
Italia, laboratorio della guerra ai migranti
Comune-info - Friday, September 4, 2026
Foto YaBasta RestiamoUmaniPubblichiamo un estratto di uno dei capitoli aggiornati del libro Nel laboratorio della guerra. Archeologia del presente, racconti antropologici, strategie planetarie, di prossima pubblicazione.
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Nel 1998 la legge 40 “Turco-Napolitano” istituisce i Centri di Permanenza Temporanea che assumono la realtà di centri di detenzione per chiunque giunga in Italia da “irregolare” e diventano il modello di reclusione adottato da molti paesi europei.
Nel 2002 la legge “Bossi-Fini” istituisce i Centri di Identificazione, legalizza la detenzione di migranti e richiedenti asilo violando la Convenzione ONU sui rifugiati e sancisce l’espulsione con accompagnamento alla frontiera, l’ottenimento del permesso di soggiorno legato ad un lavoro effettivo, l’uso delle impronte digitali e l’uso delle navi della marina militare per contrastare “l’immigrazione clandestina”. L’edificazione dei CIE e la definitiva criminalizzazione degli stranieri opera la separazione tra migranti “buoni” e “cattivi”, regolari e irregolari, possibili cittadini e criminali, – separazione che si riproduce all’interno dello stato tra cittadini con pieni diritti e marginali, pericolosi, anormali.
Dopo il 2005, vengono adottati i Common Basic Principles redatti dal Consiglio Europeo, nella forma del Documento programmatico relativo alla politica dell’immigrazione, con cui si statuisce il principio della cosiddetta Civicintegration… In Italia il testo prodotto dal governo parla di adeguamento alle regole e riconoscimento dei valori della comunità di arrivo e la civicintegration conosce una più intensa torsione culturalista e autoritaria.
Nel 2007 la Carta dei Valori della cittadinanza e dell’integrazione è il provvedimento del Ministro degli interni Amato per fronteggiare il rischio del “terrorismo islamico” attraverso la “soglia di tolleranza e sicurezza”. Prevede di assimilare ad un sistema di valori le diversità percepite come conflittive. L’adesione ai valori è misurata attraverso un vero e proprio muslimtest.
Nel 2009 il “pacchetto sicurezza” (Legge 94) del ministro dell’interno Maroni attua la trasformazione dello straniero da soggetto di diritto a individuo condizionato e garantito dal permesso di lavoro. La prima selezione di “indesiderabili” avviene nei paesi di partenza e non di sbarco, mentre la selezione dei residenti potenzialmente pericolosi comprenderà in maniera informale attivisti, reti di movimento, studenti e giovani nelle strade e fuori dai locali della movida.
Nel 2010 il Patto per l’integrazione nella sicurezza introduce misure obbliganti sulle condotte e sulla correzione degli stili di vita “stranieri”, giustificate dalla “salvaguardia dell’italianità” e dalla “rinnovata capacità di governo del fenomeno migratorio” attraverso il controllo rafforzato dei confini e la creazione selettiva e meritevole di cittadini docili e produttivi. Queste misure sono: educazione e apprendimento della lingua e dei valori, ottenimento di un lavoro sul mercato interno ed esterno, alloggio e accesso ai servizi essenziali e attenzione ai minori…
… Nel 2015, l’Agenda europea sulle migrazioni prevedeva il rimpatrio e la cooperazione nella “gestione dei flussi” con i paesi terzi strategici, di transito e origine dei flussi (Grecia, Turchia e Niger, Nigeria, Mali, Etiopia, Sudan, Libia); il rafforzamento di Frontex e la “gestione condivisa” della guardia costiera con i paesi di transito; l’istituzione di hotspot «per controllare gli abusi dovuti ai processi di asylumshopping», in realtà per attuare l’espulsione nei paesi d’origine e transito; il “rafforzamento dei canali per la migrazione legale qualificata”.
