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Cuba, la piazza di Roma rompe il silenzio sulla nuova stretta di Washington
Giovedì 28 maggio diverse migliaia di persone, con una fortissima presenza di giovani, hanno attraversato il centro di Roma in un giorno feriale per raggiungere l’ambasciata degli Stati Uniti. Una mobilitazione nata in pochissimi giorni, colorata e determinata, che ha messo insieme le bandiere di Cuba e quelle della Palestina. Non si è trattato di una coincidenza coreografica o di un accostamento casuale, ma di una scelta politica netta: unire in un’unica protesta due popoli che la piazza riconosce oggi  tra le principali vittime di logiche di potere geopolitico che calpestano sistematicamente i principi del diritto internazionale. Sotto il profilo visivo, il corteo romano ha attraversato le strade della capitale portando in primo piano una simbologia carica di significato storico. Accanto ai vessilli delle formazioni politiche e sindacali promotrici, lo sventolio simultaneo delle bandiere cubane e di quelle palestinesi ha definito l’identità profonda della mobilitazione. Negli interventi che si sono succeduti lungo il percorso, Cuba e Palestina vengono identificate come i due fronti principali della medesima resistenza globale contro le sanzioni, l’occupazione e le politiche di aggressione economica e militare. La saldatura tra le due cause si fonda sulla comune condizione di comunità sottoposte a prolungati regimi di assedio – commerciale e finanziario nel caso caraibico, militare e territoriale in quello mediorientale – finalizzati a piegare la sovranità nazionale e a negare il diritto fondamentale all’autodeterminazione. Portare in piazza questa doppia simbologia ha permesso di sottrarre la crisi cubana a una dinamica puramente locale, inserendola in un quadro globale di opposizione alle ingerenze internazionali e ai tentativi di sottomissione dei popoli. L’urgenza di scendere in piazza è nata dall’ennesima escalation nei confronti dell’isola. All’embargo economico, commerciale e finanziario che soffoca il Paese da oltre sessant’anni, oggi si aggiunge una strategia ancora più stringente definita dall’amministrazione statunitense. Washington sta stringendo i nodi attorno alle forniture di idrocarburi dirette all’isola, colpendo in modo particolare gli scambi con il Venezuela. Questo blocco energetico mirato sta provocando continui blackout in tutto il territorio cubano, paralizzando i trasporti pubblici, rallentando le attività produttive e puntando deliberatamente al collasso economico totale del Paese. L’obiettivo dichiarato di queste misure è favorire la destabilizzazione politica interna e indurre un cambio di regime attraverso l’esasperazione della popolazione. Per fortuna, la reazione della società civile cubana racconta un’altra storia. Nonostante la durezza estrema delle privazioni materiali quotidiane, la popolazione non sta arretrando e ha dimostrato di non volersi piegare. Esiste una coesione di fondo che spinge i cittadini a difendere le conquiste storiche dell’isola – come la sanità pubblica universale, l’istruzione gratuita e la centralità dei bisogni delle persone rispetto alla logica del profitto – vissute come un patrimonio collettivo non negoziabile che unisce la popolazione alle scelte del proprio governo. A questa “asfissia materiale” si è unita, sul piano diplomatico, la provocazione del Dipartimento di Giustizia nordamericano, che ha aperto un provvedimento penale contro il novantaquattrenne Raúl Castro per fatti complessi risalenti al 1996. Un atto privo di reale valore giuridico internazionale, ma dall’altissimo peso politico. La piazza ha condannato questa mossa definendola un chiaro esempio di lawfare, ovvero l’uso politico della giustizia utilizzato come un’arma per colpire e delegittimare i simboli storici della rivoluzione cubana proprio nel momento di massima vulnerabilità materiale ed energetica del Paese caraibico. La tesi emersa dagli interventi diffusi dal megafono durante il corteo smonta radicalmente la retorica nordamericana sulla sicurezza: Cuba non costituisce, né ha mai costituito sotto il profilo militare o strategico una minaccia reale per gli Stati Uniti o per qualsiasi altra nazione del mondo. La reale “pericolosità” attribuita all’isola risiede interamente nel suo modello sociale ed economico, antitetico alle logiche del libero mercato senza regole. Cuba rappresenta un’idea di società differente, un paese internazionalmente noto nel Sud globale non per l’esportazione di armi o contingenti militari, ma per l’invio di brigate di medici, infermieri