi europei e di quello italiano. Le istituzioni occidentali, che si proclamano quotidianamente paladine della democrazia, della legalità internazionale e dei diritti umani, si voltano dall’altra parte di fronte al tentativo di strangolare l’economia di un intero popolo, diventando complici di fatto delle sanzioni unilaterali e delle misure coercitive rinnovate dall’amministrazione statunitense. Il corteo di Roma, che si unisce alle tante manifestazioni in diverse città italiane e nel resto del mondo, ha svolto un fondamentale ruolo di supplenza politica da parte della cittadinanza attiva. I manifestanti hanno rotto l’isolamento informativo e la censura mediatica per ricordare che difendere la sovranità di Cuba e l’autodeterminazione della Palestina non è una questione nostalgica o di retroguardia, ma la base minima e indispensabile per sperare in un futuro di pace e nella costruzione di un ordine globale realmente multipolare e democratico. Foto di Mauro Zanella Giovanni Barbera
May 29, 2026
Pressenza
Manifestazione a Roma 23 maggio
Sabato 23 Maggio,  si è tenuta la terza manifestazione nel giro di 10 giorni in solidarietà con i popoli Palestinese, Libanese, Cubano, Iraniano e Venezuelano (a questo si devono aggiungere i quotidiani presidi davanti a Montecitorio). Le bandiere, gli striscioni e gli slogan condannavano il genocidio dei Palestinesi, tutt’ora in atto, e le guerra scatenate da Israele, con la complicità degli Stati Uniti d’America, contro il Libano e l’Iran. Uguale condanna riguardava l’azione di guerra contro il Venezuela e le minacce a Cuba. Infine si esprimeva la totale solidarietà con la Freedom e la Sumod Flottilla, nel cui contrasto Israele ha mostrato il suo volto più feroce, di vero e proprio stato canaglia. Il merito principale della manifestazione di sabato, indetta dall’USB, è stata la capacità di manifestare insieme e per gli stessi obiettivi i lavoratori e le lavoratrici con gli studenti e le studentesse che pagano i costi sociali più alti dell’economia di guerra e della progressiva distruzione dello stato sociale. Numeroso era infatti lo spezzone di Osa (gli studenti delle superiori) , Cambiare Rotta (glì universitari) ed ecoresistenze. Altro segmento importante era quello degli occupanti delle case. In testa a tutti i militanti dell’Usb che formavano l’altra metà del corteo. Migliaia di persone, forse diecimila hanno sfilato da piazza dei Cinquecento fino a piazza San Giovanni, con compostezza e determinazione, dietro agli striscioni internazionalisti e a quelli che contestavano il riarmo (“Giú le armi e su i salari”) o che sostenevano le difficili vertenze in atto. L’unico neo è che, nonostante il generoso impegno del sindacato USB, al corteo hanno partecipato praticamente solo le formazioni legate alla Rete dei Comunisti e quindi a Potere al Popolo. Oltre alla radicalità delle lotte, a partire da quelle contro il traffico di armi, fatte proprie in primis dai portuali dell’Usb, è necessario, se si vuole vincere, sforzarsi di costruire il massimo dell’unità possibile. Mauro Carlo Zanella
May 25, 2026
Pressenza
GIOVEDì 28 MAGGIO: “LOTTIAMO ADESSO!”. A BRESCIA CORTEO ANTIFASCISTA, ORE 9.00, PIAZZALE BATTISTI
| BRESCIA | Contro guerre, fascismo e sfruttamento, per la giustizia sociale. LOTTIAMO ADESSO! Da C.S.A. Magazzino 47 – Associazione Diritti per tutti – Collettivo Onda Studentesca – Confederazione Cobas Brescia – Confederazione Unitaria di Base Brescia: “⭐ 28 Maggio 52° anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia Corteo antifascista ore 9.00 – P.le Cesare Battisti (metro San Faustino) Viviamo in un presente segnato da guerre, genocidi e derive autoritarie, l’ordine globale e il sistema capitalista vacillano nell’instabilità e nella crisi e il prezzo viene scaricato sulla