Seguendo il rifiuto di accoglienza dei del “gruppo di Vysegrad”, il governo italiano proponeva il Migration compact che prevedeva il rafforzamento dell’accordo UE-Turchia, l’esternalizzazione della frontiera mediterranea in base allo slogan “aiutiamoli a casa loro” in Niger, Nigeria, Senegal, Mali, Etiopia e un piano di investimenti pubblico-privati che subordina i finanziamenti alla cooperazione alle “politiche di impedimento” delle partenze e di riammissione per coloro che tentano di entrare nel territorio europeo…
Il Memorandum di intesa dello Stato italiano con la Libia del 2017 siglato con Al Sarraj e l’accordo Italia-Niger per bloccare la rotta transhariana a cui si aggiunge la chiusura delle frontiere a Ventimiglia e al Brennero hanno sancito le politiche di respingimento. La legge Minniti-Orlando del 2017 combinava le regole di ingresso dei migranti “forzati” con il “decoro urbano”, che ha introdotto severe limitazioni alla libertà di movimento e ha rafforzato il potere di ordinanza dei sindaci tramite cui sono stati sgomberati edifici e spazi considerati abusivi. Il provvedimento ha introdotto un DASPO urbano, per il quale vengono allontanate dal territorio persone che mettono in atto “condotte che impediscono la fruizione di infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico”…
… Nel 2018 diventa legge il “Decreto Salvini” su sicurezza e immigrazione che sotto la rubrica “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica” limita lo status di protezione internazionale in conseguenza dell’accertamento di gravi reati con norme idonee a scongiurare il ricorso strumentale alla domanda di protezione; limita il rilascio dei permessi di soggiorno a casi speciali rendendoli temporanei e consente il rifiuto del permesso laddove esistono convenzioni con altri paesi quando lo straniero non soddisfa le condizioni di soggiorno applicabili in uno degli stati contraenti; istituisce presso i tribunali la sezione specializzata in materia di immigrazione per la trattazione della controversie in materia di rifiuto di rilascio, diniego di rinnovo e di revoca del permesso di soggiorno; prolunga la durata del trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio da 90 a180 giorni; adotta misure per la tempestiva esecuzione dei lavori per la costruzione, il completamento, l’adeguamento e la ristrutturazione dei CPT, con spese a carico delle amministrazioni locali; sostituisce il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) con il sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati, perché i richiedenti asilo non saranno più ammessi alle pratiche di formazione e inserimento socio-lavorativo; estende il DASPO urbano ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive e in specifiche aree urbane e prevede sanzioni per chi blocca una strada ordinaria o ferrata o comunque ostruisce o ingombra una strada. I comuni possono inoltre deliberare di assegnare in dotazione l’arma comune ad impulsi elettrici (taser). Il decreto dispone la pena della reclusione fino a quattro anni congiuntamente alla multa da 206 euro a 2.064 euro, nei confronti dei promotori e organizzatori dell’“invasione” di immobili.
Dal 2020 i “decreti sicurezza” si susseguono, trasferendo nella penalità la sicurezza collettiva con l’introduzione di reati per la “sicurezza urbana”, la “gestione dell’immigrazione” e nuovi reati: occupazione arbitraria di immobili, detenzione di materiale con finalità di terrorismo, impedimento alla libera circolazione su strade e ferrovie (contro i blocchi stradali nelle manifestazioni di protesta non violenta), aggravante per il danneggiamento di beni, deturpamento e imbrattamento di beni pubblici, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, “rivolta” nei penitenziari e nei centri di detenzione per migranti, tutele rafforzate per le forze dell’ordine; estensione del potere di arresto in flagranza differita, reati commessi nelle stazioni, bus e metropolitane, divieto di accattonaggio, DASPO urbano, divieto di vendita di “cannabis light”, nuove restrizioni per l’acquisto di Simcard, detenzione di donne incinte e con figli piccoli nei penitenziari invece che in strutture a custodia attenuata. Il provvedimento rende permanenti le tutele per gli agenti dei servizi segreti che possono compiere determinati reati se autorizzati dal capo di governo, come partecipazione ad associazioni sovversive e direzione di organizzazioni eversive…
…Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 il caicco ‘Summer Love’ partito dalla Turchia con 150-200 persone all’alba, naufragava davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro, nel Crotonese. Durante la notte un aereo di Frontex aveva segnalato l’imbarcazione alle ore 4 ma solo alle 6,50 la guardia costiera aveva salvato due naufraghi. Un’annotazione sul giornale delle operazioni del 25 febbraio dell’ufficiale di turno della Guardia di Finanza «…smentiva clamorosamente la versione dei fatti sostenuta con forza da tutti gli esponenti di governo: da tale documento – contrariamente a quanto sostenuto sin dalle prime ore dal ministro Piantedosi – si evinceva che il velivolo Frontex aveva segnalato subito la presenza di numerose persone a bordo, tanto che l’ufficiale – compresa la situazione, aveva annotato immediatamente che il natante portava migranti. Tale situazione, benché conosciuta anche dalla Guardia Costiera, rimase senza conseguenze: nessuno avviò il soccorso e si decise di aspettare che l’imbarcazione arrivasse nelle acque territoriali senza avviare né alcuna ricerca né alcun soccorso…».1
Secondo l’ammiraglio Vittorio Alessandro il soccorso immediato venne impedito da un “filtro interposto” all’azione di salvataggio da «…una direttiva emessa dal ministro Salvini che intimava a rispettare vecchie norme, introdotte nel 2005 ma rimaste inattuate fino al 2018 perché in contrasto con le normative internazionali: tali regole davano priorità alle operazioni di polizia rispetto alle esigenze di salvataggio.».2
A Novembre 2023 viene firmato dai governi italiano e albanese il protocollo che istituisce due Centri di detenzione per le persone migranti a a Shengjin e Gjader, diventati operativi ad ottobre 2024. Nel 2024 ci sono state due operazioni di trasferimento di richiedenti asilo e una nel 2025, senza che i provvedimenti siano stati convalidati dall’autorità giudiziaria che ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Ad aprile 2025 c’è stato il primo trasferimento di stranieri detenuti presso Cpr italiani. Il 26 giugno altre 15 persone sono state trasferite nonostante i dubbi relativi alla legittimità della procedura sollevati dalla Corte di cassazione. Nella struttura ci sono stati numerosi “eventi critici”: atti di autolesionismo e tentativi di suicidio nelle due settimane successive al trasferimento.