e insegnanti per combattere l’analfabetismo e le emergenze sanitarie, ponendosi come emblema della pace e della cooperazione tra i popoli. In tutto questo scenario, stride con forza il silenzio pesante dei governi europei e di quello italiano. Le istituzioni occidentali, che si proclamano quotidianamente paladine della democrazia, della legalità internazionale e dei diritti umani, si voltano dall’altra parte di fronte al tentativo di strangolare l’economia di un intero popolo, diventando complici di fatto delle sanzioni unilaterali e delle misure coercitive rinnovate dall’amministrazione statunitense. Il corteo di Roma, che si unisce alle tante manifestazioni in diverse città italiane e nel resto del mondo, ha svolto un fondamentale ruolo di supplenza politica da parte della cittadinanza attiva. I manifestanti hanno rotto l’isolamento informativo e la censura mediatica per ricordare che difendere la sovranità di Cuba e l’autodeterminazione della Palestina non è una questione nostalgica o di retroguardia, ma la base minima e indispensabile per sperare in un futuro di pace e nella costruzione di un ordine globale realmente multipolare e democratico. Foto di Mauro Zanella Giovanni Barbera
May 29, 2026
Pressenza
Manifestazione a Roma 23 maggio
Sabato 23 Maggio,  si è tenuta la terza manifestazione nel giro di 10 giorni in solidarietà con i popoli Palestinese, Libanese, Cubano, Iraniano e Venezuelano (a questo si devono aggiungere i quotidiani presidi davanti a Montecitorio). Le bandiere, gli striscioni e gli slogan condannavano il genocidio dei Palestinesi, tutt’ora in atto, e le guerra scatenate da Israele, con la complicità degli Stati Uniti d’America, contro il Libano e l’Iran. Uguale condanna riguardava l’azione di guerra contro il Venezuela e le minacce a Cuba. Infine si esprimeva la totale solidarietà con la Freedom e la Sumod Flottilla, nel cui contrasto Israele ha mostrato il suo volto più feroce, di vero e proprio stato canaglia. Il merito principale della manifestazione di sabato, indetta dall’USB, è stata la capacità di manifestare insieme e per gli stessi obiettivi i lavoratori e le lavoratrici con gli studenti e le studentesse che pagano i costi sociali più alti dell’economia di guerra e della progressiva distruzione dello stato sociale. Numeroso era infatti lo spezzone di Osa (gli studenti delle superiori) , Cambiare Rotta (glì universitari) ed ecoresistenze. Altro segmento importante era quello degli occupanti delle case. In testa a tutti i militanti dell’Usb che formavano l’altra metà del corteo. Migliaia di persone, forse diecimila hanno sfilato da piazza dei Cinquecento fino a piazza San Giovanni, con compostezza e determinazione, dietro agli striscioni internazionalisti e a quelli che contestavano il riarmo (“Giú le armi e su i salari”) o che sostenevano le difficili vertenze in atto. L’unico neo è che, nonostante il generoso impegno del sindacato USB, al corteo hanno partecipato praticamente solo le formazioni legate alla Rete dei Comunisti e quindi a Potere al Popolo. Oltre alla radicalità delle lotte, a partire da quelle contro il traffico di armi, fatte proprie in primis dai portuali dell’Usb, è necessario, se si vuole vincere, sforzarsi di costruire il massimo dell’unità possibile. Mauro Carlo Zanella
May 25, 2026
Pressenza
GIOVEDì 28 MAGGIO: “LOTTIAMO ADESSO!”. A BRESCIA CORTEO ANTIFASCISTA, ORE 9.00, PIAZZALE BATTISTI
| BRESCIA | Contro guerre, fascismo e sfruttamento, per la giustizia sociale. LOTTIAMO ADESSO! Da C.S.A. Magazzino 47 – Associazione Diritti per tutti – Collettivo Onda Studentesca – Confederazione Cobas Brescia – Confederazione Unitaria di Base Brescia: “⭐ 28 Maggio 52° anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia Corteo antifascista ore 9.00 – P.le Cesare Battisti (metro San Faustino) Viviamo in un presente segnato da guerre, genocidi e derive autoritarie, l’ordine globale e il sistema capitalista vacillano nell’instabilità e nella crisi e il prezzo viene scaricato sulla pelle di chi lavora, di chi vive già in condizioni di marginalità e sul pianeta. Lo sfruttamento si intensifica, il lavoro diventa sempre più precario e povero, la crisi ecologica accelera in nome del profitto e i piani imperialisti e coloniali degli Stati-nazione minacciano sempre più i popoli. Davanti a questa devastazione, il tempo di lottare è adesso. Dobbiamo costruire una lotta internazionalista che sappia intrecciare le resistenze dal basso contro i nazionalismi, il razzismo e il patriarcato. L’unica vera sicurezza è quella che nasce dalla giustizia sociale e dalla dignità della vita. Diritto