pelle di chi lavora, di chi vive già in condizioni di marginalità e sul pianeta. Lo sfruttamento si intensifica, il lavoro diventa sempre più precario e povero, la crisi ecologica accelera in nome del profitto e i piani imperialisti e coloniali degli Stati-nazione minacciano sempre più i popoli. Davanti a questa devastazione, il tempo di lottare è adesso. Dobbiamo costruire una lotta internazionalista che sappia intrecciare le resistenze dal basso contro i nazionalismi, il razzismo e il patriarcato. L’unica vera sicurezza è quella che nasce dalla giustizia sociale e dalla dignità della vita. Diritto alla casa, al reddito, alla sanità, all’istruzione, ai trasporti pubblici e libertà di movimento per chiunque. Ecologia sociale che metta fine alla violenza e allo sfruttamento capitalistico delle nostre vite e del pianeta. Vogliamo un mondo dove sia difesa l’autodeterminazione dei popoli e promossa la convivenza pacifica. Legando le rivendicazioni di oggi alla resistenza e all’eredità delle lotte del passato, invitiamo a partecipare ai cortei del 25 aprile, del 1 maggio e del 28 maggio, anniversario della strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 1974, continuando a resistere ai fascismi di oggi. Con Renata nel cuore. ⭐ Giovedì 28 Maggio 2026, 52° anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia. Corteo antifascista ore 9.00 – P.le Cesare Battisti (metro San Faustino)” C.S.A. Magazzino 47 – Associazione Diritti per tutti – Collettivo Onda Studentesca – Confederazione Cobas Brescia – Confederazione Unitaria di Base Brescia. L’audio di lancio del corteo antifascista del 28 Maggio 2026, ore 9.00 in piazzale Cesare Battisti. Ascolta o scarica Sulla Strage fascista, di Stato e della Nato di piazza della Loggia (28 Maggio 1974, Brescia) Radio Onda d’Urto ha realizzato una serie di speciali tra interviste e ricostruzioni storico-politiche: CLICCA QUI
May 25, 2026
Radio Onda d`Urto
MODENA: CORTEO ANTIFASCISTA CONTRO LE STRUMENTALIZZAZIONI RAZZISTE
Manifestazione antifascista oggi pomeriggio, sabato 23 maggio, a Modena contro le strumentalizzazioni razziste da parte di fascisti e destre reazionarie di quanto accaduto sabato scorso, 16 maggio, quando un uomo ha lanciato la propria auto ad alta velocità contro i passanti in via Emilia Centro, nel cuore della città emiliana. Mercoledì scorso, 20 maggio, i fascisti di Forza Nuova avevano organizzato un presidio per tentare di strumentalizzare in senso razzista la vicenda, dal momento che l’autore del gesto, italiano, ha origini marocchine. Durante il presidio, partecipato da una trentina di razzisti, un fascista aveva attaccato la manifestazione antifascista. Dopo alcuni momenti di tensione, la polizia in tenuta antisommossa aveva caricato antifasciste e antifascisti. Per il pomeriggio di oggi, sabato 23 maggio, l’associazione modenese di destra Areté, vicina a Futuro nazionale di Vannacci, ha organizzato una “manifestazione silenziosa” in Largo Garibaldi, sempre a Modena. Fino all’ultimo è circolata anche la voce che l’ex generale dell’esercito e leader della nuova formazione di estrema destra avesse intenzione di partecipare. Contro l’ennesimo tentativo delle destre reazionarie di strumentalizzare i fatti drammatici dello scorso fine settimana, antifasciste e antifascisti modenesi si sono dati appuntamento anche per questo sabato pomeriggio, 23 maggio, per una manifestazione antifascista che è stata partecipata da alcune centinaia di persone. La Questura ha schierato un massiccio dispositivo poliziesco per impedire ad antifasciste e antifascisti di dirigersi verso il presidio dei fascisti. Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dal corteo antifascista di Federico della redazione emilianoromagnola. Ascolta o scarica.
May 23, 2026
Radio Onda d`Urto