
Riconosciuto lo status di rifugiato per motivi imperativi ai richiedenti ex minori vittima di maltrattamenti
Progetto Melting Pot Europa - Tuesday, September 8, 2026Il Tribunale di Torino, Sezione Nona Civile specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale, con due distinti decreti (causa R.G. n. 4509/2024 e causa R.G. n. 10360/2024 ha riconosciuto lo status di rifugiato a due cittadini della Costa d’Avorio, entrambi neo-maggiorenni, per i cd. motivi imperativi (compelling reasons).
Il nodo comune alle due decisioni è legato al fatto che entrambi i ricorrenti avevano subito, durante l’infanzia e l’adolescenza, gravi e reiterate violazioni dei diritti fondamentali – nel primo caso maltrattamenti, percosse e sfruttamento domestico da parte della famiglia paterna dopo la morte del padre e l’abbandono materno; nel secondo l’abbandono, lo sfruttamento lavorativo pluriennale e la discriminazione quale figlio “illegittimo” e cristiano.
Il Tribunale valorizza la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (CRC) e le Linee Guida UNHCR n. 8, secondo cui atti che per un adulto potrebbero non raggiungere la soglia persecutoria la superano invece nei confronti di un minore, e riconduce le vittime a un “particolare gruppo sociale” ai sensi dell’art. 8 lett. d) d.lgs. 251/2007 (i minori orfani o abbandonati esposti a violenza domestica).
Il profilo più significativo attiene all’attualità del timore. Il fatto che i ricorrenti siano ormai maggiorenni e si siano allontanati dal contesto persecutorio non fa venir meno la tutela: proprio la gravità e la frequenza degli abusi subiti da minori dispiegano effetti perduranti sullo sviluppo psicofisico ed emotivo della persona, tali da giustificare il rifiuto di avvalersi della protezione del Paese di cittadinanza.
Le due pronunce offrono un modello argomentativo utile per i casi di persecuzioni sofferte nella minore età, affermando che il pieno status di rifugiato può essere riconosciuto anche a chi ha raggiunto la maggiore età, quando il trauma passato continua a produrre conseguenze attuali.
Tribunale di Torino, decreto del 23 febbraio 2026 Tribunale di Torino, decreto del 27 aprile 2026Si ringrazia lo Studio legale Oltre per la segnalazione e il commento.
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