alla casa, al reddito, alla sanità, all’istruzione, ai trasporti pubblici e libertà di movimento per chiunque. Ecologia sociale che metta fine alla violenza e allo sfruttamento capitalistico delle nostre vite e del pianeta. Vogliamo un mondo dove sia difesa l’autodeterminazione dei popoli e promossa la convivenza pacifica. Legando le rivendicazioni di oggi alla resistenza e all’eredità delle lotte del passato, invitiamo a partecipare ai cortei del 25 aprile, del 1 maggio e del 28 maggio, anniversario della strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia del 1974, continuando a resistere ai fascismi di oggi. Con Renata nel cuore. ⭐ Giovedì 28 Maggio 2026, 52° anniversario della Strage fascista, di Stato e della Nato di Piazza della Loggia. Corteo antifascista ore 9.00 – P.le Cesare Battisti (metro San Faustino)” C.S.A. Magazzino 47 – Associazione Diritti per tutti – Collettivo Onda Studentesca – Confederazione Cobas Brescia – Confederazione Unitaria di Base Brescia. L’audio di lancio del corteo antifascista del 28 Maggio 2026, ore 9.00 in piazzale Cesare Battisti. Ascolta o scarica Sulla Strage fascista, di Stato e della Nato di piazza della Loggia (28 Maggio 1974, Brescia) Radio Onda d’Urto ha realizzato una serie di speciali tra interviste e ricostruzioni storico-politiche: CLICCA QUI
May 25, 2026
Radio Onda d`Urto
MODENA: CORTEO ANTIFASCISTA CONTRO LE STRUMENTALIZZAZIONI RAZZISTE
Manifestazione antifascista oggi pomeriggio, sabato 23 maggio, a Modena contro le strumentalizzazioni razziste da parte di fascisti e destre reazionarie di quanto accaduto sabato scorso, 16 maggio, quando un uomo ha lanciato la propria auto ad alta velocità contro i passanti in via Emilia Centro, nel cuore della città emiliana. Mercoledì scorso, 20 maggio, i fascisti di Forza Nuova avevano organizzato un presidio per tentare di strumentalizzare in senso razzista la vicenda, dal momento che l’autore del gesto, italiano, ha origini marocchine. Durante il presidio, partecipato da una trentina di razzisti, un fascista aveva attaccato la manifestazione antifascista. Dopo alcuni momenti di tensione, la polizia in tenuta antisommossa aveva caricato antifasciste e antifascisti. Per il pomeriggio di oggi, sabato 23 maggio, l’associazione modenese di destra Areté, vicina a Futuro nazionale di Vannacci, ha organizzato una “manifestazione silenziosa” in Largo Garibaldi, sempre a Modena. Fino all’ultimo è circolata anche la voce che l’ex generale dell’esercito e leader della nuova formazione di estrema destra avesse intenzione di partecipare. Contro l’ennesimo tentativo delle destre reazionarie di strumentalizzare i fatti drammatici dello scorso fine settimana, antifasciste e antifascisti modenesi si sono dati appuntamento anche per questo sabato pomeriggio, 23 maggio, per una manifestazione antifascista che è stata partecipata da alcune centinaia di persone. La Questura ha schierato un massiccio dispositivo poliziesco per impedire ad antifasciste e antifascisti di dirigersi verso il presidio dei fascisti. Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dal corteo antifascista di Federico della redazione emilianoromagnola. Ascolta o scarica.
May 23, 2026
Radio Onda d`Urto
Strage di Capaci. Il 23 maggio dell’antimafia sociale
Il 23 maggio ricorre il trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. A Palermo, ogni anno, si tengono varie iniziative istituzionali e scolastiche, … Leggi tutto L'articolo Strage di Capaci. Il 23 maggio dell’antimafia sociale sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
[2026-05-18] Mobilitazione d'urgenza per la Global Sumud Flotilla @ Piazza Gaza
MOBILITAZIONE D'URGENZA PER LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA Piazza Gaza - Piazza dei Cinquecento (lunedì, 18 maggio 18:00) MOBILITAZIONE D’URGENZA - ROMA - PIAZZA GAZA ORE 18:00  Cos’altro deve succedere perchè l’Europa e il mondo inizino a pretendere che l’entità sionista rispetti la legge e la smetta di spargere terrore e morte ovunque si trovi? La Palestina non è un banco di prova per testare quanto le istituzioni sono disposte a sopportare, è una terra fatta di persone che hanno il diritto di vivere libere in casa loro. In questo momento l’IOF sta abbordando la nostra flotta, intercettando illegalmente il nostro equipaggio e manomettendo i sistemi che ci permettono di vedere quello che succede. Ma noi vediamo e sentiamo tutto. Scendete in piazza alle 18.00, facciamoci trovare, facciamoci sentire, blocchiamo tutto
May 19, 2026
Gancio de Roma
MILANO: OLTRE DUEMILA PERSONE AL CORTEO CONTRO IL GENOCIDIO A GAZA. MEDIA NEL MIRINO.