Il 12 giugno scorso è entrato in vigore il Patto UE su migrazione e asilo che prevede lo screening obbligatorio alle frontiere esterne, procedure di frontiera accelerate e con minore permanenza sul territorio, un meccanismo permanente di “solidarietà” tra stati che possono scegliere tra ricollocamento, contributo finanziario o supporto operativo e l’istituzione di una banca dati biometrica integrata: oltre alle impronte, sono inclusi immagini del volto, dati anagrafici e segnalazioni di sicurezza, con un’età minima di registrazione abbassata. Il decreto introduce un fermo amministrativo fino a 72 ore. Rimane intatto il principio cardine di Dublino III, la competenza in via primaria allo stato di primo ingresso.3
In pratica viene introdotta la detenzione di fatto, anche per i minori; la possibilità per gli stati di assolvere l’obbligo di solidarietà con un contributo economico; l’uso della lista dei paesi di origine sicuri e il nuovo regolamento per i rimpatri con detenzione prolungata nei return hub in paesi terzi.4
Il 30 luglio 2026 migliaia di persone migranti a nuoto e a piedi attraversano la frontiera marocchina dell’exclave spagnola di Ceuta. Probabilmente con una serie di post sulle piattaforme social annunciavano che il confine con la Spagna era aperto. Probabilmente lo stesso governo marocchino ha spinto la notizia per ritorsione contro gli accordi energetici tra Spagna e Algeria, principale rivale regionale del Marocco. Inoltre il Marocco da decenni rivendica il territorio non autonomo dei sahrawi, appoggiati dall’Algeria che sostiene il Fronte Polisario. «Nel 2021, Spagna e Marocco avevano già vissuto un’altra crisi diplomatica. In un contesto segnato dagli Accordi di Abramo promossi dalla Casa bianca, il Marocco aveva riconosciuto Israele e, in cambio, Trump aveva proclamato la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, ex provincia spagnola considerata dall’Onu un territorio in attesa di decolonizzazione, ora in gran parte sotto il controllo di Rabat.».5 Nelle prime ore della “crisi di Ceuta”, «…l’esecutivo europeo aveva sostenuto che non vi fossero elementi per parlare di un’emergenza migratoria a livello dell’Unione, aveva ribadito il sostegno alla Spagna nella gestione della pressione migratoria e ricordato che il ripristino dei controlli alle frontiere interne resta disciplinato dal Codice frontiere Schengen, che per Ceuta prevede un regime specifico in quanto frontiera esterna dell’Ue…».6
Il 31 luglio l’Italia reintroduce i controlli alle frontiere aerea e marittima con la Spagna, sospendendo Schengen. Dopo aver chiesto al governo italiano il ripristino del normale regime, la Spagna ripristina i controlli alle frontiere per gli italiani con controlli a campione.
Dal 17 agosto 2026 Germania, Svizzera, Austria, Finlandia, Svezia si preparano a rimandare in Italia i “dublinanti”, sbarcati in Italia e poi passati negli altri Paesi europei, in base alle nuove regole del Patto per immigrazione e asilo in vigore dal 12 giugno. La guerra alle persone migranti, considerate merce umana da spedire prima della scadenza, continua.
1 Naufragio di Cutro, “Wikipedia”, https://it.wikipedia.org/wiki/Naufragio_di_Cutro, link attivo al 21/08/2026
2 Cit. id.
3 Cfr. “Legal Blog”, Il Patto UE su migrazione e asilo in vigore dal 12 giugno: cosa cambia davvero, https://legal-blog/patto-ue-migrazione-asilo-2026, link attivo al 21/08/2026
4 Cfr. id.
5 Alberto Negri, Una storia di disperazione e di spie, “Il manifesto” 4/08/2026
6 Andrea Valdambrini, Meloni detta la linea: in guerra anche se il nemico non c’è più, “Il manifesto”, 2/08/2026
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