Oltre 2mila persone hanno partecipato al corteo di Milano “Contro il genocidio a Gaza, per la liberazione immediata di Thiago e Saif e dei prigionieri politici palestinesi” che si è svolto a Milano nel pomeriggio di sabato 9 maggio. Il corteo, partito poco prima delle 16.00 da largo Domodossola, si è fermato davanti alla sede Rai in corso Sempione: “vergogna” lo slogan ripetuto contro l’informazione su Gaza e sollecitare “i media mainstream italiani a raccontare il genocidio in corso e a parlare delle tante operatrici e dei tanti operatori palestinesi uccisi da Israele”. Dal corteo, la corrispondenza con Elio, compagno del Centro Sociale Vittoria. Ascolta o scarica.
Primo maggio a torino – dirette dal corteo cittadino@2
Abbiamo seguito in diretta dagli studi di via Cecchi 21/a la giornata internazionale di lotta del primo maggio, focalizzandoci principalmente su quanto stava avvenendo in città. Abbiamo dato aggiornamenti dagli spezzoni di corteo in contestazione della tradizionale sfilata organizzata dai sindacati confederali, anche tramite registrazioni degli interventi al microfono e aggiornato su quanto si sta muovendo a livello di mobilitazioni in ambito lavorativo. Sul finale ci siamo collegati con l’organizzazione del secondo dei “Due giorni di fuoco” per farci raccontare l’iniziativa e il dibattito sul progetto del nuovo data center a Lucento, Torino. Buon ascolto Partenza spezzone sociale: -------------------------------------------------------------------------------- Presentazione spezzone operaio: -------------------------------------------------------------------------------- Presentazione spezzone antimilitarista: -------------------------------------------------------------------------------- Aggiornamento con lo spezzone sociale: -------------------------------------------------------------------------------- Intervento del Sicobas dal palco di Piazza Castello: -------------------------------------------------------------------------------- Intervento operaio dal palco di Piazza Castello: -------------------------------------------------------------------------------- Collettivo COLPO su inchiesta lavoratori ristorazione: -------------------------------------------------------------------------------- Giulia CUB scuola università e ricerca su prossime mobilitazioni: -------------------------------------------------------------------------------- Presentazione dibattito e iniziative alla due giorni di fuoco:
Primo maggio a torino – dirette dal corteo cittadino@1
Abbiamo seguito in diretta dagli studi di via Cecchi 21/a la giornata internazionale di lotta del primo maggio, focalizzandoci principalmente su quanto stava avvenendo in città. Abbiamo dato aggiornamenti dagli spezzoni di corteo in contestazione della tradizionale sfilata organizzata dai sindacati confederali, anche tramite registrazioni degli interventi al microfono e aggiornato su quanto si sta muovendo a livello di mobilitazioni in ambito lavorativo. Sul finale ci siamo collegati con l’organizzazione del secondo dei “Due giorni di fuoco” per farci raccontare l’iniziativa e il dibattito sul progetto del nuovo data center a Lucento, Torino. Buon ascolto Partenza spezzone sociale: -------------------------------------------------------------------------------- Presentazione spezzone operaio: -------------------------------------------------------------------------------- Presentazione spezzone antimilitarista: -------------------------------------------------------------------------------- Aggiornamento con lo spezzone sociale: -------------------------------------------------------------------------------- Intervento del Sicobas dal palco di Piazza Castello: -------------------------------------------------------------------------------- Intervento operaio dal palco di Piazza Castello: -------------------------------------------------------------------------------- Collettivo COLPO su inchiesta lavoratori ristorazione: -------------------------------------------------------------------------------- Giulia CUB scuola università e ricerca su prossime mobilitazioni: -------------------------------------------------------------------------------- Presentazione dibattito e iniziative alla due giorni di fuoco: